<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870</id><updated>2012-02-16T10:30:34.357+01:00</updated><title type='text'>Dialoghi</title><subtitle type='html'>Un punto di incontro e di riflessione su politica, società, persone</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>132</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-9136568019414012129</id><published>2012-01-29T18:33:00.003+01:00</published><updated>2012-01-29T18:43:00.077+01:00</updated><title type='text'>OMAGGIO AL PRESIDENTE OSCAR LUIGI SCALFARO</title><content type='html'>Tre sono state le occasioni che ho avuto di incontrare, sempre più da vicino, il Presidente Oscar Luigi Scalfaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima, forse nel 1997, insieme agli altri 100 presidenti delle province italiane, al Palazzo del Quirinale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda, quando il Presidente accolse l’invito degli amici “Nomadelfi” e quindi venne a Grosseto. Era il 21 marzo 1999 e ebbi l’opportunità di rivolgergli il mio personale saluto, insieme ad altre autorità locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza, la più confidenziale, quando chiamò il Parco della Maremma, di cui ero temporaneamente Commissario, per una visita al parco. Era il 1999 e il Presidente aveva ormai terminato il settennato. Ricordo ancora con quanta soddisfazione e semplicità visitammo, ausiliati da una Jeep, le bellezze dell’Uccellina, accompagnati dalla figlia Marianna.&lt;br /&gt;Parlammo riservatamente anche della situazione politica nazionale e locale. Ma sono cose che custodisco nel mio cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bella persona il nostro Presidente.&lt;br /&gt;Ha combattuto la buona battaglia, ha conservato la coerenza, ora riposa in pace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mi permetto di dedicargli l’&lt;span style="font-style:italic;"&gt;indirizzo di saluto&lt;/span&gt; che pronunciai, quando venne a Grosseto, presso il Palazzo del Governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Benvenuto, Presidente Scalfaro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Caro Presidente, avrei voluto iniziare così tante lettere a Lei dirette. &lt;br /&gt;Oggi ho la splendida occasione di incontrarLa, qui nella nostra terra. &lt;br /&gt;Sono felicemente onorato, emozionato, di rivolgerLe il mio saluto personale e quello dei maremmani, di tutti i miei conterranei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Nella vita di ognuno di noi, caro Presidente, in questi anni così complessi, c'è il bisogno di avere un punto di riferimento in cui ritrovare equilibrio, da cui cogliere parole e comportamenti. Un centro di gravità che ci accompagni, anche per un attimo, nei passaggi difficili, e ci offra non tanto soluzioni, quanto l'energia, la certezza che intorno non si è soli.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lei è stato una delle figure a cui ho guardato, le Sue parole sono giunte nel momento opportuno, hanno compreso e fatto comprendere, hanno fatto resistere e guardare con speranza al futuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il bene comune che mi ha ossessionato in questi anni di presidente della Provincia ha trovato nel Suo operato la soluzione semplice e ricca, naturale e viva. &lt;br /&gt;Come pure l'alto senso delle istituzioni che da sempre La hanno caratterizzata&lt;/span&gt; e che tutti dovrebbero coltivare e far crescere e che, invece, non sempre lo si trova specie in taluni che attorno alle istituzioni ruotano.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La ringrazio come cittadino. &lt;br /&gt;Credo che l'Italia sarebbe stata diversa senza la Sua coerente fermezza e umanità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il Suo incontro di oggi è nato per esaudire un desiderio degli amici "nomadelfi", per i quali l'amore fraterno è regola, in eroica applicazione della loro fede. E' quanto si trova scritto nella loro Costituzione ed è quanto ho potuto sperimentare tutte le volte che sono entrato in contatto con la comunità.&lt;br /&gt;Il popolo nuovo, come amano chiamarsi, somiglia a quei grandi massi dove, entrando nella Comunità, sono testimoniate le loro regole. Rappresentano un monito severo verso il resto del mondo, ma anche un sorriso, una speranza, una guida per coloro che sono dispersi.&lt;br /&gt;E sono gioia i loro spettacoli, è gioia quella che trasmettono ai loro visitatori e ai loro figli.&lt;br /&gt;Non so se sarà mai possibile che comunità più vaste, nazioni, popoli si possano organizzare sullo stile di Nomadelfia. &lt;br /&gt;Dentro il mio cuore sento, però, che così dovrebbe essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Caro Presidente questa nostra terra con una storia aspra e difficile, è terra di accoglienza e di rifugio. Lo è stata per la gente venuta a bonificare le paludi e popolare le terre nel dopo guerra, lo è per chi oggi ricerca luoghi di riflessione e di sosta, spazi in cui far volare gli occhi e crescere i figli. &lt;br /&gt;Il suo futuro, ne sono convinto, è nella capacità di compiere un percorso che sappia creare un nuovo umanesimo, una nuova unità, quella fratellanza che sa essere rottura degli interessi di pochi, tessitura della vita di tutti, punto di riferimento delle giovani generazioni, qualità della vita delle generazioni future.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Benvenuto, caro Presidente della Repubblica Italiana&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-9136568019414012129?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/9136568019414012129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=9136568019414012129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/9136568019414012129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/9136568019414012129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2012/01/omaggio-al-presidente-oscar-luigi.html' title='OMAGGIO AL PRESIDENTE OSCAR LUIGI SCALFARO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-7474207453024974731</id><published>2012-01-08T18:41:00.001+01:00</published><updated>2012-01-08T18:43:09.899+01:00</updated><title type='text'>5 ANNI DEL MIO “SECONDO TEMPO”: GRAZIE</title><content type='html'>Ieri mattina, 7 gennaio, i miei tre figli in prima mattinata mi hanno fatto una sorpresa molto particolare.&lt;br /&gt;Sono venuti a svegliarci (dormo con mia moglie) con il consueto latte e caffè a cui hanno aggiunto due fette di panettone e 5 candeline.&lt;br /&gt;Mi hanno preso un po’ alla sorpresa, perché dopo aver dormito non molto durante la notte mi ero assopito in mattinata, ma la loro apparizione è stata una gioia. &lt;br /&gt;Mi hanno fatto gli auguri per i 5 anni del secondo tempo della mia vita: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dal quel 7 gennaio 2007 quando ricevetti il dono del trapianto di polmone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per me è una gioia poter stare ancora con loro e con Rossella in questa vita, come con tutte le persone che conosco e per le quali nutro affetto.&lt;br /&gt;Il sentimento che desidero esprime anche quest’anno è sempre lo stesso: GRAZIE, a cominciare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dalla persona che me lo ha donato e dalla sua famiglia&lt;/span&gt; (per i quali prego quotidianamente), &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dai medici dell’ospedale di Siena&lt;/span&gt; e, via via, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tutti gli altri&lt;/span&gt; che non posso nominare perché la commozione prende il sopravvento.&lt;br /&gt;Grazie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-7474207453024974731?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/7474207453024974731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=7474207453024974731' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7474207453024974731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7474207453024974731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2012/01/5-anni-del-mio-secondo-tempo-grazie.html' title='5 ANNI DEL MIO “SECONDO TEMPO”: GRAZIE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2637762250304263773</id><published>2011-11-22T19:23:00.010+01:00</published><updated>2011-11-22T20:06:54.075+01:00</updated><title type='text'>10. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL DECALOGO DEL LAICO DI AZIONE CATTOLICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1973 si conclude l’opera di rinnovamento.&lt;br /&gt;Emblematici della corrispondenza della nuova struttura dell'ACI e del suo progetto formativo al profilo di laico, voluto dalla Chiesa del Concilio, sono &lt;span style="font-style:italic;"&gt;le dichiarazione di Bachelet, davanti al papa, dell'obbedienza in piedi&lt;/span&gt; degli aderenti all'associazione e soprattutto il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;decalogo del laico di ACI&lt;/span&gt;, che Paolo VI consegna all'associazione proprio in quell’anno (1).&lt;br /&gt;Analizzando questa &lt;span style="font-style:italic;"&gt;suggestiva dichiarazione d’amore&lt;/span&gt; sarà facile comprendere il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;carisma dell’AC&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;1. LA MISSIONE DELL’AC E’ LA MISSIONE DELLA CHIESA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Paolo VI parte dalla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;natura&lt;/span&gt; e dallo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;scopo&lt;/span&gt; dell’Azione Cattolica: la sua missione è la missione stessa della Chiesa. Come dice lo Statuto, l’Azione Cattolica si impegna &lt;span style="font-style:italic;"&gt;per la realizzazione del fine generale apostolico della Chiesa&lt;/span&gt; (2). E questo era già stato sottolineato nella Premessa allo Statuto stesso: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ciò che caratterizza l’Azione Cattolica è infatti l’assumere, come propria finalità essenziale, non questo o quel campo di apostolato, ma il fine stesso apostolico della Chiesa nella sua globalità&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’AC ha davanti a sé un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;compito&lt;/span&gt; straordinariamente alto, che il Concilio ha così sintetizzato, come il primo dei contrassegni delle varie forme di apostolato di Azione Cattolica: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’evangelizzazione e la santificazione degli uomini e la formazione cristiana della loro coscienza, in modo da impregnare dello spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti&lt;/span&gt; (3).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2. L’AC E’ A SERVIZIO DELLA CHIESA LOCALE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Però questa collaborazione potrebbe anche rimanere nel vago, nella sfera delle buone intenzioni, se non trovasse concreta e stimolante applicazione nella realtà quotidiana: il che significa che l’Azione Cattolica è e deve essere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;al servizio nella Chiesa locale&lt;/span&gt; (4). &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Si abituino i laici ad agire, nella parrocchia, in intima unione con i loro sacerdoti; apportino alla comunità della Chiesa i propri problemi e quelli del mondo ....diano secondo le proprie possibilità il loro contributo a ogni iniziativa apostolica e missionaria della propria famiglia ecclesiastica&lt;/span&gt; (5).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;3. L’AC E’ SPIRITO DI COMUNIONE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questa partecipazione alle esigenze di tutto il fronte dell’apostolato mette in luce quel carattere comunitario dell’Azione Cattolica, che è anch’esso, secondo il Concilio, una sua nota caratteristica: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;i laici agiscono uniti a guisa di corpo organico affinché sia meglio espressa la comunità delle Chiese e l’apostolato riesca efficace&lt;/span&gt; (6). &lt;br /&gt;È questo il modo di vivere, oggi, quella comunanza fraterna, quella koinonia (Atti 2, 42) che fu alle origini il segno più evidente della Chiesa, e che deve far riconoscere i cristiani generosi nelle mutazioni e nelle contraddizioni del mondo di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;4. L’AC COLLABORA CON LA GERARCHIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ribadisce il Papa che senza la collaborazione con la Gerarchia ecclesiastica non si dà Azione Cattolica: il Concilio Vaticano II è stato esplicito su questo punto quando ha richiesto sia la collaborazione con la Gerarchia, sia la superiore guida di questa come note caratteristiche perché vi sia Azione Cattolica (7).&lt;br /&gt;Bene fa perciò lo Statuto a ribadire il principio fino dal numero 1; e, nel darne la definizione al numero 5, esso traccia un vero &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;programma di vita&lt;/span&gt;, inquadrato in una visione profondamente teologica e pastorale: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’Azione Cattolica Italiana, per realizzare il proprio servizio alla costruzione e missione del Popolo di Dio, collabora direttamente con la Gerarchia, posta dal Signore a reggere la Chiesa, in un rapporto di piena comunione e fiducia. Accoglie con aperta disponibilità la sua guida e le offre con responsabile iniziativa il proprio organico e sistematico contributo per l’unica pastorale della Chiesa. Collabora alla crescita della comunione fra laici, clero e Vescovi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La collaborazione con la Gerarchia ecclesiastica si rende meglio visibile e operante nella presenza, in mezzo all’associazione, dell’Assistente Ecclesiastico. &lt;br /&gt;Lo Statuto ne traccia esaurientemente la fisionomia e il posto entro la vita dell’Associazione di Azione Cattolica, come di colui che contribuisce &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ad alimentare la vita spirituale ed il senso apostolico e a promuoverne l’unità&lt;/span&gt; (8). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;5. LA NECESSITA’ DI CONOSCERE LA TEOLOGIA DEL LAICATO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come abbiamo richiesto un inserimento nella ecclesiologia del Concilio Vaticano II, - annota ancora Papa Paolo VI - così pensiamo che non si possa dare vera Azione Cattolica senza un adeguato approfondimento della natura e della posizione del laico nella Chiesa: diciamo pure, senza una conoscenza compiuta della teologia del laicato, richiesta dal tempo nostro.&lt;br /&gt;La lettura dello Statuto scopre grandi ricchezze in questa direzione, che sarebbero incomprensibili senza questa necessaria conoscenza teologica. Così avviene quando si parla dell’impegno dei laici&lt;span style="font-style:italic;"&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;a&lt;/span&gt; formarsi all’apostolato nella loro specifica condizione di vita (9), &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;a&lt;/span&gt; collaborare alla missione della Chiesa secondo il modo loro proprio portando la loro esperienza ed assumendo la loro responsabilità nella vita dell’Associazione; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;a&lt;/span&gt; testimoniare nella loro vita l’unione con Cristo e ad informare allo spirito cristiano le scelte da loro compiute, con propria personale responsabilità, nell’ambito delle realtà temporali&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peraltro il Concilio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ha distinto bene&lt;/span&gt;, nel Decreto sull’apostolato dei laici, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;il laicato cattolico&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’Azione Cattolica&lt;/span&gt;, la quale unisce più strettamente i laici all’apostolato gerarchico e rende più prezioso il loro contributo alla diffusione del regno di Cristo, in virtù delle quattro note caratteristiche, che secondo il Decreto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Apostolicam Actuositatem&lt;/span&gt; (10) devono coesistere insieme perché l’azione laicale diventi vera Azione Cattolica. Dimenticare quelle note vorrebbe dire esporre l’Azione Cattolica a perdere la sua identità.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;6. LA RESPONSABILITA’ DEL LAICATO DI AZIONE CATTOLICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma v’è di più, carissimi figli – annota ancora Paolo VI. La Chiesa stessa vi dà fiducia; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la Chiesa vi chiama&lt;/span&gt;. Non è poco ciò ch’ella attende da voi! Non vi richiede solo una vaga presenza, una testimonianza nebulosa, o un impegno a parole: ella vi affida se stessa e il suo avvenire! &lt;br /&gt;L’Azione Cattolica, infatti, è chiamata dal Concilio a collaborare &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;per piantare la Chiesa e per lo sviluppo della comunità cristiana&lt;/span&gt;"&lt;/span&gt; insieme con altri tipi specifici di ministero - sacerdoti, diaconi, catechisti, religiosi e religiose - "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;che, suscitati nell’ambito stesso dei fedeli da una vocazione divina, debbono essere da tutti promossi e rispettati con cura premurosa&lt;/span&gt;" (11). Quale impegno è dunque questo!&lt;br /&gt;E’ alla luce di questa particolare vocazione che Paolo VI si impegnerà in una straordinaria definizione. Affermerà in modo solenne &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“la particolare rilevanza dell’Azione Cattolica che, in quanto collaborazione dei laici all’apostolato gerarchico della Chiesa, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ha un posto non storicamente contingente, ma teologicamente motivato nella struttura ecclesiale&lt;/span&gt;”&lt;/span&gt; (12).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una collaborazione così alta, preziosa, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"che vi associa, ovunque voi siate, intimamente alla natura e alla vocazione apostolica e missionaria della Chiesa"&lt;/span&gt; ricorda il Papa, è pertanto necessaria una solida preparazione interiore affinché l’Azione Cattolica mantenga la sua &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"ispirazione spirituale-religiosa"&lt;/span&gt;, come Paolo VI l’aveva definita nella Lettera del 10 ottobre 1969 per l’approvazione dello Statuto.&lt;br /&gt;Così vede con grande soddisfazione che l’art. 13 dello Statuto presenta il dovere di contribuire alla realizzazione delle finalità dell’Associazione &lt;span style="font-style:italic;"&gt;con la preghiera e con il sacrificio, con lo studio e con l’azione&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;7. IL VALORE DELLA PREGHIERA&lt;/span&gt;. Essa è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’anima di ogni apostolato&lt;/span&gt;, e perciò, se mancasse, l’Azione Cattolica verrebbe a essere privata della sua spina dorsale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;8. LA NECESSITA’ DEL SACRIFICIO&lt;/span&gt;. In un momento in cui la mentalità permissiva ed edonistica sembra aver infiacchito le volontà con l’esaltazione dell’istinto e del capriccio, occorre richiamare l’impegno comune - e specialmente dei giovani, tanto generosi per natura - al significato del sacrificio come valore formativo della persona umana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;9. L’IMPORTANZA DELLO STUDIO&lt;/span&gt;. Lo studio è importante perché oggi, come ieri, l’apostolato è difficile, è contrastato, suppone convinzioni profonde e durature: e le convinzioni non si improvvisano, né si affidano alla labile carica del sentimento, ma esigono una solida preparazione della mente insieme con l’allenamento della volontà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;10. L’AZIONE&lt;/span&gt;. Infine, l’azione: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"che è il vostro appellativo per antonomasia, e sgorga incoercibile dalla ricchezza interiore, alimentata dalle fonti spirituali che vi abbiamo finora descritte. &lt;br /&gt;L’azione vi chiama a dare la testimonianza a Cristo nell’impegno apostolico e temporale,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;con propria personale responsabilità&lt;/span&gt;" (13). &lt;br /&gt;Lo Statuto, ispirandosi al Concilio, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"vi ha dischiuso tutto il campo delle realtà temporali, in cui, come laici, potete e dovete essere presenti"&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(1) Paolo VI, Discorso ai delegati dell’Azione Cattolica Italiana, 22 settembre 1973.&lt;br /&gt;(2) Statuto dell’Azione Cattolica Italiana, 1969, n. 1.&lt;br /&gt;(3) Apostolicam Actuositatem, 20.&lt;br /&gt;(4) Statuto dell’Azione Cattolica Italiana, 1969, n. 6.&lt;br /&gt;(5) Apostolicam Actuositatem, 10.&lt;br /&gt;(6) Apostolicam Actuositatem, 20.&lt;br /&gt;(7) Cfr. Apostolicam Actuositatem, 20, b, d.&lt;br /&gt;(8) Statuto dell’Azione Cattolica Italiana, 1969, n. 10.&lt;br /&gt;(9) Statuto dell’Azione Cattolica Italiana, 1969, n. 3.&lt;br /&gt;(10) Apostolicam Actuositatem, 20:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;a&lt;/span&gt;) Fine immediato di tali organizzazioni è il fine apostolico della Chiesa, cioè l'evangelizzazione e la santificazione degli uomini e la formazione cristiana della loro coscienza, in modo che riescano ad impregnare dello spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;b&lt;/span&gt;) I laici, collaborando con la gerarchia secondo il modo loro proprio, portano la loro esperienza e assumono la loro responsabilità nel dirigere tali organizzazioni, nel ponderare le circostanze in cui si deve esercitare l'azione pastorale della Chiesa e nella elaborazione ed esecuzione del loro programma di azione.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;c&lt;/span&gt;) I laici agiscono uniti a guisa di corpo organico, affinché sia meglio espressa la comunità della Chiesa e l'apostolato riesca più efficace.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;d&lt;/span&gt;) Questi laici, sia che si offrano spontaneamente, o siano invitati all'azione e alla cooperazione diretta con l'apostolato gerarchico, agiscono sotto la superiore direzione della gerarchia medesima, la quale può sancire tale cooperazione anche per mezzo di un “ mandato ” esplicito.&lt;br /&gt;(11) Ad Gentes, n. 15.&lt;br /&gt;(12) Paolo VI, Discorso ai partecipanti all’Assemblea Nazionale dell’ACI, 25 aprile 1977.&lt;br /&gt;(13) Statuto dell’Azione Cattolica Italiana, 1969, n. 3.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo decimo post è l'ultimo della serie. Saluto con affetto e...&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ad maiorem Dei gloriam&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2637762250304263773?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2637762250304263773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2637762250304263773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2637762250304263773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2637762250304263773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/11/10-lazione-cattolica-conciliare-tra.html' title='10. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-5407123696876244178</id><published>2011-11-20T19:54:00.001+01:00</published><updated>2011-11-20T19:59:02.033+01:00</updated><title type='text'>9. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL METODO DELLA REVISIONE DI VITA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il secondo tratto che caratterizza questo periodo di trasformazione può essere ravvisato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nello sforzo di elaborare un itinerario educativo globale&lt;/span&gt;.  Questo sforzo porta anche all’assunzione del cosiddetto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;metodo della revisione di vita&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E’ un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;metodo&lt;/span&gt; che si propone di promuovere una crescita della Chiesa nel mondo, tra i giovani e gli adulti,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; attraverso un’interpretazione della realtà fatta alla luce del Vangelo&lt;/span&gt;. E’ anche di più: è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;una spiritualità laicale&lt;/span&gt;, orientata a formare la persona, credente, responsabile, protagonista della sua esistenza e del cambiamento del mondo, alla luce della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La revisione di vita è un metodo di lettura cristiana dei fatti quotidiani &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sorto in Belgio tra le due guerre all'interno dei gruppi giovanili di Azione Cattolica Operaia, la J.O.C. &lt;/span&gt;(1). Esso richiama la centralità della vita. Dichiarava il suo inventore Joseph-Léon Cardijn: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;”Niente definizioni astratte: che cosa è la società, il lavoro, il salario, il sindacato… E’ necessario raccontare, ripetere episodi, fatti, avvenimenti…, ma concretamente, in modo vivace… E’ necessario rendere tutti coscienti dei problemi sollevati dalla loro vita specifica, dal loro lavoro: dove lavorate? Come siete arrivati a questo lavoro? Come siete trattati? E, sempre in modo vivace, è necessario risalire ai principi, scendere alla conclusione, alla condotta da seguire, al comportamento da tenere”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Acquisizione piena &lt;span style="font-style:italic;"&gt;della lettura dei segni dei tempi&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rivoluzione mentale&lt;/span&gt; da porre in atto. Mica poco!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;IL PROGETTO FORMATIVO APOSTOLICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quanto detto doveva portare - è un altro elemento caratterizzante le scelte statutarie - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;a indicare la primaria importanza di un progetto formativo apostolico&lt;/span&gt;, inteso a trasformare l'adesione all'associazione in scelta, in scelta di vita, per raggiungere una sicura qualità ecclesiale e umana in un impegno solidale nella Chiesa e nella società. &lt;br /&gt;Tale itinerario di crescita personale e collettiva, correlato ovviamente all'età e all'ambiente, trovava un punto essenziale di riferimento nella catechesi riferita alla Parola di Dio, al magistero conciliare e sociale della Chiesa e alle linee pastorali della Cei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(1) La &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;revisione di vita&lt;/span&gt; è una riflessione guidata, con un metodo preciso, di cui l'essenziale consiste nel l'esaminare un fatto o un problema e nel rileggerlo o rivederlo in tre momenti successivi ben distinti tra loro:&lt;br /&gt;1 ) Si analizza il fatto nelle sue componenti umane e motivazionali = VEDERE&lt;br /&gt;2) Si tenta di darne una lettura e interpretazione di fede, ricorrendo al Vangelo = GIUDICARE&lt;br /&gt;3) Ci si impegna a tradurre in cambiamento di mentalità e in azione concreta il frutto del giudizio venuto dalla Parola = AGIRE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad maiorem Dei gloriam.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-5407123696876244178?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/5407123696876244178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=5407123696876244178' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5407123696876244178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5407123696876244178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/11/9-lazione-cattolica-conciliare-tra.html' title='9. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-5917267528100475004</id><published>2011-11-19T17:25:00.005+01:00</published><updated>2011-11-19T17:46:27.882+01:00</updated><title type='text'>8. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LA RIFONDAZIONE ORGANIZZATIVA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Intanto occupiamoci della rifondazione organizzativa tesa fortemente a sostanziare la prima scelta strategica di questo periodo: l’&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;unificazione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai rami dell’AC prima del nuovo Statuto – &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Unione Uomini di AC, Unione Donne di AC (UDACI) Gioventù Maschile di AC (GIAC)  e Gioventù Femminile (GF)&lt;/span&gt;, – scompare la distinzione per sesso e si creano i SETTORI GIOVANI E ADULTI, si rinnovano i MOVIMENTI DEGLI STUDENTI (1) e dei  LAVORATORI (2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo statuto lascia in sospeso la riconsiderazione dei Movimenti (FUCI (3), LAUREATI, MAESTRI), ma questi iniziano ugualmente un percorso innovativo che porterà il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Movimento dei Maestri&lt;/span&gt; (4) a sciogliersi alcuni anni dopo ed a trasformarsi nel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Movimento di impegno educativo di Azione Cattolica (MIEAC)&lt;/span&gt; e quello dei &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Laureati &lt;/span&gt;(5) a sfociare, nel 1980, nella fondazione del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC)&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di straordinario rilievo è &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;la nascita dell’ACR&lt;/span&gt;. È un virgulto nuovo del fertile ceppo dei movimenti sorti dai rami dell’AC prima del nuovo Statuto. Erano i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fanciulli di AC&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;La GF si occupava delle bambine: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Angioletti e Piccolissime, Beniamine e Aspiranti alla Gioventù Femminile&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;L’UDACI si occupava dei bambini: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fiamme Bianche, Verdi e Rosse&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;La GIAC si occupava degli &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Aspiranti maggiori e minori alla Gioventù Maschile&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quegli anni della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;fantasia al potere&lt;/span&gt; si avverte la necessità di unire le forze e rendere efficaci &lt;span style="font-style:italic;"&gt;i capitali educativi acquisiti nel tempo&lt;/span&gt; per far fronte alla bufera della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;resa educativa&lt;/span&gt; e del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;qualunquismo&lt;/span&gt;. L’aver avuto alle spalle una ricchezza enorme rende possibile la trasformazione e il potenziamento.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’ACR nasce forte&lt;/span&gt;, quindi, per eredità. Ma si mette anche subito all’opera per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;conservare e ampliare il capitale&lt;/span&gt;. Si dà un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;progetto educativo&lt;/span&gt;. Fa la scelta decisiva del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gruppo educatori&lt;/span&gt;. Punta inequivocabilmente al &lt;span style="font-style:italic;"&gt;protagonismo dei ragazzi&lt;/span&gt;: protagonisti per vocazione e per grazia. A misura di ragazzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente Vittorio Bachelet ne traccia, nel 1971, un profilo straordinario che tira in ballo anche il modo di pensare degli adulti:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Credo che l’aver fortemente richiamato la loro (dei ragazzi)&lt;/span&gt; dignità di cristiani e la ricchezza del dono che essi fanno alla comunità, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;è un grande servizio che l’AC rende non solo ai piccoli ma all’intera comunità cristiana. L’aver sottolineato questo dono, questa corresponsabilità attiva anche attraverso la forma dell’impegno associativo dei fanciulli e dei preadolescenti sottolinea infatti che anche essi sono non solo oggetto dell’azione pastorale&lt;/span&gt;, ma soggetti della costruzione della Chiesa partecipi a pieno titolo – e certamente a loro misura – della sua missione apostolica; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;e questa consapevolezza arricchisce tutta la Chiesa. &lt;br /&gt;Se riusciremo a capire bene questo, non avremo reso un servizio solo ai più piccoli; infatti la presenza dei piccoli nell’AC aiuterà l’associazione stessa a capirsi e ad attuare meglio il suo compito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Se noi capiremo come i ragazzi&lt;/span&gt; possono essere soggetti attivi  nella Chiesa, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;capiremo anche come gli adulti possono essere soggetti attivi nella Chiesa. Perché io credo che noi qualche volta abbiamo le idee un po’ confuse&lt;/span&gt; su cosa significhi essere adulti o maturi nella Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Quasi che questa maturità sia una sorta di acquisizione, di accumulo di esperienza, di capacità culturale o di semplice progresso di età&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mentre è la misura della corrispondenza della risposta di ciascuno alla chiamata e alle possibilità concrete che il Signore offre&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;E sono spesso non solo i più piccoli, ma anche i più semplici quelli che, nella Chiesa,&lt;/span&gt; hanno statura più grande; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sono essi che hanno voce più attiva nella Chiesa, che è mistero di grazia. Per questo l’ACR&lt;/span&gt; può diventare una pagina di speranza non solo nella vita dell’AC, ma nella vita della Chiesa“ (6).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, come dirà il Vescovo Aldo Del Monte: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“l’ACR ha stimolato il rinnovamento della catechesi in tutta la Chiesa italiana. Ha promosso la partecipazione attiva dei ragazzi alla Liturgia e ha offerto esperienze valide per una promozione della presenza dei ragazzi nella vita delle comunità”&lt;/span&gt; (7). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello nazionale, diocesano e parrocchiale nuovi organi prendono il posto dei precedenti al ’69: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’Assemblea, il Consiglio, la Presidenza, il Presidente&lt;/span&gt;. Viene istituito il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Delegato regionale&lt;/span&gt; eletto dal Consiglio regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è di più. C’è anche il fatto che la sua struttura organizzativa è tutta articolata &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sulla natura democratica della vita associativa e della designazione dei responsabili&lt;/span&gt;, con la parità tra uomo e donna e con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;un profilo nazionale rispettoso&lt;/span&gt;, anzi rafforzato dalle autonomie locali diocesane e parrocchiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(1) Nel 1910, all'interno della Società della Gioventù cattolica sono previsti i &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;primi circoli di studenti&lt;/span&gt; chiamati ad essere sale e luce nel mondo della scuola, marcandone la finalità missionaria. Qualche anno più tardi, nel 1925, nasce la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Jec&lt;/span&gt;, l'organizzazione europea che vuole collegare i movimenti di studenti di Azione Cattolica dei vari Paesi. A partire dal 1935, si consolida l'esperienza di un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Movimento di studenti&lt;/span&gt; con propri dirigenti, una propria struttura, un proprio organo di stampa.&lt;br /&gt;Nel 1954 nasce &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;GS&lt;/span&gt;, la Gioventù Studentesca della Giac e della Gf. Dopo pochi anni, però, la sigla GS viene sostituita con quella di Movimento Studenti.&lt;br /&gt;Anche perché sotto la guida di don Luigi Giussani, insegnante di religione presso il liceo classico Berchet di Milano, si avvia un percorso, diverso per metodo educativo, che condurrà alla nascita di&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; Comunione e Liberazione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Nel 1969 l'Azione Cattolica italiana si rinnova nello spirito del Concilio Vaticano II. Nasce, ufficialmente, il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Msac&lt;/span&gt;, il Movimento Studenti di Azione Cattolica.&lt;br /&gt;(2) Nato nel 1936, il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Movimento Lavoratori&lt;/span&gt; è l’Azione Cattolica dei lavoratori. Costituisce l’espressione missionaria dell’AC nel mondo del lavoro.&lt;br /&gt;(3) Dopo il Concilio Vaticano II, la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;FUCI&lt;/span&gt; avviò una grande riflessione sul proprio ruolo nell’Università, nella Chiesa e nella società: si confrontò, non senza contrasti, con i profondi rivolgimenti del ’68, e con la nascita di nuovi movimenti, quali Comunione e Liberazione. Visse alterne vicende negli anni ’70 e ’80, soffrendo dell’emorragia di iscritti e dei problemi economici propri di tutte le associazioni cattoliche di quegli anni, e tuttavia continuando con forza la propria attività di approfondimento culturale e di presenza nell’università, attività che conobbe un discreto rilancio alla fine degli anni ’80.&lt;br /&gt;(4) Il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Movimento maestri di Azione cattolica&lt;/span&gt; è costituito nel settembre del 1946 sul tronco dell’esperienza della Sezione maestri di Azione cattolica, sorta nel 1929, dopo lo scioglimento da parte del regime fascista di tutte le organizzazioni professionali e di categoria.&lt;br /&gt;Nel 1990, con un’Assemblea costituente celebrata a Roma dal 6 all’8 dicembre, il Movimento maestri si scioglie per far sorgere il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Movimento di impegno educativo di Azione cattolica (MIEAC)&lt;/span&gt;, che ne raccoglie l’eredità.&lt;br /&gt;Il rapporto con l’Azione cattolica è precisato su basi nuove nel Documento normativo che viene approvato al Congresso straordinario tenutosi a Grottaferrata nel 2004, in cui si definisce il Mieac come movimento esterno.&lt;br /&gt;(5) Il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Movimento laureati di Azione cattolica&lt;/span&gt; è fondato nel 1933 da Igino Righetti e Giovanni Battista Montini, all’epoca presidente e assistente della Federazione universitaria cattolica italiana portando a compimento il progetto di dare continuità alla formazione religiosa e intellettuale dei giovani fucini, dopo gli anni universitari, attraverso una specifica associazione. &lt;br /&gt;Il processo di rinnovamento sviluppatosi tra “i laureati” nel periodo post-conciliare, ed in particolare negli anni del Convegno promosso dalla Chiesa italiana sul tema “Evangelizzazione e promozione umana” (1976), sfocia nel 1980 nella fondazione del &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC)&lt;/span&gt;, che, riallacciandosi alla tradizione, nella nuova denominazione e struttura intende essere un riferimento per il mondo culturale cattolico.&lt;br /&gt;(6) Vittorio Bachelet, tratto da Il nuovo impegno, n.8, aprile ’71.&lt;br /&gt;(7) Frase di Mons. Aldo Del Monte, dal 1963 assistente centrale dell’Unione Donne dell’Azione Cattolica e poi vice assistente dell’ACI, quando era direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, parlando agli educatori e assistenti diocesani dell’ACR.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad maiorem Dei gloriam.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-5917267528100475004?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/5917267528100475004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=5917267528100475004' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5917267528100475004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5917267528100475004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/11/8-lazione-cattolica-conciliare-tra.html' title='8. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-5138069274651022736</id><published>2011-11-18T09:53:00.006+01:00</published><updated>2011-11-18T10:19:26.564+01:00</updated><title type='text'>7. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL VENTO DEL CAMBIAMENTO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’AC, come abbiamo visto nel primo paragrafo, si trova dunque nel vortice del cambiamento, che la turba e la entusiasma.&lt;br /&gt;L’&lt;span style="font-style:italic;"&gt;entusiasmo&lt;/span&gt; nei responsabili più sensibili &lt;span style="font-style:italic;"&gt;è legato&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;alle buone notizie conciliari&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;turbamento&lt;/span&gt; deriva &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dal processo di secolarizzazione&lt;/span&gt; in atto, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dalle resistenze al nuovo&lt;/span&gt; provenienti da una larga fetta della gerarchia ecclesiale e del clero ed anche &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dalle perplessità e resistenze&lt;/span&gt; di non pochi responsabili e iscritti di base dell’associazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ turbata dal &lt;span style="font-style:italic;"&gt;crollo verticale delle iscrizioni&lt;/span&gt;. Nel 1948 contava 2.500.000 mila iscritti; nel 1964, 3.500.000 mila; nel 1974 ne conterà 600.000 mila. Nel 2004 si stabilizzeranno intorno ai 350.000 mila.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Perde il consenso di ampi strati della popolazione&lt;/span&gt;, ma bisogna tener presente un altro fattore. L’AC degli anni settanta &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non è più l'unica Associazione dei laici cattolici&lt;/span&gt;. Dopo il Concilio nascono nuove realtà, alcune delle quali fondate anche da ex appartenenti all'associazione. Il Movimento dei Focolari, la Comunità di Sant’Egidio, Comunione e Liberazione (che fu parte dell'AC fino alla fine degli anni '60), il Rinnovamento nello Spirito cominciano proprio dagli anni sessanta la loro diffusione e crescita. &lt;br /&gt;Altre associazioni dall’AC un tempo coordinate, diventano autonome e vanno per la loro strada.&lt;br /&gt;Nel complesso il numero di laici cattolici impegnati è andato solo parzialmente diminuendo, essendosi distribuito in realtà diverse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è anche turbata dalla strada da intraprendere per rinnovare la sua struttura alla luce dei dettami del Concilio, consapevole, specie nel presidente che la guidava, che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“non è … che la modificazione delle strutture statutarie possa costituire il toccasana dei nostri problemi. Vi ho ripetuto forse anche troppe volte quanto sia convinto che ciò che conta davvero è il cambiamento di mentalità, la disponibilità del cuore, la generosità del dono”&lt;/span&gt; (1).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provvidenzialmente, c’è un Papa amico (Paolo VI) e una parte della gerarchia decisa a concretizzare le linee conciliari (Mons. Enrico Bartoletti, Mons. Filippo Franceschi, Mons. Emilio Guano, per citarne alcuni).&lt;br /&gt;Provvidenzialmente, sono gli anni della presidenza di Vittorio Bachelet (2) e dell’assistente generale, Mons. Franco Costa (3).&lt;br /&gt;E’ con questi protagonisti – e molti altri – che nasce la scelta delle scelte: la scelta religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LA SCELTA RELIGIOSA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa è la scelta religiosa?&lt;br /&gt;Per spiegarlo utilizzo le riflessioni di due presidenti nazionali, Vittorio Bachelet e Alberto Monticone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima citazione è veramente illuminante; sono parole di Vittorio Bachelet tratte da un’intervista del 1979, dove lui ripete parole del 1965: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Di fronte a questo mondo che cambia, di fronte alla crisi di valori, nel cambiamento del quadro sociale e culturale, forse con una intuizione anticipatrice, o comunque con una nuova consapevolezza l’AC si chiese su cosa puntare. Valeva la pena correre dietro a singoli problemi, importanti, ma consequenziali, o puntare invece alle radici? Nel momento in cui l’aratro della storia scavava a fondo rivoltando profondamente le zolle della realtà sociale italiana che cosa era importante? Era importante gettare seme buono, seme valido.&lt;/span&gt; La scelta religiosa – buona o cattiva che sia l’espressione- è questo: riscoprire la centralità dell’annuncio di Cristo, l’annuncio della fede da cui tutto il resto prende significato. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Quando ho riflettuto a queste cose e ho tentato di esprimerle ho fatto riferimento a S. Benedetto che in un altro momento di trapasso culturale trovò nella centralità della liturgia, della preghiera, della cultura il seme per cambiare il mondo, o – per meglio dire – per conservare quello che c’era di valido dell’antica civiltà e innestarlo come seme di speranza nella nuova. Questa è la scelta religiosa”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda è una bella e storicamente fondata spiegazione di Alberto Monticone (4): &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Per scelta religiosa dell’ACI si intende l'inizio di&lt;/span&gt; un nuovo modello di associazionismo ecclesiale, alla luce del Concilio al servizio della comunità ecclesiale e dei suoi Pastori, affidato con metodo democratico alla responsabilità dei laici, radicato nelle realtà locali, avente come finalità primaria la formazione di laici cristiani lungo l'arco di ogni età, che conseguono la loro azione nella Chiesa e nella società in forma aggregata. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Essa intese gettare un ponte tra l'appartenenza alla città di Dio nella sua concretezza locale e la partecipazione da cristiani alla città dell'uomo, anche questa individuata nella specificità di tempo e di luogo&lt;/span&gt;. La scelta religiosa abbandonò negli anni ’60 il collateralismo politico con il partito della DC,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; pur riconoscendo in esso il riferimento ai valori umani sorretti dall’ispirazione cristiana, lo sforzo di mediazione per la laicità della politica e la presenza di donne e uomini formatisi nella stessa ACI&lt;/span&gt;. Contribuì a distinguere l'ambito ecclesiale da quello politico partitico, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mirò a liberare la Chiesa dal coinvolgimento in politica&lt;/span&gt;, affermò il valore della laicità cristiana esercitata in forma individuale e collettiva. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;In sostanza fu la scelta associativa per un laicato conciliare e per una cittadinanza cristianamente ispirata e laicamente declinata”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta religiosa, non fu una presunzione, né un’evasione spiritualistica. Nacque da un giudizio storico, severo e radicale. Nacque dalla convinzione che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;il regime di cristianità (5) fosse avviato ad un irreversibile tramonto&lt;/span&gt; e che, piuttosto che tentare restaurazioni - impossibili e neppure desiderabili - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;convenisse piuttosto prepararsi ai tempi nuovi ripartendo dalle fondamenta&lt;/span&gt;, dal nucleo essenziale della fede, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;dalla fede nuda e pura&lt;/span&gt; (6). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La radicalità del cambiamento imponeva un mutamento di scenario, ripartire dalla radice e prepararsi ai tempi lunghi, in attesa che quel che si era seminato cominciasse a germogliare e infine a dar frutto.&lt;br /&gt;Essa non fu mai sinonimo di fuga dalle realtà temporali, non doveva portare i fedeli laici a rinchiudersi in sacrestia; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;spingeva piuttosto la Chiesa intera a farsi presente in ogni campo dell'impegno temporale, restando però sul piano religioso ed etico che le è proprio&lt;/span&gt;: annunziando la Parola, comunicando la vita divina con i sacramenti, testimoniando la fede nel cuore dei problemi dell'uomo attraverso il servizio della carità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(1) Ernesto Preziosi, Il Concilio, l’AC, lo Statuto, in Dialoghi, 03/2003, p. 75.&lt;br /&gt;(2) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Vittorio Bachelet&lt;/span&gt;. Papa Giovanni XXIII nel 1959 lo nomina vicepresidente nazionale e nel 1964 Paolo VI lo nomina Presidente Generale per la prima volta (verrà riconfermato anche per i due mandati successivi, fino al 1973).&lt;br /&gt;(3) Mons. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Franco Costa&lt;/span&gt;, assistente centrale della FUCI dal 1955 al 1963 e assistente generale dell'ACI dal 1963 al 1972.&lt;br /&gt;(4) Tratto da Alberto Monticone (Presidente nazionale dell'Azione Cattolica dal 1980 al 1986), La scelta religiosa dell’Azione Cattolica e il cattolicesimo italiano.&lt;br /&gt;(5) Il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;regime di cristianità&lt;/span&gt; aveva implicato l’ esistenza di una società organica in cui l’ appartenenza cristiana era stata lo sfondo e l’ ispirazione necessaria della vita della persona umana dall’ inizio alla fine. Lo si considera realizzato nel periodo medievale.&lt;br /&gt;(6) Come dirà &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Giuseppe Dossetti&lt;/span&gt;. Uomo politico, poi sacerdote e monaco, sostenne e difese la dignità e la centralità della persona; fu testimone autentico della radicalità del Vangelo, della ricerca dell’essenziale, della fedeltà alla parola di Dio. Diceva che si deve vivere &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;la fede pura, senza puntelli e senza presìdi di sorta&lt;/span&gt;, che i cristiani si devono ricompattare &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sulla parola di Dio e sull'Evangelo&lt;/span&gt;. “Di fronte alle difficoltà, sempre più dovremo, in questa nuova stagione che si apre nel nostro paese, contare esclusivamente sulla parola del Signore, sull'Evangelo riflettuto, meditato, assimilato. Siamo destinati a vivere in un mondo che richiede la fede nuda e pura. E la Chiesa stessa, se non si fa più spirituale, non riuscirà ad adempiere alla sua missione e a collegare veramente i figli del Vangelo”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ad maiorem Dei gloriam.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-5138069274651022736?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/5138069274651022736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=5138069274651022736' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5138069274651022736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5138069274651022736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/11/7-lazione-cattolica-conciliare-tra.html' title='7. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6738989231387473968</id><published>2011-11-16T19:42:00.004+01:00</published><updated>2011-11-16T20:01:29.514+01:00</updated><title type='text'>6. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ALCUNE NOVITA’ DEL CONCILIO VATICANO II CIRCA IL CRISTIANO LAICO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le  novità introdotte nell’idea di Chiesa e del suo rapporto con il mondo trovano nella rinnovata figura del cristiano laico la cartina al tornasole più evidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riflessione teologica riconosce che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;i laici partecipano a pieno titolo all'unica missione evangelizzatrice della Chiesa&lt;/span&gt;. Tra Gerarchia e semplici fedeli, cioè, non vi è differenza di dignità e identiche sono la missione e la vocazione alla perfezione; diversa invece è la funzione: i membri della Gerarchia &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“per volontà di Cristo sono costituiti dottori e dispensatori dei misteri e pastori per gli altri”&lt;/span&gt; (1), mentre i laici, vivendo nel secolo e implicati negli affari temporali, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall'interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo”&lt;/span&gt; (2). &lt;br /&gt;Un impegno genuinamente &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;secolare&lt;/span&gt; che deve evitare gli errori opposti in cui molti cadono: &lt;br /&gt;• da un lato, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;i nostalgici della cristianità,&lt;/span&gt; che rimpiangono il tempo quando il trono e l'altare, la spada e la croce si sovrapponevano (prospettiva ormai superata non solo storicamente, ma anche teologicamente); &lt;br /&gt;• dall'altro, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;coloro che&lt;/span&gt;, scoraggiati dalla crisi dei valori e della fede, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cercano rifugio in uno spiritualismo disincarnato&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne emerge che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;il laico è un vero cristiano, è un battezzato e nel battesimo si condensa l’essenziale, il cuore, il tutto&lt;/span&gt;. Non c’è bisogno di aggiungere altro, per avere la dignità di essere cristiani, per essere riconosciuti figli nella Chiesa.&lt;br /&gt;Nella radice battesimale si colloca il fondamento della novità di vita dei cristiani laici. Da qui scaturisce la chiamata alla santità che li riguarda, in quanto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“abilitati e impegnati a manifestare la santità del loro essere nella santità di tutto il loro operare”&lt;/span&gt; (3), come espressione della loro configurazione a Cristo nella quotidianità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, contribuendo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“come fermento alla santificazione del mondo”&lt;/span&gt; sono testimoni privilegiati di quell’amore pasquale per il mondo che è compito di tutta la comunità.&lt;br /&gt;Il Concilio, quindi, delinea una vocazione laicale la cui dignità non è minore a quella di chiunque altro nella Chiesa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Si tratta, anche in questo caso, di una “svolta” significativa, se si pensa al ruolo puramente passivo che la teologia post tridentina assegnava ai laici: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Solo nel corpo pastorale risiedono il diritto e l’autorità necessari per promuovere e dirigere tutti i membri verso il fine della società. Quanto alla moltitudine, essa non ha altro diritto che quello di lasciarsi guidare e, come docile gregge, seguire i suoi pastori”&lt;/span&gt; (4).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La santità&lt;/span&gt;, come detto, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;diviene la prospettiva di tutti, perché è il battesimo l'origine della chiamata alla santità&lt;/span&gt;. Essa non è più privilegio di pochi: cristiani eletti con la statura degli eroi o persone comunque eccezionali. E’ invece una chiamata universale, perché presso Dio non vi è preferenza di persone (5).&lt;br /&gt;Si passa dallo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;stato di santità&lt;/span&gt; alla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;santità di stato&lt;/span&gt;: è un capovolgimento.&lt;br /&gt;La santità è possibile dentro le condizioni ordinarie della famiglia, del lavoro, delle relazioni sociali e politiche. Non bisogna fuggire chissà dove per diventare santi. I laici &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“cercano il regno di Dio trattando le cose temporali”&lt;/span&gt;: è proprio non sfuggendo ad esse che si realizza la ricerca del Regno.&lt;br /&gt;E ciò ancora una volta a differenza di quanto accadeva prima del Concilio quando si riteneva che il fedele laico, per realizzarsi pienamente, dovesse ispirarsi alla spiritualità e al carisma dell'uno o dell'altro ordine religioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dato certo è che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;il Signore chiama tutti&lt;/span&gt;; chiama ognuno di noi per nome. La diversità dei carismi e dei ministeri nell’unico popolo di Dio riguarda le forme della risposta, non l’universalità della chiamata.&lt;br /&gt;Il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sacerdote&lt;/span&gt; contribuisce alla santificazione del mondo attraverso il ministero, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;religioso&lt;/span&gt; attraverso la testimonianza dei consigli evangelici, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;laico&lt;/span&gt; mediante la presenza nel mondo, testimoniando la forza santificatrice della Grazia all’interno delle realtà temporali.&lt;br /&gt;Insomma, mentre il compito primario e immediato dei pastori è la costruzione della Chiesa e l’evangelizzazione con le azioni tipiche dell’attività pastorale, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;il compito primario e immediato dei laici è la costruzione della città dell’uomo con le azioni tipiche della vita quotidiana&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente la condizione battesimale dei laici e il loro essere membri della comunità cristiana li abilita a &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;prendere parte alla stessa missione apostolica o pastorale della Chiesa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;L’appartenenza alla Chiesa è il fondamento che impegna i laici a condividere, a loro modo e per loro parte, la missione salvifica della Chiesa stessa, nel triplice e unitario momento dell’annuncio della Parola, della celebrazione del culto, del servizio all’uomo nella carità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo conciliare sull’apostolato dei laici può essere un importante punto di riferimento: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Come partecipi della missione di Cristo sacerdote, profeta e re, i laici hanno la loro parte attiva nella vita e nell'azione della Chiesa. All'interno delle comunità ecclesiali la loro azione è talmente necessaria che senza di essa lo stesso apostolato dei pastori non può per lo più ottenere il suo pieno effetto&lt;/span&gt;. Infatti i laici che hanno davvero spirito apostolico, ad esempio di quegli uomini e di quelle donne che aiutavano Paolo nella diffusione del Vangelo (cfr. At 18,18-26; Rm 16,3), &lt;span style="font-style:italic;"&gt;suppliscono a quello che manca ai loro fratelli e confortano cosi sia i pastori, sia gli altri membri del popolo fedele (cfr. 1 Cor 16,17-18). Nutriti dall'attiva partecipazione alla vita liturgica della propria comunità, partecipano con sollecitudine alle sue opere apostoliche; conducono alla Chiesa gli uomini che forse ne vivono lontani; cooperano con dedizione generosa nel comunicare la parola di Dio, specialmente mediante l'insegnamento del catechismo; rendono più efficace la cura delle anime ed anche l'amministrazione dei beni della Chiesa, mettendo a disposizione la loro competenza”&lt;/span&gt; (6).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(1) Lumen gentium, n. 32.&lt;br /&gt;(2) Lumen gentium, n. 31.&lt;br /&gt;(3) Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Christifideles laici, n. 16.&lt;br /&gt;(4) Pio X, Enciclica Vehementer, 11 febbraio 1906.&lt;br /&gt;(5) Confrontare con la Lettera agli Efesini, 6,9: “E anche voi, padroni, comportatevi allo stesso modo verso i vostri schiavi. Lasciate da parte le minacce e ricordate che in cielo c'è il Signore loro e vostro, il quale non fa distinzione di persone”.&lt;br /&gt;(6) Apostolicam actuositatem, n. 10.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad maiorem Dei gloriam.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6738989231387473968?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6738989231387473968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6738989231387473968' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6738989231387473968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6738989231387473968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/11/6-lazione-cattolica-conciliare-tra.html' title='6. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2316932713148958999</id><published>2011-11-15T18:06:00.009+01:00</published><updated>2011-11-15T18:41:24.736+01:00</updated><title type='text'>5. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ALCUNE NOVITA’ DEL CONCILIO VATICANO II CIRCA IL RAPPORTO DELLA CHIESA CON IL MONDO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se prima ci siamo soffermati sulla Lumen Gentium, ora dobbiamo brevemente sostare sulla Costituzione pastorale Gaudium et Spes (GS) al capitolo IV, quello, a mio parere, più bello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consideriamo intanto due cose.&lt;br /&gt;• La GS (1965) appare un secolo dopo il Sillabo (1) (1864), operando una sorta di rivoluzione copernicana nell’atteggiamento della Chiesa verso il mondo. Da un atteggiamento di condanna - o, quanto meno, diffidente - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;si passa a una visione duttile, cordialmente aperta (dialogica) benché non ingenua (critica) verso la modernità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Scavalcando il dissidio accumulatosi nell’epoca moderna, con la separazione tra fede e ragione, tra vangelo e cultura, la GS opera  a proposito dei rapporti Chiesa-mondo la stessa rivoluzione copernicana operata dalla LG nei rapporti intraecclesiali. E’ chiaro allora che le due costituzioni, quella dogmatica (LG) e quella pastorale (GS), s’integrano reciprocamente e ci aprono davanti inedite prospettive sulla chiesa, il mondo, le relazioni tra di loro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti:&lt;br /&gt;• Il mondo non è più ritenuto semplice teatro della gloria di Dio, né come materia informe della storia della salvezza, ma &lt;span style="font-style:italic;"&gt;come il primo atto della storia della salvezza&lt;/span&gt;, sicché le realtà create -rivalutate in sé, perché parte della creazione - non hanno bisogno di essere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;consacrate&lt;/span&gt;, quanto piuttosto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;di essere autenticamente se stesse&lt;/span&gt; (2) (Gn 1-2), &lt;span style="font-style:italic;"&gt;liberate dal male&lt;/span&gt; (3) (Gn 3).&lt;br /&gt;• Le relazioni tra Chiesa e mondo non vanno più concepite come ostili (Sillabo) o, nella migliore delle ipotesi, separate (vecchio Concordato), ma  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;in solidale corresponsabilità&lt;/span&gt;, dovendo sia la Chiesa (lievito) sia il mondo (pasta) convergere nel superamento d’entrambi: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;il “terzo trascendente” rappresentato dal regno&lt;/span&gt;.&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già papa Paolo VI aveva preannunciato nel 1964 i tempi nuovi di questo rapporto nella enciclica Ecclesiam suam (4) parlando di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;dialogo&lt;/span&gt; con il mondo, di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;colloquio&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“La Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere. La Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;”&lt;/span&gt; (5).&lt;br /&gt;Lo ribadirà con costanza a Concilio ormai concluso: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“La Chiesa, nel Cristo e come il Cristo, ama il mondo di oggi, pronta a capirlo, ad assisterlo, ad offrirgli se stessa. Questo atteggiamento deve diventare il contrassegno della Chiesa di oggi“&lt;/span&gt; (6).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una vera e propria rivoluzione teologica. Cambia radicalmente la prospettiva, il modo cioè di intendere &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;la condizione storica concreta della famiglia umana, che diventa elemento non solo rilevante ma indispensabile&lt;/span&gt; perché la Chiesa possa esplicitare la propria missione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il ragionamento &lt;span style="font-style:italic;"&gt;si concentra attorno a due espressioni&lt;/span&gt;: il Signore è il fine della storia; i segni dei tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Innanzi tutto, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;«il Signore è il fine della storia»&lt;/span&gt; (7): vale a dire che la vicenda dell’intera famiglia umana ha una precisa destinazione: si trova in cammino verso l’adempimento del progetto eterno di Dio e di questo adempimento la Chiesa si pone a servizio. Il disegno divino - vero disegno di salvezza - è la trasformazione &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“della famiglia umana in famiglia di Dio”&lt;/span&gt;, che avverrà perfettamente solo l’ultimo giorno. Ma ciò segna anche il compito e la direzione del cammino della famiglia umana; e quindi segna anche il compito della Chiesa: essere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“lievito e quasi anima”&lt;/span&gt; della storia umana (8). La LG, lo abbiamo già detto, parla in questo senso preciso della Chiesa come &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“sacramento”&lt;/span&gt; e cioè come segno visibile ed efficace della presenza di Dio nella storia umana. Così facendo la Chiesa non fa altro che continuare nel tempo la missione stessa di Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Ma la profonda svolta teologica deve essere completata da un secondo argomento. La GS, affrontando i più gravi problemi sociali del nostro tempo, dichiara di volerlo fare procedendo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;«alla luce del vangelo e dell’esperienza umana»&lt;/span&gt; (9). Questo specifica il metodo che la costituzione intende assumere nella seconda parte. La Chiesa per vivere in pienezza la propria missione ha bisogno dell’esperienza umana, ha bisogno del mondo. Ciò è un preciso riferimento alla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;dottrina dei segni dei tempi&lt;/span&gt;.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei documenti del Vaticano II si trova per tre volte l’uso esplicito della formula: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;GS 4 (10); Unitatis redintegratio 4; Presbyterorum ordinis 9. Altre volte i testi richiamano lo stesso concetto, pur non usando esplicitamente la formula: ad esempio, GS 11 (11);  GS 44 (12);  Presbyterorum ordinis 6;  Apostolicam actuositatem 14;  Dignitatis humanae 15&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il teologo M.D. Chenu, definisce così i segni dei tempi: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“I fenomeni che, per la loro generalizzazione e la loro frequenza, caratterizzano un’epoca e attraverso i quali si esprimono i bisogni e le aspirazioni dell’umanità presente”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Con questa formula entra, dunque, nella teologia e nel magistero &lt;span style="font-style:italic;"&gt;il significato di storia&lt;/span&gt; e il riferimento ad essa.&lt;br /&gt;E due sono gli elementi portanti della nuova visione che nasce dall’acquisizione della storicità: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;un elemento teologico&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;il Dio della fede cristiana è il Dio della storia&lt;/span&gt;); &lt;span style="font-style:italic;"&gt;un elemento antropologico&lt;/span&gt;, (&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;l’uomo, con le sue scelte nella storia, gioca se stesso&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo VI farà della lettura dei segni dei tempi addirittura il punto di partenza per le riflessioni teologiche e per le indicazioni pastorali assumendo la scansione metodologica proposta dalla JOC, la Jeunesse Ouvrière Chrétienne: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;vedere, giudicare, agire&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo dirà con chiarezza in una sua grande enciclica, la Octogesima adveniens: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Spetta alle comunità cristiane &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;analizzare&lt;/span&gt; obiettivamente la situazione del loro paese, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;chiarirla&lt;/span&gt; alla luce delle parole immutabili del Vangelo, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;attingere&lt;/span&gt; principi di riflessione, criteri di giudizio e direttive di azione nell’insegnamento sociale della Chiesa... &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;individuare&lt;/span&gt; con l’assistenza dello Spirito Santo, in comunione con i vescovi responsabili, e in dialogo con gli altri fratelli cristiani e con tutti gli uomini di buona volontà, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;le scelte e gli impegni che conviene prendere&lt;/span&gt; per operare le trasformazioni sociali, politiche ed economiche”&lt;/span&gt; (13). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(1) Il Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores (in italiano Elenco contenente i principali errori del nostro tempo, chiamato &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sillabo&lt;/span&gt;) è un elenco di ottanta proposizioni che papa Pio IX pubblicò insieme all'enciclica Quanta cura nella ricorrenza della solennità dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre 1864.&lt;br /&gt;(2) Confrontare con Genesi, 1-2.&lt;br /&gt;(3) Confrontare con Genesi, 3.&lt;br /&gt;(4) Paolo VI, Ecclesiam suam, n. 80 .“Com'è chiaro, i rapporti fra la Chiesa ed il mondo possono assumere molti aspetti e diversi fra loro. Teoricamente parlando, la Chiesa  potrebbe prefiggersi di ridurre al minimo tali rapporti, cercando di sequestrare se stessa dal commercio della società profana; - come potrebbe proporsi di rilevare i mali che in essa possono riscontrarsi, anatemitizzandoli e movendo crociate contro di essi; - potrebbe invece tanto avvicinarsi alla società profana da cercare di prendervi influsso preponderante o anche di esercitarvi un dominio teocratico; e così via. Sembra a Noi invece che il rapporto della Chiesa col mondo, senza precludersi altre forme legittime, possa meglio raffigurarsi in un dialogo, e neppure questo in modo univoco, ma adattato all'indole dell'interlocutore e delle circostanze di fatto”.&lt;br /&gt;(5) Paolo VI, Ecclesiam suam, n. 67.&lt;br /&gt;(6) Paolo VI, Udienza del 1° mercoledì di maggio 1969.&lt;br /&gt;(7) Gaudium et spes, n. 45.&lt;br /&gt;(8) Gaudium et spes, n. 40.&lt;br /&gt;(9) Gaudium et spes, n. 46.&lt;br /&gt;(10) Gaudium et spes, n. 4. “Per svolgere questo compito, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;è dovere permanente della Chiesa di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo&lt;/span&gt;, così che, in modo adatto a ciascuna generazione, possa rispondere ai perenni interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura e sulle loro relazioni reciproche. Bisogna infatti conoscere e comprendere il mondo in cui viviamo, le sue attese, le sue aspirazioni e il suo carattere spesso drammatico”.&lt;br /&gt;(11) Gaudium et spes, n. 11. “Il popolo di Dio, mosso dalla fede con cui crede di essere condotto dallo Spirito del Signore che riempie l'universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio&lt;/span&gt;. La fede infatti tutto rischiara di una luce nuova, e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dell'uomo, orientando così lo spirito verso soluzioni pienamente umane”.&lt;br /&gt;(12) Gaudium et spes, n. 44. “È dovere di tutto il popolo di Dio, soprattutto dei pastori e dei teologi, con l'aiuto dello Spirito Santo, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari linguaggi del nostro tempo, e saperli giudicare alla luce della parola di Dio&lt;/span&gt;, perché la verità rivelata sia capita sempre più a fondo, sia meglio compresa e possa venir presentata in forma più adatta”.&lt;br /&gt;(13) Octogesima adveniens, n. 4&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad maiorem Dei gloriam.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2316932713148958999?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2316932713148958999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2316932713148958999' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2316932713148958999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2316932713148958999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/11/5-lazione-cattolica-conciliare-tra.html' title='5. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2095577019159238350</id><published>2011-11-13T18:48:00.009+01:00</published><updated>2011-11-16T19:48:26.533+01:00</updated><title type='text'>4. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ALCUNE NOVITA’ DEL CONCILIO VATICANO II CIRCA LA CHIESA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Componenti di una bella e più ricca visione di Chiesa che ora ci accingeremo brevemente a delineare soffermadoci sulla costituzione dogmatica Lumen Gentium. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellissime sono le &lt;span style="font-style:italic;"&gt;immagini&lt;/span&gt; che essa (1) offre della Chiesa al &lt;span style="font-style:italic;"&gt;capitolo I&lt;/span&gt; che viene titolato &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Mistero della Chiesa&lt;/span&gt;: &lt;br /&gt;• essa è un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ovile&lt;/span&gt;, la cui porta unica e necessaria è Cristo (cfr. Gv 10,1-10); è pure un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;gregge&lt;/span&gt;, di cui Dio stesso ha preannunziato che ne sarebbe il pastore (cfr. Is 40,11; Ez 34,11 ss); è il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;podere&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style:italic;"&gt;campo di Dio&lt;/span&gt; (cfr. 1 Cor 3,9); più spesso ancora è detta &lt;span style="font-style:italic;"&gt;edificio&lt;/span&gt; di Dio (cfr. 1 Cor 3,9); è infine chiamata &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gerusalemme celeste&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;madre nostra&lt;/span&gt; (Gal 4,26; cfr. Ap 12,17).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di grande rilievo sono alcune &lt;span style="font-style:italic;"&gt;figure teologiche&lt;/span&gt; che vi trovano spazio.&lt;br /&gt;• Quella di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Corpo Mistico&lt;/span&gt;. Cristo, comunicando il suo Spirito, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;costituisce spiritualmente (misticamente) come suo corpo i suoi fratelli&lt;/span&gt;, che raccoglie da tutte le genti (2). Secondo la teologia del corpo mistico l’appartenenza alla Chiesa deriva dalla diretta unione di ciascun battezzato con Cristo e dalla conseguente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;partecipazione alla vita soprannaturale&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;• Quella di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sacerdozio universale dei fedeli&lt;/span&gt;. A tutti i componenti del Corpo Mistico di Cristo, clero, religiosi, laici, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;è dato di esercitare un culto spirituale&lt;/span&gt;, per la gloria di Dio e la salvezza degli uomini (3).  &lt;br /&gt;• Quella di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Popolo di Dio&lt;/span&gt;. La Chiesa, erede del popolo dell’Antica Alleanza dilatato e redento da Cristo, non è una realtà disincarnata, che sta fuori o al di sopra della storia, ma &lt;span style="font-style:italic;"&gt;una realtà inserita nel tempo, un popolo in cammino&lt;/span&gt;, che non cammina in disparte ma in mezzo agli altri popoli, condividendone i problemi, le difficoltà, le angosce, operando come il buon samaritano e il buon pastore. Inoltre, la Chiesa è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;il popolo messianico che ha ereditato gli uffici messianici di Cristo&lt;/span&gt;: l'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ufficio sacerdotale&lt;/span&gt;, per cui si offre come vittima viva, santa, gradevole a Dio per la salvezza di tutti gli uomini; l'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ufficio profetico&lt;/span&gt;, per cui diviene il messaggero del Vangelo inviato a tutte le genti, e l'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ufficio regale&lt;/span&gt;, per cui ha il potere di avviare il regno di Dio in questo mondo.&lt;br /&gt;Questi uffici sono di tutto il popolo e di tutti i suoi membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Importanti sono anche due &lt;span style="font-style:italic;"&gt;acquisizioni&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Regno di Dio non coincide con la Chiesa&lt;/span&gt;, di cui essa è il germe e l’inizio (4) e tutti gli uomini sono chiamati a farne parte (5).&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La Missione della Chiesa è di ordine religioso&lt;/span&gt; e non di ordine politico, economico o sociale (6).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Concilio Vaticano II sposta l’accento dalla ecclesiologia societaria alla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ecclesiologia di comunione&lt;/span&gt;. Non nega che Gesù abbia voluto la Chiesa come una istituzione visibile; ma sottolinea il fatto che l’istituzione è subordinata al &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;mistero di comunione&lt;/span&gt; degli uomini tra di loro e con Dio, che nella Chiesa deve avere il primato: infatti, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“la Chiesa è in Cristo come un sacramento o segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”&lt;/span&gt; (7). &lt;br /&gt;È questa l’idea centrale e fondamentale, a cui si ispirano tutti i documenti conciliari. Si passa, cioè, dalla concezione della Chiesa come “società perfetta” a quella di “&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;popolo di Dio&lt;/span&gt;”, al quale &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“in vario modo appartengono o sono ordinati sia i fedeli cattolici, sia gli altri credenti in Cristo, sia infine tutti gli uomini, dalla grazia di Dio chiamati alla salvezza”&lt;/span&gt; (8).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le conseguenze di questo aggiornamento teologico sono rilevanti. &lt;br /&gt;In primo luogo, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;è stato tagliato alla radice il “clericalismo”&lt;/span&gt;: nella Chiesa non vi sono cristiani di serie A (il clero) e di serie B (i laici), ma &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“comune è la dignità dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia dei figli, comune la vocazione alla perfezione [...].&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nessuna ineguaglianza&lt;/span&gt;, quindi, in Cristo e nella Chiesa per riguardo alla razza o nazione, alla condizione sociale o al sesso [...]”&lt;/span&gt; (9).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;l’ecclesiologia di comunione conferisce alla Gerarchia una luce nuova&lt;/span&gt;. Collocata all’interno del Popolo di Dio, l’&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;autorità&lt;/span&gt; nella Chiesa non è burocrazia o amministrazione, ma è &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;servizio&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;testimonianza&lt;/span&gt;. Lo stesso successore di Pietro, il Papa, non è un semidio, posto al di sopra della Chiesa, ma è il “servo dei servi di Dio”, all’interno del corpo mistico di Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, alla luce dell’ecclesiologia di comunione, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sono rivalutate pure la vocazione e la missione dei laici nella Chiesa e nel mondo&lt;/span&gt;. Essi ormai non sono più minorenni, né “preti mancati” o meri delegati del clero, ma ricevono direttamente da Cristo, nel battesimo e nella confermazione, la missione unica, propria di tutto il Popolo di Dio, partecipando — nella loro misura — dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(1) Lumen Gentium, n. 6.&lt;br /&gt;(2) Lumen Gentium, n. 7.&lt;br /&gt;(3) Lumen Gentium, n. 10: “Cristo Signore, pontefice assunto di mezzo agli uomini, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;fece del nuovo popolo un regno e sacerdoti&lt;/span&gt; per il Dio e il Padre suo”; Lumen Gentium, n. 34: “Il sommo ed eterno sacerdote Gesù Cristo, volendo continuare la sua testimonianza e il suo ministero anche attraverso i laici, li vivifica col suo Spirito e incessantemente li spinge ad ogni opera buona e perfetta. A coloro infatti che intimamente congiunge alla sua vita e alla sua missione, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;concede anche di aver parte al suo ufficio sacerdotale &lt;/span&gt;per esercitare un culto spirituale, in vista della glorificazione di Dio e della salvezza degli uomini”; Presbyterorum Ordinis, n 2: “Nostro Signore Gesù… ha reso partecipe &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;tutto il suo corpo mistico&lt;/span&gt; di quella unzione dello Spirito che egli ha ricevuto: in esso, infatti, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;tutti i fedeli formano un sacerdozio santo e regale&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;(4) Lumen Gentium, n. 5: “La Chiesa perciò, fornita dei doni del suo fondatore e osservando fedelmente i suoi precetti di carità, umiltà e abnegazione, riceve la missione di annunziare e instaurare in tutte le genti il regno di Cristo e di Dio, e &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di questo regno costituisce in terra il germe e l'inizio&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;(5) Lumen Gentium, n. 13: “Tutti gli uomini sono quindi chiamati a questa cattolica unità del popolo di Dio, che prefigura e promuove la pace universale”.&lt;br /&gt;(6) Gaudium et Spes, n. 42b: “La missione propria che Cristo ha affidato alla sua Chiesa non è d'ordine politico, economico o sociale: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;il fine, infatti, che le ha prefisso è d'ordine religioso&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;(7) Lumen Gentium, n. 1.&lt;br /&gt;(8) Lumen Gentium, n. 13.&lt;br /&gt;(9) Lumen Gentium n. 32.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad maiorem Dei gloriam.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2095577019159238350?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2095577019159238350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2095577019159238350' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2095577019159238350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2095577019159238350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/11/lazione-cattolica-conciliare-tra-storia_13.html' title='4. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6598926845715247178</id><published>2011-11-11T18:58:00.004+01:00</published><updated>2011-11-15T18:01:52.699+01:00</updated><title type='text'>3. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SINTETICO RAGIONAMENTO STORICO DEGLI ANNI ’60&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Degli anni ’60 ci è utile ricordare alcuni fenomeni socio-culturali e l’avvento del CVII.&lt;br /&gt;In questi anni il boom economico &lt;span style="font-style:italic;"&gt;trascinò  definitivamente nel cambiamento sociale &lt;/span&gt;fasce sempre più vaste di origine popolare, trasformando contadini in operai e piccolo-borghesi in borghesi.&lt;br /&gt;Si colsero i frutti di un quindicennio di sacrifici e austerità e si tentò di avviare con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la politica di centro sinistra&lt;/span&gt; (1), una redistribuzione sociale del reddito e con la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;programmazione&lt;/span&gt;, l’eliminazione dei più lampanti squilibri. Di fatto non accadrà così se non in  parte e gli squilibri (nord-sud, città-campagna) addirittura si aggraveranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque la mutazione sociale trasformò anche antropologicamente la popolazione &lt;span style="font-style:italic;"&gt;divenuta molto sensibile  al dilatarsi della sfera dei consumi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mutazione antropologica&lt;/span&gt; investì la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;morale corrente&lt;/span&gt;: dalla scuola che decolla anche ai livelli superiori verso indici di massa, ai mass media che – specie con la TV – cambiano le abitudini, i gusti e i consumi degli italiani, alle maggiori opportunità di incontri inter-sessuali, molte sono le distrazioni, specie per i giovani, dal vecchio mondo dell’associazione e dell’oratorio, dove vigeva la separatezza sessuale.&lt;br /&gt;Il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mondo&lt;/span&gt; sembrava ormai offrire più opportunità in termini di esperienze, formazione, svago, di un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ambiente cattolico&lt;/span&gt; che continuava a vivere con modelli improvvisamente superati e svuotati (almeno agli occhi di molti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il decennio si chiuse con l'economia che mostrava segni &lt;span style="font-style:italic;"&gt;di incipiente declino&lt;/span&gt; del boom economico e con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la decolonizzazione, la guerra in Vietnam e i movimenti rivoluzionari in America Latina&lt;/span&gt; che scuotevano le nuove generazioni con i miti della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;liberazione&lt;/span&gt; dalle oppressioni e dalle ingiustizie del passato, ma anche dai progetti e dalle regole del presente.&lt;br /&gt;Anche in Italia ci trovammo in presenza delle molteplici inquietudini della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rivolta giovanile del '68&lt;/span&gt;, dell'affermazione dei movimenti e della difficoltà di ogni tipo di associazionismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per forza di cose &lt;span style="font-style:italic;"&gt;il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;tradizionale mondo cattolico entrò in crisi&lt;/span&gt;. L’Azione Cattolica e le ACLI (tanto per citare due associazioni) dimezzarono gli iscritti: era &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’onda schiumosa della secolarizzazione&lt;/span&gt; che prendeva la società italiana con i ritmi della rivoluzione tecnologica, della scolarizzazione di massa e dello sfrenato consumismo tipico delle società benestanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo. Questa volta in positivo, ma sempre &lt;span style="font-style:italic;"&gt;in modo destabilizzante&lt;/span&gt;, specie rispetto ai molti che nella Chiesa mantenevano un atteggiamento di contrapposizione frontale rispetto a tutto ciò che chiesa non era, si abbatterono le parole di Giovanni XXIII il giorno dell’apertura del CVII (2) il quale - dopo avere bacchettato coloro che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“nelle attuali condizioni della società umana…non sono capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori”&lt;/span&gt; - disse:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Nello stato presente degli eventi umani, nel quale l’umanità sembra entrare in un nuovo ordine di cose, sono piuttosto da vedere i misteriosi piani della Divina Provvidenza, che si realizzano in tempi successivi attraverso l’opera degli uomini, e spesso al di là delle loro aspettative, e con sapienza dispongono tutto, anche le avverse vicende umane, per il bene della Chiesa”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era il vento del Concilio Vaticano II che spinse forte quella singolare libertà dello spirito, per la quale i Padri conciliari riuscirono a non attestarsi sullo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;status quo&lt;/span&gt;, a non pensare all’interno del quadro teologico affermatosi nel più recente passato, ma ad attingere a piene mani &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dal grande patrimonio della Sacra Scrittura e del pensiero cristiano antico&lt;/span&gt; le componenti di una bella e più ricca visione di Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(1) Gli anni Sessanta sono gli anni del Primo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Centro-Sinistra&lt;/span&gt;, gli anni in cui il maggiore partito italiano, la Democrazia Cristiana, apre al Partito Socialista.&lt;br /&gt;(2) Giovanni XXIII, Discorso di apertura del Concilio Vaticano II, 11 ottobre 1962.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad maiorem Dei gloriam.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6598926845715247178?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6598926845715247178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6598926845715247178' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6598926845715247178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6598926845715247178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/11/lazione-cattolica-conciliare-tra-storia_11.html' title='3. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-7223472976500566637</id><published>2011-11-10T13:48:00.005+01:00</published><updated>2011-11-15T18:01:14.831+01:00</updated><title type='text'>2. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA</title><content type='html'>SINTETICO RAGIONAMENTO STORICO DEGLI ANNI ’50 SU SOCIETA’, CHIESA, AC&lt;br /&gt;E’ necessario considerare che le annotazioni che seguono sono solo alcune di quelle che dovrebbero essere fatte e per di più solo quelle che ci interessano ai fini del nostro tema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La Società: sacrifici e consolidamento democratico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il primo dopoguerra sino al tramonto del centrismo (1) fu un tempo di sacrifici che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;servì a ricostruire il Paese e a consolidarlo nel sistema democratico&lt;/span&gt;. Avviò l’Italia sulla via di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;un consistente sviluppo economico&lt;/span&gt; principalmente nel campo industriale, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;arricchì&lt;/span&gt; i ceti benestanti, buona parte della borghesia e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;migliorò anche le condizioni di vita&lt;/span&gt; di ampi strati della popolazione. Lo sviluppo si realizzò anche grazie al sacrificio di parte del mondo del lavoro, segnato da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;un'imponente ondata di emigrazione&lt;/span&gt; interna verso i centri industriali italiani  ed internazionali (l'Europa settentrionale e le Americhe).&lt;br /&gt;La ricostruzione implicò una valorizzazione generale delle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;virtù tradizionali&lt;/span&gt; del popolo di prevalente stampo cristiano: familismo, solidarismo, morigeratezza nei costumi e nei consumi, propensione al risparmio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Valori e doveri civici coincidevano ancora con le virtù cristiane&lt;/span&gt;, proposte con costanza anche dall’Azione Cattolica.&lt;br /&gt;Sino alla fine degli anni ’50 l’onda lunga della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;secolarizzazione&lt;/span&gt; (2) non era ancora giunta a devastare la protetta cristianità italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La Chiesa: società perfetta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’idea dominante di Chiesa era quella di una società perfetta, sovrana e gerarchicamente strutturata.&lt;br /&gt;La cosa non stupisca più di tanto. Essa era figlia della teologia post tridentina (3), la quale - di fronte alla Riforma protestante che negava la visibilità della Chiesa - aveva insistito sul carattere societario della Istituzione ecclesiastica. La Chiesa da allora fu  presentata come “società perfetta”, con i suoi organismi dottrinali e con le sue strutture amministrative, simili a quelle degli Stati moderni assoluti del tempo.&lt;br /&gt;Essa pertanto aveva una configurazione autoritaria, centralizzata  e piramidale.&lt;br /&gt;Poco spazio quindi restava &lt;span style="font-style:italic;"&gt;alla partecipazione dei laici alla vita della Chiesa&lt;/span&gt; che non fosse subalterna ai valori del Papa, Vicario di Cristo (4).&lt;br /&gt;In larghi strati del corpo cattolico il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mondo&lt;/span&gt; era considerato come una realtà estranea posta al di fuori e di fronte alla Chiesa che andava affrontata; esso era considerato come un ordine naturale rovinosamente condizionato dal peccato originale e da Satana (5).&lt;br /&gt;Nel clima montante della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;guerra fredda&lt;/span&gt;, la sia pure riaffermata imparzialità della Chiesa ad opera del Papa che si poneva al di sopra degli uomini e degli Stati (6), non resse l’urto della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;guerra religiosa&lt;/span&gt; che per vie autonome &lt;span style="font-style:italic;"&gt;coinvolse le masse cattoliche in eccitate battaglie contro il demoniaco nemico comunista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La dottrina di Papa Pacelli in materia di Azione Cattolica seguì quella del suo predecessore, Pio XI, ma si adattò a precise esigenze strategiche. Si delineava, infatti, il problema fondamentale della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;riedificazione spirituale&lt;/span&gt; di un mondo che la guerra aveva diviso in due blocchi contrapposti. &lt;br /&gt;Si trattava del cosiddetto ritorno a Cristo: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“il ritorno a Cristo nelle coscienze, nei focolai domestici, nel pubblico costume, nelle relazioni fra classi sociali, nell’ordine civile, nei rapporti internazionali”&lt;/span&gt; (7). &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;L’Azione Cattolica: docile e combattiva&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’assistenza di una forza bene organizzata, compatta, docile ai valori del Papa, era dunque utilissima per un’azione pastorale a vasto raggio. E l’AC per Pio XII era proprio questo: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“un sussidio prezioso”&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“ma”&lt;/span&gt;, sia chiaro, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“valido in via strumentale e subordinata”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Essa sarebbe stata la leva fondamentale per instaurare il ritorno a Cristo.&lt;br /&gt;L’AC, scompaginata nelle sue fila dalla guerra, nell’opera di riorganizzazione si conformò al volere del Papa e, soprattutto, attraverso&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Luigi Gedda&lt;/span&gt; (8) si caratterizzò per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;un forte attivismo e un forte uso strumentale dell’azione dei laici&lt;/span&gt;. Gedda è ancora ricordato per la sua più nota realizzazione: i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Comitati Civici&lt;/span&gt; sorti i primi mesi del 1948 (9). &lt;br /&gt;Il tipo di AC che emerse era funzionale ad &lt;span style="font-style:italic;"&gt;una sempre più estesa ramificazione sociale&lt;/span&gt;, al fine di trasmettere i valori cristiani nei vari settori della società civile.&lt;br /&gt;Gli fu chiesto, inoltre, di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ricondurre sotto la sua guida&lt;/span&gt;, e quindi della Gerarchia, tutti quegli organismi associativi di ispirazione cattolica che costituivano il punto d’incontro tra la Chiesa e le categorie sociali e professionali.&lt;br /&gt;Al tempo stesso essa assicurava una estesa area di consenso organizzato e di massa al &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Partito unico dei cattolici&lt;/span&gt; (la DC) che all’inizio non fu il partito della Chiesa, ma lo divenne nel giro di pochi anni e in suo favore giocò largamente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’unità politica dei cattolici&lt;/span&gt; (10) e appunto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’appoggio dell’organizzazione ecclesiastica&lt;/span&gt;: parrocchie, clero, AC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia chiaro, l’AC non era solo quella a conduzione &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gedda&lt;/span&gt;; vi era anche il filone che faceva capo ad &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Armida Barelli&lt;/span&gt; (dal 1946 al 1949 vice presidente generale dell’AC), portatrice delle istanze di Padre Agostino Gemelli della Università Cattolica, che dal 1920 al 1950 percorse più volte l’Italia per la diffusione della Gioventù Femminile (raggiungendo la cifra di 1.500.000 iscritte), e vi erano i movimenti intellettuali della Fuci (e poi del Movimento Laureati) di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Giovanni Battista Montini&lt;/span&gt; (il futuro Paolo VI) e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Igino Righetti&lt;/span&gt; con una linea culturale di rifiuto delle posizioni antimoderne prevalenti nel mondo cattolico.&lt;br /&gt;Ma il sopravvento, come forza d’urto le presero &lt;span style="font-style:italic;"&gt;le prime due tendenze di massa&lt;/span&gt; (Gedda, e la GF) rispetto alla &lt;span style="font-style:italic;"&gt;linea minoritaria degli intellettuali montiniani&lt;/span&gt;, anche se le posizioni più avanzate di questi ultimi sul terreno religioso e della riflessione teologica fruttificheranno in non poche acquisizioni conciliari.&lt;br /&gt;Tale visione dell'AC (quella di Gedda), che si concretizzava in una forte presenza sociale e nel sostegno politico alla DC, si era affermata, ma a fronte di accesi contrasti come dimostrano le critiche mosse da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Giuseppe Lazzati &lt;/span&gt; (11) (che difendeva appassionatamente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’autonomia politica del cristiano&lt;/span&gt; e giungeva &lt;span style="font-style:italic;"&gt;alla giustificazione della diversità delle opzioni dei cattolici sul piano politico&lt;/span&gt;, legata &lt;span style="font-style:italic;"&gt;alla necessaria unità sul piano dell’azione cattolica&lt;/span&gt;) e le resistenze ai vertici dell'Associazione che sfoceranno nelle dimissioni dei presidenti della GIAC: di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Carlo Carretto&lt;/span&gt; prima (1952) e di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mario V. Rossi&lt;/span&gt; poi (1954). Per gli stessi motivi si dimette, o meglio viene dimesso, anche &lt;span style="font-style:italic;"&gt;don Arturo Paoli&lt;/span&gt; (12), dal 1949 vice assistente della stessa Gioventù maschile di AC.&lt;br /&gt;Va anche tenuto presente, come in parte accennato, che le iniziative e le linee di tendenza dell’associazione in quegli anni si rifanno all’ecclesiologia del tempo che vede &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nell’apostolato, nella missione di ogni ambiente, verso i lontani, lo scopo proprio della testimonianza cristiana&lt;/span&gt;. Il metodo usato fu quello della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“base missionaria”&lt;/span&gt;: suo punto di partenza fu la necessità di mobilitarsi e agire perché tornassero a Cristo gli uomini, le famiglie, le città, l’umanità intera (impostazione pacelliana). E non fu solo un fatto organizzativo, ma di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;stile&lt;/span&gt;: il cristianesimo doveva essere diffusivo, in grado di irradiare Cristo (lo richiama il segno rappresentato dai distintivi di tutte le associazioni di AC con al centro una croce da cui partono dei raggi), deve essere lievito &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ovunque&lt;/span&gt;, stile di vita e di azione (13).&lt;br /&gt;I meriti di quel periodo e di quelli precedenti sono scolpiti sulla pietra e la storiografia più avveduta ne offre un discreto panorama, come ebbe a dire Papa Paolo VI nel 1966 (14).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(1) Il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;centrismo&lt;/span&gt; nella storia d'Italia è stata la formula politica imperniata sulla Democrazia Cristiana che ispirò i governi della Repubblica Italiana dal 1947 al 1958 e, almeno formalmente, fino al 1963. In senso lato, può essere definito come le tendenza a creare aggregazioni politiche di centro.&lt;br /&gt;(2) Tra il XIX e il XX secolo, il termine &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;secolarizzazione&lt;/span&gt; indica propriamente quel fenomeno in base al quale la società non adotta più un comportamento sacrale e si allontana da schemi, usi e costumi tradizionali specie di matrice religiosa; questo fenomeno investe tutto il sistema dei valori, modificandoli e, con essi, trasformando anche le identità, le appartenenze.&lt;br /&gt;(3) Il Concilio di Trento o &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Concilio Tridentino&lt;/span&gt; fu il XIX Concilio ecumenico della Chiesa cattolica, aperto da papa Paolo III nel 1545 e chiuso, dopo numerose interruzioni, nel 1563. Con questo concilio venne definita la riforma della Chiesa (detta Controriforma) e la reazione alle dottrine del calvinismo e luteranesimo (Riforma protestante).&lt;br /&gt;L'aggettivo tridentino viene usato ancora oggi per definire alcuni aspetti caratteristici della Chiesa cattolica ereditati da questo concilio e mantenuti per i successivi tre secoli, fino ai concili Vaticano I e Vaticano II. Periodo, appunto post-tridentino.&lt;br /&gt;(4) “Non voglio collaboratori, ma solo esecutori”, avrebbe affermato Pio XII (pontefice dal 1939 al 1958).&lt;br /&gt;(5) “Sub signo peccati et Satanae” si diceva.&lt;br /&gt;(6) Confrontare con il Radiomessaggio di Natale del 1947.&lt;br /&gt;(7) Pio XII, Allocuzione del 4 settembre 1940.&lt;br /&gt;(8) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Luigi Gedda&lt;/span&gt; fu presidente centrale della Gioventù Italiana di Azione Cattolica (GIAC) dal 1934 al 1946, presidente degli Uomini di Azione Cattolica dal 1946 al 1949, presidente generale di tutta l'associazione dal 1952 al 1959.&lt;br /&gt;(9) I &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comitati Civici&lt;/span&gt; vennero fondati l’8 febbraio 1948 e in poche settimane furono costituiti oltre ventimila comitati locali. La rapida diffusione su tutto il territorio nazionale venne resa possibile dal notevole sostegno economico e soprattutto organizzativo che giungeva da parte dell'episcopato, espressamente sollecitato dal pontefice e un ruolo determinante lo ebbe la capillare diffusione dell'Azione Cattolica.&lt;br /&gt;(10) Spinte - ancora non del tutto nitide, ma già forti - provenienti dalla gerarchia verso l’&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;unità politica dei cattolici&lt;/span&gt; sono ravvisabili sin dalle elezioni per l’Assemblea Costituente e il simultaneo referendum istituzionale del 1946.&lt;br /&gt;(11) Indimenticabile, il famoso articolo di Giuseppe Lazzati, dall’emblematico titolo, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Azione cattolica e azione politica&lt;/span&gt;, apparso sul n. 20 di Cronache Sociali del  novembre 1948, là dove riproponendo la tesi di J. Maritain della distinzione tra l’agire “da” cristiani e l’agire “in quanto” cristiani, richiamava con evidente allusione ai Comitati civici, “i limiti che si pongono all’Azione Cattolica e che non si possono superare senza andare contro alla sua essenza e perciò senza compromettere la Chiesa…”.&lt;br /&gt;(12) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Arturo Paoli&lt;/span&gt;, sacerdote, partecipa tra il 1943 e il 1944 alla Resistenza e svolge la sua missione sacerdotale a Lucca fino al 1949, quando viene chiamato a Roma come vice-asistente della Gioventù di Azione Cattolica, su richiesta di Mons. Montini, poi papa Paolo VI. Qui si scontra con i metodi e l'ideologia di Luigi Gedda, presidente generale dell'Azione Cattolica e all'inizio del 1954 riceve l'ordine di lasciare Roma per imbarcarsi come cappellano sulla nave argentina "Corrientes", destinata al trasporto degli emigranti.&lt;br /&gt;Arturo compie solo due viaggi. Sulla nave incontra un Piccolo fratello della Fraternità di Lima, Jean Saphores, che Arturo assisterà in punto di morte. A seguito di questo incontro decide di entrare nella congregazione religiosa ispirata a Charles de Foucauld e vive il periodo di noviziato a El Abiodh, al limite del deserto, in Algeria.&lt;br /&gt;(13) Ernesto Preziosi, Breve profilo storico dell’Azione Cattolica Italiana, Ave, 1984, pag. 61&lt;br /&gt;(14) Paolo VI, Discorso ai partecipanti al Convegno nazionale dell’ACI, 26 marzo 1966. “Come si presenta oggi, dopo il Concilio, l’Azione Cattolica Italiana? Dovremmo dare uno sguardo retrospettivo alla sua storia, che tocca ormai il centenario. Sotto questo aspetto &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Noi dobbiamo nuovamente riconoscere ch’essa si presenta piena di opere e di meriti&lt;/span&gt;. Ci piace vedere che finalmente coloro che descrivono la storia italiana da un secolo a questa parte &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;devono avvertire l’esistenza e l’efficienza di codesta corrente pensante ed operante di cattolici nel cuore del popolo e nello svolgimento della sua vita; si tratta d’un fenomeno molto vasto e profondo, sentito, meditato e sofferto da persone degnissime e numerose, tutto penetrato da ideali nobilissimi: di fede, di cultura, di rinnovamento sociale, di progresso, di amore al popolo, di fedeltà alla Chiesa, di speranza nell’avvenire&lt;/span&gt;. È tradizione da ricordare”… e “Ci sembra dover concludere &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;che la posizione della Chiesa oggi in Italia deve moltissimo a quei movimenti di laici cattolici&lt;/span&gt;, animati e guidati dal Clero, che hanno organizzato, parlato, scritto, combattuto perché la religione e i principi che ne derivano agissero come fermento vitale nello sviluppo della società; non fu opera vana; fu efficace e salutare, non solo per la causa cattolica, ma per il Paese intero. Diremo di più a questo riguardo: l’animazione spirituale, morale, sociale e civile senza posa alimentata da tali movimenti, che adesso comprendiamo sotto il nome generico di Azione Cattolica, ha davvero preparato, sotto certi aspetti. il Concilio Ecumenico”.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad maiorem Dei gloriam.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-7223472976500566637?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/7223472976500566637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=7223472976500566637' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7223472976500566637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7223472976500566637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/11/lazione-cattolica-conciliare-tra-storia_10.html' title='2. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6489213041626006429</id><published>2011-11-09T17:32:00.004+01:00</published><updated>2011-11-15T18:00:34.053+01:00</updated><title type='text'>1. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA</title><content type='html'>Circa un mese fa i responsabili giovani dell’Azione Cattolica della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello mi hanno chiesto di partecipare ad una scuola associativa per trattare un tema di notevole spessore: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’Azione Cattolica conciliare tra storia e teologia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La cosa mi ha fatto piacere, sia perché è bene che l’associazione organizzi scuole associative nelle quali studiare il suo essere e il suo fare, sia perché dell’AC mi sono sempre interessato e ad alcune di quelle vicende ho potuto partecipare. &lt;br /&gt;Il lavoro che ho presentato nell’incontro del 30 ottobre mi piace ora metterlo a disposizione. Lo farò a puntate, come ho già fatto in agosto per una sommaria storia dei laici della diocesi, perché la lunghezza dell’elaborato risulterebbe estenuante.&lt;br /&gt;Intanto parto dalla premessa, che rappresenta una sorta di indice del lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREMESSA&lt;br /&gt;Tratteggiare alcune caratteristiche dell’Azione Cattolica Italiana (d’ora in poi AC) conciliare, cioè di  quella Associazione che alla luce degli insegnamenti del Concilio Vaticano II (d’ora in poi CVII) giunse alla redazione dello Statuto del 1969, richiede alcune precisazioni preliminari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sintetico e incompleto ragionamento storico-sociale sul periodo che precede e accompagna il CVII (1): gli anni ’50 e ’60 dei quali brevemente ricordare i tratti per noi interessanti quanto a società, Chiesa, AC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’indicazione di alcune novità emerse dal CVII relative: &lt;br /&gt;- alla visione di Chiesa,&lt;br /&gt;- al suo rapporto con il mondo, &lt;br /&gt;- alla figura del cristiano laico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forti di queste acquisizioni potremo finalmente tratteggiare la fisionomia della nuova AC.&lt;br /&gt;Indagando su:&lt;br /&gt;- la scelta religiosa,&lt;br /&gt;- le scelte del nuovo statuto,&lt;br /&gt;- la rifondazione organizzativa,&lt;br /&gt;- il metodo della revisione di vita,&lt;br /&gt;- il progetto formativo-apostolico,&lt;br /&gt;- il decalogo del laico di Azione Cattolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(1)Annunciato da papa Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959, a soli tre mesi dalla sua elezione al soglio pontificio, aperto l’11 ottobre 1962 e chiuso l’8 dicembre 1965.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ad maiorem Dei gloriam.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6489213041626006429?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6489213041626006429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6489213041626006429' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6489213041626006429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6489213041626006429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/11/lazione-cattolica-conciliare-tra-storia.html' title='1. L’AZIONE CATTOLICA CONCILIARE TRA STORIA E TEOLOGIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2367972035892639441</id><published>2011-08-26T18:45:00.002+02:00</published><updated>2011-08-26T18:52:18.029+02:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI STORIA DI LAICI (10). RIMETTIAMO IL TEMA DEI CRISTIANI LAICI ALL’ORDINE DEL GIORNO DELLE PROSSIME SCADENZE PASTORALI DIOCESANE</title><content type='html'>Se alle buone cose del passato, alle ultime sollecitazioni dello Spirito sinodale, del Vescovo Mario e a quelle iniziali del Vescovo Guglielmo, dovessi aggiungere soltanto le più recenti riflessioni che pesco a memoria dal livello nazionale - (ma senza dimenticare di partire dalla &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Christifideles laici&lt;/span&gt;, di Giovanni Paolo II del 30 dicembre 1988 e dagli insegnamenti di un maestro quale fu Giuseppe Lazzati ne &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La città dell’uomo. Costruire, da cristiani, la città dell’uomo a misura d’uomo&lt;/span&gt;, del 1984 e in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Laicità e impegno cristiano nelle realtà temporali&lt;/span&gt;, del 1985) - direi &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;che quanto a riflessione non siamo nel deserto dei tartari&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Anzi, basta leggere i seguenti saggi per rendersene conto: Paola Bignardi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Esiste ancora il laicato. Una riflessione a 40 anni dal Concilio&lt;/span&gt;, 2006. Enzo Bianchi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La differenza cristiana&lt;/span&gt;, 2006. Fulvio De Giorgi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano&lt;/span&gt;, 2008. Giordano Frosini, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La Chiesa siete voi&lt;/span&gt;, 2009. Paola Bignardi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dare sapore alla vita. Da laici nel mondo e nella Chiesa&lt;/span&gt;, 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non siamo nel deserto dei tartari, ma il terreno comincia ad essere dissodato; allora… &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;duc in altum&lt;/span&gt; (Lc 5,4): liberiamoci dei timori e degli eventuali complessi e prendiamo il largo.&lt;br /&gt;Riandiamo all’inizio e rimettiamo il tema dei cristiani laici all’ordine del giorno delle prossime scadenze pastorali diocesane e aiutiamoli, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“in quanto adoratori dovunque santamente operanti, a consacrare a Dio il mondo stesso”&lt;/span&gt; (Lumen gentium, n. 34).&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2367972035892639441?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2367972035892639441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2367972035892639441' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2367972035892639441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2367972035892639441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/08/un-po-di-storia-di-laici-10-rimettiamo.html' title='UN PO’ DI STORIA DI LAICI (10). RIMETTIAMO IL TEMA DEI CRISTIANI LAICI ALL’ORDINE DEL GIORNO DELLE PROSSIME SCADENZE PASTORALI DIOCESANE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-7138974097061981087</id><published>2011-08-25T14:32:00.002+02:00</published><updated>2011-08-25T14:37:10.007+02:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI STORIA DI LAICI (9). IL PRIMO SINODO DEL TERZO MILLENNIO TROVA LAICI  CLERICODIPENDENTI</title><content type='html'>Il nuovo millennio per la diocesi – dopo essere stata allietata dalla venuta del Vescovo Mario Meini (1996) - si è aperto con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la bella sorpresa del Sinodo Diocesano (&lt;/span&gt;2003-2005), voluto con forza dal Vescovo stesso, dopo una faticosa ed entusiasmante Visita pastorale diocesana, preceduta da una Missione diocesana (1998/99).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Esso ha rappresentato un autentico dono dello Spirito&lt;/span&gt;. Ha significato un momento di verifica e di rilancio dell’azione della chiesa diocesana, sollecitando e facendo sperimentare la gioia (e anche un po’ la fatica) di camminare insieme per contribuire alla costruzione del regno di Dio. Gli effetti maturi di quel lavoro si vedranno nel tempo, ma intanto sono ravvisabili i primi cambiamenti e il desiderio di conformarsi a quanto deciso.&lt;br /&gt;Ancora una volta tutta l’attività pastorale è stata sottoposta ad attenta analisi ed importanti indicazioni teoriche e operative sono scaturite dai circa tre anni di lavoro. &lt;br /&gt;Nel testo finale non vi è un documento esplicitamente dedicato ai laici, alla loro vocazione e missione, perché la commissione preparatoria consigliò di soffermarsi sulla specifica questione dei laici nella realtà socio-politica. Ma quello stesso documento (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Laici cristiani nella realtà socio-politica, documento X, 2005&lt;/span&gt;) e tutti gli altri presuppongo in filigrana &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;la presenza di laici conciliari&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Il testo sinodale andrebbe fatto più nostro, è ancora così fresco e attuale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso tempo non sono mancate puntuali &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sollecitazioni&lt;/span&gt; del Vescovo e del Consiglio pastorale diocesano ai cristiani laici della diocesi.&lt;br /&gt;Ricordo la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Christifideles laici nella Chiesa e nel mondo&lt;/span&gt;, elaborato dal Consiglio Pastorale Diocesano nel gennaio 2002; la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lettera del Vescovo Mario Meini ai fedeli laici della diocesi&lt;/span&gt;, del 19 settembre 2007; il documento &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Far tesoro della crisi. Riflessione del Consiglio Pastorale Diocesano sull’attuale contingenza economica&lt;/span&gt;, del 23 novembre 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono neppure mancati piccoli-grandi &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;segni&lt;/span&gt;, sempre da parte del Vescovo, come la consuetudine (avviata nel giorno di S. Gregorio VII del 1998 e preceduta il Natale antecedente da una visita personale a tutti i sindaci) di incontrare almeno una volta all’anno tutti i sindaci dei comuni della diocesi, unitamente al presidente della provincia e a quello della locale comunità montana. Segno della stima che la Chiesa nutre per coloro che si dedicano istituzionalmente al bene comune e, in un certo senso, monito a tutti i cristiani perché prendano sul serio i propri doveri politici e non considerino la politica lontana, insignificante o, peggio, dannosa per se stessi e per la civile convivenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiungerei anche le &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;considerazioni&lt;/span&gt; fatte dal Vescovo Mario nel quadro di un’analisi della situazione della nostra Chiesa in uno degli ultimi incontri post-sinodali: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;parlando dei laici, dopo avere elogiato il loro impegno e la loro fede, segnalava anche un loro eccesso di clericodipendenza&lt;/span&gt; (2009). Questione sulla quale riflettere con grande attenzione e da usare come leva per fare nostro, nel pensiero e nell’azione, l’insegnamento conciliare sul laico cristiano.&lt;br /&gt;Tanto più perché, allargando per un attimo lo spettro del ragionamento, abbiamo assistito negli ultimi anni all’emergere di richieste di esperienze di tipo più marcatamente spirituale, nelle quali alcuni laici pensano di condensare la propria esperienza cristiana. Altro fenomeno – quello del &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“laico spirituale”&lt;/span&gt; – sul quale riflettere.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-7138974097061981087?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/7138974097061981087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=7138974097061981087' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7138974097061981087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7138974097061981087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/08/un-po-di-storia-di-laici-9-il-primo.html' title='UN PO’ DI STORIA DI LAICI (9). IL PRIMO SINODO DEL TERZO MILLENNIO TROVA LAICI  CLERICODIPENDENTI'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-185790743101296557</id><published>2011-08-13T09:25:00.002+02:00</published><updated>2011-08-13T09:31:20.129+02:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI STORIA DI LAICI (8). LA SPINTA ALL’IMPEGNO SOCIO-POLITICO E L’IMPREPARAZIONE CULTURALE DEI CATTOLICI</title><content type='html'>Ad essere precisi, un altro obiettivo contenevano gli orientamenti nazionali richiamati nel precedente post: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la ricomposizione dell’area cattolica in campo socio-politico&lt;/span&gt; dinanzi all’evidente sfaldamento della cosiddetta prima repubblica. Ma il raggiungimento dell’obiettivo sostanzialmente ebbe a fallire per il precipitare degli eventi e la carenza di cultura politica nella quasi totalità del corpo cattolico nazionale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;Il grande corpo della comunità ecclesiale diocesana&lt;/span&gt; poco sentì l’uragano che si sarebbe abbattuto sul sistema politico e poco s’impegnò a costruire mentalità nuove ed a formare laici cristiani.&lt;br /&gt;La  stessa questione della ricomposizione dell’area cattolica fu, da noi, sempre poco sentita o evitata ed invece il tema era molto laico e avrebbe dovuto trovare - insieme al desiderio di poter operare per una società migliore - i laici in trincea, nel momento della battaglia. &lt;br /&gt;Ma &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;laici da trincea ne avevamo pochissimi, la maggior parte agiva nelle retrovie occupandosi d’altro&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando - dopo l’uragano di tangentopoli, il crollo del sistema partitico, l’affacciarsi di gioiose macchine da guerra, le discese in campo, la ricerca di centri impossibili - si aprì, anche in diocesi e nell’intera area provinciale, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’imprevista possibilità di fornire al mondo della politica e delle istituzioni personale cattolico coerente, formato e culturalmente preparato&lt;/span&gt;, il nostro mondo, salvo poche eccezioni, fece sostanzialmente flop. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il Vescovo Binini nel 1990 avesse invitato la nostra Chiesa ad &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“educare alla partecipazione socio-politica”&lt;/span&gt; (fissando incontri in quattro zone della diocesi) e uno sparuto gruppo di laici avesse compreso l’urgenza dei tempi e organizzato la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Scuola di Formazione all’impegno sociale politico&lt;/span&gt; (1991), attività che, elevata per qualità di impianto e di relatori-testimoni (tra gli altri Tina Anselmi, P. Bartolomeo Sorge, Paolo Giuntella, Leoluca Orlando), di fatto fu troppo elitaria e non incise sulla base cattolica &lt;span style="font-style:italic;"&gt;che si presentò del tutto impreparata agli appuntamenti elettorali degli anni ’94-’95-’96&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;uno di quegli appuntamenti mi trovai incastonato anch’io&lt;/span&gt; e, se dovessi narrare le incomprensioni, le smusate, le lettaracce che ricevetti da “amici cattolici” sol perché avevo fatto la scelta di capeggiare, come candidato alla Presidenza della Provincia di Grosseto, una coalizione che oggi si direbbe di centro-sinistra, potrei formare uno zibaldone.&lt;br /&gt;Per la verità ci furono anche non pochi “amici cristiani” che compresero, non si scandalizzarono e in parte sostennero quella scelta. &lt;br /&gt;Quelle scomposte reazioni non furono dettate da invidia o cattiveria. No, molto più semplicemente &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;da una incapacità culturale di leggere gli avvenimenti e da vecchie consuetudini dure a morire&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una di queste era &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’anti-comunismo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Poverini, pensavano che il nemico della ‘civiltà cristiana’ fosse sempre lo spauracchio marxista e che i comunisti mangiassero…i bambini.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E non si accorgevano del cambiamento epocale che era avvenuto e stava avvenendo sotto i loro occhi&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai primi anni ’80, i telecomandi dei nuovi tv color al quarto pulsante avevano quasi sempre l’emittente della Mondadori, Rete 4, e al tasto successivo Canale 5, proprietà di ‘un costruttore del Nord’. Questo mandava in onda un sacco di telefilm. &lt;br /&gt;I personaggi di Dallas e Dinasty cominciarono ad essere vissuti come reali (la Pamela, Bobby, J.R.), i piccoli avevano iniziato a reclamare il Bim Bum Bam di Paolo Bonolis e quelli più grandicelli, ma accompagnati dagli adulti, volevano Drive in, dove le cameriere Carmen Russo e Lory del Santo mettevano meloni in bella mostra. Dinanzi all’impacciata televisione di Stato, le televisioni private (che Silvio aveva provveduto a comprare tutte) dipingevano nuovi mondi dalle tinte attraenti ed erano la prefigurazione del magico paese futuro e di un uomo nuovo finalmente liberato dai vecchi tabù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regalo incommensurabile che il pentapartito aveva lasciato in eredità al Cavaliere (con tre decreti-salva-Silvio del governo Craxi tra l’84 e l’85; poi con un intervento del 1990, con il quale la Fininvest fu ammessa a trasmettere in diretta) avrebbe cambiato per sempre il Paese grazie all’uso, moderno, massiccio, spregiudicato che Berlusconi avrebbe fatto del ‘quarto potere’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma negli anni ’80 era cambiata larga parte della nostra società e si era giunti alla fine della Prima repubblica, seppellita dagli scandali di Tangentopoli; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;il mondo cattolico a livello nazionale ‘normalizzato e cloroformizzato’ da chi sappiamo, si trovò spiazzato ed anche quello diocesano, si fece trovare largamente impreparato ad interpretare e governare il nuovo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano stati &lt;span style="font-style:italic;"&gt;accecati&lt;/span&gt;, come lo fu l’indovino Tiresia dalla dea Era, mentre discettavano se si provava più piacere a rifare la Dc o a fare un altro centro e se i cattolici dovevano votare uniti oppure sparpagliati.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-185790743101296557?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/185790743101296557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=185790743101296557' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/185790743101296557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/185790743101296557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/08/un-po-di-storia-di-laici-8-la-spinta.html' title='UN PO’ DI STORIA DI LAICI (8). LA SPINTA ALL’IMPEGNO SOCIO-POLITICO E L’IMPREPARAZIONE CULTURALE DEI CATTOLICI'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-601698716782067898</id><published>2011-08-12T16:24:00.001+02:00</published><updated>2011-08-12T16:29:25.349+02:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI STORIA DI LAICI (7). NEGLI ANNI DI “COMUNIONE” E “COMUNITÀ” SI PERSE DI VISTA LA SPECIFICITA’ LAICALE</title><content type='html'>Negli anni che vanno dall’85 alla fine del millennio non ravviso avvenimenti o fatti rilevanti che in ambito diocesano abbiano avuto a che fare esplicitamente con il laicato cristiano in quanto tale. Ma non furono anni ininfluenti. Anzi, cose importanti furono messe in cantiere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’Episcopato di Mons. Eugenio Binini&lt;/span&gt; (1984-1991) è importante ricordare la Visita Pastorale (1986-1989) predisposta con grande cura, i fraterni rapporti del Vescovo con i presbiteri, i pellegrinaggi, le premure per il Seminario, l’attenzione alla catechesi e alla Caritas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I quattro anni &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dell’episcopato di Mons. Giacomo Babini&lt;/span&gt; (1992-1996) furono caratterizzati da importanti Convegni Diocesani quasi tutti protesi ad individuare le strade di quella che Papa Giovanni Polo II chiamava la “nuova evangelizzazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritengo, però, che indaffarati in diverse nobili cause pastorali, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;si distolse un po’ troppo lo sguardo dalla specifica vocazione laicale&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Eppure, paradossalmente, stava morendo un mondo vecchio e nascendo uno nuovo che reclamava proprio la presenza di cristiani laici adulti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;Ciò fu dovuto in larga parte agli orientamenti intrapresi dalla Chiesa italiana&lt;/span&gt;: gli anni ’80 furono quelli del piano “Comunione e comunità” e gli anni ’90 di “Evangelizzazione e testimonianza della carità”. &lt;br /&gt;Questi piani ebbero indubbie ricadute positive come quella di fare assumere alla pastorale, con sempre maggiore chiarezza, la realtà del territorio come luogo di responsabilità missionaria, di attenzione caritatevole e sociale (con ciò teoricamente offrendo spazio all’impegno dei laici cristiani). O quella di organizzare la Caritas in tutte le parrocchie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però la forte enfasi posta su concetti bellissimi e basilari come “comunione” e “comunità” – che per un verso riuscì a bloccare spinte centrifughe di gruppi e movimenti e a ricordarci che se non siamo uniti e se non ci amiamo non ci riconosceranno – &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;rischiò di mettere in secondo piano la specificità della vocazione dei laici cristiani, inglobandola in una logica comunitaria nella quale è sembrato che tutti fossero un po’ tutto&lt;/span&gt;: tutti battezzati, tutti laici, tutti sacerdoti, tutti missionari, tutti a servizio del mondo, tutti consacrati, tutti… Tutto vero!&lt;br /&gt;Ma quel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;‘tuttismo’&lt;/span&gt;, a mio parere, distolse l’attenzione dalle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tipicità e modalità&lt;/span&gt; con le quali le vocazioni del multiforme corpo della Chiesa si manifestano nei diversi stati di vita. Con ciò vanificandone l’apporto e rendendo apparentemente superfluo lo stesso associarsi dei laici, anche in ragione di un’impostazione pastorale che di fatto rese marginale ogni soggettività, specie se aggregata, in nome di una organizzazione unitaria e accentrata della pastorale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sentiva dire (e alcuni purtroppo lo ripetono anche oggi) che di fronte a comunità ecclesiali pastoralmente vive (ove esistano), organizzate attorno ad un parroco efficiente e animate da presenze laicali impegnate e disponibili…bastava la parrocchia, non serviva altro: niente AC, niente laicato associato. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fu (ed è) questo un grave fraintendimento&lt;/span&gt;, perché forse non è difficile trovare in parrocchia collaboratori disposti a dare una mano nella realizzazione di obiettivi utili e interessanti; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ma non è così facile trovare persone che, nella corresponsabilità, offrano alla parrocchia un servizio qualificato dalla sensibilità e maturità di una vocazione laicale effettivamente sentita ed esercitat&lt;/span&gt;a. &lt;br /&gt;Specificità vocazionali garantite solo da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;un associarsi riconoscibile e strutturato&lt;/span&gt;, così come ai sacerdoti e ai religiosi è garantito da istituzioni quali seminari e conventi e da progetti educativi di lunga durata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A corollario di questo periodo, nella logica di una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Chiesa tutta ministeriale&lt;/span&gt;, presero piede le prime esperienze di ministri straordinari dell’eucaristia (dapprima  a P. S. Stefano con don Angelo Comastri, poi in altre parrocchie) e, dal dicembre 1994, quella dei &lt;span style="font-style:italic;"&gt;diaconi&lt;/span&gt;: questa particolarmente sollecitata anche nel successivo periodo, tanto da essere oggi giunti all’apprezzabile numero di 10 unità (più tre candidati).&lt;br /&gt;Adulti che ad un certo punto del loro percorso laicale hanno percepito la chiamata a svolgere un’attività speciale all’interno della Chiesa. Doni per la nostra comunità diocesana, ma che non fanno altro che confermare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la propensione ad-intra dei nostri percorsi formativi e degli sbocchi operativi&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Insomma, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;tra i laici cosiddetti impegnati lo sbocco più naturale del proprio impegno missionario sembra essere ancora alla fine degli anni ’90 di tipo ancora più pastorale&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-601698716782067898?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/601698716782067898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=601698716782067898' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/601698716782067898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/601698716782067898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/08/un-po-di-storia-di-laici-7-negli-anni.html' title='UN PO’ DI STORIA DI LAICI (7). NEGLI ANNI DI “COMUNIONE” E “COMUNITÀ” SI PERSE DI VISTA LA SPECIFICITA’ LAICALE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-1613316731803724954</id><published>2011-08-11T10:17:00.002+02:00</published><updated>2011-08-11T10:21:03.693+02:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI STORIA DI LAICI (6). IL SACRO FUOCO CONCILIARE: I CAMPI SCUOLA REGIONALI (Dolomiti) E DIOCESANI (Triana)</title><content type='html'>Pressoché nello stesso periodo decollò l’esperienza &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dei Campi-scuola giovanili promossi dall’Azione Cattolica&lt;/span&gt;, prima quelli regionali (Carbonin 1972, quindi Moena, Sappada, La Mendola, quelli a cui ricordo di aver partecipato), poi quelli diocesani (una breve parentesi a Faltona, quindi a Triana dal 1978).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché li considero così rilevanti? &lt;br /&gt;Perché fu alla scuola di quelle esperienze, specie regionali, magistralmente guidate dall’assistente don Icilio Rossi, che molti nostri giovani (spinti a partecipare da Don Giorgio Gubernari) &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sentirono parlare di Concilio, di Chiesa-comunione, di vocazione dei laici, di partecipazione dei laici alla vita della Chiesa, di dialogo con il mondo, di giustizia sociale, di umanesimo integrale e  plenario&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Lì maturarono decisioni e impegni che condussero un bel gruppo di giovani, oggi adulti, ad acquisire perlomeno una forma mentis conciliare&lt;/span&gt; ed a trasferirla nei gruppi parrocchiali e nei campi scuola diocesani che dal 1978 inizieranno a decollare a pieno ritmo (i primi sotto la sapiente guida spirituale del giovane assistente diocesano AC Giovani, don Lido Lodolini e di quello AC Ragazzi, don Mario Amati).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E qui matureranno vocazioni alla vita laicale adulta e troveranno spazio quelle di speciale consacrazione&lt;/span&gt;: come non ricordare, tanto per fare un esempio piuttosto eclatante, la segretaria diocesana del movimento studenti di azione cattolica, Franca Lacchini, poi diventata monaca di clausura (cosa che poi avvenne, a livello regionale, anche per la pontassievina Isa Manzini).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccoli numeri, qualcuno potrebbe obiettare. Non saprei dire. &lt;br /&gt;Certo è che dal 1978 alla metà degli anni ’90 sono transitati alla Triana una media di 250 ragazzi all’anno.&lt;br /&gt;Dopo che, per una strana serie di coincidenze poi rivelatesi fasulle, la diocesi fu costretta a lasciare il Castello Piccolomini di Triana, i campi-scuola sono continuati in altre località ed ancora oggi offrono il loro servizio e danno frutti alla chiesa e alla società. &lt;br /&gt;Ma non c’è dubbio che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;quelli di Triana rappresentarono un ‘unicum’ specie per l’entusiasmo che si respirava e per quel sacro fuoco che spingeva giovani laici a maturare impegni ecclesiali e sociali sempre più rilevanti&lt;/span&gt;. Per vedere i frutti di quel periodo bisognerebbe andare ad indagare nel vissuto di tanti singoli laici, uomini e donne che hanno preso sul serio la vita e l’appello cristiano. Ma la ‘privacy’ non mi consente di fare esempi.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-1613316731803724954?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/1613316731803724954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=1613316731803724954' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/1613316731803724954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/1613316731803724954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/08/un-po-di-storia-di-laici-6-il-sacro.html' title='UN PO’ DI STORIA DI LAICI (6). IL SACRO FUOCO CONCILIARE: I CAMPI SCUOLA REGIONALI (Dolomiti) E DIOCESANI (Triana)'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6452042529099160351</id><published>2011-08-10T11:26:00.002+02:00</published><updated>2011-08-10T11:32:06.805+02:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI STORIA DI LAICI (5). LA SCOSSA DEL VESCOVO D’ASCENZI</title><content type='html'>Provvidenzialmente due eventi concomitanti e provenienti entrambi dall’esterno innestarono il cambiamento: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’avvento del nuovo Vescovo, Giovanni D’Ascenzi &lt;/span&gt;(dicembre 1975) e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’esperienza dei campi-scuola regionali&lt;/span&gt; (quelli che ricordo vanno dal 1972 al 1978), griglia di partenza di quelli &lt;span style="font-style:italic;"&gt;diocesani&lt;/span&gt; (dal 1977).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il nuovo vescovo dette la sveglia e provocò la scossa necessaria&lt;/span&gt;. Specie attraverso i Convegni di Palidoro (ma anche quelli successivi di Triana, Pitigliano, Orbetello) l’azione della nostra Chiesa fu messa a ferro e a fuoco, nel senso che tutta la sua pastorale fu sottoposta ad un vaglio molto accurato e furono individuati i passi idonei a produrre il cambiamento.&lt;br /&gt;Non pochi di questi passi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;prevedevano il coinvolgimento diretto dei laici e delle loro organizzazioni&lt;/span&gt;, Azione Cattolica in primis, ma anche di categoria (maestri, insegnanti, universitari, medici, lavoratori) sia nella fase della testimonianza che in quella della elaborazione pastorale: videro la luce i primi Consigli Pastorali Diocesani, composti da molti laici, anche di provenienza, per così dire, extra-moenia. Il primo del 1977 era articolato in 20 sacerdoti, 6 suore e 27 laici, oltre al Vescovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forte spirava il vento della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;diocesanità&lt;/span&gt; e questo lo percepivano anche i cristiani laici, invitati ad ampliare i propri orizzonti localistici.&lt;br /&gt;Molta attenzione fu posta nell’analisi e nella terapia per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la evangelizzazione della popolazione di campagna&lt;/span&gt;, allora ancora numerosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel settembre del 1977 fu addirittura costituito il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Comitato Permanente per la promozione socio-culturale della montagna amiatina&lt;/span&gt;, alla luce della perdurante crisi economica e occupazionale di quella zona.&lt;br /&gt;Nel marzo 1979 una serie di interessanti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;conversazioni&lt;/span&gt; sull’occupazione giovanile, l’Europa e di natura religiosa videro la presenza di relatori d’eccezione, come Giuseppe De Rita, Cesare Dall’Oglio, Mario I. Castellano, Pietro Pavan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il marzo del 1982 vide la luce il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;primo incontro di laici cattolici&lt;/span&gt; (corredato da due opuscoli dai titoli significativi: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Per una presenza attiva ed efficace della nostra Chiesa nella società”&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Missione dei laici nella Chiesa e nella società”&lt;/span&gt;), nel quale il Vescovo – dopo avere enucleato una serie di problemi della nostra zona (invecchiamento, disoccupazione-emigrazione giovanile, denatalità, distacco tra sociale e politico) – ricordava: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“mio dovere è denunciare i problemi e suscitare la vostra sensibilità all’impegno serio per risolverli con spirito di servizio per amore della giustizia”&lt;/span&gt;. Ed invitava i laici cristiani a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“conoscere bene, e perciò studiare, lo squilibrio e le distorsioni presenti nel nostro territorio, ricercarne le cause vere e profonde, così da proporre rimedi efficaci”&lt;/span&gt;, ad &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“acquisire una conoscenza adeguata della Dottrina sociale della Chiesa”&lt;/span&gt; ed a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“lavorare uniti per una presenza efficace”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra Chiesa, insomma, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;si apriva al mondo&lt;/span&gt;, al sociale, alle professioni, spingeva per la creazione di cooperative giovanili, dialogava e sfidava il mondo della politica sia nella parte più istituzionale, allora egemonizzata da personale comunista e socialista, che in quello partitico con l’allora naturale riferimento alla DC sempre più in fase di consunzione.&lt;br /&gt;Con in mano la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dottrina sociale cristiana&lt;/span&gt; – presentata in diversi corsi o giornate di riflessione e aggiornamento - la Chiesa diocesana, specie nel suo vertice - appariva all’avanguardia anche rispetto a chi aveva fatto fino allora del progresso e dell’uguaglianza il proprio vessillo.&lt;br /&gt;In campo culturale e formativo nacquero i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;centri&lt;/span&gt; Tre Fontane di Orbetello, Fortezza Orsini di Pitigliano, Silvio Piccolomini di Triana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’entusiasmo fu tanto, la sorpresa fu enorme e le resistenze lo furono altrettanto. Non sorpresero quelle esterne, colpirono quelle interne.&lt;br /&gt;Non è questa la sede per un bilancio di quella stagione – ricca di tante altre iniziative – ma &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;da lì scaturì la spinta iniziale ad un rinnovato impegno dei laici cristiani nella chiesa e nella società&lt;/span&gt;, dalla quale non si sarebbe più tornati indietro. Anche se nel concreto di alcuni protagonisti laici di quel periodo in seguito si verificò un ritorno ai ranghi di partenza: chi all’esterno, allontanandosi progressivamente dalla vita ecclesiale quotidiana, chi all’interno, allontanandosi dalla vita sociale. Con danno reciproco. E le associazioni cristiane di categoria languirono sino all’estinzione.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6452042529099160351?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6452042529099160351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6452042529099160351' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6452042529099160351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6452042529099160351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/08/un-po-di-storia-di-laici-5-la-scossa.html' title='UN PO’ DI STORIA DI LAICI (5). LA SCOSSA DEL VESCOVO D’ASCENZI'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-5348020248198937974</id><published>2011-08-09T09:24:00.003+02:00</published><updated>2011-08-09T09:32:26.107+02:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI STORIA DI LAICI (4). LA NOSTRA CHIESA DIOCESANA HA VISSUTO QUESTO PERIODO…COME HA POTUTO</title><content type='html'>O meglio, come le forze e le convinzioni del momento gli consentivano di viverlo e, quindi, ora prendendo il toro per le corna ora tentando di schivarlo. Talvolta agendo più in solitaria, tal’altra usufruendo dell’apporto regionale e nazionale, specie grazie al contributo offerto dall’Azione Cattolica diocesana, associazione che per una lunga fase dei citati 35 anni (e a mio parere ancora oggi) ha rappresentato il fulcro della vita laicale associata.&lt;br /&gt;E’ in questo grande sforzo della nostra chiesa diocesana di essere testimone sempre più autentica del suo Signore nel vortice di un cambiamento, a volte tellurico, che si inserisce la vicenda dei cristiani laici della diocesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dovessi ricordare in estrema sintesi i principali eventi e fatti che hanno potuto influenzare la vita dei nostri laici direi i seguenti: &lt;br /&gt;•i Convegni diocesani di Palidoro e seguenti, &lt;br /&gt;•i Corsi sociali e sulla Dottrina sociale cristiana,&lt;br /&gt;•l’esperienza dei Campi-scuola diocesani e regionali,&lt;br /&gt;•l’accompagnamento che l’Azione Cattolica ha assicurato per lungo tempo alla formazione dei Gruppi parrocchiali giovanili e le occasioni formative che la stessa ha promosso mediante incontri con responsabili nazionali e regionali preparati e testimoni,&lt;br /&gt;•il rinnovamento della Catechesi, specie attraverso i convegni annuali dei catechisti,&lt;br /&gt;•la nascita del settimanale diocesano Confronto,&lt;br /&gt;•l’organizzarsi della Caritas nelle singole parrocchie,&lt;br /&gt;•la Scuola di formazione all’impegno sociale e politico,&lt;br /&gt;•il Sinodo diocesano e le sollecitazioni del Vescovo Mario.&lt;br /&gt;Alcuni di questi sono stati veri e propri eventi ecclesiali, altri settoriali e qualcuno di nicchia; non è facile quindi misurare l’influenza provocata sul laicato cristiano, anche perché il termometro non è del tutto nelle nostre mani (mi soffermerò, in seguito, sui tre avvenimenti che ritengo più significativi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo è, almeno ai miei occhi, che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;cambiamenti, crescite, conversioni ci sono state&lt;/span&gt;; non hanno coinvolto masse sterminate di fedeli, ma sono transitate nel profondo delle coscienze di tanti singoli laici che, in un tempo difficile, hanno maturato scelte di vita impegnative e significative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non era facile, anche perché &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;si veniva da una fase diocesana delicata quanto ai laici&lt;/span&gt;: questo almeno mi sembrò di comprendere quando, da poco maggiorenne, fui scelto come Presidente diocesano e scaraventato nell’arena. Scegliere un diciannovenne come presidente dell’AC unitaria poteva essere dettato dal coraggio o dalla disperazione (mi si passi il termine). Forse entrambi, ma ciò non toglie che stessero ad indicare la difficoltà di acquisire disponibilità o la necessità di produrre forti cambiamenti.&lt;br /&gt;In effetti, dal 1970 al 1976 l’AC diocesana era passata da 1372 a 587 iscritti e il gruppo dei laici più impegnati di allora, perlopiù costituito da giovani-adulti, per motivi di lavoro dovette lasciare la diocesi e, forse, la parte più adulta risentiva ancora molto di una educazione pre-conciliare che faticava ad innestare i cambiamenti che la Chiesa italiana post-conciliare  e l’Azione Cattolica della scelta religiosa reclamavano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non che a livello parrocchiale non vi fossero &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;belle figure laicali&lt;/span&gt;. Anzi, uomini e specialmente donne di profonda spiritualità, senso della chiesa, attente al prossimo, specie quello più bisognoso, costellarono la vita di alcune parrocchie. Qualcuna ci ha lasciato, altre sono ancora con il testimone in mano a condurre la buona battaglia.&lt;br /&gt;Ma certo, il numero era troppo esiguo, soprattutto rispetto al corpo cattolico ancora molto tradizionalista, per sopportare lo sforzo che ci attendeva: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;convertirsi come singoli e come comunità ecclesiale alla Chiesa tratteggiata dal Concilio Vaticano II, anche per quel che riguardava la vocazione e il ruolo dei laici&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-5348020248198937974?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/5348020248198937974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=5348020248198937974' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5348020248198937974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5348020248198937974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/08/un-po-di-storia-di-laici-4-la-nostra.html' title='UN PO’ DI STORIA DI LAICI (4). LA NOSTRA CHIESA DIOCESANA HA VISSUTO QUESTO PERIODO…COME HA POTUTO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6767012165646719313</id><published>2011-08-08T16:54:00.002+02:00</published><updated>2011-08-08T16:59:11.249+02:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI STORIA DI LAICI (3). I BUONI SEMI DEL PASSATO</title><content type='html'>Non è questa la sede per ricostruire la storia del laicato diocesano, né io sarei la persona adatta a farlo. Posso però rammentare alcuni passaggi che hanno coinvolto più o meno direttamente i laici da quando, nel 1976, fui nominato presidente diocesano dell’Azione Cattolica. Trentacinque anni che mi hanno visto partecipe dapprima molto interno alle cose ecclesiali, poi sempre più diretto verso quello che si è soliti chiamare mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Periodo dal quale &lt;span style="font-style:italic;"&gt;si pose fine alle amministrazioni apostoliche&lt;/span&gt; e la diocesi ebbe di nuovo un Vescovo tutto per sé, prese consistenza territoriale - dopo aver lasciato sul campo le parrocchie di Alberese e Rispescia (11.02.1976) - dapprima, con l’inclusione delle parrocchie di S. Fiora, Bagnolo e Bagnore (28.10.1977), poi con l’aggiunta dell’Abbazia delle Tre Fontane (10.06.1981) e assunse una fisionomia definitiva che successivi scossoni non sono stati in grado di sfigurare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Periodo che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ha visto il succedersi di quattro Vescovi&lt;/span&gt;, Giovanni D’Ascenzi (1975-1983), Eugenio Binini (1984-1991), Giacomo Babini (1992-1996), Mario Meini (1996-2010) ciascuno con una sua spiccata fisionomia, personalità, spiritualità e impostazione pastorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Periodo che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ci ha fatto assistere ad un significativo ricambio di sacerdoti&lt;/span&gt; con la progressiva perdita di centralità dei preti ordinati nell’immediato dopoguerra fino al termine degli anni 60’, l’avvento di quelli ordinati a cavallo del Concilio fino al decennio successivo,  l’ingresso di quelli che per diversi anni sono stati chiamati i preti giovani (dal 1981 al 1994), sino ai …giovanissimi sacerdoti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Periodo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nel quale cambiamenti sociali, economici, politici, culturali hanno profondamente cambiato l’uomo, la società e gli stili di vita&lt;/span&gt;, anche delle aree apparentemente più  marginali come la nostra, modificando il comportamento religioso e l’atteggiamento nei riguardi della fede, specie delle giovani generazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Periodo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dove il non lontano evento conciliare e le prime realizzazioni del post-concilio reclamavano notevoli cambi di passo&lt;/span&gt; nelle chiese diocesane quanto al loro essere e al loro porsi nei confronti del mondo, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;richiedevano un personale ecclesiastico e laico più attento&lt;/span&gt; ai messaggi, criptati o rumorosi, che provenivano da una società in profondo cambiamento.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6767012165646719313?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6767012165646719313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6767012165646719313' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6767012165646719313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6767012165646719313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/08/un-po-di-storia-di-laici-3-i-buoni-semi.html' title='UN PO’ DI STORIA DI LAICI (3). I BUONI SEMI DEL PASSATO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-9087775146671281492</id><published>2011-08-07T18:33:00.001+02:00</published><updated>2011-08-07T18:34:52.811+02:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI STORIA DI LAICI (2). IL TANTO BENE CHE C’È OGGI NEL LAICATO CATTOLICO</title><content type='html'>La molla del disagio richiamata nel precedente post non annebbia la vista e non impedisce di vedere il tanto bene che c’è nel laicato cattolico della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.&lt;br /&gt;Basta volgere lo sguardo al variegato panorama offerto dalla testimonianza dei fedeli cristiani laici ed è possibile vedere, oggi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’Azione Cattolica&lt;/span&gt;, della quale la Chiesa non può fare a meno, le altre aggregazioni laicali (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cursillos de Cristianidad, Cammino neocatecumenale, Acli, Agesci, Scout d’Europa, Anspi, Csi, Unitalsi, Rinnovamento nello spirito, volontariati, apostolati, Terz’ordine francescano secolare, società, gruppi di preghiera e quelle dedicate ad aspetti ancora più specifici&lt;/span&gt;) frutto maturo della libertà riconosciuta ai laici nel contesto dell’ecclesiologia di comunione e risposta alla varietà dei carismi che lo Spirito suscita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ facile notare anche tutti gli altri laici, non consociati, che rappresentano gran parte dei fedeli della Diocesi e costituiscono il tessuto basilare della comunità della Chiesa.&lt;br /&gt;Non sono moltissime persone, specie quelle aggregate non sono le falangi di un tempo, ma sono sicuramente &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;donne e uomini, animati da autentico spirito cristiano&lt;/span&gt;, che collaborano con il vescovo e i sacerdoti nella evangelizzazione e nella crescita della Chiesa, si potrebbe dire - parafrasando la Lumen gentium 33 - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“alla maniera di quegli uomini e quelle donne che aiutavano l’apostolo Paolo nel Vangelo e faticavano molto per il Signore”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-9087775146671281492?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/9087775146671281492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=9087775146671281492' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/9087775146671281492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/9087775146671281492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/08/un-po-di-storia-di-laici-2-il-tanto.html' title='UN PO’ DI STORIA DI LAICI (2). IL TANTO BENE CHE C’È OGGI NEL LAICATO CATTOLICO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-4830307731933995882</id><published>2011-08-06T16:40:00.004+02:00</published><updated>2011-08-06T17:04:19.448+02:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI STORIA DI LAICI (1). IL SANO DISAGIO DEI CRISTIANI LAICI</title><content type='html'>Partiamo dal fondo. Pochi mesi prima che giungesse la notizia della nomina di Mons. Mario Meini a Vescovo della diocesi di Fiesole il Consiglio Pastorale della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello aveva deciso di dedicare il piano pastorale dell'anno 2010-2011 ai &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“fedeli cristiani laici”&lt;/span&gt;. C’era stata inizialmente qualche perplessità, ma in seguito - specie dietro la spinta di alcuni laici - l’idea era passata all’intero consiglio anche se andavano discusse le modalità realizzative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso tempo, un gruppo di circa 30 laici aveva iniziato a riflettere sulla “questione cristiani laici” con tre incontri da gennaio a marzo del 2010 all’insegna del discernimento e della parresia (franchezza). Il perché lo esplicitarono nel primo incontro prendendo a prestito recenti parole di P. Bartolomeo Sorge.&lt;br /&gt;Perché &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“senza laici cristiani preparati e maturi verrebbe meno un contributo essenziale alla crescita civile e umana della nostra società. Saranno soprattutto essi a sostenere il dialogo interculturale, necessario per creare l'ethos comune di cui ha bisogno l'umanità del terzo millennio in via di globalizzazione, nel rispetto del pluralismo e della laicità della politica e della cultura, in modo da accompagnare e orientare in senso autenticamente umano l'inarrestabile sviluppo tecnico e scientifico dei nostri giorni”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Nello stesso tempo, per quanto riguarda la missione della Chiesa, soltanto la presenza di un laicato maturo, capace di leggere con fede i ‘segni dei tempi’ e di rispondere con coerenza e competenza alle sfide sociali della nuova evangelizzazione, potrà impedire che la comunità cristiana ceda alla tentazione, in cui altre volte è caduta, di ripiegarsi su se stessa, di chiudersi a riccio di fronte agli attacchi frontali e alle difficoltà con cui è chiamata a misurarsi”&lt;/span&gt;. (P. Bartolomeo Sorge, La staffetta del 60°, in Aggiornamenti Sociali, dicembre 2009).&lt;br /&gt;A cui aggiunsero, a livello, ancor più esistenziale, il desiderio di vivere felicemente il cristianesimo come laici; di far sì che i laici cristiani della nostra diocesi potessero riscoprire la gioia di essere cristiani coerenti con la chiamata che viene loro fatta; di riuscire a comunicare, specie ai più giovani, il fascino e l’importanza della proposta cristiana ordinaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come era maturata la scelta del Consiglio pastorale diocesano? &lt;br /&gt;La genesi era rintracciabile nell’azione di in un piccolo gruppo di persone (una parte dei trenta) che aveva avuto il coraggio di fare emergere il serpeggiante disagio presente in alcuni laici e qualche presbitero e che  trovava riscontro nell’imbarazzo che si era già manifestato a livello nazionale e in non poche chiese locali: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;quello di non riuscire a pensare e a vivere una laicità cristiana matura&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Disagio che si rivolgeva in primo luogo nei confronti degli stessi laici, perché si vedevano incapaci di uscire da una situazione considerata insoddisfacente per se stessi, per la comunità ecclesiale, per la società. Insomma, per usare l’espressione tratta da un recente libro di Fulvio De Giorgi, questo gruppo di laici si sognava &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“cigno”&lt;/span&gt; e si vedeva &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“brutto anatroccolo”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;In realtà, a mio parere, la non lontana esperienza del Sinodo Diocesano stava dando i primi frutti spingendo ad una lettura in controluce e nel profondo della propria esperienza.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-4830307731933995882?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/4830307731933995882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=4830307731933995882' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4830307731933995882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4830307731933995882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/08/un-po-di-storia-1-il-sano-disagio-dei.html' title='UN PO’ DI STORIA DI LAICI (1). IL SANO DISAGIO DEI CRISTIANI LAICI'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-8736633884651980930</id><published>2011-03-29T18:34:00.006+02:00</published><updated>2011-04-02T19:21:52.942+02:00</updated><title type='text'>L’ERA DI BUFALONIA E L’OBOEDENTIA VERITATIS</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Castificantes animas nostras in oboedentia veritatis”&lt;/span&gt; ebbe a dire Papa Benedetto XVI durante l’omelia nella messa del 6/10/2006 celebrata per i membri della Commissione Teologica Internazionale, citando la Prima Lettera di San Pietro, nel primo capitolo, versetto 22. E proseguì dicendo:&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Parlare per trovare applausi, parlare orientandosi a quanto gli uomini vogliono sentire, parlare in obbedienza alla dittatura delle opinione comuni, è considerato come una specie di prostituzione della parola e dell'anima. &lt;br /&gt;La ‘castità’ a cui allude l’apostolo Pietro è non sottomettersi a questi standard, non cercare gli applausi, ma cercare l'obbedienza alla verità”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Concetto ripetuto e specificato nell’Angelus del 29 giugno 2009: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“È l’obbedienza alla verità che rende pura l’anima. Ed è il convivere con la menzogna che la inquina. L’obbedienza alla verità comincia con le piccole verità del quotidiano, che spesso possono essere faticose e dolorose”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Obbedire alla verità e non inquinarla convivendo con la menzogna&lt;/span&gt;. Ecco cosa si chiede non solo ai teologi, ma a ciascuno di noi, a chi maneggia i mezzi d’informazione, ai giornalisti, ai giudici, ai politici e a tutti coloro (pochi e sempre i soliti) che intervengono, via etere e su carta stampata, su tutto e su tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo invece sono sempre più diffusi i cultori della menzogna.&lt;br /&gt;Paradossalmente la menzogna è entrata in campo quando la maglia da titolare hanno iniziato ad indossarla le opinioni e i fatti sono stati espulsi dal gioco.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Niente fatti, solo opinioni!”&lt;/span&gt; è il nuovo verbo, come dice Marco Travaglio in un suo fortunato libro del 2006, ‘La scomparsa dei fatti’. I primi non devono disturbare le seconde. Senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Con i fatti, no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fatti vengono nascosti per mille motivi: per ignoranza, impreparazione, sciatteria, per evitare rogne, perché si fa il tifo, per essere invitati in certi salotti, perché si aspetta la promozione, perché è politicamente scorretto, perché si è pagati dai servizi segreti, perché prima o poi qualcuno ti ringrazia, perché ti tolgono la pubblicità dal giornale, perché altrimenti….la gente capisce tutto. &lt;br /&gt;L’elenco potrebbe continuare molto a lungo, ma mi taccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fatti si possono nascondere in molti modi. Leggere il saggio di Travaglio, per i tipi de Il Saggiatore (Milano), può essere un utile allenamento.&lt;br /&gt;Uno di questi modi è confezionare le &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“bufale”&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;La bufala non è la femmina del Bufalo e neppure la nota mozzarella aversana ma, come dice il Sabatini Coletti, una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“notizia clamorosamente infondata, panzana; anche, errore madornale”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Pensando a queste sono andato a sfogliare un quadernino dove ho appuntato alcune bufale, fresche e stagionate. Altre non l’ho scritte e non le ricordo con precisione, ma ce ne sarebbero a iosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ Parto da una semi-bufala. Semi, perché la notizia che si poteva leggere ieri sul sito del Corriere (28/03/2011) dice una cosa vera, ma con un’enfasi menzognera: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“Berlusconi in Tribunale, bagno di folla e ‘nuovo predellino’”&lt;/span&gt;. E uno si fa l’idea che una fiumana di fans abbia risposto alla cartolina precetto dei sottosegretari Santanchè e Mantovani per scortare il Premier tra due ali di folla al processo Mediatrade. &lt;br /&gt;Poi, il sito del Fatto Quotidiano ha informato: 49 persone, in parte noti figuranti presi a nolo dal Biscione, hanno accolto il premier all’ingresso del Tribunale e all’uscita erano saliti addirittura a un centinaio. Compresi cronisti, fotografi, cameraman, curiosi e uomini della scorta. Ma quale folla!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ Un’altra, fresca fresca, riguarda il recente episodio di Forum su Canale 5, taroccato per inscenare una finta abruzzese aquilana che elogia il governo. Mediaset la manda in onda, pagandola 300 euro, per leggere un copione scritto dagli autori del programma condotto da Rita Dalla Chiesa. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“L'Aquila è ricostruita”; “ci sono case con giardini e garage”; “la vita è ricominciata”; chi si lamenta “lo fa per mangiare e dormire gratis”. Per questo “ringraziamo il presidente...”&lt;/span&gt; . “Il governo... “, precisa la conduttrice. Meno male che Rita c'è...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ Ho poi ancora in mente una delle ultime del “nostro”. Il 22 marzo 2011 Berlusconi è apparso in uno spot per promuovere l’Italia turistica in patria. Vestito nero, cravatta blu, il presidente del Consiglio ha ricordato che l'Italia è &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“il Paese che ha regalato al mondo il 50% dei beni artistici tutelati dall'Unesco”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Naturalmente è una bufala: i siti italiani sono il 5%, 45 su 911. Ma dove legge? O chi gliele scrive?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ Le dice così tante, che è difficile stargli dietro. Qualche settimana fa sempre il “nostro” ha allietato una platea con la seguente dichiarazione: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“Oggi si celebra la 2.952esima udienza a mio carico. Io sono l’uomo più processato d’Italia, ho avuto 103 procedimenti, oltre 50 andati a dibattimento”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Bufala: ricorda uno che se ne intende, Marco Travaglio, che i procedimenti sono una trentina in tutto, di cui 19 andati a dibattimento e gli altri archiviati. Anche ammettendo che ciascun dibattimento abbia prodotto cento udienze, cifra iperbolica, saremmo ben sotto le 2.000. La matematica non è mai stata la passione dell'imprenditore di Arcore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ Ancora Silvio ad un'altra platea ha dichiarato: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“ho rinunciato da tempo ad avere un telefonino perché il mio era esposto a ogni tipo di intercettazione”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Bufala:  ricorda sempre Marco Travaglio, che il suo telefonino non è mai stato intercettato (dal 1994 è infatti un parlamentare e come tale non può essere ascoltato; prima del ‘94, per quanto più volte indagato, non risulta che i giudici gli abbiano mai messo sotto controllo i telefoni, salvo una volta, nel 1983). Ogni qual volta è stata captata la Sua voce in conversazioni telefoniche, è perché i giudici stavano intercettando i telefoni dei suoi interlocutori: diciamo pure… personaggi sempre un po’ particolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ Ma non è il solo a sbufaleggiare. In una trasmissione di Ballarò di qualche mese fa, il leghista Roberto Cota fece una saccente lezione al costituzionalista Stefano Rodotà sostenendo che diceva falsità e &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;che tutti i paesi democratici o quasi hanno leggi di immunità parlamentare&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ovviamente è una bufala: lo stesso Rodotà provò a ricordargli che solo tre Paesi europei hanno leggi simili: Grecia, Spagna e Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ Sempre in una trasmissione di Ballarò dell’ottobre 2009, il ministro Maurizio Sacconi gridò, con una certa insolenza, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;rivolto allo storico Villari, presupponendolo noto comunista&lt;/span&gt;, “la differenza tra un socialista e un comunista è che il socialista si vanta, un comunista si vergogna”.&lt;br /&gt;Bufalissima: Villari (Lucio) gli rispose: “lei mi dà del comunista, ma io non sono comunista”. D’Alema, in trasmissione, fece presente che “il Villari a cui si riferisce Sacconi è Rosario Villari, militante comunista. Non è violenza verbale, ma solo ignoranza in questo caso”, sentenziò il vero ex-comunista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ Nel marzo 2010 il ministro Roberto Calderoli, nel fare una sceneggiata degna del Ventennio (secondo quanto dichiarato dalle rappresentanze di base dei vigili del fuoco), &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;compì anche un atto miracoloso bruciando, in un bel falò, 375.000 leggi inutili&lt;/span&gt; (come lui disse).&lt;br /&gt;Bufalona. Gian Antonio Stella sul Corriere della sera del 25 marzo 2010, ha conteggiato: “Fatti i conti, lavorando 12 ore al giorno dal momento in cui si è insediato, più di una al minuto: lettura del testo compresa. Wow!”. E ha anche ricordato che la relazione della commissione parlamentare presieduta da Alessandro Pajno e più volte citata dallo stesso Calderoli, aveva accertato “circa 21.000 atti legislativi, di cui circa 7.000 anteriori al 31 dicembre 1969”.&lt;br /&gt;Come abbia fatto l’aspirante dannunziano Calderoli a contarne 375.000 resta un mistero della fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ Anche il politologo americano Edward Luttwak, sempre ad una trasmissione di Ballarò (quella del 15 febbraio 2011), dichiarò perentoriamente, come è solito fare: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;”Gli investitori stranieri non investono in Italia e citano sempre la giustizia come principale motivazione. I vostri – molto ben pagati – giudici, lavorano malamente, lentamente, e sono considerati altamente inaffidabili”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Bufala: da una rapporto del Cepej (The European Commission for the Efficiency of Justice) emerge che la produttività individuale media dei giudici italiani, calcolata nel 2006, è tra le più alte in Europa. I giudici italiani sono al terzo posto in Europa per produttività nel settore civile: 4516 cause civili definite ogni anno per 100.000 abitanti, contro le 2571 dei francesi, le 2501 degli spagnoli e le 1929 dei tedeschi. Per quanto attiene il lavoro nel settore penale, i giudici italiani sono al primo posto in Europa con 1.168.044 procedimenti definiti in un anno contro gli 864.231 della Germania, i 655.737 della Francia e i 388.317 della Spagna.&lt;br /&gt;Gli stipendi iniziali dei magistrati italiani si collocano al 18° posto della graduatoria europea, con una distanza di €. 135.000 dal 1° posto (Scozia) e di circa €. 60.000 da quelli della Svezia e Svizzera, rispettivamente al 6° e 8° posto. &lt;br /&gt;E’ al 14° posto lo stipendio lordo di un P.M. all’inizio della carriera. &lt;br /&gt;Luttwak, per cortesia, la smetta…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ Purtroppo si dicono inesattezze anche su questioni gravi.&lt;br /&gt;Il dottor Alberto Zangrillo, medico personale di Silvio Berlusconi e primariodell’unità di rianimazione al San Raffaele di Milano, circa due mesi fa, nel presentare il suo libro ‘Ri-animazione’, non ha avuto di meglio che prendersela con Ignazio Marino che – a suo dire - “ha smesso di fare il medico per fare politica” e che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“infama i medici” sostenendo (Marino) che in alcuni ospedali si stacchi la spina delle macchine che aiutano artificialmente i pazienti, senza dichiararlo pubblicamente&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Ahimè, la bufala non è di Marino che non infamia i medici, ma di Zangrillo. “Per evitare brutte figure – ha risposto infatti Marino – suggerisco a Zangrillo di leggere uno studio pubblicato da anestesisti e rianimatori che lavorano nei reparti di terapia intensiva italiani. Secondo la ricerca, riferita a 3.438 cartelle cliniche raccolte in 84 rianimazioni, nel 62,2% dei pazienti in fin di vita sono state attuate forme di limitazione terapeutica comprese il respiratore automatico, la nutrizione, l’idratazione artificiale e la dialisi”. Dottor Zangrillo, non scherzi col fuoco!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire di queste notizie &lt;span style="font-style:italic;"&gt;clamorosamente infondate, panzane, errori madornali&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;Forse - per dirla con Lord Byron - che la bugia è solo la verità in maschera?&lt;br /&gt;Ma…….&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Castificantes animas nostras in oboedentia veritatis&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-8736633884651980930?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/8736633884651980930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=8736633884651980930' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/8736633884651980930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/8736633884651980930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/03/lera-di-bufalonia-e-loboedentia.html' title='L’ERA DI BUFALONIA E L’OBOEDENTIA VERITATIS'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2281524242519736755</id><published>2011-03-14T15:56:00.003+01:00</published><updated>2011-03-14T16:44:18.435+01:00</updated><title type='text'>CHE FINE HA FATTO…” LA CHIESA ITALIANA E LE PROSPETTIVE DEL PAESE”?</title><content type='html'>Ricorda l’amico Angelo Bertani che negli anni ’80, tra le tante cose, c’era anche chi “vestiva alla marinara, chi la sera andava in via Veneto, e chi leggeva &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La Chiesa italiana e le prospettive del paese&lt;/span&gt;”. &lt;br /&gt;Dice questo prendendo spunto dall’inizio del paragrafo 6 dell’ultima prolusione del Cardinale Bagnasco che, testualmente, recita: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“In un documento del nostro Episcopato pubblicato trent’anni or sono e che ebbe a suo tempo una notevole accoglienza (La Chiesa italiana e le prospettive del Paese, 1981), si diceva icasticamente: Il consumismo ha fiaccato tutti”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E lo fa per segnalare che la citazione di quel documento ha fatto drizzare parecchie antenne (ohibò!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo perfettamente quella pubblicazione e da parte mia l’accolsi con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“notevole entusiasmo”&lt;/span&gt;, come dice Bagnasco. Ma ricordo anche quanta poca risonanza ebbe nelle nostre comunità ecclesiali, a discapito di quanto gli stessi vescovi auspicavano al paragrafo 38: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Queste considerazioni e questi orientamenti (…) potranno stimolare una riflessione responsabile nelle parrocchie, nei vicariati, nelle diocesi, tra le associazioni e i movimenti locali”&lt;/span&gt;.  Ma manco per niente! &lt;br /&gt;E negli anni successivi sarà anche peggio. &lt;br /&gt;Uso sempre le parole dell’acuto Bertani: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“in diversi si ricordano perfettamente di come, negli anni ’90, quel documento circolasse in forma semiclandestina in alcuni settori precisi del Popolo di Dio. Di come fosse diventato impossibile non dico trovarlo citato in un discorso del capo dei vescovi italiani, ma perfino acquistarne una copia nelle librerie cattoliche. Di come chi aveva l’originale in casa lo prestasse con mille cautele a chi lo chiedeva per fotocopiare, di come lo si leggesse e discutesse in certe interminabili riunioni dopocena, con la competenza e il tono sommesso di veri esegeti carbonari”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché il documento ebbe quello strano destino? Perché sparì dalla circolazione…e non se ne è più riparlato? Eppure era un piccolo saggio di appena 28 paginette ed anche senza note.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune risposte mi frullano per la testa. Una è di carattere ecclesiale ed è tutta italiana, l’altra è di natura politica e riguarda quella nostrana e quella internazionale; ce n’è poi una anche di carattere culturale che ha a che fare con… la Pamela, Bobby, J.R., Bim Bum Bam, Drive in.&lt;br /&gt;Tornerò a parlarne in prossimi post, se ne avrò voglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto ricordo che i contenuti di quel documento erano &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“icastici”&lt;/span&gt;, per dirla con Bagnasco, cioè chiari, evidenti, efficaci e, quindi, scomodi, specie per il potere, per tutti i poteri (appunto, quelli citati ed altri ancora).&lt;br /&gt;Li ricordo alcuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ “Con gli ‘ultimi’ e con gli emarginati, potremo tutti recuperare un genere diverso di vita. Demoliremo, innanzitutto, gli idoli che ci siamo costruiti: denaro, potere, consumo, spreco, tendenza a vivere al di sopra delle nostre possibilità. Riscopriremo poi i valori del bene comune: della tolleranza, della solidarietà, della giustizia sociale, della corresponsabilità. Ritroveremo fiducia nel progettare insieme il domani, sulla linea di una pacifica convivenza interna e di una aperta cooperazione in Europa e nel mondo. E avremo la forza di affrontare i sacrifici necessari, con un nuovo gusto di vivere”. (n. 6)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ “Gli impegni prioritari sono quelli che riguardano la gente tuttora priva dell’essenziale: la salute, la casa, il lavoro, il salario familiare, l’accesso alla cultura, la partecipazione” (n. 4).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→  “Il Paese non crescerà, se non insieme” (n.8).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→  La stampa, la radio, la televisione, il teatro, il cinema rischiano di degenerare in “strumenti di manipolazione, di destabilizzazione e conflitto, di incomunicabilità, perfino di disprezzo della realtà popolare, come nel caso della diffusione della pornografia e della provocazione all’intolleranza e alla violenza” (n. 8).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→   “Il primato dell’uomo sul lavoro; il primato del lavoro sul capitale e sui mezzi di produzione; il primato della destinazione universale dei beni sulla proprietà privata” (n. 27).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→  “Non su una ingannevole e iniqua corsa agli armamenti accetteremo di porre le basi della cooperazione internazionale, ma sul diritto di tutti gli uomini e di tutti i popoli, particolarmente di coloro che sono schiavi della fame, delle malattie, dello sfruttamento e della paura, a esistere, a decidere, a lavorare e a vivere con noi” (n. 11).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→  Come Chiesa “non si tratta di serrare le fila per fare fronte al mondo” (n. 16)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→  “C’è innanzitutto da assicurare una nuova presenza di Chiesa. E tale presenza ha un inconfondibile stile evangelico: come Cristo, anche la Chiesa è nel mondo, è per il mondo, ma non del mondo. Di qui la purificazione dei nostri comportamenti, restituiti a libertà da pretese o compromessi mondani, per testimoniare il Vangelo nella sua purezza e integrità.” (n. 17) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→  “C'è innanzi tutto da assicurare presenza. L'assenteismo, il rifugio nel privato, la delega in bianco non sono leciti a nessuno, ma per i cristiani sono peccato di omissione” (n 33).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→  “Noi sappiamo bene che non necessariamente dall'unica fede i cristiani debbono derivare identici programmi e operare identiche scelte politiche: la loro presenza nelle istituzioni potrebbe legittimamente esprimersi in forme pluralistiche”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;→ I laici sono definiti come “soggetti attivi e responsabili di una storia da fare alla luce del Vangelo, riconosciuti e sorretti per sviluppare, con la giusta autonomia, le loro risorse cristiane e umane a servizio del paese” (n. 23).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra che ce ne fosse abbastanza per decretare la prematura sparizione del documento nei meravigliosi anni ’80 della ‘Milano da bere’ e nei primi anni ’90, tempo prima scoppiettante poi di normalizzazione, di centralizzazione decisionale, di disperati tentativi di salvare l’impossibile, del potere per il potere, di avvio di un nuovo credo economico e di televisioni che dipingevano nuovi mondi dalle tinte attraenti. E…di cattolici progressivamente zittiti e profondamente impreparati a comprendere quello che stava avvenendo ed incapaci, quindi, di interpretare e governare il nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque una copia del documento io ce l’ho e la conservo gelosamente. Se qualcuno fosse interessato si faccia vivo via email.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2281524242519736755?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2281524242519736755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2281524242519736755' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2281524242519736755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2281524242519736755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/03/che-fine-ha-fatto-la-chiesa-italiana-e.html' title='CHE FINE HA FATTO…” LA CHIESA ITALIANA E LE PROSPETTIVE DEL PAESE”?'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6839012749127116102</id><published>2011-03-13T11:53:00.002+01:00</published><updated>2011-03-13T11:55:54.265+01:00</updated><title type='text'>LO SMEMORATO DI COLOGNO</title><content type='html'>Avevo fatto un fioretto: non parlare più, almeno per un po’, del Presidente del Consiglio, ma ogni giorno ne scopro una. &lt;br /&gt;Questa riguarda la posizione del Silvio nazionale sulla Magistratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Silvio Berlusconi presentò il primo governo al Senato, il 16 maggio 1994, fu lapidario: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Il governo s’impegna a non mettere mai in discussione l’indipendenza dei magistrati. Questo governo è schierato dalla parte dell’opera di moralizzazione della vita pubblica intrapresa da valenti magistrati. No ai colpi di spugna. Da questo governo non verrà mai messa in discussione l'indipendenza dei magistrati" &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel video messaggio inviato a un gruppo di promotori della Libertà, l’11 marzo 2011, ha detto: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Dal 1994 in poi nelle campagne elettorali ci siamo impegnati a rifondare la giustizia, ma i nostri sforzi sono stati puntualmente vanificati perché Fini e i suoi, giustizialisti e statalisti, si sono messi sempre di traverso, in accordo con le correnti di sinistra della magistratura”&lt;/span&gt;. E ancora: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Ora che Fini e i suoi non sono più con noi, la maggioranza - anche se più limitata nei numeri - è più coesa e determinata e questo ci consentirà di portare in Parlamento una riforma costituzionale della giustizia assolutamente equilibrata e moderna”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Se questa riforma fosse stata fatta per tempo, la storia recente dell'Italia sarebbe stata diversa. Non ci sarebbe stata quella esondazione della magistratura dagli argini costituzionali che ha portato ad annullare un'intera classe di governo nel 1992-93, che ha causato l'abbattimento del nostro primo governo nel 1994, che ha determinato anche la caduta di un governo di sinistra  a causa della loro improvvida proposta di riformare la giustizia avanzata dal ministro Mastella"&lt;/span&gt;. E aggiunge: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Così come non si sarebbe potuto portare avanti il tentativo tuttora in corso di eliminare il governo in carica per via giudiziaria. Da parte nostra invece c'è soltanto l'obbiettivo di lavorare per il bene dell'Italia, e di eliminare finalmente una anomalia, anzi una patologia grave della nostra democrazia"&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo, si sa, oltre che “guascone” (come ha detto per giustificarsi del baciamano fatto a Gheddafi) è anche “smemorato” e “volubile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6839012749127116102?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6839012749127116102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6839012749127116102' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6839012749127116102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6839012749127116102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/03/lo-smemorato-di-cologno.html' title='LO SMEMORATO DI COLOGNO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6745572618595284587</id><published>2011-03-11T16:16:00.000+01:00</published><updated>2011-03-11T16:18:04.392+01:00</updated><title type='text'>LA TIRANNIDE</title><content type='html'>“Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.&lt;br /&gt;E, viceversa, tirannide parimente si dee riputar quel governo, in cui chi è preposto al creare le leggi, le può egli stesso eseguire. E qui è necessario osservare, che le leggi, cioè gli scambievoli e solenni patti sociali, non debbono essere che il semplice prodotto della volontà dei più; la quale si viene a raccogliere per via di legittimi eletti del popolo. Se dunque gli eletti al ridurre in leggi la volontà dei più le possono a lor talento essi stessi eseguire, diventano costoro tiranni; perché sta in loro soltanto lo interpretarle, disfarle, cangiarle, e il male o niente eseguirle. Che la differenza fra la tirannide e il giusto governo, non è posta (come alcuni stoltamente, altri maliziosamente, asseriscono) nell'esservi o il non esservi delle leggi stabilite; ma nell'esservi una stabilita impossibilità del non eseguirle”.&lt;br /&gt;(Vittorio Alfieri, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cosa sia la tirannide&lt;/span&gt;, in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Della Tirannide&lt;/span&gt;, Libro Due, capitolo secondo, 1777-1790).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vittorio Alfieri o Nostradamus?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6745572618595284587?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6745572618595284587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6745572618595284587' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6745572618595284587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6745572618595284587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/03/la-tirannide.html' title='LA TIRANNIDE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-5287330795499824996</id><published>2011-03-08T19:28:00.011+01:00</published><updated>2011-03-09T18:01:04.234+01:00</updated><title type='text'>L’AMORE VINCE SULL’ODIO</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Berlusconi sotto i ferri. Il partito dell’odio fa festa”&lt;/span&gt;, titola così l’articolo più in vista del quotidiano &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Giornale&lt;/span&gt; di oggi, 8 marzo 2011.&lt;br /&gt;E’ dal 1994 – sostengono i fans di Berlusconi - che in Italia è in corso una campagna d’odio contro Silvio.&lt;br /&gt;E in effetti, Travaglio, Santoro, La Repubblica, L’Unità, Di Pietro, parte dell’opposizione, i magistrati comunisti, ora anche qualche ecclesiastico, lo martellano abbondantemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lui? Lui risponde francescanamente dicendo che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“l’amore vince sull’odio&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Ciò è tra l’altro dimostrato dalle centinaia di interventi suoi e di esponenti del centrodestra che negli ultimi 16 anni sono sempre stati improntati al buon senso e alla moderazione.&lt;br /&gt;Vediamo dunque una velocissima antologia (ripresa da una raccolta fatta, mesi or sono, dai giornalisti Peter Gomez e Marco Travaglio e da qualche mia aggiunta) delle migliori frasi del leader di quello che potrebbe essere chiamato il Partito dell’Amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cosa dice degli avversari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Veltroni è un coglione" (Berlusconi, 3/9/95). "Veltroni è un miserabile"(Berlusconi, 4/4/2000)."Giuliano Amato, l'utile idiota che siede a Palazzo Chigi" (Berlusconi, 21/4/2000). "Prodi? Un leader d'accatto (Berlusconi, 22/2/95). "Prodi è la maschera dei comunisti" (Berlusconi, 22/5/2003). "Prodi è un gran bugiardo pericoloso per tutti noi" (Berlusconi, 21/10/2006). “Prima delle elezioni ho potuto incontrare due sole volte in tv il mio avversario, e con soli due minuti e mezzo per rispondere alle domande del giornalista e alle stronzate che diceva Prodi” (Berlusconi alla scuola di formazione politica di Forza Italia, 2 luglio 2007)."Con Prodi a Palazzo Chigi è giusto dire: piove governo ladro" (Berlusconi, 10/4/2008). “Il centrosinistra? Mentecatti, miserabili alla canna del gas” (Berlusconi, 4/4/2000)."Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò" (inaugurando la presidenza italiana dell’Unione europea e rispondendo a una domanda del capogruppo socialdemocratico, il tedesco Martin Schulz, sul conflitto d’interessi, 2 luglio 2003). "Sono in politica perché il Bene prevalga sul Male. Se la sinistra andasse al governo l’esito sarebbe questo: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governino i comunisti, che portano il paese sull'orlo della guerra civile" (Ansa, 29/11/09).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come rispetta gli elettori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Lei ha una bella faccia da stronza!” (alla signora riminese Anna Galli, che lo contestava, 24/7/ 2003). “Non credo che gli elettori siano così stupidi da affidarsi a gente come D’Alema e Fassino, a chi ha una complicità morale con chi ha fatto i più gravi crimini come il compagno Pol Pot” (Berlusconi, 14 dicembre 2005). "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse" (discorso di Berlusconi davanti alla Confcommercio il 4/4/2006). “Le nostre tre “I”: inglese, Internet, imprese. Quelle dell’Ulivo: insulto, insulto e insulto” (27/5/2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La sacralità delle toghe&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana... Se fai quel mestiere, devi essere affetto da turbe psichiche” (Berlusconi, The Spectator, 10/9 2003). “In tutti i settori ci possono essere corpi deviati. Io ho una grandissima stima per la magistratura, ma ci sono toghe che operano per fini politici. Sono come la banda della Uno bianca” (Berlusconi, dopo l’arresto del giudice Renato Squillante, 14/5/96. Ma il riferimento è per quelli che l’hanno arrestato). “I Ds sono i mandanti delle toghe rosse. Noi non attacchiamo la magistratura, ma pochi giudici che si sono fatti braccio armato della sinistra per spianare a questa la conquista del potere” (Berlusconi, 1/12/99). “Nelle mie televisioni private non ci sono mai state trasmissioni con attacchi, perché noi siamo liberali” (Berlusconi, 21/ 5/2006). "Silvio Berlusconi, durante l'ufficio di presidenza del Pdl, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, ha parlato di una vera e propria persecuzione giudiziaria nei suoi confronti che porta il paese sull'orlo della guerra civile" (Ansa, 29/11/09). Berlusconi, parlando in un comizio a Benevento, assicura che: su Mesiano “se ne sentiranno venir fuori delle belle” (ottobre 2009). Una minaccia esplicita per il giudice la cui colpa sembra essere solo quella di aver fatto il suo lavoro, di aver giudicato, avere firmato la sentenza che ha condannato la Fininvest a risarcire 750 milioni di Euro alla Cir di Carlo De Benedetti per la vicenda Lodo Mondadori. Berlusconi, nell’intervento alla festa del Pdl a Milano (ottobre 2010), parla del “famigerato” De Pasquale, e di “un'associazione a delinquere” nella magistratura e mette in evidenza che “tre diversi collegi” hanno avallato la tesi del pm del processo Mills dimostrando quindi che “c'è‚ un accordo fra i giudici di sinistra che vuole sovvertire il risultato delle elezioni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il galateo istituzionale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Il presidente Scalfaro è un serpente, un traditore, un golpista” (Berlusconi, La Stampa, 16/1/95). "Altro che impeachment! Scalfaro andrebbe processato davanti all’Alta Corte per attentato alla Costituzione. E di noi due chi ha maneggiato fondi neri non sono certo io. D’altra parte, Scalfaro da magistrato ha fatto fucilare una persona invocandone contemporaneamente il perdono cristiano. Bè, l’uomo è questo! Ha instaurato un regime misto di monarchia e aristocrazia” (Berlusconi 18/1/95).&lt;br /&gt;"Ma vaffanculo!" (Berlusconi, accompagnando l’insulto con un gesto della mano, mentre il presidente emerito Scalfaro denuncia in Senato il ‘servilismo’ della politica estera del suo governo nei confronti degli Usa sull’Iraq, 27/9/2002).&lt;br /&gt;"Questi signori, che hanno vinto delle elezioni taroccate, hanno arrogantemente messo le mani sulle istituzioni: il presidente della Repubblica è uno di loro" (Berlusconi, riferendosi al presidente, Giorgio Napolitano, 21/10/06).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chapeau!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-5287330795499824996?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/5287330795499824996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=5287330795499824996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5287330795499824996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5287330795499824996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/03/lamore-vince-sullodio.html' title='L’AMORE VINCE SULL’ODIO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-8299434473530048307</id><published>2011-03-07T18:14:00.001+01:00</published><updated>2011-03-07T18:16:09.337+01:00</updated><title type='text'>FINE VITA PER RIMANERE IN VITA</title><content type='html'>Siamo alle solite Calimero!&lt;br /&gt;Saremo costretti a sentir discutere e a discutere noi stessi di legge &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sul fine vita&lt;/span&gt; in un clima da stadio che la maggioranza parlamentare ha imposto al dibattito. E questo è da pazzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi rifletto sul fatto che questa legge è stata tenuta in silenzio per due anni nonostante fossero conclusi i lavori in commissione, senza alcuna protesta e sollecitazione da parte di alcuno, dentro o fuori del parlamento, a conferma delle diffuse perplessità di merito e della assenza di una vera domanda sociale, chiedo: quali sono le ragion per cui la si vuole discutere in questo frangente? &lt;br /&gt;La risposta è nota, e questo mi fa ribrezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-8299434473530048307?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/8299434473530048307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=8299434473530048307' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/8299434473530048307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/8299434473530048307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/03/fine-vita-per-rimanere-in-vita.html' title='FINE VITA PER RIMANERE IN VITA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-8237775237937398576</id><published>2011-03-05T17:20:00.002+01:00</published><updated>2011-03-05T18:35:21.864+01:00</updated><title type='text'>“IO SONO CATTOLICO E ANTRICRISTIANO”</title><content type='html'>Secondo la testimonianza contenuta nei diari del suo segretario, Benito Mussolini soleva affermare: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Io sono cattolico e anticristiano”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Probabilmente voleva dire che si richiamava ad alcuni elementi della cultura cattolica del popolo italiano, semplificati nel trittico, ‘Dio, Patria e famiglia’, ma che ripudiava l’essenza del cristianesimo, fatta di perdono, amore dei nemici, forza della croce, mitezza, fedeltà, accoglienza e via dicendo; insomma lo spirito delle beatitudini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nel nostro Paese, ma pure negli Stati Uniti, in Spagna e altrove, si tende, da parte di una fetta delle gerarchie cattoliche e dei cattoliconi, osannare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“chi sembra loro alleato nella difesa di valori in cui non crede o da chi urla battagliero valori che sono centrali nel Vangelo, mentre in realtà smentisce ogni giorno con la propria vita quel che afferma”&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta naturalmente di ostracizzare la ricerca di convergenze e la volontà di dialogo con tutti coloro che sono seriamente disponibili. Anzi quando si muove in questa direzione va solo incoraggiato.&lt;br /&gt;E neppure di tappare la bocca a chi vuole urlare "le grandi cose che il Signore ha fatto per noi" (Salmo 125).&lt;br /&gt;Si tratta invece di non farci prendere per i fondelli e di chiedere quel minimo di coerenza tra le varie affermazioni che si fanno e tra queste e i comportamenti che si hanno, pubblici e privati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Come si fa ad accettare che qualcuno definisca l’ascolto e l’accoglienza parole famigerate e poi parli come cristiano in difesa della famiglia, per essenza luogo di accoglienza e di ascolto?”&lt;/span&gt; (Enzo Bianchi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si fa ad accettare che qualcuno faccia mercimonio di giovani ragazze e poi parli ai cristiani dei valori della famiglia, per essenza spazio della fedeltà e del rispetto reciproco?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si fa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-8237775237937398576?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/8237775237937398576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=8237775237937398576' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/8237775237937398576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/8237775237937398576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/03/io-sono-cattolico-e-antricristiano.html' title='“IO SONO CATTOLICO E ANTRICRISTIANO”'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-5307098173762101574</id><published>2011-02-26T22:39:00.008+01:00</published><updated>2011-03-01T18:49:56.719+01:00</updated><title type='text'>TEDESCO O…PORTOGHESE?   MORALIZZATORI CHE FATE?</title><content type='html'>La procura di Bari ha chiesto l'arresto dell'attuale senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della Regione Puglia. Tedesco è indagato in alcuni fascicoli riguardanti inchieste sulla gestione della sanità in Puglia. &lt;br /&gt;Tedesco è stato assessore regionale alla Sanità nella giunta di centrosinistra guidata da Nichi Vendola dal maggio del 2005 al 6 febbraio 2009, quando, si dimise, subito dopo aver avuto notizia di essere indagato dalla magistratura barese. L'indagine riguardava Tedesco e altre 15 persone, per presunti abusi nella fornitura di servizi e prodotti da parte di società private ad alcune Aziende sanitarie locali della regione. Cinque mesi dopo le dimissioni da assessore, il 14 luglio 2009, per il Pd entrò al Senato in sostituzione di Paolo De Castro, eletto al parlamento europeo (sic!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nomina di Tedesco nella prima giunta Vendola, nel maggio 2005, sollevò alcune perplessità nella stessa maggioranza e polemiche da parte dell'opposizione di centrodestra per un possibile conflitto di interessi, dal momento che la moglie e i figli avevano partecipazioni azionarie in società che commercializzavano in Puglia prodotti farmaceutici e parafarmaceutici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La richiesta d'arresto dovrà essere ora valutata dalla &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato&lt;/span&gt; che, ritengo, si dovrà riunire a breve.&lt;br /&gt;Sono proprio curioso di conoscere come si esprimerà la Giunta, presieduta dal PD Marco FOLLINI, e composta di altri 22 parlamentari:&lt;br /&gt;BALBONI Alberto, PdL&lt;br /&gt;FAZZONE Claudio, PdL&lt;br /&gt;IZZO Cosimo, PdL&lt;br /&gt;MALAN Lucio, PdL&lt;br /&gt;MUGNAI Franco, PdL (un grossetano)&lt;br /&gt;ORSI Franco, PdL&lt;br /&gt;PISCITELLI Salvatore, PdL&lt;br /&gt;SARO Giuseppe, PdL&lt;br /&gt;SARRO Carlo, PdL&lt;br /&gt;TANCREDI Paolo, PdL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ADAMO Marilena, PD&lt;br /&gt;CASSON Felice, PD&lt;br /&gt;LEDDI Maria, PD&lt;br /&gt;LEGNINI Giovanni, PD&lt;br /&gt;LUSI Luigi, PD&lt;br /&gt;MARINARO Francesca Maria, PD&lt;br /&gt;MERCATALI Vidmer, PD&lt;br /&gt;SANNA Francesco, PD&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LI GOTTI Luigi, IdV, &lt;br /&gt;D'ALIA Gianpiero, UDC &lt;br /&gt;MAZZATORTA Sandro, Lega Nord&lt;br /&gt;TORRI Giovanni, Lega Nord&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono curioso di conoscere cosa decideranno &lt;span style="font-style:italic;"&gt;i “moralizzatori” del PD&lt;/span&gt;, compagni di Tedesco,  dell’IDV e dell'UDC. Per quasi tutti gli altri ho perso ogni speranza, essendo schierati contro i giudizi a prescindere. Anche se non nego che un sussulto dalla Lega me lo aspetterei.&lt;br /&gt;Vediamo se ancora una volta la casta si autoassolve e anche &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tedesco diventa portoghese&lt;/span&gt; (da portoghesismo: viaggiare sui mezzi pubblici senza “pagare” il biglietto).&lt;br /&gt;Vediamo, vediamo...se i cittadini devono pagare sempre e i parlamentari non pagano mai.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-5307098173762101574?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/5307098173762101574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=5307098173762101574' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5307098173762101574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5307098173762101574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/02/tedesco-oportoghese-moralizzatori-che.html' title='TEDESCO O…PORTOGHESE?   MORALIZZATORI CHE FATE?'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-131697418970048971</id><published>2011-02-24T11:18:00.002+01:00</published><updated>2011-02-24T11:23:30.153+01:00</updated><title type='text'>E SE SILVIO PORTASSE SFORTUNA?</title><content type='html'>La situazione del nord Africa è così drammatica, seria e sorprendente che non è opportuno impantanarla nelle nostre beghe nazionali.&lt;br /&gt;Quindi, dovrei starmene zitto. Ma pur senza quella volontà, non posso non dire una cosa che è sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere.&lt;br /&gt;Nel discorso di fine anno, trasmesso il 23 dicembre 2010, il premier Berlusconi tra l’altro ebbe a dire  testualmente: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Io sono legato da un’amicizia vera con tutti i leader di questi paesi, col presidente Mubarak e la sua famiglia, col presidente Bouteflika, mio coetaneo, con il leader della Libia e con Ben Ali, presidente della Tunisia”&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire che quelle parole sono divenute imbarazzanti è dire poco. &lt;br /&gt;→ &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Zine El-Abidine Ben Ali &lt;/span&gt;(presidente della Tunisia dal 1987) il 14 gennaio 2011 è fuggito all’estero. &lt;br /&gt;→ &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Hosni Mubarak&lt;/span&gt; (presidente dell’Egitto dal 1981) è stato sloggiato dal potere l’11 febbraio 2011.&lt;br /&gt;→ &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mu’ammar Gheddafi&lt;/span&gt; (al potere dal 1969) ha messo in piedi un vero e proprio genocidio ed è prossimo alla caduta.&lt;br /&gt;→ &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Abdelaziz Bouteflika&lt;/span&gt; (presidente della repubblica dell’Algeria dal 1999), che nel 2008 ha fatto modificare la Costituzione per ottenere un terzo mandato e da 19 anni tiene il paese in uno stato di emergenza, non sta proprio bene. &lt;br /&gt;E’ da lì che il 4 gennaio 2011 sono partite le rivolte (con effetto domino), a seguito della decisione governativa di aumentare del 20-30 per cento i prezzi dei prodotti alimentari di largo consumo, come il pane (ma anche l'olio e lo zucchero) e 4000 studenti, provenienti da varie province del Paese, proprio tre giorni fa hanno superato i posti di blocco della capitale algerina e si sono diretti (pur essendo caricati dalla polizia) verso il ministero dell’Insegnamento superiore al grido: “La polizia non ci fa paura, lotteremo fino alla fine”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi viene allora da dire che il Nostro ha perso la buona stella e chi si avvicina a lui muore, proprio come chi si accosta ad una linea elettrica ad altissimo voltaggio.&lt;br /&gt;O forse, inizia proprio a portare sfortuna.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-131697418970048971?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/131697418970048971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=131697418970048971' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/131697418970048971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/131697418970048971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/02/e-se-silvio-portasse-sfortuna.html' title='E SE SILVIO PORTASSE SFORTUNA?'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2291288001130558396</id><published>2011-02-22T12:08:00.002+01:00</published><updated>2011-02-24T21:54:32.134+01:00</updated><title type='text'>I VALORI NON NEGOZIABILI DI MATTEO</title><content type='html'>Si parla spesso di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“valori non negoziabili”&lt;/span&gt; e lo si fa a proposito e a sproposito.&lt;br /&gt;Nel secondo caso li si presenta come in un prontuario farmaceutico, dotati di foglietti illustrativi, li si vuole validi per tutti chiedendo provvedimenti di legge, li si usa strumentalmente per comprare silenzi o assensi.&lt;br /&gt;Non nego – pur riconoscendo lo straordinario valore di molti di quelli che normalmente sono indicati nei vari elenchi che se ne fanno – di provare un certo fastidio tutte le volte che li incontro citati. Fastidio perché comprendo il fine che ha chi talvolta li cita, lo stile che adotta, il rispetto che nutre per chi la pensa in modo diverso e l’idea di democrazia che lo anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, debbo confessare di aver compreso male la fede che mi è stata donata. &lt;br /&gt;Io ho sempre creduto, alla luce di questa, che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;i veri valori non negoziabili&lt;/span&gt; fossero quelli indicati da Matteo al capitolo 5 del suo Vangelo (vv. 3-12):&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.&lt;br /&gt;Beati gli afflitti, perché saranno consolati.&lt;br /&gt;Beati i miti, perché erediteranno la terra.&lt;br /&gt;Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.&lt;br /&gt;Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.&lt;br /&gt;Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.&lt;br /&gt;Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.&lt;br /&gt;Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.&lt;br /&gt;Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.&lt;br /&gt;Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2291288001130558396?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2291288001130558396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2291288001130558396' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2291288001130558396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2291288001130558396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/02/i-valori-non-negoziabili-di-matteo.html' title='I VALORI NON NEGOZIABILI DI MATTEO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-1652805714204536647</id><published>2011-02-09T12:15:00.001+01:00</published><updated>2011-02-09T12:18:19.425+01:00</updated><title type='text'>E…..CENTO!</title><content type='html'>Non credevo di riuscire a scrivere 100 post e chi mi conosce sa perché.&lt;br /&gt;Ma, visto che ho raggiunto il traguardo, voglio festeggiarlo. &lt;br /&gt;Naturalmente insieme ai 113 commenti che sono pervenuti e a tutti coloro che hanno avuto la voglia di leggere le mie riflessioni, che ringrazio per la pazienza, l’affetto o la curiosità.&lt;br /&gt;Il primo post è del 26 febbraio 2008, il novantanovesimo (che non avrei voluto scrivere) del 3 febbraio 2011. Tre anni di post.&lt;br /&gt;Li festeggio analizzando velocemente il contenuto e lo stile. Normalmente non accade così, perché spetta eventualmente ad altri l’analisi critica. Ma un po’ di sana autocritica fa sempre bene.&lt;br /&gt;Che dire, allora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo, che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sono di parte&lt;/span&gt;. Ho certe idee sulla società, la politica, la Chiesa e…..le dico e provo a difenderle. Talvolta sono anche fazioso (settario, intransigente). E’ un male? E’ un bene? Mah!&lt;br /&gt;Nel tempo di “Cetto Laqualunte” e di “qualunquemente”, forse è accettabile anche “faziosamente”. O no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo, che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sono cortisonico&lt;/span&gt;. Il cortisone che prendo,  il y a longtemps, talvolta mi rende frenetico, talaltra distaccato. Motivo per cui i post sono spesso concentrati in alcuni periodi, accompagnati da lunghe pause.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo, che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sono presuntuoso&lt;/span&gt;. Cioè, talvolta presumo di avere qualcosa di importante da dire, quasi vanaglorioso. Un po’ come la lumachella di Trilussa: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“La Lumachella de la Vanagloria, ch'era strisciata sopra un obelisco, guardò la bava e disse: ‘Già capisco che lascerò un'impronta ne la Storia’”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quarto, che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sono libero&lt;/span&gt;. Rispondo soltanto alla mia coscienza che, forse non sempre rettamente informata e formata, è pur sempre la cosa più sacra che ho.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E …finché posso…continuerò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Segue l’elenco dei 99 post precedenti quello di oggi, il centesimo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 26 febbraio 2008&lt;br /&gt;1. CANDIDATI PD: CHI E’ LA PIU’ BELLA DEL REAME? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 29 febbraio 2008&lt;br /&gt;2. SI PUO' FARE? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 17 marzo 2008&lt;br /&gt;3. CATTOLICI: PER CHI VOTARE? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 4 aprile 2008&lt;br /&gt;4. VOTIAMO IL PARTITO DEMOCRATICO PER UN’ITALIA PIÙ LIBERA, PIÙ GIUSTA, PIÙ SOLIDALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;domenica 20 aprile 2008&lt;br /&gt;5. COMMENTIAMO IL RISULTATO ELETTORALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 24 aprile 2008&lt;br /&gt;6. 25 APRILE: LA LIBERAZIONE INCOMPIUTA E UN BAMBINO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;domenica 27 aprile 2008&lt;br /&gt;7. PIT-STOP AL COMUNE DI PITIGLIANO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 30 aprile 2008&lt;br /&gt;8. DESTRA VERA E NUOVA SINISTRA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 8 maggio 2008&lt;br /&gt;9. I VESCOVI: UN PARTITO CHE GUARDA VERSO DESTRA? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 9 maggio 2008&lt;br /&gt;10. 30 ANNI FA, ALDO MORO: ISPIRAZIONE RELIGIOSA E RISPETTO DI OGNI COSCIENZA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 12 maggio 2008&lt;br /&gt;11. TRAVAGLIO-SCHIFANI: E' VERO O NO? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 17 maggio 2008&lt;br /&gt;12. UN'ALTRA SICUREZZA E' POSSIBILE? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 19 maggio 2008&lt;br /&gt;13. LA COLPA E’ DEI FICHI: EDUCARE ALL’INDIPENDENZA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 21 maggio 2008&lt;br /&gt;14. PD, PER FAVORE, ALLEATI CON GLI ITALIANI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 23 maggio 2008&lt;br /&gt;15. A PAOLO GIUNTELLA, UOMO LIBERO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 26 maggio 2008&lt;br /&gt;16. NON MI PIACE UN MOVIMENTO CATTOLICO "SENSIBILE" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 28 maggio 2008&lt;br /&gt;17. CHI PREMIAMO A SCUOLA? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 10 giugno 2008&lt;br /&gt;18. C.V.D. - LA DESTRA FA TUTTE LE PARTI IN COMMEDIA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 11 giugno 2008&lt;br /&gt;19. A.A.A. CLASSE DIRIGENTE CERCASI: GIOVANE, INNOVATIVA, CREATIVA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 21 luglio 2008&lt;br /&gt;20. I SONDAGGI E "LA FAMOSA PELLE" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 19 agosto 2008&lt;br /&gt;21. PARROCCHIA: E QUI COMANDO IO…E QUESTA E’ CASA MIA… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 8 settembre 2008&lt;br /&gt;22. L'INVITO DEL PAPA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 13 settembre 2008&lt;br /&gt;23. CI PRENDONO PER IL C... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;domenica 14 settembre 2008&lt;br /&gt;24. HORRESCO REFERENS &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 4 ottobre 2008&lt;br /&gt;25. ELOGIO DEL CALAMAIO E DI MARIASTELLA-ULISSE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 7 ottobre 2008&lt;br /&gt;26. A COSA SERVE LA “MAESTRA UNICA”? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 9 ottobre 2008&lt;br /&gt;27. LA VALORIZZAZIONE DEL MERITO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 11 ottobre 2008&lt;br /&gt;28. LA SCUOLA SERIA E RIGOROSA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 16 ottobre 2008&lt;br /&gt;29. QUELL’ISTITUZIONE CHE CHIAMATE SCUOLA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 18 ottobre 2008&lt;br /&gt;30. CAPITALISMO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 24 ottobre 2008&lt;br /&gt;31. L’INSEGNAMENTO DEL ’68 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 27 ottobre 2008&lt;br /&gt;32. LA PRIMA “MOZIONE RAZZIALE” APPROVATA DAL PARLAMENTO ITALIANO: LE CLASSI-PONTE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 6 novembre 2008&lt;br /&gt;33. WE SHALL OVERCOME &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 15 novembre 2008&lt;br /&gt;34. FAMIGLIA…FAMIGLIA…MA VA LA’… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 17 dicembre 2008&lt;br /&gt;35. LA QUESTIONE MORALE… NEI MIEI RICORDI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 9 gennaio 2009&lt;br /&gt;36. ABOLIRE LE PROVINCE? SI, QUELLE CHE NON FUNZIONANO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 15 gennaio 2009&lt;br /&gt;37. PACE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 6 febbraio 2009&lt;br /&gt;38. ELUANA E LA MISERICRDIA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;domenica 1 marzo 2009&lt;br /&gt;39. IO, LA COSCIENZA E IL PAPA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 6 marzo 2009&lt;br /&gt;40. LE RONDE PERICOLO SOCIALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 12 marzo 2009&lt;br /&gt;41. DOVE E’ NATA LA COSTITUZIONE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 13 marzo 2009&lt;br /&gt;42. VERFASSUNGSPATRIOTISMUS &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 17 marzo 2009&lt;br /&gt;43. LA COSTITUZIONE NON E’ DIETRO, E’ DAVANTI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 28 marzo 2009&lt;br /&gt;44. 4 PERLE DI KANT PER L’OGGI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 6 aprile 2009&lt;br /&gt;45. TOCQUEVILLE E NOI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 7 aprile 2009&lt;br /&gt;46. BRUNETTA E GLI “UNFIT TEACHERS” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 11 aprile 2009&lt;br /&gt;47. PASQUA 2009: VEDERE E AMARE CIO’ CHE SARA’ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 18 aprile 2009&lt;br /&gt;48. MI RICORDO QUANDO A CUBA IO, ACHILLE, ELISEO, FIDEL…CONDANNAMMO EL BLOQUEO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 20 aprile 2009&lt;br /&gt;49. 10 ANNI FA IL PATTO TERRITORIALE: DISEGNO ORGANICO DI RILANCIO DELLA MAREMMA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 20 aprile 2009&lt;br /&gt;50. LA TERZA RIVOLUZIONE DELLA MAREMMA: IL DISTRETTO RURALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 21 aprile 2009&lt;br /&gt;51. NÉ INGESSATI, NÉ SCIANCATI, MA INCAMMINATI VERSO IL FUTURO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 22 aprile 2009&lt;br /&gt;52. SE CI PENSI 100 ANNI PRIMA EDUCHI IL POPOLO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 22 aprile 2009&lt;br /&gt;53. IL FALCO, LA VACCA, L’AIRONE, IL FENICOTTERO, IL BIANCONE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 28 aprile 2009&lt;br /&gt;54. IL CORRIDOIO TIRRENICO, NOI, LA REGIONE, ATTILA-ALTERO E TUTTI GLI ALTRI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 5 maggio 2009&lt;br /&gt;55. LO SPECCHIO E LA LENTE TRA BERLUSCONI E IL PAESE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 23 maggio 2009&lt;br /&gt;56. UN PERIODO SUI BANCHI E UN ALTRO NEI CAMPI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 2 giugno 2009&lt;br /&gt;57. L’INCIVILTA’ SOCIALE (1) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 3 giugno 2009&lt;br /&gt;58. L’INCIVILTA’ POLITICA (2) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 4 giugno 2009&lt;br /&gt;59. L’INCIVILTA’ ISTITUZIONALE (3) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 5 giugno 2009&lt;br /&gt;60. ABBANDONARE O REAGIRE? REAGIRE (4) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 9 giugno 2009&lt;br /&gt;61. I PRESIDENTI DELLA PROVINCIA DI GROSSETO E L’ASTICELLA DEL CONSENSO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 26 giugno 2009&lt;br /&gt;62. PROVINCIALI 1995 E 2009: UN CONFRONTO TRA VINCITORI E VINTI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 15 settembre 2009&lt;br /&gt;63. VIVA L'ITALIA CHE RESISTE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 8 ottobre 2009&lt;br /&gt;64. IL LODO ANGELINO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 9 ottobre 2009&lt;br /&gt;65. LE CATASTROFI, NOI E LE GENERAZIONI FUTURE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 21 ottobre 2009&lt;br /&gt;66. IL "CUORE DILATATO" DI DON LIDO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;domenica 25 ottobre 2009&lt;br /&gt;67. IL BEATO CARLO GNOCCHI CI RICORDA CHE "DONARE GLI ORGANI" E' BELLO E FA BENE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 27 ottobre 2009&lt;br /&gt;68. LA POLISPORTIVA SAN ROCCO DI PITIGLIANO “ANTICIPA” JOSÉ MOURINHO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 9 novembre 2009&lt;br /&gt;69. COSTRUZIONE E CADUTA DEL "MURO DI BERLINO" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 11 novembre 2009&lt;br /&gt;70. "SUPER TOTTI" "SUPER SIMO" ... "SUPER DI CHE?" IO DICO DI "NO" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 14 novembre 2009&lt;br /&gt;71. LA BELLISSIMA PROLUSIONE DEL CARDINALE BAGNASCO E..."NOI" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 16 novembre 2009&lt;br /&gt;72. SPLENDIDO BAGNASCO. "AFRICA": PAROLE FORTI, ASCOLTO DEBOLE. DENUNCIA DELLE STRUTTURE DI PECCATO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 18 novembre 2009&lt;br /&gt;73. OTTIMO BAGNASCO: I SETTE CROCIFISSI, IL PERDONO, L’AMORE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 20 novembre 2009&lt;br /&gt;74. ECCELLENTE BAGNASCO. SACERDOTI, UOMINI DELLO SPIRITO E DEL CUORE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 21 novembre 2009&lt;br /&gt;75. SPERANZOSO BAGNASCO. LA GRAZIA NELLA DISGRAZIA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 1 dicembre 2009&lt;br /&gt;76. INIZIO DICEMBRE 2009 CON “IL MONDO DI SOFIA” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 4 dicembre 2009&lt;br /&gt;77. IL PARADOSSO TRA GASPARE (SPATUZZA) E PIETRO (DI BETSAIDA) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 16 dicembre 2009&lt;br /&gt;78. DOSSETTI: QUANTO RESTA DELLA NOTTE? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 17 dicembre 2009&lt;br /&gt;79. GLI SPAZI PUBBLICI IN DEMOCRAZIA, IL CROCIFISSO E I SIMBOLI RELIGIOSI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 21 dicembre 2009&lt;br /&gt;80. BUON NATALE CON DON PIETRO GABRIELLI E IL SUO “PICCOLO TESORO” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 7 gennaio 2010&lt;br /&gt;81. TRE ANNI FA IL “TRAPIANTO”: GRAZIE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 13 febbraio 2010&lt;br /&gt;82. VITTORIO BACHELET E IL FIGLIO GIOVANNI, 30 ANNI FA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 19 febbraio 2010&lt;br /&gt;83. COME SI FA IN ITALIA A FARE LE COSE IN TEMPI CERTI E CONTENUTI? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 24 marzo 2010&lt;br /&gt;84. UN SOLO BAGNASCO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 6 ottobre 2010&lt;br /&gt;85. IO STO CON TIZIANA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 20 ottobre 2010&lt;br /&gt;86. SE FOSSE SUCCESSO IN UNA MINIERA ITALIANA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 14 dicembre 2010&lt;br /&gt;87. QUELLA PROFEZIA INASCOLTATA SUL PUNTO B. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 20 dicembre 2010&lt;br /&gt;88. GRANDE AMBROGIO-TETTAMANZI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 31 dicembre 2010&lt;br /&gt;89. TE DEUM LAUDAMUS &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 1 gennaio 2011&lt;br /&gt;90. ALTISSIMU, ONNIPOTENTE, BON SIGNORE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 7 gennaio 2011&lt;br /&gt;91. GRAZIE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 8 gennaio 2011&lt;br /&gt;92. GUAI A VOI, DOTTORI DELLA LEGGE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 17 gennaio 2011&lt;br /&gt;93. AMICI “CATTOLICONI” , TUTTO OK!? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì 21 gennaio 2011&lt;br /&gt;94. NOI DONNE CALPESTATE, NON POSSIAMO TACERE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;domenica 23 gennaio 2011&lt;br /&gt;95. LE SORPRESE DEI “CATTOLICONI” E DELL’ARCIVESCOVO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 24 gennaio 2011&lt;br /&gt;96. UN PO’ DI SANO OSTRACISMO ALLA ATENIESE PER IL PREMIER &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 31 gennaio 2011&lt;br /&gt;97. CAPIRE E’ MEGLIO DI SPIEGARE, PAROLA DI RUITZ, IL “CRISTO” DEL CHIAPAS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 2 febbraio 2011&lt;br /&gt;98. PIERO, SILVIO E L’ORDINE DEL GIORNO GRANDI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 3 febbraio 2011 &lt;br /&gt;99. A DIO, DON MAURILIO, SACERDOTE DA SEMPRE&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-1652805714204536647?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/1652805714204536647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=1652805714204536647' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/1652805714204536647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/1652805714204536647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/02/ecento.html' title='E…..CENTO!'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-3891243028039574930</id><published>2011-02-03T19:16:00.001+01:00</published><updated>2011-02-03T19:18:01.983+01:00</updated><title type='text'>A DIO, DON MAURILIO, SACERDOTE DA SEMPRE</title><content type='html'>Questa mattina, presto presto, don Maurilio se ne è andato (come diciamo noi) alla Casa del Padre.&lt;br /&gt;Lo ha fatto in punta di piedi, come nel suo stile, dopo una dura prova di oltre sei mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire di questo amico e fratello?&lt;br /&gt;Che è morto troppo presto (era del ’59)? Ma la contabilità dei nostri giorni non spetta a noi.&lt;br /&gt;Di certo ci mancherà e molto.&lt;br /&gt;Di lui, ora, non voglio ricordare le doti e i titoli, che pure possedeva in abbondanza e ha fatto fruttificare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando ho ricevuto la notizia della sua morte, ho pregato e pensato in continuazione. E, di tutti pensieri, uno è emerso con tutta evidenza e, poco fa, me l’ha comunicato anche Rossella.&lt;br /&gt;Ci sono persone che “diventano” sacerdoti, altre che “lo sono da sempre”.&lt;br /&gt;Don Maurilio faceva parte della seconda categoria: lui sacerdote c’è nato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Dio, Don Maurilio: ora il Signore ti rivestirà della salvezza che ha preparato per i suoi sacerdoti (Salmo 131).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-3891243028039574930?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/3891243028039574930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=3891243028039574930' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3891243028039574930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3891243028039574930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/02/dio-don-maurilio-sacerdote-da-sempre.html' title='A DIO, DON MAURILIO, SACERDOTE DA SEMPRE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2066244318771265741</id><published>2011-02-02T20:01:00.001+01:00</published><updated>2011-02-02T20:04:41.250+01:00</updated><title type='text'>PIERO, SILVIO E L’ORDINE DEL GIORNO GRANDI</title><content type='html'>A quanto riferisce Libero (sempre molto puntuale su ‘certe’ cose), l’ex governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, è stato fermato dai carabinieri a un posto di blocco mentre era in auto con un viado sudamericano alle tre di notte, martedì 25 gennaio in via Tuscolana a Roma.&lt;br /&gt;La notizia probabilmente conferma che il giornalista televisivo non ha del tutto abbandonato i comportamenti che, un anno fa, lo misero nell’occhio del ciclone mediatico, screditandolo fortemente. Anche se potrebbe non essere così. &lt;br /&gt;Comunque sia, ora è un semplice cittadino e il mio sfavorevole giudizio sui suoi comportamenti di allora deve, oggi, fermarsi alle soglie di casa o della sua lussuosa Lexus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa mi ha fatto venire in mente i recenti fatti che coinvolgono il Presidente del Consiglio. Ma non solo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Mi ha fatto ricordare che il Governatore della Regione Lazio, dopo poche ore dalla pubblicazione delle sue frequentazioni, si dimise dalla carica.&lt;br /&gt;E si dimise non solo per una scelta personale (che certamente vi fu), ma perché dietro vi era un partito e magari una coalizione che sostanzialmente glielo impose. Probabilmente anche con una certa crudezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi non si dimette, e questo tutti lo sanno.&lt;br /&gt;Ma perché i suoi non glielo chiedono, magari… con una certa durezza?&lt;br /&gt;Perché il suo partito o settori di esso non prendono la decisione di sfiduciarlo?&lt;br /&gt;Questa è un’anomalia che non si addice ad un paese democratico; in qualsiasi altra parte del mondo libero, sarebbe già stato spedito a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Addirittura Benito Mussolini, il duce, il dittatore, fu sfiduciato dai suoi con l’ordine del giorno Grandi presentato alla seduta del Gran Consiglio del Fascismo il 24 luglio del 1943. Sfiducia che provocò la caduta del duce, aprendo l’ultima fase del regime fascista con la RSI.&lt;br /&gt;Furono 19, o meglio 18 perché uno il giorno dopo ritrattò, i suoi gerarchi che si assunsero la responsabilità di quella gravosa scelta: Dino Grandi, Giuseppe Bottai, Luigi Federzoni, Galeazzo Ciano, Cesare Maria De Vecchi, Alfredo De Marsico, Umberto Albini, Giacomo Acerbo, Dino Alfieri, Giovanni Marinelli, Carluccio Pareschi, Emilio De Bono, Edmondo Rossoni, Giuseppe Bastianini, Annio Bignardi, Alberto De Stefani, Luciano Gottardi, Giovanni Balella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il Sultano i”responsabili” potrebbero essere, che so …, Schifani, Alfano, Cicchitto, Gelmini, Gasparri, Meloni, Aprea, Bergamini, Bonaiuti, Boniver, Brambilla, Carfagna, Cosentino, Crosetto, De Girolamo, Faenzi, La Russa, Prestigiacomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, Mussolini, dimissionato e fatto arrestare dal Re, poi liberato dai paracadutisti tedeschi, costituita la Repubblica Sociale Italiana, fece condannare a morte i “traditori” e 5 di essi furono effettivamente fucilati (Ciano, De Bono, Marinelli, Pareschi e Gottardi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Silvio non arriverebbe mai a tanto. Perché lui è buono.&lt;br /&gt;Forza, allora, coraggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2066244318771265741?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2066244318771265741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2066244318771265741' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2066244318771265741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2066244318771265741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/02/piero-silvio-e-lordine-del-giorno.html' title='PIERO, SILVIO E L’ORDINE DEL GIORNO GRANDI'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-4098237102005489706</id><published>2011-01-31T18:46:00.003+01:00</published><updated>2011-01-31T18:49:59.508+01:00</updated><title type='text'>CAPIRE E’ MEGLIO DI SPIEGARE, PAROLA DI RUITZ, IL “CRISTO” DEL CHIAPAS</title><content type='html'>È morto Samuel Ruitz vescovo del Chiapas negli anni inquieti. E’ morto a 86 anni esiliato attorno a Città del Messico, con l’impegno di non disturbare i vescovi che ne avevano preso il posto.&lt;br /&gt;Non è morto ucciso sull’altare come Mons. Oscar Arnulfo Romero, ma troppe volte hanno tentato di farlo fuori e Comunione e Liberazione promuoveva nella sua San Cristobal de Las Casas (Chiapas), convegni di ragazzi ai quali si illustravano, negativamente, gli adattamenti teologici di Ruitz alla cultura indiana (sempre zelanti i ragazzi…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendo da Maurizio Chierici, che Ruitz era giunto nel Chiapas nel 1960 ed era un conservatore di famiglia agiata. L’insegnamento del Concilio gli aveva indicato l’umiltà indispensabile a penetrare il mondo indigeno. Missione complicata dalla necessità di “difendere i contadini dall’egoismo di chi continuava a sfruttarne terre e lavoro”.&lt;br /&gt;Per un piccolo periodo si confuse tra i potenti. Dodicimila militari presidiavano il Chiapas per tutelare gli espropri decisi a Città del Messico in favore di funzionari che l’età o le disavventure politiche costringevano a farsi da parte. Lo Stato federale li sistemò riunendo piccole proprietà di piccoli contadini costretti ad impoverire tacendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nei primi viaggi pastorali – raccontò in un incontro Ruitz – dormivo in belle case, letti morbidi: i latifondisti sapevano essere gentili. E organizzavano feste dove incontravo notabili e mandarini di stato. Poi ho scoperto che le vivande venivano comprate coi soldi dei contadini obbligati a pagare per onorare il pastore. E ho deciso di passare la notte nelle loro baracche. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quante cose si imparano a fare domande anziché distribuire risposte. Capire prima di spiegare&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;A poco a poco la mia cultura è penetrata nella cultura Maya ed anche il mio modo di essere vescovo si è aggiornato. I principi della dottrina restano saldi, ma il modo di leggere assieme le scritture ha trovato intonazioni diverse.&lt;br /&gt;Ero venuto per evangelizzare l’indifferenza indigena e dagli indigeni sono stato evangelizzato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non piaceva ai grandi proprietari perché - dicevano – “difende oltre ogni limite i contadini”, dette vita ad ottomila gruppi catechistici nei quali ebbe a modulare la dottrina della Chiesa nella cultura indigena, “esperienza straordinaria – affermava – che ha rallegrato il mio spirito ed aperto la mia carità”, dove “la gente ha imparato a confrontare, villaggio per villaggio, lo spirito del vangelo e i dolori della vita” (gruppi che il nuovo vescovo sciolse dopo l’insediamento).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli fu straordinario mediatore  nel conflitto fra le milizie zapatiste e le forze governative tra il 1994 e il 1998. Ruolo che ancora oggi gli viene riconosciuto dal Presidente del Messico Felipe de Jesús Calderón Hinojosa “Se ne è andato un grand’uomo. Merito della sua mediazione se il Chiapas è stato pacificato” e dal subcomandante Marcos, che ha espresso il suo sconcerto, dopo un silenzio durato due anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia ho visto poche notizie dell’evento: forse, da noi non fa notizia chi teorizza che “capire è meglio di spiegare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-4098237102005489706?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/4098237102005489706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=4098237102005489706' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4098237102005489706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4098237102005489706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/01/capire-e-meglio-di-spiegare-parola-di.html' title='CAPIRE E’ MEGLIO DI SPIEGARE, PAROLA DI RUITZ, IL “CRISTO” DEL CHIAPAS'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2498959241425232716</id><published>2011-01-24T17:12:00.003+01:00</published><updated>2011-01-24T21:33:55.551+01:00</updated><title type='text'>UN PO’ DI SANO OSTRACISMO ALLA ATENIESE PER IL PREMIER</title><content type='html'>Propongo di introdurre nel nostro ordinamento una istituzione giuridica della democrazia ateniese, l’&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ostracismo&lt;/span&gt; (dal greco ostrakismós) volta a punire con un esilio temporaneo di 10 anni coloro che avrebbero potuto rappresentare un pericolo per la città.&lt;br /&gt;L'ostracismo consisteva in una votazione in cui il nome dell'individuo da ostracizzare doveva essere scritto su dei cocci di terracotta detti appunto ostraka.&lt;br /&gt;Il giudizio di ostracismo aveva un carattere puramente politico: infatti la condanna non richiedeva e non comportava un'accusa penale, come Plutarco ci racconta di Aristide, che fu ostracizzato perché la sua buona fama e reputazione - era soprannominato “il giusto” - lo rendevano, indipendentemente dalle sue intenzioni, un tiranno potenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto, mentre: &lt;br /&gt;* il senatore Pdl Roberto Centaro, ad ottobre 2010 (poco dopo che i bene informati avevano saputo degli interrogatori di Ruby), aveva proposto una piccola ma significativa modifica alla Convezione di Lanzarote (un'intesa europea per proteggere i minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale): un emendamento che trasferiva i reati di pedopornografia e prostituzione minorile dalla competenza delle grandi procure (le direzioni distrettuali antimafia: e a Milano il capo è Ilda Boccassini) alle piccole procure come Monza (le circondariali), emendamento approvato dal Senato il 13 ottobre (terz’ultimo tentativo ad personam);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* il deputato Pdl Luigi Vitali, mette sul tavolo del capo una proposta di legge, sottoscritta da altri 29 parlamentari suoi colleghi, depositata alla Camera il 28 ottobre scorso (esattamente due giorni dopo l'esplodere del caso Ruby) dal chiaro titolo: "Introduzione dell'articolo 315-bis del codice di procedura penale, concernente la riparazione per ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni" (penultimo tentativo ad personam);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, dichiara che “l’ipotesi di abbassare la maggiore età è fra le questioni sul tavolo” (ultimo scandaloso tentativo ad personam);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;propongo di utilizzare il coccio per il “tiranno in atto”, il presidente del Consiglio, da ostracizzare perché la sua fama e la sua reputazione lo rendono “unfit to lead Italy” (inadatto a governare l’Italia) come lo definiva The Economist il 18 aprile del 2008.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2498959241425232716?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2498959241425232716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2498959241425232716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2498959241425232716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2498959241425232716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/01/un-po-di-sano-ostracismo-alla-ateniese.html' title='UN PO’ DI SANO OSTRACISMO ALLA ATENIESE PER IL PREMIER'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-7484549559337920779</id><published>2011-01-23T16:56:00.001+01:00</published><updated>2011-01-23T16:57:30.628+01:00</updated><title type='text'>LE SORPRESE DEI “CATTOLICONI” E DELL’ARCIVESCOVO</title><content type='html'>Sorprende, negativamente, la reazione di un gruppo di “cattoliconi” del Pdl allo scandalo Berlusconi.&lt;br /&gt;Sempre pronti a passare con le scarpe chiodate dei temi eticamente sensibili sulla vita delle persone, non sono ora altrettanto capaci di prendere le distanze dal loro capo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Raffaele Calabrò, Roberto Formigoni, Maurizio Gasparri, Maurizio Lupi, Alfredo Mantovano, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella, Maurizio Sacconi&lt;/span&gt; hanno scritto una lettera aperta nella quale parlano della “marea di pettegolezzi che invadono ogni giorno le pagine dei giornali”, di “moralismo interessato e intermittente”, di “gogna preventiva” che “butta nella pubblica piazza con una violenza inusitata la presunta vita privata delle persone”.&lt;br /&gt;Chiedono “a tutti di aspettare, di sospendere il giudizio, di non farsi trascinare nella facile trappola del processo mediatico e sommario al presidente del Consiglio”, e chiedono “che si rispetti una vera presunzione di innocenza nei suoi confronti, finché il percorso di accertamento dei fatti sarà completato”.&lt;br /&gt;Lo chiedono perché non credono “all`immagine abietta del Presidente Berlusconi così come dipinta da tanti giornali”. Concludono, “certi che il tempo ci darà ragione” affermando perentoriamente: “Noi conosciamo un altro Berlusconi” e “continueremo a portare avanti il lavoro politico e legislativo (…) di difesa della famiglia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorprendono, positivamente, le dichiarazioni di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;monsignor Giancarlo Maria Bregantini&lt;/span&gt;, arcivescovo di Campobasso-Boiano, trai più autorevoli esponenti del Consiglio permanente della Cei, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e del lavoro che dice con chiarezza quello che va detto con ogni evidenza.&lt;br /&gt;“Sono i giovani le prime vittime degli indecorosi spettacoli di questi giorni. Perché quando si esaltano modelli discutibili come la corsa alla ricchezza, la forza del denaro e, ancora peggio, lo sfruttamento della bellezza della donna con modi di vivere moralmente inaccettabili, i ragazzi vengono inevitabilmente danneggiati. Al di là di tutti gli aspetti legati alle note vicende personali del premier, è questa la preoccupazione maggiore che sento di dover denunciare per quanto sta accadendo. E lo faccio come vescovo, come pastore e come uomo”. &lt;br /&gt;“Sono preoccupazioni mie, ma anche disagi raccolti tra quanti incontro in diocesi. Proprio ieri, durante una visita in una scuola, ho avuto modo di parlare di quanto sta succedendo con insegnanti e studenti. Ebbene, in tanti mi hanno detto che le vicende del premier hanno già compromesso uno sforzo educativo portato avanti da anni da scuole e famiglie”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so perché al termine di questi brevi resoconti mi viene alla mente la frase con la quale il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cardinale Dionigi Tettamanzi&lt;/span&gt; chiuse la sua Prolusione al Convegno della Chiesa italiana di Verona richiamandosi alla Lettera di Paolo agli Efesini:&lt;br /&gt;“Quelli che fanno professione di appartenere a Cristo si riconosceranno dalle loro opere. Ora non si tratta di fare una professione di fede a parole, ma di perseverare nella pratica della fede sino alla fine. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E’ meglio essere cristiano senza dirlo piuttosto che proclamarlo senza esserlo&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-7484549559337920779?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/7484549559337920779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=7484549559337920779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7484549559337920779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7484549559337920779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/01/le-sorprese-dei-cattoliconi-e.html' title='LE SORPRESE DEI “CATTOLICONI” E DELL’ARCIVESCOVO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-1038215261220848866</id><published>2011-01-21T11:59:00.000+01:00</published><updated>2011-01-21T12:00:12.317+01:00</updated><title type='text'>NOI DONNE CALPESTATE, NON POSSIAMO TACERE</title><content type='html'>Pubblico volentieri la lettera che l’avv. Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera, ha inviato oggi a La Repubblica, così equilibrata e chiara da rendere superfluo ogni mio commento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Caro direttore, &lt;br /&gt;quando è in corso un'indagine che riguarda un personaggio pubblico, l'immancabile amplificazione mediatica che ne consegue è insidiosissima. Di solito, gli elementi divulgati sono soltanto quelli raccolti dai pubblici ministeri. Si finisce così per attribuire il crisma di verità a tesi parziali.&lt;br /&gt;E l'idea che se ne fa l'opinione pubblica può risultarne alterata. &lt;br /&gt;Da avvocato, sento quindi l'obbligo di sottolineare che l'indagine sul premier Silvio Berlusconi non deve fare eccezione: prima di formulare giudizi in merito alla fondatezza delle accuse mossegli dalla Procura, bisogna senza dubbio attendere gli sviluppi processuali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatta questa doverosa premessa, voglio però subito precisare che non sono affatto d'accordo con quanti usano questo ragionamento come arma per stroncare ogni tipo di riflessione critica: in questi giorni ho infatti sentito invocare la presunzione di innocenza per mettere a tacere chi contestava non la consumazione di reati ma fatti storici oggettivamente emersi, fatti che nessun processo potrà mai cancellare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva, se prima di condannare è necessario aspettare che si faccia chiarezza sulla sussistenza di certi reati, non si può ignorare che non tutto quanto è emerso in questi giorni è "in attesa di giudizio": il contesto oggettivo in cui sarebbero maturate le vicende processuali non ha improvvisamente squarciato un velo e mostrato un profilo imprevisto e del tutto inedito del premier. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle aule di Milano si discuterà se Silvio Berlusconi abbia o meno consumato i reati di prostituzione minorile e di concussione, ma non erano necessarie le vicende sottostanti a queste contestazioni  -  né una sentenza  -  per conoscere la sua opinione sulle donne. Un'opinione che, se non ha rilevanza penale, ha tuttavia un'enorme rilevanza politica. Un'opinione da lui stesso espressa in modo inequivocabile con battute, barzellette, colloqui pubblici e privati. Un'opinione già delineatasi attraverso le dichiarazioni di Veronica Lario, quelle più recenti di Barbara Berlusconi (due testimoni molto attendibili), le vicende di Noemi Letizia e Patrizia D'Addario, nonché attraverso la singolare questione di alcune donne prima forse inserite nelle liste delle candidature alle Europee del 2009 e poi da quelle liste sicuramente scomparse. &lt;br /&gt;Quello che Silvio Berlusconi sembra maggiormente apprezzare nel genere femminile è l'avvenenza, al punto da far passare in secondo piano requisiti di ben altro spessore (credo sia rimasta impressa nella memoria di tutti la rozzezza della battuta all'onorevole Rosy Bindi); ancora meglio, poi, se a un aspetto fisico di un certo tipo si accompagnano giovane età, accondiscendenza e disponibilità ad abdicare al proprio spirito critico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a tutto ciò, ho sentito obiettare che si tratterebbe di questioni attinenti alla vita privata del premier e che dunque  -  appunto per questo  -  dovrebbero riguardare soltanto lui e la sua coscienza.&lt;br /&gt;No, non è così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è spazio per sostenerlo: lo stile e la filosofia di vita di un uomo che riveste la carica di presidente del Consiglio non possono non ripercuotersi sulla vita pubblica. Lo dimostra il fatto che Berlusconi, con le sue parole e i suoi comportamenti, ha inferto una ferita a tutte le donne italiane: alle donne che studiano e lavorano (spesso percependo stipendi inadeguati o, come nel caso delle casalinghe, senza percepirli affatto), a tutte noi che facciamo fatica un giorno dopo l'altro; alle donne che per raggiungere ruoli di rilievo non soltanto a certe feste non ci sono andate, ma hanno semmai dovuto rinunciare a vedere gli amici; a quante, invece di cercare scorciatoie, hanno percorso con dignità la strada dell'impegno e del sacrificio. E a coloro alle quali è stato chiesto, più o meno esplicitamente, di scegliere tra vita privata e vita pubblica, perché conciliare un figlio con il successo sarebbe stato troppo difficile: con il risultato che hanno rinunciato alla maternità o che ci sono arrivate ben oltre il momento in cui avrebbero voluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ciascuna di loro  -  nel momento in cui le donne vengono scelte e "premiate" in base non al merito ma a qualcos'altro che con la professionalità, l'impegno, l'intelligenza ha poco o nulla a che fare  -  è stata riversata addosso l'inutilità del proprio sacrificio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brucia, questa ferita. Brucia anche perché non sfugge che sono davvero in tanti a sottolineare, forse persino con un pizzico d'invidia, la fortuna e il fascino di un uomo più che maturo circondato da giovanissime più o meno avvenenti che si contendono i suoi favori, pronte a tutto pur di compiacerlo. Anche se, in un paese maschilista come il nostro, la complicità tra uomini turba ma non sorprende. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non si tratta esclusivamente di una ferita inferta alla dignità della donna, c'è di più; mai le battaglie del presidente del Consiglio hanno coinciso con le battaglie delle donne. Basterebbe a tal proposito ricordare che negli elenchi delle priorità di questo governo, che via via vengono snocciolate, figura di tutto   -  in primis, battaglie contro magistrati "comunisti"  -  , ma mai, mai, battaglie a favore delle donne. Come se le donne non avessero problemi concreti e indifferibili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si può ipotizzare che le leggi per combattere pm "politicizzati" siano più urgenti di quelle che dovrebbero venire incontro alle necessità di tutte noi? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora non copriamo con l'alibi del segreto istruttorio, o con il fragile scudo della privacy, ciò che segreto non è, e nemmeno riservato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sono le donne che per prime devono farsi forti della loro dignità e della consapevolezza del loro valore  -  senza distinzione di età, credo politico, provenienza geografica  -  per esprimere a voce alta lo sdegno che questa mentalità suscita, ne sono sicura, nella stragrande maggioranza di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se credono, gli uomini continuino pure ad ammirare e a sostenere Silvio Berlusconi; le donne, per favore, no.”&lt;br /&gt;Brava Giulia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-1038215261220848866?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/1038215261220848866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=1038215261220848866' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/1038215261220848866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/1038215261220848866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/01/noi-donne-calpestate-non-possiamo.html' title='NOI DONNE CALPESTATE, NON POSSIAMO TACERE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-198329887214849761</id><published>2011-01-17T10:37:00.001+01:00</published><updated>2011-01-18T18:09:07.849+01:00</updated><title type='text'>AMICI “CATTOLICONI” , TUTTO OK!?</title><content type='html'>Nell’editoriale di Libero di ieri, 16 gennaio, Maurizio Belpietro ha scritto: “Se per tenere a bada la sinistra, i maneggioni e gli spreconi debbo pagare il prezzo di un capo di governo che tocca il sedere alle signore, non ho esitazioni. Meglio un vecchio porco di tanti giovani ipocriti tipo Fini”.&lt;br /&gt;Amici “cattoliconi”, tutto OK!?&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-198329887214849761?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/198329887214849761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=198329887214849761' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/198329887214849761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/198329887214849761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/01/amici-cattoliconi-tutto-ok.html' title='AMICI “CATTOLICONI” , TUTTO OK!?'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-4223750126747114445</id><published>2011-01-08T19:10:00.000+01:00</published><updated>2011-01-08T19:11:27.671+01:00</updated><title type='text'>GUAI A VOI, DOTTORI DELLA LEGGE</title><content type='html'>Anch’io la penso come A.M.V e C.M.M. &lt;br /&gt;Una chiesa rappresentata da “taluni alti prelati” - che sono tanto impegnati ad indicare ai cattolici la via socio politica da seguire e a contrattare direttamente con la politica al fine di influire anche in ambito legislativo oltre che culturale per voler essere a ogni costo di nuovo una forza rilevante nella società, operante sullo stesso piano delle altre forze e in concomitanza e concorrenza con loro - non piace proprio.&lt;br /&gt;Alti prelati e “supercattoliconi” che tanto amano proclami, non possumus, lezioni clericali, adunate e battaglie a colpi di “valori non negoziabili”.&lt;br /&gt;Forse sarebbe bene ricordare loro il severo monito di Gesù: «Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili; quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!» (Lc 11,46).&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-4223750126747114445?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/4223750126747114445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=4223750126747114445' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4223750126747114445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4223750126747114445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/01/guai-voi-dottori-della-legge.html' title='GUAI A VOI, DOTTORI DELLA LEGGE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-610041034923519654</id><published>2011-01-07T19:29:00.000+01:00</published><updated>2011-01-07T19:30:26.207+01:00</updated><title type='text'>GRAZIE</title><content type='html'>7 gennaio 2007 – 7 gennaio 2011. &lt;br /&gt;Quattro anni.&lt;br /&gt;Grazie&lt;br /&gt;Stefano Gentili “trap”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-610041034923519654?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/610041034923519654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=610041034923519654' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/610041034923519654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/610041034923519654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/01/grazie.html' title='GRAZIE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6610037544571799886</id><published>2011-01-01T13:10:00.001+01:00</published><updated>2011-01-01T13:10:54.877+01:00</updated><title type='text'>ALTISSIMU, ONNIPOTENTE, BON SIGNORE</title><content type='html'>Altissimu, onnipotente, bon Signore, &lt;br /&gt;tue so' le laude, la gloria e l'onore et onne benedictione. &lt;br /&gt;Ad te solo, Altissimo, se konfàno  &lt;br /&gt;et nullu homo è ne dìgnu Te mentovare.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laudato sie, mi Signore, cum tucte le tue creature, &lt;br /&gt;spetialmente messòr lo frate sole, &lt;br /&gt;lo quale jòrna, et allumini per lui; &lt;br /&gt;et ellu è bellu e radiante cum grande splendore; &lt;br /&gt;de Te, Altissimo, porta significatione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Laudato si', mi Signore, per sora luna e le stelle; &lt;br /&gt;in celu l'hai formate clarìte et pretiose et belle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laudato si', mi Signore, per frate vento, &lt;br /&gt;et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, &lt;br /&gt;per lo quale a le tue creature dai sustentamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laudato si', mi Signore, per sor'acqua, &lt;br /&gt;la quale è molto utile et hùmele et pretiosa et casta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laudato si', mi Signore, per fratu focu, &lt;br /&gt;per lo quale ennallùmini la nocte, &lt;br /&gt;et ello è bellu et jocundo et robustoso et forte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laudato si', mi Signore, per sora nostra madre terra, &lt;br /&gt;la quale ne sostenta e governa, &lt;br /&gt;e produce diversi fructi, con coloriti fiori et erba. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laudato si', mi Signore, per quilli che perdonano per lo tuo amore, &lt;br /&gt;e sostengo infirmitate e tribulazione. &lt;br /&gt;Beati quilli ke 'l sosterranno in pace, &lt;br /&gt;ka da Te, Altissimo, sirano incoronati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laudato si', mi Signore, per sora nostra morte corporale, &lt;br /&gt;da la quale nullu homo vivente po skappare. &lt;br /&gt;Guai a quilli ke morranno ne le peccata mortali; &lt;br /&gt;beati quilli ke se troverà ne le tue sanctissime voluntati; &lt;br /&gt;ka la morte seconda nol farrà male. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laudate et benedicete mi Signore et rengraziate, &lt;br /&gt;et serviteli cum grande humilitate. Amen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6610037544571799886?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6610037544571799886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6610037544571799886' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6610037544571799886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6610037544571799886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2011/01/altissimu-onnipotente-bon-signore.html' title='ALTISSIMU, ONNIPOTENTE, BON SIGNORE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-5437368769402219076</id><published>2010-12-31T17:52:00.000+01:00</published><updated>2010-12-31T17:53:32.646+01:00</updated><title type='text'>TE DEUM LAUDAMUS</title><content type='html'>Te Deum laudamus:&lt;br /&gt;te Dominum confitemur.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fiat misericordia tua, Domine, super nos,&lt;br /&gt;quem ad modum speravimus in te.&lt;br /&gt;In te, Domine, speravi:&lt;br /&gt;non confundar in Aeternum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-5437368769402219076?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/5437368769402219076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=5437368769402219076' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5437368769402219076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5437368769402219076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2010/12/te-deum-laudamus.html' title='TE DEUM LAUDAMUS'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-4587293201588988302</id><published>2010-12-20T17:50:00.001+01:00</published><updated>2010-12-20T17:51:48.435+01:00</updated><title type='text'>GRANDE AMBROGIO-TETTAMANZI</title><content type='html'>Nel recentissimo discorso alla città di Milano, il giorno di Sant’Ambrogio (6 dicembre 2010) il Cardinale Tettamanzi ha riportato alcune attualissime frasi di una lettera che il grande santo inviò a Simpliciano, arcivescovo di Milano dal 397 al 401.&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ti sembra forse libero chi compra i voti col denaro&lt;/span&gt;, chi cerca l’applauso del popolo più che il giudizio dei saggi? È dunque libero colui che è sensibile al favore popolare, colui che teme i fischi del volgo?... Ritengo, infatti, che la libertà non sia un dono, ma una virtù che non viene concessa dai voti altrui, ma viene rivendicata e posseduta mediante la propria grandezza d’animo» (Lettera a Simpliciano, Lettere, libro II, lett. 7, 9.14.17.18).&lt;br /&gt;Grande Ambrogio-Tettamanzi!&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-4587293201588988302?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/4587293201588988302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=4587293201588988302' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4587293201588988302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4587293201588988302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2010/12/grande-ambrogio-tettamanzi.html' title='GRANDE AMBROGIO-TETTAMANZI'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-4549392052186749371</id><published>2010-12-14T19:31:00.000+01:00</published><updated>2010-12-14T19:32:35.360+01:00</updated><title type='text'>QUELLA PROFEZIA INASCOLTATA SUL PUNTO B.</title><content type='html'>Su segnalazione del giornalista Angelo Bertani rileggevo, rilanciato su Internet, un intervento apparso 22 anni fa su &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Segno Sette&lt;/span&gt;, il settimanale dell’Azione Cattolica Italiana e ripreso da Repubblica (19 novembre 1988): “Un’unica impresa privata con capitali di non chiarissima origine, si è assunta il compito ed il potere di gestire il cinquanta per cento dell’informazione, del divertimento, della comunicazione, della pubblicità… i cattolici italiani si pentiranno nel futuro di non aver fatto abbastanza per resistere all’ascesa di Berlusconi... il mondo cattolico si pentirà di aver tollerato (in cambio di qualche strizzatina d’occhi di Craxi o Berlusconi) l’irruzione di strumenti prepotenti e diseducativi, senza alcuna regolamentazione, nel cuore della cultura e del costume del nostro paese”.&lt;br /&gt;Profeti inascoltati, anche da alcuni vertici ecclesiastici, ieri ed oggi.&lt;br /&gt;Auguri.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-4549392052186749371?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/4549392052186749371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=4549392052186749371' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4549392052186749371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4549392052186749371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2010/12/quella-profezia-inascoltata-sul-punto-b.html' title='QUELLA PROFEZIA INASCOLTATA SUL PUNTO B.'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6450476575753138040</id><published>2010-10-20T16:28:00.001+02:00</published><updated>2010-10-20T16:30:43.385+02:00</updated><title type='text'>SE FOSSE SUCCESSO IN UNA MINIERA ITALIANA</title><content type='html'>Lo traggo da Facebook, mi piace e lo giro. &lt;br /&gt;Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così: &lt;br /&gt;1° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto.&lt;br /&gt;2° giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora. &lt;br /&gt;3° giorno: prime... difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità: BERLUSCONI: colpa dei comunisti; DI PIETRO: colpa del conflitto d'interessi; BERSANI: ... ma cosa ... è successo?? BOSSI: sono tutti terroni, lasciateli la'; CAPEZZONE: non è una tragedia è una grande opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier; FINI: mio cognato non c'entra.&lt;br /&gt;4° giorno: TOTTI: dedicherò un gol a tutti i minatori. &lt;br /&gt;5° giorno IL PAPA: faciamo prekiera a i minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!&lt;br /&gt;6° giorno: cala l'audience, una finestra in Chi l'ha visto e da Barbara D'Urso che intervista i figli dei minatori: "dimmi, ti manca papà?'" &lt;br /&gt;dal 7° al 30esimo giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che viene nominato così capo mondiale della protezione civile. &lt;br /&gt;Dopo un mese, i minatori escono per fatti loro dalla miniera, scavando con le mani. &lt;br /&gt;Un anno dopo, i 33 minatori, già licenziati, vengono incriminati per danneggiamento del sito minerario. Ma è successo in Cile.... ci siamo salvati!!!&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6450476575753138040?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6450476575753138040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6450476575753138040' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6450476575753138040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6450476575753138040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2010/10/se-fosse-successo-in-una-miniera.html' title='SE FOSSE SUCCESSO IN UNA MINIERA ITALIANA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-3487046776619658983</id><published>2010-10-06T18:27:00.000+02:00</published><updated>2010-10-06T18:28:31.894+02:00</updated><title type='text'>IO STO CON TIZIANA</title><content type='html'>Tra Rino (Fisichella ) e Tiziana (Ragni) scelgo quest’ultima.&lt;br /&gt;Della doppia morale non se ne può proprio più. E dinanzi al’ex-cappellano di Montecitorio che invita a contestualizzare la bestemmia di Berlusconi e che, tempo fa, aveva parlato come un sofista per giustificare l’accesso all’eucarestia fatto dallo stesso premier durante una celebrazione, e la sofferenza della separata Tiziana Ragni, che invece non può….sto con quest’ultima.&lt;br /&gt;E veicolo la sua lettera aperta pubblicata su Europa del 5 ottobre 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Caro monsignor Fisichella, vengo a Lei con questa mia per sottoporle un caso che vorrei mi aiutasse a contestualizzare. La qui presente ha condotto una vita abbastanza irreprensibile, e dunque a tratti anche piuttosto noiosa, assolvendo fin dalla tenerissima età tutti gli obblighi sacramentali da Voi previsti. Un cursus honorum che dal battesimo al matrimonio l’ha fatta stazionare una trentina di anni tra oratori, sacrestie e movimenti religiosi regolarmente approvati e da Voi riconosciuti. La scrivente ha stazionato, e non se ne è mai pentita sia chiaro, soprattutto in aule sgarrupate di parrocchie di frontiera nelle quali ha insegnato catechismo ma anche italiano e matematica per tenere impegnati – e in chiesa – ragazzini che diversamente sarebbero andati a finire, e qualcuno nonostante l’impegno della scrivente ci è finito lo stesso, nei riformatori.&lt;br /&gt;Senonché due anni fa, dopo sedici anni di onorata carriera matrimoniale, suggellati da sacramento da Voi regolarmente celebrato e registrato nei Sacri Albi, la scrivente si è consensualmente separata dal suo legittimo nonché unico marito.&lt;br /&gt;Marito che ha comunque cercato, nonostante l’epilogo, di amare e onorare come meglio ha potuto e finché le è stato possibile.&lt;br /&gt;E arriviamo a questa benedetta udienza di separazione. Benedetta un tubo, caro monsignor Fisichella, perché appena si sono spalancate le porte del tribunale per me si sono automaticamente chiuse quelle della chiesa.&lt;br /&gt;Lo status di “separata” è inconciliabile con quello di “cattolica praticante”. Perché un sacramento non si scioglie per definizione, non si scioglie mai, mi è stato giustamente spiegato, né è previsto uno sconto sulla definitività di quel “per tutta la vita”. Dunque se tu, cara, compi scelte che ti mettono fuori dalle regole della chiesa non puoi pretendere di continuare a farne parte. Indipendentemente dal contestuale curriculum che hai. Ineccepibile.&lt;br /&gt;Dunque, caro monsignore, le riassumo ciò che lei ben sa: per me, da quel momento, niente più partecipazione ai sacramenti. A messa, si, ci posso andare ma la comunione no, non la posso più fare. Non posso più essere madrina di battesimi e cresime, né testimone ai matrimoni. Io sto fuori dalla porta. Posso sbirciare. E vi ringrazio. Ma non posso partecipare.&lt;br /&gt;Ora però accade che un altro ex facente parte della stessa comunità ecclesiale, ugualmente separato, sia pubblicamente incline al turpiloquio e alla bestemmia, contestualizzata nell’ambito di una contestuale barzelletta sull’Olocausto, vada in giro vantandosi di cambiare una ragazza al giorno e non perda occasione per offendere le donne ed esaltare la pratica della promiscuità. Soprassiedo per carità di patria su tutto il resto. Questo signore, pensi a volte come è contestualizzata la vita, può fare – e la fa – la comunione. Io no.&lt;br /&gt;Però sa una cosa, monsignore? Ora che ci penso, io non vorrei mai far parte di un club che annoverasse tra i suoi soci un signore del genere. Mi stupisce, e molto, che ci si trovi a suo agio Lei.&lt;br /&gt;Ma questo è un problema suo. Che, ne sono certa, saprà adeguatamente contestualizzare”. &lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-3487046776619658983?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/3487046776619658983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=3487046776619658983' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3487046776619658983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3487046776619658983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2010/10/io-sto-con-tiziana.html' title='IO STO CON TIZIANA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-1719732538671125741</id><published>2010-03-24T19:42:00.001+01:00</published><updated>2010-03-24T19:44:36.549+01:00</updated><title type='text'>Un solo Bagnasco</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CStefano%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-language:IT;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Questa volta mi permetto di fare un copia-incolla del bell’articolo di Aldo Maria Valli apparso su Europa on line di oggi, 24 marzo, perché è la stessa riflessione che sentivo di fare dopo avere letto il recente intervento del cardinale Angelo Bagnasco al consiglio permanente della CEI anche alla luce delle successive reazioni giornalistiche. Ecco il testo.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“I riassunti giornalistici dei discorsi (in termine tecnico “prolusioni”) che il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, rivolge al consiglio permanente dei vescovi italiani sono sempre necessariamente troppo poveri rispetto al testo di cui si parla.&lt;br /&gt;E se poi il testo in questione è lungo venti pagine, come nel caso di quello letto l’altro ieri da Bagnasco, è chiaro che non bastano poche righe per coglierne tutti gli aspetti.&lt;br /&gt;Circa l’aborto, tema indubbiamente centrale, Bagnasco non ha pronunciato un semplice no. Ha pronunciato piuttosto una condanna durissima della banalizzazione dell’aborto, sostenendo che con le risorse farmacologiche (pillola del giorno dopo, pillola dei cinque giorni) si torna paradossalmente e drammaticamente a quella privatizzazione e clandestinità del fenomeno che era proprio ciò che la legge 194 diceva di voler combattere. Spunto che andrebbe accolto per una riflessione seria.&lt;br /&gt;E comunque nella prolusione non si è parlato solo di aborto. Si è parlato di diritto alla vita e dignità della vita, il che ne amplia di molto la portata. Tra i valori non negoziabili, secondo l’espressione ormai nota di Benedetto XVI, Bagnasco ha messo infatti anche l’accoglienza degli immigrati, il diritto al lavoro e alla casa, la difesa del creato, la lotta alla malavita. Nel suo ragionamento, tutti questi valori si tengono. Non si può essere per la vita e non fare nulla per dare lavoro e prospettive ai giovani. Non si può essere per la vita e non essere accoglienti verso i lontani che arrivano da noi per guadagnarsi onestamente da vivere. Non si può essere per la vita e inquinare i fiumi o privatizzare l’acqua.&lt;br /&gt;È questione di coerenza.&lt;br /&gt;Importante è la precisazione arrivata dallo stesso Bagnasco nella lettera firmata insieme agli altri vescovi della Liguria: se è vero che i cattolici, al momento del voto, devono scegliere i candidati che sono per la vita, è altrettanto vero che l’essere per la vita implica l’adesione convinta a tutti i valori menzionati sopra. Non è possibile una selezione personale. O li si accetta e li si difende in blocco, o si cade nell’incoerenza.&lt;br /&gt;Nel ragionamento proposto dal cardinale ai suoi confratelli è poi importante la riflessione sul declino dell’Italia e sulla necessità di trovare le risorse per reagire. Risorse morali, certamente, che però hanno bisogno di trovare fondamenta solide in provvedimenti concreti, a partire dall’educazione.&lt;br /&gt;E come dimenticare il dovere dell’onestà, richiamato in modo tanto esplicito a politici e amministratori? Rubare alla cosa pubblica, ha detto Bagnasco, non è un rubare di meno, ma un rubare di più. E sostenere che «tanto rubano tutti» non è una giustificazione, ma un’aggravante.&lt;br /&gt;C’è, nel discorso del cardinale presidente dei vescovi, un’esplicita autocritica riguardante &lt;st1:personname productid="la Chiesa. Parte" st="on"&gt;la  Chiesa. Parte&lt;/st1:personname&gt; dai casi di pedofilia per coinvolgere lo stile di vita di tutti. Se non si sta con il Signore, se non si sta in lui, ogni deriva è possibile. Anche qui il richiamo è alla coerenza, e diventa durissimo perché in gioco c’è la credibilità della testimonianza cristiana, da cui dipende la vita stessa della Chiesa.&lt;br /&gt;Mai come in questa occasione la prolusione di Bagnasco va letta integralmente.&lt;br /&gt;Il pastore ha ricordato alle pecorelle i valori più importanti, ma non si è limitato a farne un elenco. Ha motivato.&lt;br /&gt;E anche coloro che, come al solito, cercano di trarre profitto politico dalle sue parole dovrebbero avere per una volta l’onestà di prendere in considerazione la riflessione del cardinale nel suo complesso”.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’onestà intellettuale è una grande dote, quando c’è.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stefano Gentili&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-1719732538671125741?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/1719732538671125741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=1719732538671125741' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/1719732538671125741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/1719732538671125741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2010/03/un-solo-bagnasco.html' title='Un solo Bagnasco'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-7918862131277715496</id><published>2010-02-19T21:45:00.001+01:00</published><updated>2010-02-19T21:49:51.473+01:00</updated><title type='text'>COME SI FA IN ITALIA A FARE LE COSE IN TEMPI CERTI E CONTENUTI?</title><content type='html'>Condivido quanto si sta dicendo sull’eccesso di potere caricato sulle spalle della protezione civile: l’eccesso di potere sommato alla presenza persistente delle stesse persone crea sempre malcostume, non c’è ombra di dubbio.&lt;br /&gt;Le procedure non sono inutili orpelli e il rispetto delle leggi e la trasparenza sono obblighi morali e civili.&lt;br /&gt;Però…c’è un però.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra legislazione e il sovrapporsi di enti inutili rendono spesso impossibile la realizzazione entro tempi certi e contenuti delle opere più disparate.&lt;br /&gt;Come ex presidente della Provincia di Grosseto la mente mi plana su molti episodi. Uno positivo ma che per essere tale dovette richiedere procedure in deroga alla legislazione ordinaria (il Patto Territoriale per lo sviluppo della maremma grossetana), e molti negativi che mi fecero e ci fecero veramente soffrire e talvolta desistere.&lt;br /&gt;Uno di quelli più emblematici fu la questione dello sbocco a Mare del Fiume Pecora, ubicato nella zona nord della provincia di Grosseto.&lt;br /&gt;Per il quale dopo numerosi tentativi di soluzione mi decisi a scrivere il 5 agosto 1996 al Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, al Ministro dei Beni Culturali e Ambientali, Walter Veltroni, al Ministro delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, Michele Pinto, al Ministro dell'Ambiente, Edo Ronchi, al Sottosegretario alla Protezione Civile, Franco Barberi.&lt;br /&gt;La lettera la posso recuperare sul mio sito &lt;a href="http://www.stefanogentili.it/"&gt;http://www.stefanogentili.it/&lt;/a&gt; alla voce &lt;em&gt;Provincia Amica&lt;/em&gt; e la riporto di seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pregiatissimo Presidente e cari Ministri,&lt;br /&gt;la questione che sottopongo alla vostra attenzione è certamente di quelle minori, rispetto ai problemi che normalmente vi occupano. Ma è emblematica di quella "buffa Italia" che deve essere completamente rinnovata.&lt;br /&gt;Riguarda lo sbocco a mare di un Fiume, il Pecora, ubicato nei pressi della città di Follonica (GR). Opera che desideriamo celermente realizzare, per la quale abbiamo già i necessari fondi a disposizione, ma che è "maledettamente" incagliata sugli scogli di un'Italia che non vuol cambiare.&lt;br /&gt;Consentitemi di abusare di un briciolo del vostro prezioso tempo.&lt;br /&gt;Il fiume Pecora ha subito, nel tempo, varie modifiche ad opera dell'uomo; ultima, la deviazione del suo corso all'interno del padule per "affrancare queste terre dalla malaria" e restituirle all'agricoltura.&lt;br /&gt;Questi interventi, se in un primo momento hanno creato benessere, in seguito, assieme all'urbanizzazione di Follonica e all'industrializzazione dell'area di Scarlino (comune limitrofo), hanno provocato non pochi problemi, quali: la presenza di stabilimenti industriali (Tioxide e Solmine) e le relative discariche; gli scarichi di depuratori civili ed industriali nel canale Solmine; la necessità di salvaguardare le zone umide ancora rimaste; l'erosione costiera; la necessità di riorganizzare il sistema viario; il rischio idraulico.&lt;br /&gt;L'Amministrazione Provinciale ha sentito la necessità di trovare una soluzione alla situazione venutasi a creare e per questo ha istituito sin dal 1991 un gruppo di lavoro con il compito di elaborare un progetto di fattibilità per gli interventi di recupero ambientale del Padule di Scarlino e di ripristino dello sfocio a mare del fiume Pecora.&lt;br /&gt;Lo studio ha individuato tre problemi principali, legati alla mancanza dello sbocco a mare di questo fiume, che necessitano di urgenti soluzioni: l'interramento e la conseguente scomparsa di ciò che rimane della zona umida; la mancanza di apporti solidi sulla costa collegata alla morfologia costiera ed alle correnti marine è determinante per l'erosione della spiaggia che, in diverse zone, è tale da interessare anche la fascia dunale dei tomboli costieri; il rischio di esondazioni cui è sottoposta l'intera area, specialmente la zona industriale del Casone di Scarlino ed i centri abitati di Follonica e del Puntone di Scarlino. Prova ne è stata l'alluvione del 5 ottobre dello scorso anno, quando pochi mm di pioggia, caduti in meno di tre ore, sono stati sufficienti a devastare l'intera area causando gravi danni in alcuni quartieri di Follonica ed agli stabilimenti industriali del Casone di Scarlino.&lt;br /&gt;Il gruppo di lavoro ha proposto sei diverse soluzioni possibili per ripristinare la foce del fiume Pecora; di queste, tenuto conto di tutti gli aspetti tecnici, ambientali ed economici, ne sono state individuate due più fattibili.&lt;br /&gt;Sulla base dello studio, nel dicembre '94 l'Amministrazione Provinciale ha richiesto contributi alla Regione Toscana, ottenendo la disponibilità ad un finanziamento di 13 miliardi di lire.&lt;br /&gt;Negli scorsi mesi il lavoro svolto, ed in particolare le due soluzioni precedentemente individuate, sono state presentate in due successive riunioni: una presso la sede della nostra Amministrazione e l'altra sul luogo direttamente interessato.&lt;br /&gt;A queste riunioni hanno partecipato i Sindaci dei Comuni di Follonica e Scarlino, i rappresentanti della Capitaneria di Porto di Livorno, della Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Firenze, della Sovrintendenza ai Beni Ambientali di Siena e le rappresentanze locali della Regione Toscana (Genio Civile), del Ministero delle Finanze, del Corpo Forestale dello Stato, dell'Azienda delle Foreste Demaniali dello Stato e degli Uffici competenti dell'Amministrazione Provinciale.&lt;br /&gt;Nel corso delle riunioni:&lt;br /&gt;• rispetto alla prima soluzione, sono state sollevate obiezioni da parte del rappresentante della Sovrintendenza ai Beni Archeologici, per la presenza di alcuni reperti archeologici;&lt;br /&gt;• rispetto alla seconda soluzione, sono state sollevate obiezioni da parte del rappresentante dell'Azienda delle Foreste Demaniali dello Stato, per la presenza di un'area appartenente al Demanio Forestale.&lt;br /&gt;Nonostante i vari tentativi compiuti per giungere ad una soluzione concordata del problema non è stata ravvisata la disponibilità dei sopraddetti rappresentanti dei due Enti.&lt;br /&gt;Tutto sembra, quindi "maledettamente" bloccato dentro le tenaglie di un'Italia che ancora non vuol morire, che per difendersi mette a repentaglio la vita e le attività delle persone (rischio esondazione).&lt;br /&gt;Per tutto quanto esposto, mi permetto di chiedere con la presente un vostro sollecito intervento al fine di individuare la soluzione più idonea e consentire alla nostra Amministrazione il proseguimento nella disposizione degli atti necessari a vincolare i fondi stanziati dalla Regione Toscana ed a realizzare un'opera necessaria alla sicurezza delle persone ed alla difesa del suolo.&lt;br /&gt;Distinti saluti. Il Presidente della provincia di Grosseto, Stefano Gentili”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risposte reali e fattive non ne ebbi. Di quelle formali forse ebbi un “ricevuto” di Barberi e un “breve riscontro” da Veltroni, ma non ricordo con precisione essendo trascorsi quasi 14 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi scuso per la lunghezza della lettera, ma esprime con chiarezza – specie nella parte iniziale e finale - il disagio che provavo come amministratore e il desiderio che nutrivo che le cose cambiassero radicalmente.&lt;br /&gt;Sono trascorsi 7 anni dell’Ulivo-Unione e ormai 8 di Berlusconi e a parte un po’ Bassanini con il centro-sinistra e la legge-obiettivo con il centro destra, le cose non sono sostanzialmente cambiate.&lt;br /&gt;Sarebbe semplice: meno enti inutili, poche leggi fatte bene, poche ed efficaci procedure, molta trasparenza. La verità è che in Parlamento e dintorni ci sono persone che hanno l’unico obiettivo di mantenere il potere. Per il resto fanno molta retorica … e il Paese affonda.&lt;br /&gt;Che peccato e che pena una classe dirigente politica che non comprende queste cose.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-7918862131277715496?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/7918862131277715496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=7918862131277715496' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7918862131277715496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7918862131277715496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2010/02/come-si-fa-in-italia-fare-le-cose-in.html' title='COME SI FA IN ITALIA A FARE LE COSE IN TEMPI CERTI E CONTENUTI?'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-733432789314668957</id><published>2010-02-13T18:45:00.001+01:00</published><updated>2010-02-13T18:47:14.568+01:00</updated><title type='text'>VITTORIO BACHELET E IL FIGLIO GIOVANNI, 30 ANNI FA</title><content type='html'>Ricorrono in questi giorni 30 anni dall’uccisone di Vittorio Bachelet (12 febbraio 1980), trucidato da esponenti delle BR in pieno giorno nei corridoi dell’università in cui insegnava come docente di Diritto pubblico dell’economia.&lt;br /&gt;Il messaggio che ancora oggi promana dalla sua vita e dalla sua morte, da quello che fu nella società e nella chiesa tramite l’Azione cattolica italiana, è di una attualità straordinaria e contiene i germi di un futuro ancora non del tutto esplorato.&lt;br /&gt;Su alcuni tratti di questa straordinaria esperienza mi riprometto di tornarci sopra quanto prima.&lt;br /&gt;Oggi voglio semplicemente ricordare la preghiera che l’allora giovane figlio Giovanni, lesse durante la messa funebre.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Vogliamo pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ho ancora impressa negli occhi l’immagine e nel cuore le parole di quello straordinario momento.&lt;br /&gt;E ne rendo grazie.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-733432789314668957?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/733432789314668957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=733432789314668957' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/733432789314668957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/733432789314668957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2010/02/vittorio-bachelet-e-il-figlio-giovanni.html' title='VITTORIO BACHELET E IL FIGLIO GIOVANNI, 30 ANNI FA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-5450804146257419783</id><published>2010-01-07T18:37:00.002+01:00</published><updated>2010-01-07T18:41:25.910+01:00</updated><title type='text'>TRE ANNI FA IL “TRAPIANTO”: GRAZIE</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CStefano%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; 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&lt;span style="font-style: italic;"&gt;famiglia&lt;/span&gt; generosa nel donare, agli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;operatori sanitari&lt;/span&gt; che scelsero, intervennero e assistettero con professionalità, alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mia famiglia&lt;/span&gt; vicina come non mai e gioia della mia vita, ai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tanti amici&lt;/span&gt; che ebbi vicino nelle preghiere e nell’affetto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Da parte mia non ho mai smesso di pregare per ciascuno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Grazie a tutti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stefano Gentili&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-5450804146257419783?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/5450804146257419783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=5450804146257419783' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5450804146257419783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5450804146257419783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2010/01/tre-anni-fa-il-trapianto-grazie.html' title='TRE ANNI FA IL “TRAPIANTO”: GRAZIE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-4512595321029973970</id><published>2009-12-21T18:28:00.002+01:00</published><updated>2009-12-21T18:37:38.116+01:00</updated><title type='text'>BUON NATALE CON DON PIETRO GABRIELLI E IL SUO “PICCOLO TESORO”</title><content type='html'>Alcuni anni or sono, sistemando una serie di documenti nella Casa del Giovane a Pitigliano, mi sono imbattuto in un semplice quaderno usato nelle scuole elementari diversi anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’aprirlo ho visto che conteneva un “piccolo tesoro”: una raccolta di 34 poesie del sacerdote Don PIETRO GABRIELLI, da inserirsi – si legge nel frontespizio – nel Libro di Lettura dei bambini delle Scuole Elementari. Era forse un progetto che aveva in mente lo stesso Don Pietro oppure qualcuno glielo aveva esplicitamente chiesto.&lt;br /&gt;Fatto sta che mi ripromisi di salvare il piccolo scrigno digitando tutto il contenuto e conservando la bellezza del quaderno originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Pietro nasce il 15 marzo 1917 a Castell’Azzara (e una poesia la dedica la suo paese nativo), studia presso il Pontificio Seminario Regionale ‘S. Maria della Quercia’ a Viterbo e viene ordinato sacerdote il 2 aprile 1938.&lt;br /&gt;Svolge il servizio pastorale presso la Parrocchia di San Rocco in Pitigliano come parroco per circa 40 anni.&lt;br /&gt;Nel 1980 lascia l’incarico per malattia e muore il 10 novembre 1981.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organista eccellente e Sacerdote apparentemente ‘sbrigativo’ (per noi bambini erano note le sue confessioni superveloci e le messe sprint), in realtà era ‘molto attento alle persone’ per lo più non frequentanti, con le quali spesso si intratteneva al bar per la serale partitella a carte.&lt;br /&gt;Evidentemente, il fanciullino rimasto in lui vi teneva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“fissa la sua antica serena maraviglia”&lt;/span&gt;  e faceva sentire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello”&lt;/span&gt; e Don Pietro amava &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“parlare con lui e udirne il chiacchiericcio”&lt;/span&gt; (G. Pascoli, Il Fanciullino): almeno questo sembra emergere nella raccolta che può essere visitata nel ‘link’ allegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I titoli delle poesie offrono con chiarezza il quadro concettuale complessivo. Riprendono la vita reale del tempo ritmata dalle stagioni, dai suoi frutti e dai fiori, dalle feste e dal calendario liturgico: Ginestra, Vendemmia, Autunno, 2 Novembre, Natale, L’Olivo, Neve, Inverno, Carnevale, Primavera, Le Campane di Domenica, Venerdì Santo, Pasqua, Viole, Il Grano, Contrada, Estate, Nuvole, Il Mare, Bimbo, Giornata delle Ceneri, Maggio, Mandorlo fiorito, Il Tempo, Uccelli nel cielo estivo, La Mietitura, I Grilli, Ultima Cena, Panorama meraviglioso, Rondini, Corpus Domini, Castell’Azzara, Lucciole, Trattorato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conservare il quaderno e pubblicare il contenuto è per me un impulso dell’anima per la riconoscenza che debbo ad uno dei sacerdoti che ho avuto l’onore di frequentare durante l’infanzia e perché le poesie sono molto belle e degne di essere fatte conoscere.&lt;br /&gt;Prossimi, oramai, alle feste natalizie, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;auguro a tutti frequentatori del blog e ed agli occasionali…un autentico Natale cristiano e la possibilità di trascorrere un periodo di festività sereno&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Lo faccio prendendo a prestito la poesia di Don Pietro proprio dedicata al Natale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NATALE&lt;br /&gt;Nel cuore / di una notte  / gelida, invernale  / suona la campana.&lt;br /&gt;I rintocchi  / rimbalzano  / giù,  / nei profondi  / anfratti  / che circondano  / l’abitato.&lt;br /&gt;Il suono  / è un richiamo:  / i fedeli  / si rovesciano  / nella chiesa madre,  / per assistere  / al mistero  / del Natale cristiano.&lt;br /&gt;Ogni anno  / una culla  / riempie / di gioia,  / di festa  / i cuori semplici  / che si aprono  / alla fede.&lt;br /&gt;La luce  / che brillò  / nel cielo  / d’oriente  / molti secoli fa,  / ripete il miracolo  / di un rinnovato  / incontro  / tra l’uomo / e  /Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a id="publishedDocumentUrl" class="tabcontent" href="http://docs.google.com/View?id=df488bnb_30d8b6dxgt" target="_blank"&gt;http://docs.google.com/View?id=df488bnb_30d8b6dxgt&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-4512595321029973970?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/4512595321029973970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=4512595321029973970' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4512595321029973970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4512595321029973970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/12/buon-natale-con-don-pietro-gabrielli-e.html' title='BUON NATALE CON DON PIETRO GABRIELLI E IL SUO “PICCOLO TESORO”'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-8760693914465723599</id><published>2009-12-17T19:09:00.002+01:00</published><updated>2009-12-17T19:16:26.679+01:00</updated><title type='text'>GLI SPAZI PUBBLICI IN DEMOCRAZIA, IL CROCIFISSO E I SIMBOLI RELIGIOSI</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CStefano%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt; 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Quando posso, faccio così.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;E subito chiarisco che, secondo me, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la cosa …dipende…da che dipende. Da che punto guardi il mondo tutto dipende&lt;/span&gt;…. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Può apparire buffo che canticchi il ritornello di una canzone di Jarabe De Palo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Ma a seconda della prospettiva dalla quale guardi l’argomento la risposta può anche diversificarsi. Magari, anche no. Ma è più probabile di si.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Allora, da quale prospettiva prenderlo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;A livello di fede? A livello di forma o di sostanza? A livello di tradizione storico-culturale? A livello di identità etnica?&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;A livello di opportunità socio-politica? A livello di società democratica e pluralista?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Senza perdermi in troppi preamboli dico che la prospettiva utile da dibattere sia quella valida per tutti, quindi quella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;della società democratica e pluralista&lt;/span&gt; nella quale viviamo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;E, andando subito al sodo, mi appare evidente che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nei luoghi pubblici di una società democratica&lt;/span&gt; - cioè in quegli spazi dello stato e degli altri enti o organismi pubblici dove, per esercitare diritti e doveri, le persone (o certe categorie di persone) debbono in talune circostanze obbligatoriamente recarsi (aule scolastiche, tribunali, uffici amministrativi, assemblee elettive, ecc.) – &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sarebbe bene che non vi fossero simboli religiosi, quindi che non vi fosse neppure il crocifisso cattolico&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Or vero, vi sarebbe un’altra possibilità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Affinché il luogo pubblico sia luogo di tutti e non della maggioranza, quindi senza privilegi, né discriminazioni per nessuno (neppure di uno solo, poiché la democrazia liberale si giudica da come tutela le minoranze), vi sono due opzioni: o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;si rinuncia a qualsiasi simbolo&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;si ammettono tutti i simboli&lt;/span&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;E’ dinanzi agli occhi che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la presenza di una pluralità di simboli&lt;/span&gt; rischierebbe di sfiorare il ridicolo. Pensiamo ad una parete con affissi: un crocifisso (cattolico), una croce (protestante), una croce a tre braccia (ortodossa), una stella di Davide, una mezzaluna islamica, la ruota della legge buddhista, il tao taoista e del confucianesimo, il torii shiontoista, un triangolo massonico, un cartello dell’unione atei con scritto “Dio non c’è”. No comment.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;La conclusione &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;- la ripeto: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sarebbe bene che nei luoghi pubblici non vi fossero simboli religiosi&lt;/span&gt; - mi appare così ragionevole da essere veramente elementare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Non sono, però, così sprovveduto da non comprendere il coacervo di emozioni che la “questione crocifisso” evoca sia in chi lo ama che in chi non lo sopporta, in chi lo vuole difendere e in chi solo utilizzare, in chi lo tollera e in chi neppure lo nota.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;E comprendo anche obiezioni di tipo identitario, di storia, di cultura. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Ma a queste obiezioni si può facilmente obiettare e rispondere che la non presenza del crocifisso cattolico negli spazi pubblici non attenta minimamente all’identità, alla storia e alla cultura del nostro Paese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Che vede, peraltro, la presenza di crocifissi e di altra simbologia religiosa cattolica in vie e piazze delle nostre città, paesi, borgate, nelle nostre chiese, nelle opere d’arte, sulle cime dei monti, sui fondali dei mari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Non penso sia il caso che mi dilunghi troppo in questo post.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Ma se si innesta un dibattito, magari serrato, sono disposto proseguire e, nel dialogare, a continuare a dire la mia su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;crocifisso e identità&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;crocifisso e fede&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;crocifisso e storia europea&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;crocifisso e storia italiana&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;crocifisso simbolo universale&lt;/span&gt;, ad &lt;span style="font-style: italic;"&gt;analizzare le spassose e gravi parole del ricorso del governo italiano&lt;/span&gt; contro la nota richiesta della &lt;st1:personname productid="la Sig.ra Soile" st="on"&gt;la Sig.ra Soile&lt;/st1:personname&gt; Lautsi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Oppure a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;riprendere le profonde parole di Natalia Ginzburg e Miguel De Unamuno&lt;/span&gt; e confrontarle con le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tante parole superficiali e odiose&lt;/span&gt; pronunciate i giorni successivi alla sentenza della Corte europea.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Anche perché, parlando di forma e di sostanza, per come la s’intende nel linguaggio comune, mi domando cosa avrebbe fatto l’ebreo Gesù inchiodato e affisso alle pareti delle scuole in virtù di regi decreti del 1924 e del 1928 quando, con le infami leggi razziali del 1938, dalle scuole furono scacciati gli ebrei e lui lo lasciarono lì? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Certamente se ne sarebbe andato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Stefano Gentili&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-8760693914465723599?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/8760693914465723599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=8760693914465723599' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/8760693914465723599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/8760693914465723599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/12/gli-spazi-pubblici-in-democrazia-il.html' title='GLI SPAZI PUBBLICI IN DEMOCRAZIA, IL CROCIFISSO E I SIMBOLI RELIGIOSI'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-7492996532528135833</id><published>2009-12-16T18:33:00.002+01:00</published><updated>2009-12-16T18:39:53.254+01:00</updated><title type='text'>DOSSETTI: QUANTO RESTA DELLA NOTTE?</title><content type='html'>Ricordo come fosse ora la mia partecipazione, in veste di Presidente della provincia di Grosseto, al rito funebre per Don Giuseppe Dossetti, che si svolse il 18.12.1996 in San Petronio a Bologna. Partecipai alle esequie perché ritenni importante testimoniare anche istituzionalmente la profonda gratitudine per uno degli ultimi grandi padri della Repubblica italiana e della Carta costituzionale.&lt;br /&gt;Ieri è stato l’anniversario della sua morte avvenuta il 15.12 1996 e nel caos di questi giorni è bene richiamare questa eminente figura che, tra il 1994 e il ‘95, quando Berlusconi annunciò all’Italia cosa aveva in mente dopo aver demolito la vecchia Repubblica, abbandonò l’esilio spirituale nelle montagne della Giordania.&lt;br /&gt;Tornò a Bologna e raggranellò un gruppo di costituzionalisti con un  discorso che sarà poi, drammaticamente confermato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Parlò di una ‘&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mitologia sostitutiva&lt;/span&gt;’ con la quale il liberismo della destra aveva aperto il conflitto costituzionale.&lt;br /&gt;‘&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mitologia sostituiva&lt;/span&gt;’ che tendeva a sostituire la sovranità popolare ‘&lt;span style="font-style: italic;"&gt;col mito antidemocratico, anzi idolatrato, di un potere da conservare ad ogni costo e contro ogni ragione e interesse del paese&lt;/span&gt;’ mediante la sollecitazione di forme plebiscitarie per ‘&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ridurre il consenso del popolo sovrano all’applauso del popolo sovrano&lt;/span&gt;’.&lt;br /&gt;Dossetti ricordava il senso della sovranità del popolo custodito dalla Costituzione, che si sarebbe voluto cambiare stravolgendo ‘&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la volontà popolare che ha, come normale espressione, la sua rappresentanza nelle assemblee del Parlamento, e normale garanzia le istituzioni che vegliano sulla Carta Magna: presidente della Repubblica e Corte costituzionale&lt;/span&gt;’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dossetti era così preoccupato da girare l’Italia a 81 anni per lanciare l’allarme.&lt;br /&gt;Ogni sera la sua voce denunciava che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;‘alla Costituzione ancora formalmente e sostanzialmente vigente si sono volute opporre ipotetiche norme di una mitica Costituzione ancora non scritta, del tutto immaginarie, sulla semplice base di deduzioni ricavate solamente dalla legge elettorale maggioritaria, deduzioni del tutto infondate e senza nessun precedente in qualunque ordinamento costituzionale’&lt;/span&gt;» (Maurizio Chierici)&lt;br /&gt;Parole profetiche quelle di Dossetti rilette appena 13 anni dopo. Attualissime, vivissime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E nel caos calmo (?) degli ultimi mesi, mi viene da riprendere la citazione del profeta Isaia (cap.21, 11-12) che proprio Dossetti utilizzò commemorando Giuseppe Lazzati il 18 maggio 1994:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Mi gridano da Seir Sentinella, quanto resta della notte? &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sentinella, quanto resta della notte?&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La sentinella risponde: viene il mattino, e poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quanto durerà ancora questa notte delle coscienze, dell’etica, della legalità, delle false parole, dell’arbitrio, dell’indifferenza.&lt;br /&gt;Quanto durerà, sentinella?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quanto ancora dobbiamo resistere?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La memoria ancora viva di Giuseppe Dossetti rappresenta un’àncora nel cammino resistenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-7492996532528135833?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/7492996532528135833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=7492996532528135833' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7492996532528135833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7492996532528135833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/12/dossetti-quanto-resta-della-notte.html' title='DOSSETTI: QUANTO RESTA DELLA NOTTE?'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-5341950498518283454</id><published>2009-12-04T19:41:00.002+01:00</published><updated>2009-12-04T19:45:01.160+01:00</updated><title type='text'>IL PARADOSSO TRA GASPARE (SPATUZZA) E PIETRO (DI BETSAIDA)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CStefano%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="metricconverter"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt; 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     &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Questa mattina ho seguito la diretta Sky della deposizione del pentito di mafia Gaspare Spatuzza al processo Dell'Utri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Lo rammento non per entrare nel merito delle questioni sollevate, sia pure nella loro apparente enormità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Ne parlo perché Gaspare «u tignusu» (senza capelli), &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;l’ex imbianchino di Brancaccio, l’assassino di don Pino Puglisi e del piccolo Giuseppe Di Matteo e di molti altri innocenti per conto della mafia è da qualche tempo entrato nell’occhio del ciclone vestendo i panni dell’ortodossia del pentimento: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il desiderio di pagare le colpe attraverso un percorso di redenzione&lt;/span&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Spatuzza studia teologia, dal &lt;st1:metricconverter productid="2005 ha" st="on"&gt;2005  ha&lt;/st1:metricconverter&gt; instaurato consolidati rapporti di confidenza con vari cappellani delle carceri, dice di non aver mai rimosso lo sguardo dolce di don Pino Puglisi che sorrideva ai suoi assassini, ha chiesto al vescovo de L’Aquila la possibilità di avvicinarsi al sacramento cattolico della riconciliazione.&lt;br /&gt;&lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Per l’appunto questa sera durante la recita del Vespro il salterio mi pone dinanzi una breve lettura dell’apostolo Pietro di Betsaida, pescatore a Cafarnao.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. Il Signore non ritarda nell'adempire la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.”&lt;/span&gt; (&lt;st1:metricconverter productid="2 Pt" st="on"&gt;2 Pt&lt;/st1:metricconverter&gt; 3, 8b-9)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Anche Spatuzza e quelli che si sono macchiati di sangue innocente come lui?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Sembra un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;paradosso&lt;/span&gt;, cioè una conclusione che appare inaccettabile perché sfida un'opinione comune. Ma il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dio cristiano è appunto paradossale&lt;/span&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Rimango &lt;span style="font-style: italic;"&gt;trasecolato&lt;/span&gt; e lo dico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Stefano Gentili&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-5341950498518283454?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/5341950498518283454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=5341950498518283454' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5341950498518283454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5341950498518283454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/12/il-paradosso-tra-gaspare-spatuzza-e.html' title='IL PARADOSSO TRA GASPARE (SPATUZZA) E PIETRO (DI BETSAIDA)'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2300221327606414542</id><published>2009-12-01T15:47:00.003+01:00</published><updated>2009-12-01T22:43:13.031+01:00</updated><title type='text'>INIZIO DICEMBRE 2009 CON “IL MONDO DI SOFIA”</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Prendo spunto dal recente rapporto annuale sui consumi mediatici dell'Istituto di studi sociali del Censis – il quale ci dice che volano i social network (hanno contagiato 19 milioni di italiani): Facebook, è noto al 61,6%, seguono Youtube (60,9%), Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e Myspace (31,8%); sono stabili i cellulari, la diffusione di Internet segna un po' il passo, la lettura di libri e giornali regredisce di qualche punto percentuale – per…..&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;consigliare la lettura di un libro&lt;/span&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Lo faccio anche perché secondo un sondaggio di non moltissimo tempo fa promosso dalla Mondadori tra gli italiani che non leggono è emerso che la maggior parte di costoro pensa che leggere un libro sia un’inutile perdita di tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Il libro che propongo è stagionatello: edito in Italia nel 1994 dalla Longanesi (oggi alla XVII edizione), l’autore è JOSTEIN GAARDER, nato a Oslo nel 1952, il titolo è &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;IL MONDO DI SOFIA. Romanzo sulla storia della FILOSOFIA&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Calma, calma…non arricciare subito il naso vedendo… &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;filosofia&lt;/span&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Intanto perché tra le sofferenze del mondo c’è anche &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;“la mancanza di pensiero”&lt;/span&gt;, poi….perché - almeno per me - inoltrarmi in questo testo è stata una piacevolissima ed esaltante avventura. L’ho vissuta nel gennaio 2007, costretto dentro una stanza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Il Mondo di Sofia è un meraviglioso viaggio di intelletto e immaginazione che fa dare un'occhiata alla vita mediante gli occhi di un'adolescente. La protagonista del libro è Sofia Amundsen, una ragazza norvegese quindicenne che conduce una vita normale con la propria madre. Quando Sofia riceve due messaggi anonimi, è sconcertata: "Chi sei tu?" "E da che mondo provieni?"&lt;br /&gt;La ragazza riceve poi dei pacchi di fogli di un corso di filosofia. E qui comincia la misteriosa avventura di Sofia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Attraverso un misterioso modo di comunicare, Sofia diventa la studente di un filosofo anonimo, che continua a insegnarle la storia della filosofia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Infatti, noi possiamo formulare la nostra visione della vita imparando dalle convinzioni di altre persone.&lt;br /&gt;Impariamo che l’unica cosa di cui abbiamo bisogno per essere dei buoni filosofi è la capacità di farsi delle domande. Essere un filosofo è simile a guardare il mondo attraverso gli occhi di un bambino, non permettendo che il mondo si trasformi in un'abitudine.&lt;br /&gt;Nonostante questo, non tutti diverranno dei filosofi. Molte persone sono così prese dalla loro vita che smettono di porsi delle domande. Il desiderio del filosofo per Sofia è che lei abbia una mente sempre pronta a chiedersi il perché delle cose. La filosofia stessa è creativa e viene presentata molto semplicemente. Sofia viene messa davanti a varie questioni filosofiche e metodi di ragionamento, per potersene creare uno proprio (abstract di Roberta V. ripreso da ‘Shvoong’).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Oltre a considerare i pensieri di Socrate, Platone, Aristotele, e i filosofi che li hanno preceduti, Alberto porta Sofia attraverso l’Ellenismo, al Cristianesimo, fino alla sua interazione con il pensiero Greco e al Medioevo. Parla inoltre del Rinascimento, del Barocco, dell’Illuminismo e del Romanticismo, e dei filosofi che hanno preso parte a questi periodi, come Cartesio, Spinosa, Locke, Hume, Berkley, Kant, Hegel, Kierkegaard, Marx, Darwin e Freud.&lt;br /&gt;Naturalmente non mi metto a raccontare i momenti più magici e fantastici della storia. L’autore del libro è riuscito a inserire una vera e propria guida per principianti alla filosofia in una storia coinvolgente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ritengo sia un libro da non perdere. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Se fossi insegnate di filosofia, lo adotterei a scuola o, comunque, lo regalerei ai ragazzi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;A me è sembrato molto stimolante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Ad inizio dicembre auguro a tutti i frequetantori del blog….. buona lettura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;Stefano Gentili&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2300221327606414542?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2300221327606414542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2300221327606414542' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2300221327606414542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2300221327606414542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/12/inizio-dicembre-2009-con-il-mondo-di.html' title='INIZIO DICEMBRE 2009 CON “IL MONDO DI SOFIA”'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-4309918688767817238</id><published>2009-11-21T17:06:00.012+01:00</published><updated>2009-11-21T22:50:40.565+01:00</updated><title type='text'>SPERANZOSO BAGNASCO.  LA GRAZIA NELLA DISGRAZIA</title><content type='html'>Parto da me e arrivo al cardinale.&lt;br /&gt;Parto da me perché le vicende della mia vita nell’ultimo periodo (almeno dal 2003) mi hanno portato vicinissimo alla morte e anche ora, come suol dirsi, sono ‘a forte rischio’.&lt;br /&gt;Pensavo tempo fa e rifletto ancora che la mia condizione di ‘borderline’ sia stata e sia una opportunità perché mi ha fatto transitare dal &lt;em&gt;‘carpe die’&lt;/em&gt; al &lt;em&gt;‘memento mori’&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non intendo dilungarmi sulla locuzione tratta dalle Odi del poeta latino Orazio (Odi 1, 11, 8): &lt;em&gt;‘carpe diem’&lt;/em&gt; letteralmente significa &lt;em&gt;‘cogli il giorno’&lt;/em&gt; normalmente viene tradotta in &lt;em&gt;‘cogli l’attimo’&lt;/em&gt;, anche se la traduzione più appropriata sarebbe&lt;em&gt; ‘vivi il presente’&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;La filosofia oraziana del carpe diem in realtà si fonda sulla razionale considerazione che all'uomo non è dato di conoscere il futuro, né tantomeno di determinarlo, ma &lt;em&gt;la chiave di lettura che in genere se ne offre è quella di un gretto opportunismo o di un gaudente edonismo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il&lt;em&gt; ‘memento mori’&lt;/em&gt; (letteralmente: &lt;em&gt;ricordati che devi morire&lt;/em&gt;) è una nota locuzione in lingua latina.&lt;br /&gt;Da una particolare usanza tipica dell'antica Roma - per i generali vittoriosi che tra gli onori del rientro rischiavano di insuperbirsi e quindi veniva loro ricordata la locuzione - ai Trappisti - che adottarono la frase come motto, mentre si scavavano un po’ al giorno la fossa destinata ad accoglierli, con &lt;em&gt;lo scopo di tenere sempre presente l'idea della morte e quindi il senso della vita, destinata a finire&lt;/em&gt; - il memento è caduto un po’ in disuso.&lt;br /&gt;Mi scuso per la non richiesta ‘lezioncina’, ma oggi usare termini desueti rischia di non essere minimamente compreso dai più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per onestà intellettuale debbo dire che non sono mai stato preda del carpe diem nel senso più negativo e chiuso, ma probabilmente il senso della morte si era un po’ ‘estinto’ (anche questo non è del tutto vero). Sto un po’ forzando, ma neppure troppo.&lt;br /&gt;Allora ho pensato che ciò che è accaduto alla mia vita fisica, alla mia salute, con la malattia, il trapianto e l’attuale dopo, &lt;em&gt;non sia stato una “disgrazia” ma una “grazia”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Potrei anche spiegare i dettagli ma non è il caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che allora.....ancora una volta la &lt;em&gt;prolusione&lt;/em&gt; del cardinale Bagnasco ad Assisi è entrata nel vivo di una questione fondamentale nella vita umana, anzi nella questione antropologica centrale, meglio ancora nella mia e nella tua questione: la &lt;strong&gt;morte&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;E l’apparente gioco di parole, &lt;em&gt;‘la grazia nella disgrazia’&lt;/em&gt;, lo prendo proprio da lui.&lt;br /&gt;Bagnasco è entrato nel tema prendendo spunto dalla precedente riflessione sui sacerdoti e sottolineando la circostanza della nuova edizione italiana del Rito delle Esequie.&lt;br /&gt;Per non rovinare la bella riflessione non cito nessuna parte, ma allego l’intero breve paragrafo come &lt;em&gt;link&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La preoccupazione del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana appare quella di &lt;em&gt;aiutare le persone a pensare in maniera meno evasiva all’appuntamento con il grande evento&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E, in chiave cristiana, pensare che morte - giudizio, inferno, paradiso (rettamente intesi, aggiungo io) – sono tappe di &lt;em&gt;una vita che va oltre la morte e sfocia nella vita eterna&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto grazie a Cristo, alla sua morte e risurrezione.&lt;br /&gt;E’ la ‘novella’ più ‘buona’ che abbia mai udito.&lt;br /&gt;Ascoltarla annunciare di nuovo fa bene.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://docs.google.com/View?id=df488bnb_29fmf3mrft"&gt;http://docs.google.com/View?id=df488bnb_29fmf3mrft&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-4309918688767817238?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/4309918688767817238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=4309918688767817238' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4309918688767817238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4309918688767817238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/11/bagnasco-la-grazia-nella-disgrazia.html' title='SPERANZOSO BAGNASCO.  LA GRAZIA NELLA DISGRAZIA'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6565124670464909009</id><published>2009-11-20T11:12:00.002+01:00</published><updated>2009-11-20T11:16:54.563+01:00</updated><title type='text'>ECCELLENTE BAGNASCO.  SACERDOTI, UOMINI DELLO SPIRITO E DEL CUORE</title><content type='html'>Il cardinale Angelo Bagnasco sempre nella Prolusione di Assisi del 9 novembre, prende spunto dall’Anno Sacerdotale in corso per evidenziare &lt;em&gt;“l’identità più profonda”&lt;/em&gt; del sacerdote di oggi.&lt;br /&gt;La matrice è Gesù Buon Pastore e un’esemplarità è rappresentata dal Santo Curato d’Ars, ma non v’è dubbio che &lt;em&gt;“ogni epoca ha in qualche modo il diritto di caricare la figura del prete di attese specifiche”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora?&lt;br /&gt;Allora, per dirla come la vedo, Bagnasco è riuscito a dare voce a ciò che spesso le persone pensano, magari senza dirlo o dicendolo a bassa voce oppure in qualche raro caso a manifestarlo con franchezza.&lt;br /&gt;Quando dico 'le persone' intendo ‘noi’ gli appartenenti per scelta alla comunità cristiana, i frequentanti, gli sporadici, quelli ancora meno assidui e anche i non praticanti. Non tutti (e che ne so, io!) ma un bel campione sicuramente si. Quando si riesce ad entrare nella questione la cosa salta fuori.&lt;br /&gt;Ma, insomma, cosa ha detto il cardinale.&lt;br /&gt;Ha detto…ha detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nella società contemporanea, il sacerdote è chiamato ad essere, più di sempre, uomo dello spirito, ossia l’uomo che si affida anzitutto non alla ricerca di forme pastorali meglio adeguate, o a qualche raffinata scienza accademica, o ad un’organizzazione efficiente del tempo, ma ad uno scavo, ad un approfondimento inesausto, ad un’adesione interiore e amata all’essenziale della propria missione: se dovesse mancare, anche le metodiche più raffinate resterebbero inefficaci. Il sacerdote deve trovare la sorgente della santità nell’oggetto del suo sacerdozio, nella carità pastorale di cui la sua missione è come impregnata. Allora non cercherà evasioni, né cercherà compensazioni, ma sarà pago della missione che incombe sulla sua anima, e la farà fiorire nella sua personalità. E in questo processo di identificazione tra l’evento interiore e i modi esteriori, egli diventa l’uomo dello spirito, che vince sulle costrizioni della materia. «La grande sventura di noi parroci – diceva Giovanni Maria Vianney – è che l’anima si intorpidisce». Ogni vero prete non si tira indietro rispetto alla missione, e questo – a ben guardare – è tipico della figura sacerdotale che nei secoli ha preso forma nel nostro Paese. Sia che stiano nel tempio, sia che visitino le famiglie – specialmente nella benedizione annuale - sia che animino le attività pastorali, i nostri sono sacerdoti che si sentono mandati a tutti, destinati a tutti, anche ai non frequentanti, anche a coloro che sono tiepidi o freddi rispetto all’appartenenza religiosa, e per questo loro slancio devono sapere di essere da noi Vescovi ringraziati, sostenuti, ammirati. Nel testo indirizzato ad ogni sacerdote all’inizio di questo anno speciale, Benedetto XVI ricorda come il Santo Curato d’Ars, che pure si poteva intendere in un certo qual senso trasferito di abitazione nella sua chiesa, era però capace di «abitare attivamente tutto il territorio della sua parrocchia» (Lettera per l’Anno sacerdotale, 16 giugno 2009). Direi che qui c’è un tratto caratteristico del modello – se l’espressione può passare – del sacerdozio pastorale, del prete cioè che considera propria una missione coestesa a tutto il territorio a lui affidato. Non è l’uomo consacrato che semplicemente custodisce la sacralità del tempio, e colà attende che il popolo arrivi secondo rigidi orari, pur se proprio lì esercita un ruolo unico e indispensabile; egli è l’uomo conquistato da Dio per accompagnare e magari sorprendere gli abitanti del suo territorio là dove vivono, per andarli a trovare, a cercare, a scovare. In questo è, ad un titolo speciale, immagine di quel Padre che non si dà pace finché non fa sentire ciascuno dei suoi figli amati e desiderati, amati e rincorsi, amati e infine ritrovati. Essere prete è la vocazione di chi sta accanto alla propria gente come testimone di misericordia. Senza la percezione della divina misericordia, infatti, gli uomini di oggi non sopportano la verità. Per questo Cristo vuole la Chiesa maestra e madre! In un mondo dell’efficienza e privo di misericordia, ciascuno tende ad auto-giustificarsi e magari ad accusare gli altri. Fino a quando non scopre di essere già raccolto nel palmo della mano di Dio, e tenuto stretto al suo cuore divino. Già, il sacerdote è l’uomo del cuore, ne conosce gli abissi, e così diventa lo specialista di Dio. Sa cioè coltivare «quella “scienza dell’amore” che si apprende solo nel “cuore a cuore” con Cristo. […] Proprio per questo noi sacerdoti non dobbiamo mai allontanarci dalla sorgente dell’amore che è il suo Cuore trafitto sulla croce. E solo così saremo in grado di cooperare efficacemente al misterioso “disegno del Padre” che consiste nel “fare di Cristo il cuore del mondo”» (Benedetto XVI, Omelia per l’apertura dell’Anno Sacerdotale, 19 giugno 2009).”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia vita è stata ed è costellata dalla presenza di figure sacerdotali bellissime che hanno corrisposto anche alla visione esplicitata dal cardinale. Hanno lasciato segni indelebili nella mia persona, nella formazione, nella spiritualità, nella concretezza della vita. Alcuni sono morti, altri sono vivi e vegeti.&lt;br /&gt;Per tutti provo un senso di riconoscenza difficilmente esprimibile.&lt;br /&gt;Come tutti gli uomini, come me, anche loro non sono stati e non sono esenti da limiti, difetti, incongruenze. E meno male! Anzi il tutto li rende più belli, perché più veri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riflessione di Bagnasco mi sembra, però, toccare una questione che vale la pena mettere ancora una volta sotto la lente d’ingrandimento, perché è un po’ figlia del tempo che stiamo vivendo, &lt;em&gt;troppo spostato sul fronte dell’efficienza e povero di indicatori di speranza&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia chiaro, efficienza, organizzazione, affinamento delle capacità tecnico-pedagogiche e altro ancora, sono tutte cose buone e giuste e da coltivare in ogni campo. Quando ancora potevo insegnare ho visto sulla mia e sull’altrui pelle (quella dei ragazzi) i nefasti esiti di insegnanti che ‘sapevano’, erano pure ‘brave persone’ ma ‘non sapevano insegnare’ spesso solo per ostinazione a non volere apprendere nuove strategie, metodi, ecc., ecc.&lt;br /&gt;Questo vale anche nella comunità cristiana per tutti quelli che hanno compiti educativi e per i parroci con la loro responsabilità di presiedere, talvolta dirigere (nella condivisione…) le attività pastorali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se è vero che – ormai da tempo – viviamo in tempo &lt;em&gt;votato all’efficienza&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;svuotato di speranza&lt;/em&gt;, allora – probabilmente – la presenza di sacerdoti &lt;em&gt;“dello spirito e del cuore”&lt;/em&gt;, magari anche un tantino meno efficienti e più &lt;em&gt;“portatori di speranza”&lt;/em&gt; rappresenterebbe balsamo allo stato puro.&lt;br /&gt;O no? Che dite?&lt;br /&gt;Eccellente, Bagnasco, eccellente.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6565124670464909009?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6565124670464909009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6565124670464909009' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6565124670464909009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6565124670464909009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/11/eccellente-bagnasco-sacerdoti-uomini.html' title='ECCELLENTE BAGNASCO.  SACERDOTI, UOMINI DELLO SPIRITO E DEL CUORE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-3963614312932037961</id><published>2009-11-18T11:13:00.002+01:00</published><updated>2009-11-18T11:22:43.791+01:00</updated><title type='text'>OTTIMO BAGNASCO: I SETTE CROCIFISSI, IL PERDONO, L’AMORE</title><content type='html'>Confesso… anch’io avevo rimosso il fatto: sette fratelli cristiani, nelle scorse settimane, sono stati &lt;em&gt;“orribilmente uccisi”&lt;/em&gt; in Sudan, parodiando macabramente la crocifissione.&lt;br /&gt;E’ l’incipit del Cardinale Angelo Bagnasco nella Prolusione di Assisi del 9 novembre 2009.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Giovani dai quindici ai venti anni, strappati alle loro famiglie mentre pregavano in chiesa”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Anche oggi è tempo di martiri cristiani, come lo è stato ieri, l’altro ieri, su, su sino all’epoca apostolica.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Per quanto ai popoli della libertà talora sprecata possa sembrare incredibile, e quasi impossibile&lt;/em&gt; - annota Bagnasco - &lt;em&gt;il sacrificio della vita è ogni anno richiesto a un numero elevato di operai del Vangelo”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’evento di per sé choccante, purtroppo non sorprende.&lt;br /&gt;Andrea Ricciardi nella pubblicazione &lt;em&gt;Il secolo del martirio. I cristiani del Novecento&lt;/em&gt;, Ed. Mondadori 2000, introduceva: &lt;em&gt;“Sono entrato nel grande archivio della Commissione Nuovi martiri, dove sono raccolte lettere, segnalazioni, memorie che, in questi ultimi anni, sono arrivate da ogni parte del mondo a Roma. Ho cominciato a sfogliarle. Sono lettere ufficiali di conferenze episcopali. Ma anche memorie di congregazioni religiose. Leggevo e mi sono appassionato. C’erano storie di migliaia di uomini e donne contemporanei: cristiani uccisi in quanto tali. Mi scorrevano sotto gli occhi le pagine della persecuzione religiosa in Russia dal 1917, le storie delle vittime del nazismo, quelle di tanti missionari, le vicende di cristiani uccisi in ogni parte del mondo. Qualcuna è nota, come quella di mons. Romero, arcivescovo di San Salvador, ucciso nel 1980 mentre celebrava l’Eucarestia. La maggior parte è sconosciuta. Mi sembrava di non conoscere bene questo aspetto della vita della Chiesa del Novecento. Non potevo dire di ignorare la storia di tante persecuzioni e dolori, ma mi sono reso conto di quanto fosse estesa e profonda. (…) Non è solo la storia di qualche di qualche cristiano coraggioso, ma quella di un martirio di massa. I cristiani uccisi lungo il nostro secolo sono centinaia di migliaia”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Nella costola di sovra copertina si dice: &lt;em&gt;“Dal genocidio degli armeni del 1915 fino ai massacri di Timor Est del 1999, passando per il comunismo bolscevico, il nazismo, i regimi dittatoriali dell’America latina, le tragedie dell’Africa, l’oppressione dell’Islam integralista, le vittime della mafia. Si disegna un fenomeno di massa difficile da quantificare: almeno tre milioni, ma sicuramente di più, di cristiani assassinati”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Cristianamente tutti costoro sono &lt;em&gt;“pietre vive, scolpite dalla Spirito, con la croce e il martirio, per la città dei santi”&lt;/em&gt; (da un Inno del Breviario). Ma sono tanti…..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Cardinale parla dell’episodio del Sudan evidentemente impressionato, ma la ricetta che propone non è bellicosa; anzi, rifacendosi al Sinodo per l’Africa da poco conclusosi a Roma riprende alcuni degli insegnamenti venuti da quell’assise.&lt;br /&gt;E ribadisce che &lt;em&gt;“per ragioni storiche come per i drammi politici recenti, l’Africa ha bisogno di ritrovarsi attorno al focolare del perdono e del rinnovamento, come condizione indispensabile di ogni dinamismo aperto al futuro”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;In questo quadro cita l’intervento di una testimone donna presente al Sinodo (donne che definisce &lt;em&gt;spina dorsale del continente&lt;/em&gt;) per precisare che c’è bisogno di una riconciliazione che &lt;em&gt;“non consista tanto nel rimettere insieme persone o gruppi, quanto nel rimettere tutti in contatto con l’amore e lasciare che avvenga la guarigione interiore”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Già l’Amore, l’annuncio del Vangelo.&lt;br /&gt;Ottimo!... cardinale. Ottimo. Vanno lette le Prolusioni e pure meditate.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-3963614312932037961?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/3963614312932037961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=3963614312932037961' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3963614312932037961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3963614312932037961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/11/ottimo-bagnasco-i-sette-crocifissi-il.html' title='OTTIMO BAGNASCO: I SETTE CROCIFISSI, IL PERDONO, L’AMORE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-3287610992304858457</id><published>2009-11-16T11:53:00.002+01:00</published><updated>2009-11-16T12:02:10.294+01:00</updated><title type='text'>SPLENDIDO BAGNASCO. "AFRICA": PAROLE FORTI, ASCOLTO DEBOLE. DENUNCIA DELLE STRUTTURE DI PECCATO</title><content type='html'>&lt;em&gt;"Parole forti sono state pronunciate"&lt;/em&gt; durante il Sinodo per l’Africa riunitosi in Vaticano dal 4 al 25 ottobre 2009, ma "&lt;em&gt;hanno avuto un ascolto debole, anche per il rilancio troppo flebile che i media internazionali hanno riservato a questo appuntamento"&lt;/em&gt;, lamenta nella Prolusione di Assisi del 9 novembre il Cardinale Angelo Bagnasco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, "&lt;em&gt;per i cittadini e i Paesi del Nord del mondo, il recente Sinodo sull’Africa doveva essere l’occasione propizia per una disinteressata disamina delle proprie responsabilità. Così ci saremmo potuti scuotere dall’apatia con cui generalmente si guarda a quel grande Continente che a troppi fa comodo mantenere in una indegna  subalternità. Chi non sente oggi il desiderio di uscire finalmente dai luoghi comuni infarciti di stucchevole pietismo? Parole forti infatti sono state pronunciate sui ‘tossici rifiuti spirituali’ che le regioni ricche della terra scaricano sulle povere, sui conflitti armati dovuti, più che al tribalismo, all’ingordigia delle multinazionali protese ad uno sfruttamento in esclusiva delle risorse strategiche, e su certo colonialismo ‘finito sul piano politico’ ma ‘mai del tutto terminato’ sul piano culturale ed economico".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Parole chiare….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cardinale ha ricordato come la "&lt;em&gt;mancanza di cibo"&lt;/em&gt; continui ad essere il flagello principale dell’Africa e quindi il raggiungimento della "&lt;em&gt;sicurezza alimentare resta l’obiettivo primario, specialmente in tempi di crisi economica"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il messaggio forte e chiaro era rivolto a tutti, ma anche riferito al tema della &lt;strong&gt;Giornata mondiale dell’Alimentazione&lt;/strong&gt;  che cade oggi, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;16 novembre&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, giorno in cui si apre un &lt;strong&gt;Vertice mondiale dei capi di Stato e di governo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vertice nel quale sarà letto un &lt;strong&gt;Messaggio del Papa&lt;/strong&gt;, inviato al direttore generale della Fao Jacques Diouf, in cui avverte  - dice proprio &lt;em&gt;avverte&lt;/em&gt;! Bagnasco - che l’accesso al cibo, prima di essere un ‘bisogno elementare’, è &lt;em&gt;‘diritto fondamentale delle persone e dei popoli’&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Infatti, senza retorica, moralismi, predicozzi vari, sempre Benedetto XVI - nell’enciclica &lt;em&gt;Caritas in veritate&lt;/em&gt; - aveva ricordato che il dramma della povertà può essere superato solo "&lt;em&gt;eliminando le cause strutturali che lo provocano&lt;/em&gt; (l’accesso al cibo) &lt;em&gt;e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi più poveri mediante investimenti in infrastrutture rurali, in sistemi di irrigazione, in trasporti, in organizzazione dei mercati, in formazione e diffusione di tecniche agricole appropriate, capaci di utilizzare al meglio le risorse umane, naturali e socio-economiche maggiormente accessibili a livello locale"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Cause strutturali….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sempre nel messaggio, invita a cambiare stili di vita, mettere da parte privilegi e profitti, promuovere lo sviluppo agricolo dei Paesi più poveri, per sconfiggere il flagello della fame, che colpisce oltre un miliardo di persone nel mondo. "&lt;em&gt;Si tratta&lt;/em&gt; – sottolinea Benedetto XVI - &lt;em&gt;di una concreta manifestazione del diritto alla vita, che, pur solennemente proclamato, resta troppo spesso lontano da una piena attuazione"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, chiosa Bagnasco, "&lt;em&gt;dal punto di vista scientifico ormai è assodato che il fenomeno della fame non dipende tanto dalla scarsità materiale delle risorse quanto da fattori sociali e istituzionali, ai quali occorre volersi applicare senza ulteriori esitazioni. Nell’arco di alcuni decenni bisognerà saper procurare il 70 per cento di cibo in più se si vuole non far trovare la credenza vuota quando la popolazione mondiale sfiorerà – a metà del secolo – i nove miliardi di persone"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E riprendendo un’omelia del Papa ricorda che &lt;em&gt;" ‘la via solidaristica allo sviluppo dei popoli’ è di per sé non una complicazione ma ‘un progetto di soluzione della crisi globale in atto’, dunque un traguardo perseguibile dalla volontà politica dei cittadini e dei governi. E la stessa ‘globalizzazione è una realtà umana e come tale è modificabile secondo l’una o l’altra impostazione culturale’ "&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Impostazione culturale. Uhm!...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa non parla e basta, anche se parlare è la prima fondamentale cosa che è necessario fare. Anzi, è proprio il silenzio la cosa sconcia!&lt;br /&gt;La comunità cristiana, dice Bagnasco, per tutto questo non si tira indietro, e citando di nuovo il Papa ribadisce che &lt;em&gt;"la Chiesa si impegna anche ad operare, con ogni mezzo disponibile, perché a nessun africano manchi il pane quotidiano"&lt;/em&gt; (Omelia per la Conclusione della II Assemblea speciale per l’Africa, 25 ottobre 2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, non è eticamente autorizzato alcun atteggiamento fatalista.&lt;br /&gt;La Chiesa continua nel suo impegno, anzi lo ribadisce col rinforzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Me gusta, me gusta. Me gusta soñar.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-3287610992304858457?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/3287610992304858457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=3287610992304858457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3287610992304858457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3287610992304858457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/11/splendido-bagnasco-africa-parole-forti.html' title='SPLENDIDO BAGNASCO. &quot;AFRICA&quot;: PAROLE FORTI, ASCOLTO DEBOLE. DENUNCIA DELLE STRUTTURE DI PECCATO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2181799300560051225</id><published>2009-11-14T19:18:00.003+01:00</published><updated>2009-11-14T19:22:04.527+01:00</updated><title type='text'>LA BELLISSIMA PROLUSIONE DEL CARDINALE BAGNASCO E..."NOI"</title><content type='html'>&lt;em&gt;Bellissima&lt;/em&gt; e di &lt;em&gt;ampio respiro&lt;/em&gt; la prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco durante l’ultima Assemblea dei Vescovi ad Assisi (9 novembre).&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Stringatissimo&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;asfittico&lt;/em&gt; il resoconto di tutta la stampa italiana, a parte Avvenire che ha pubblicato l’intero documento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della prolusione basti ricordare il titolo, &lt;strong&gt;Chiesa al servizio dell'umanità&lt;/strong&gt; e i titoletti dei paragrafi (non sul testo, ma indicati da Avvenire):&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I sette crocifissi, la via di Cristo&lt;br /&gt;Africa: parole forti, ascolto debole&lt;br /&gt;Missionarietà: anglicani e impegno per l’unita’ dei cristiani&lt;br /&gt;Sacerdoti, uomini dello spirito e del cuore&lt;br /&gt;Non mimetizzare la morte, spiegare la risurrezione&lt;br /&gt;Questione mediatica, sfide culturali&lt;br /&gt;L’Europa, i suoi valori, certe surreali imposture&lt;br /&gt;I principi non negoziabili condizione del confronto&lt;br /&gt;Urgente svelenire il clima politico-mediatico&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Per fare una semplice comparazione: la &lt;em&gt;prolusione scritta&lt;/em&gt; è stata di &lt;em&gt;7.559&lt;/em&gt; parole, l’ultimo &lt;em&gt;paragrafo&lt;/em&gt; (dove si parla non solo di clima politico e mediatico, ma anche delle tragedie dell’Abruzzo e di Messina, del Sud e del lavoro, dei molti soggetti che hanno doveri politico-amministrativi, economico-finanziari, sociali, culturali, informativi) di &lt;em&gt;748&lt;/em&gt; parole, quelle &lt;em&gt;in genere riportate dalla stampa&lt;/em&gt; e riferite al clima politico attuale di solito titolate “In Italia c'è un pericoloso clima d'odio”, &lt;em&gt;155&lt;/em&gt; parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre scrivo questo post, mi viene da sorridere, tanto che non riesco a commentare…...Ma la mia intenzione non è quella di fare la solita critica ai mezzi di informazione, bla, bla, bla, (tanto è evidente!). Non ho più tempo per le solite cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, no. Penso a "noi", alle &lt;em&gt;comunità cristiane&lt;/em&gt;, ai preti, alle suore, ai monaci e alle monache ai cristiani-laici: l’hanno letta? La leggeranno?&lt;br /&gt;Mah!&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2181799300560051225?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2181799300560051225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2181799300560051225' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2181799300560051225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2181799300560051225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/11/la-bellissima-prolusione-del-cardinale.html' title='LA BELLISSIMA PROLUSIONE DEL CARDINALE BAGNASCO E...&quot;NOI&quot;'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-5121509980174185310</id><published>2009-11-11T11:00:00.003+01:00</published><updated>2009-11-11T11:05:38.841+01:00</updated><title type='text'>"SUPER TOTTI" "SUPER SIMO" ... "SUPER DI CHE?" IO DICO DI "NO"</title><content type='html'>In certi casi il nostro parlare deve essere &lt;em&gt;si, si o no, no&lt;/em&gt;, il resto è del maligno.&lt;br /&gt;In una recente trasmissione di &lt;em&gt;“Quelli che il calcio”&lt;/em&gt; condotta da Simona Ventura &lt;em&gt;è stata data una lezione pubblica disdicevole&lt;/em&gt; passata con una straordinaria leggerezza dell’essere.&lt;br /&gt;La lezione riguardava gli attualissimi trans prendendo spunto dalla vicenda Marrazzo.&lt;br /&gt;Siccome ho trovato una breve riflessione di &lt;em&gt;Beppe Severgnini&lt;/em&gt; su Il &lt;em&gt;Corriere della Sera del 10 novembre,&lt;/em&gt; nella quale mi riconosco in modo totale, non aggiungo altro, la copio e incollo e la ritrasmetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo è: &lt;strong&gt;“Quando la tv non fa il suo mestiere”.&lt;/strong&gt; Ecco il testo in &lt;em&gt;corsivo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Ognuno è libero di fare quel&amp;shy;lo che vuole”. Così Francesco Totti a “Quelli che il calcio”, parlando della vicenda Marrazzo. Simona Ventu&amp;shy;ra gli dà ripetutamente ragione, poi fuo&amp;shy;ri programma spiega: “Sono tantissimi quelli che vanno coi trans, e lo sappia&amp;shy;mo tutti. Non è giusto che un personag&amp;shy;gio pubblico non possa farsi gli affari suoi come tutti gli altri”. Se questa è la pedagogia televisiva italia&amp;shy;na, buonanotte.A Super Totti si potrebbe obiettare che uno NON è li&amp;shy;bero di fare quello che vuo&amp;shy;le, se è costretto a nascon&amp;shy;derlo agli elettori, se si ridu&amp;shy;ce a frequentare spacciatori, se si rende ricattabile. A Su&amp;shy;per Simo potremmo invece ricordare che sono moltissimi — forse addirittura più numerosi — gli italiani che NON vanno coi trans, e forse han&amp;shy;no fatto alcune cose buone per questo povero Paese, dove la Tv pubblica di&amp;shy;venta veicolo di queste trovate.Nessuno vuole usare la televisione per fare della morale (per carità!), ma cerchiamo almeno di non renderla im&amp;shy;morale, perché molti ragazzi la guarda&amp;shy;no, e rischiano di alzarsi dal divano con le idee confuse. Le grandi democrazie — vi sembrerà strano — sono tali an&amp;shy;che perché esiste un consenso su alcu&amp;shy;ne cose. Per esempio, sul fatto che il ti&amp;shy;tolare di una carica pubblica non deb&amp;shy;ba circondarsi di prostitute, frequenta&amp;shy;re malavitosi e pagare trans. E, se lo bec&amp;shy;cano, non possa trovare difensori in un programma sportivo (sportivo!) del po&amp;shy;meriggio.È ipocrisia? Allora viva l’ipocrisia. Sono considera&amp;shy;zioni banali? Vero, ma è in&amp;shy;credibile come non le faccia più nessuno. Il metaboli&amp;shy;smo civile italiano, ormai, brucia il veleno e lo trasfor&amp;shy;ma in una risata. Poi non la&amp;shy;mentiamoci, però, se non abbiamo un bel colorito na&amp;shy;zionale.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Siamo convinti che Piero Marrazzo, passata la buriana, ci darebbe ragione. Sarebbe bello lo facessero anche Super Totti e Super Simo. Ma lo riteniamo im&amp;shy;probabile. Le celebrità italiane non si scusano; accusano, semmai, e c’è sem&amp;shy;pre qualche frastornato che gli dà ragio&amp;shy;ne.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Bravo Beppe, anch’io dico "no", così non va bene.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-5121509980174185310?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/5121509980174185310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=5121509980174185310' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5121509980174185310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/5121509980174185310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/11/super-totti-super-simo-super-di-che-io.html' title='&quot;SUPER TOTTI&quot; &quot;SUPER SIMO&quot; ... &quot;SUPER DI CHE?&quot; IO DICO DI &quot;NO&quot;'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-3493926304551340101</id><published>2009-11-09T12:35:00.006+01:00</published><updated>2009-11-11T15:31:32.697+01:00</updated><title type='text'>COSTRUZIONE E CADUTA DEL "MURO DI BERLINO"</title><content type='html'>Nel ventennale della caduta del Muro di Berlino anch’io vorrei dire qualcosa.&lt;br /&gt;Ma, confesso, che preferisco ascoltare e gustare perchè le parole vere stentano e molti altri sanno rappresentare l’evento in maniera più pertinente.&lt;br /&gt;Cogliere i cambiamenti che vi sono stati dal 1989 al 2009 è facile ed è esprimibile in modo semplice: è &lt;em&gt;mutato il mondo, l’Europa, l’Italia&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Nel nostro paese &lt;em&gt;è cambiata…la società&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ieri è stato detto che è mutato &lt;em&gt;“il suo rapporto con le istituzioni, il suo rapporto con se stessa, la percezione che gli individui hanno della propria felicità”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E ciò richiede meditazione perché &lt;em&gt;“coinvolge i modi di pensare, i comportamenti, il rapporto dei padri con i figli, l’assetto delle famiglie, la politica, la democrazia”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già i figli, il prossimo futuro.&lt;br /&gt;Penso a mio figlio Giovanni nato nel 1988, un anno e sette mesi prima della caduta del Muro e ripenso a me nel 1961 (anno della costruzione) all’età di 4 anni e provo a ripensare al clima di quegli anni che ho compreso solo dopo e… a &lt;em&gt;come eravamo&lt;/em&gt; e…&lt;em&gt;come siamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Ma penso a mio figlio Giovanni anche perché durante il primo anno di frequenza (2007-8) &lt;em&gt;all’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Studi Internazionali&lt;/em&gt;, nel corso di Storia contemporanea, ha elaborato un piccolo lavoro dal titolo: “LA COSTRUZIONE DEL MURO DI BERLINO (1961) IN TRE GIORNALI DELL’EPOCA: IL CORRIERE DELLA SERA – L’UNITÀ – L’AVANTI!”&lt;br /&gt;Credo sia interessante dargli uno sguardo, pur nella consistenza dello sforzo di un giovanissimo studente e, avuto il suo OK!, lo allego per chi magari volesse vedere come fondamentali giornali dell’epoca vedevano e veicolavano la cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I muri…&lt;br /&gt;I muri non servirebbero mai, ma la storia talvolta li richiede.&lt;br /&gt;I muri più duri da abbattere sono quelli eretti dentro di noi.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Evviva la caduta del muro di Berlino&lt;/em&gt;, abbasso tutti i muri ancora eretti, e quelli che altri uomini in futuro costruiranno.&lt;br /&gt;Segue il &lt;em&gt;link&lt;/em&gt; con il testo di Giovanni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://docs.google.com/Doc?docid=0AelYtIZZ0cU5ZGY0ODhibmJfMjdmN25zN2pmZA&amp;amp;hl=en"&gt;http://docs.google.com/Doc?docid=0AelYtIZZ0cU5ZGY0ODhibmJfMjdmN25zN2pmZA&amp;amp;hl=en&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-3493926304551340101?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/3493926304551340101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=3493926304551340101' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3493926304551340101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3493926304551340101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/11/costruzione-e-caduta-del-muro-di.html' title='COSTRUZIONE E CADUTA DEL &quot;MURO DI BERLINO&quot;'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6000478072052065034</id><published>2009-10-27T11:58:00.003+01:00</published><updated>2009-10-27T12:07:29.256+01:00</updated><title type='text'>LA POLISPORTIVA SAN ROCCO DI PITIGLIANO “ANTICIPA” JOSÉ MOURINHO</title><content type='html'>Mi ha colpito qualche giorno fa la piccola strigliata di José Mourinho a Mario Balotelli.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Sarà comunque in campo. Non penso che sia un fenomeno perché ha fatto una partita eccezionale a Genova, ma una settimana di lavoro pessima. Stavolta non ho opzioni e giocherà, ma deve lavorare ancora molto. Perché alterna grandi prestazioni a settimane così? Ho parlato con Pea, allenatore della Primavera, e lui che lavora con i ragazzi da tempo mi ha detto che è un problema di generazione, delle persone che girano intorno ai giocatori e che questi fanno le vittime. Un ragazzo di 19-20 che ha genitori equilibrati che non pensa ai soldi, il fratello e la sorella che lo seguono senza disturbare, un ragazzo che è felice di guidare una macchina piccola: questa è l’eccezione, il miracolo. È un problema che riguarda anche Santon? Lui è stato obiettivo e molto sincero. Ho capito quello che mi ha spiegato. È un cosa tipica dei giocatori italiani”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il portoghese ha attratto la mia attenzione perche ha messo i piedi sul piatto di una verità nota, ma che si lascia sempre sotto il tappeto: &lt;strong&gt;l’incapacità educativa di molte persone che operano con i ragazzi&lt;/strong&gt; specie nell’ambito sportivo e &lt;strong&gt;l’inconsistenza personale di non pochi ragazzi&lt;/strong&gt;, causata spesso dall’inconsistenza culturale delle famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito come un controcampo mi è venuta in mente una realtà locale che opera nella direzione opposta e sulla quale da tempo volevo intervenire, la &lt;strong&gt;Polisportiva San Rocco&lt;/strong&gt; di Pitigliano e… l’&lt;em&gt;assist&lt;/em&gt; dell’allenatore interista è stato troppo invitante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è mia intenzione trattare della Polisportiva nel senso delle sue attività e dell’esplosione di interesse e di adesioni che ha avuto: per questo c’è il sito&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.polisportivasanrocco.org/"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;www.polisportivasanrocco.org&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; facilmente consultabile.&lt;br /&gt;No, a me interessa la risposta offerta a José Mourinho.&lt;br /&gt;E quella della San Rocco mi sembra adeguata e partita prima: evidentemente avevano analizzato la gara nello stesso modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nata 2 anni fa – si dice nella home del sito - con &lt;em&gt;“lo scopo di permettere a giovani e adulti che lo desiderino e ne facciano richiesta la pratica di sport, compresi quelli che, solitamente, non trovano spazio nel nostro territorio”&lt;/em&gt; la Polisportiva San Rocco ebbe subito a dichiarare l’architrave della sua costruzione: &lt;em&gt;“la cura dell'aspetto educativo dei ragazzi è l'obiettivo principale e lo scopo prioritario è quello di costruire un luogo di aggregazione dove tutti, famiglie comprese, possono essere protagonisti e dare un piccolo contributo alla sicurezza dei nostri figli”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso confermare che non è stata una risposta solo teorica (la cura dell’aspetto educativo dei ragazzi), ma i responsabili dell’associazione e tutti gli operatori hanno cercato e tuttora cercano di applicarla quotidianamente. con le inevitabili fatiche, i successi e gli insuccessi propri di tutte le attività umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sento l’esigenza di ringraziarli per questo.&lt;br /&gt;Dovrei fare un lungo elenco per ricordare tutti e non posso, ma non posso neppure non citare nessuno. Me la cavo furbescamente citando le persone indicate nel sito alla voce ‘contatti’: Augusto Ronca, Emilio Zacchei, Luigi Bisconti, Luciano Raso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto qui… e “vi pare poco”?&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6000478072052065034?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6000478072052065034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6000478072052065034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6000478072052065034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6000478072052065034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/10/la-polisportiva-san-rocco-di-pitigliano.html' title='LA POLISPORTIVA SAN ROCCO DI PITIGLIANO “ANTICIPA” JOSÉ MOURINHO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-3494609448096080604</id><published>2009-10-25T06:20:00.005+01:00</published><updated>2009-10-25T16:16:50.944+01:00</updated><title type='text'>IL BEATO CARLO GNOCCHI CI RICORDA CHE "DONARE GLI ORGANI" E' BELLO E FA BENE</title><content type='html'>Poi, tante volte, dici le cose…&lt;br /&gt;Circa dieci giorni fa è giunto a casa mia un opuscolino edito dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi descrittivo di brevi e significativi momenti della vita del sacerdote Don Carlo. Tra le cose che non conoscevo c’era anche che può essere considerato come un profeta del dono d’organi. Si legge a pag. 12 &lt;em&gt;“Minato da un male incurabile muore a Milano il 28 febbraio del 1956 e l’ultimo suo gesto è la donazione delle cornee a due ragazzi non vedenti, quando in Italia il trapianto d’organi non era ancora regolato dalla legge”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi giorni prima sistemando il materiale cartaceo del passato ho ritrovato la mia tessera dell’AIDO (Associazione Italiana Donatori d’Organi) – la n. 1491 del 17 gennaio 1986 – nella quale dichiaravo &lt;em&gt;"di accettare di essere donatore di organi ed essere regolarmente iscritto presso la sezione di Grosseto via Ginori, 13".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ricordo di aver aderito all’associazione grazie all’opera di sensibilizzazione fatta presso l’I.T.G.C. di Zuccarelli di Pitigliano dall’allora responsabile di zona, Franco Giulietti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è tornato alla mente che ho conservato lungamente nel mio portafogli la tesserina ricevuta nel maggio del 2000 (spedita a casa, mi pare, a seguito della cosiddetta legge del "silenzio assenso", quella che disponeva in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti) recante il mio nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, dichiarazione di volontà, data e firma e quindi il mio assenso alla donazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo con sincerità che mentre compivo la scelta del 1986 e la riconfermavo nel 2000, non mi passava per l’anticamera del cervello che una opportunità del genere sarebbe potuta capitare anche a me.&lt;br /&gt;Mi appariva bello e doveroso pormi sulla linea del dono anche fisico, al tempo opportuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La malattia che stava per prendermi non si era ancora manifestata.&lt;br /&gt;Poi, inatteso, ci fu il decollo del male fisico, il non lungo percorso e l’inizio della picchiata. Vicino allo schianto, circa alle 4 di mattina dei primi giorni di gennaio 2007, una telefonata dalle Scotte di Siena ci avvisava che probabilmente era a disposizione un organo donato.&lt;br /&gt;Ricordo ancora quelle sensazioni: il sobbalzo dei figli, i pensieri e i dialoghi con Rossella durante il trasporto col 118, l’arrivo a Siena prima delle 7, il chirurgo di valore e umanità, le care dottoresse che mi avevano seguito fin lì in contatto telefonico, le procedure, il via….&lt;br /&gt;Poi rammento quelle di…qualche giorno dopo, in rianimazione, con immediatamente accanto professionali volti nuovi e quando possibile, poco oltre, gli amati volti di sempre.&lt;br /&gt;E così la mia vita ha continuato ad essere tenuta in vita…dalla vita donata da un’altra persona.&lt;br /&gt;Già, la vita&lt;em&gt;...“quando credi sia finita /un'occasione nuova avrai, /ma chi l'avrebbe detto mai”&lt;/em&gt; (come canta Morandi in &lt;em&gt;Grazie a tutti&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fermo su quanto mi riguarda, ma potrei dilungarmi molto. Non l’ho mai fatto finora.&lt;br /&gt;Aggiungo solo la gratitudine che provo per la persona donatrice e la sua famiglia, che non conosco ma….è come se lo fosse. E di tutte le famiglie che hanno reso possibile doni come quello che io ho ricevuto verso altre persone. Come anche l’affetto per le famiglie che non hanno potuto vedere continuare a vivere i loro cari per mancanza di organi disponibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho dovuto parlarne, con una certa fatica, perché ho sperimentato sulla mia pelle la grandezza di questo “dono” che porterò con me fino a quando, finalmente, potrò restituirlo ad altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono partito da Don Carlo Gnocchi che oggi - 25 ottobre 2009, giorno della sua nascita (avvenuta nel 1902) - viene solennemente proclamato Beato e poi ho parlato di me.&lt;br /&gt;Nessun parallelismo, naturalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soltanto l’occasione per ricordare con don Carlo che &lt;em&gt;donare fa bene&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;rendersi disponibili alla donazione degli organi fa meglio&lt;/em&gt;. Parola di uno che se ne intende.&lt;br /&gt;Quindi, forza gente: rendiamoci disponibili al dono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-3494609448096080604?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/3494609448096080604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=3494609448096080604' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3494609448096080604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3494609448096080604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/10/forza-gente-che-donare-gli-organie.html' title='IL BEATO CARLO GNOCCHI CI RICORDA CHE &quot;DONARE GLI ORGANI&quot; E&apos; BELLO E FA BENE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-3265422913692271216</id><published>2009-10-21T12:05:00.007+02:00</published><updated>2009-10-21T22:28:18.856+02:00</updated><title type='text'>IL "CUORE DILATATO" DI DON LIDO</title><content type='html'>Tra pochi giorni il sacerdote don Lido Lodolini – attuale parroco di Manciano – rientrerà dalla nuova visita in un’area di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Recenti inondazioni hanno moltiplicato le endemiche problematiche locali ma, in verità, la sua andata era programmata da tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché mi soffermo su questa conosciuta attività di don Lido?&lt;br /&gt;Vi sosto per ricordare il cuore grande di questa persona che, sin da giovane, ha accettato di porsi alla sequela di Gesù Cristo (quindi anche a servizio di ‘tutti i cristi’) lungo la via sacerdotale.&lt;br /&gt;Nell’affresco del dono della vita ha preso colore nel tempo l’attenzione concreta per le persone in difficoltà, specie della terra africana.&lt;br /&gt;Così, accanto ad incroci con altre micro-situazioni del mondo, è nato il sodalizio con Ouagà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante lo scorso luglio ho trascorso con lui alcuni giorni di riposo: passeggiate (lui lunghe, io brevi), letture, preghiere. In certi momenti della giornata io mi occupavo del pranzo o della cena e lui si dedicava a rimettere in ordine l’archivio di tutta l’attività burkinese.&lt;br /&gt;La riservatezza sul materiale che riguarda persone, donazioni, intenti, mi ha consentito solo di conoscere la mole complessiva del lavoro svolto.&lt;br /&gt;Ma tanto basta: 16 anni di attività (dal 1994 al 2009), visite annuali (gennaio-febbraio) e in qualche caso in altri mesi, molte migliaia di euro di valore complessivo transitato tra adozioni, progetti, materiale ed altro, realizzazioni materiali relative a pozzi, strutture sanitarie, scuole, abitazioni, luoghi di micro-lavoro, e altro che non ricordo, realizzazioni immateriali di piccoli corsi di avviamento al lavoro.&lt;br /&gt;L’attività è stata contagiosa perché nel tempo ha coinvolto un numero crescente di persone delle nostre zone sia in veste di adottanti (tantissimi) che di volontari (alcune decine di persone, più vicine a cento che a cinquanta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ovviamente c’è di più. Don Lido e la sua Band non hanno solo dato, hanno anche ricevuto: hanno portato amore e valige piene di aiuti concreti e hanno ricevuto valige vuote, ma piene di volti riconoscenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno fa stavo cercando, se possibile, lo “stupefacente” (non quello pericoloso) nell’ordinario e mi è balzata alla mente la “straordinaria-stupefacente” esperienza che don Lido ha avviato nella quotidianità di una vita donata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora mi sono detto: è bene ricordarlo!&lt;br /&gt;E se pure don Lido, come certamente farà una volta letto il post, mi chiamerà per dirmi “…rincitrullito”, penso che sia l’ora di farla finita di continuare con quella rigidità glaciale che spesso ingabbia noi adulti e ci impedisce di dire anche le cose belle che pensiamo gli uni degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie don Lido, sacerdote dal “cuore dilatato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-3265422913692271216?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/3265422913692271216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=3265422913692271216' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3265422913692271216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3265422913692271216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/10/il-cuore-dilatato-di-don-lido.html' title='IL &quot;CUORE DILATATO&quot; DI DON LIDO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-836415830198181671</id><published>2009-10-09T19:08:00.004+02:00</published><updated>2009-10-09T19:32:23.833+02:00</updated><title type='text'>LE CATASTROFI, NOI E LE GENERAZIONI FUTURE</title><content type='html'>Enzo Boschi non sarà né santo né santone, ma le sue qualità sono evidenti.&lt;br /&gt;In una breve riflessione fatta sul Magazine del Corriere della Sera (8 ottobre 2009, pag. 27) riferendosi alle violenze dei terremoti e alla devastazione delle città si pone le due classiche domande: si poteva prevenire? Si poteva prevedere?&lt;br /&gt;Come ha fatto altre volte, risponde NO alla prima domanda e SI alla seconda.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Prevedere un terremoto può forse salvare vite umane – sempre che si riesca a organizzare evacuazioni ordinate – ma non salva le case in cui l’uomo vive, i suoi viadotti, le sue centrali elettriche”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Al contrario &lt;em&gt;“prevenire gli effetti di un terremoto atteso costruendo in modo adeguato salva sia l’uomo, sia i suoi beni, sia la civiltà”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Cosa impedisce&lt;/em&gt; – si domanda - &lt;em&gt;all’uomo del XXI secolo di capire questa differenza? Una delle ragioni è certamente il costo della prevenzione, associata a un certo fatalismo che è tipico di molte culture tra cui la nostra”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ricordava infatti Kofi Annan, Segretario Generale dell’Onu, nel 1999: &lt;em&gt;“I costi della prevenzione si pagano oggi, i benefici si vedranno in un futuro anche distante; e saranno scarsamente tangibili, perché rappresentati dalle catastrofi che saranno evitate”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un autentico &lt;strong&gt;balzo esistenziale-culturale-politico&lt;/strong&gt; quello che c’è da compiere, anzi, di più, ci vuole una &lt;em&gt;&lt;strong&gt;conversione&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Perché gli ostacoli sono molti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne segnalo tre.&lt;br /&gt;Il primo è esistenziale e rischia di sfociare nella rozzezza: &lt;em&gt;è l’idea che tutto quello che esiste e la sua durata coincida con l’arco della nostra esistenza&lt;/em&gt;. E quindi, dopo, chi se ne frega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo è culturale e si chiama &lt;em&gt;non curanza, repulsione per le regole, primato del 'faccio quel cavolo che mi pare'&lt;/em&gt;, come costruire edifici sulle anse dei fiumi, sulle pendici dei vulcani o in aree statisticamente a rischio, trasformare fiumare in discariche o strade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo è l’antipolitica: &lt;em&gt;sia ‘l’antipolitica- politica’ che ‘l’antipolitica-antipolitica’&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; è quella di chi esercita la nobile arte della polis incurante di quello che fa per il piccolo spazio che amministra e non pensa alle ricadute presenti e future delle sue azioni; pensa a sé, al suo potere, alla sua permanenza.&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;seconda&lt;/em&gt; è quella di chi la rifiuta perché ritiene che proprio non serva.&lt;br /&gt;Cosa da comprendere diversamente è l’antipolitica da schifo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Avere lo sguardo lungo&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;prendersi cura&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;volere e&lt;/em&gt; &lt;em&gt;sapere programmare&lt;/em&gt; sono tre antidoti contro le tre derive. Ma tutto si riassume in uno dei termini più belli del nostro lessico: &lt;strong&gt;responsabilità&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si, si, lo so che ritorno al solito fascista &lt;strong&gt;&lt;em&gt;me ne frego&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e al solito milaniano &lt;strong&gt;&lt;em&gt;mi prendo a cuore&lt;/em&gt;, &lt;/strong&gt;ma se non si cambia rotta…poi, quando accadrà di nuovo, vattelo pure a prendere... con la Natura, con l’Eterno, col Fato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-836415830198181671?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/836415830198181671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=836415830198181671' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/836415830198181671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/836415830198181671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/10/le-catastrofi-noi-e-le-generazioni.html' title='LE CATASTROFI, NOI E LE GENERAZIONI FUTURE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-4583662573192293426</id><published>2009-10-08T10:59:00.003+02:00</published><updated>2009-10-08T11:05:34.940+02:00</updated><title type='text'>IL LODO ANGELINO</title><content type='html'>Pensare che con Angelino Alfano facevamo parte di quel gruppo di persone che dietro iniziativa di Lapo Pistelli animavano una rivista di approfondimento del Centro Toscano di Documentazione Politica di Firenze: Centocittà.&lt;br /&gt;Vedi un po’ la vita…&lt;br /&gt;Ma non è di questo che voglio parlare.&lt;br /&gt;Desidero solo mettere un post sulla pronuncia della Corte Costituzionale di ieri pomeriggio.&lt;br /&gt;Mi avvalgo di un equilibrato articolo di Giovanni Bianconi pubblicato questa mattina sul Corriere della Sera dal titolo: &lt;em&gt;Il no dei 5 giudici nominati dal Quirinale&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;A me è piaciuto per la sua tranquilla chiarezza e quindi mi permetto di veicolarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“È arrivata la decisione che s’intravedeva già prima della discussione e della camera di consiglio. Nelle ultime settimane i giudici costituzionali avevano studiato e cominciato ad affrontare tra loro il nodo del Lodo Alfano, sciogliendolo (a maggioranza) con l’idea di rispedire al mittente una legge illegittima.&lt;br /&gt;L’altro ieri hanno ascoltato gli avvocati, tutti schierati a difesa della norma bloc&amp;shy;ca-processi per le più alte cariche dello Stato, ma senza cambiare idea. Anzi. Qualche accen&amp;shy;no nelle arringhe ha convinto almeno un pa&amp;shy;io di indecisi a dire che proprio no, un Lodo così fatto e così scritto non andava bene.&lt;br /&gt;Qualcuno nella minoranza di chi voleva salvare la norma, almeno nella parte che so&amp;shy;spendeva il processo milanese a carico di Sil&amp;shy;vio Berlusconi per la presunta corruzione del&amp;shy;l’avvocato Mills, ha provato a proporre le co&amp;shy;siddette «soluzioni intermedie»: sancire l’in&amp;shy;costituzionalità ma sanandola con una sen&amp;shy;tenza che lasciasse intatta la parte che più in&amp;shy;teressava il governo e la maggioranza che lo sostiene. Non ce l’ha fatta, e nemmeno ha in&amp;shy;sistito più di tanto. Ha capito in fretta, dopo la decisa introduzione del relatore Gallo, che le sue argomentazioni erano troppo deboli ri&amp;shy;spetto al «macigno» già individuato dalla maggioranza dei giudici: una legge illegitti&amp;shy;ma due volte, nella forma e nella sostanza. Perché doveva essere costituzionale e non or&amp;shy;dinaria; e perché il principio di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge è uno di quei capisaldi che per essere intaccato ha bisogno di tali giustificazioni, filtri e controfiltri (co&amp;shy;m’era ad esempio la vecchia immunità parla&amp;shy;mentare abrogata nel ’93) che forse il Lodo Alfano non sarebbe andato bene nemmeno nella veste di una riforma della Costituzione. Ovviamente bisognerà attendere le moti&amp;shy;vazioni della sentenza, ma ieri sera era que&amp;shy;sta la più accreditata interpretazione della de&amp;shy;cisione della Corte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le voci che filtrano dalla riservatezza che avvolge il palazzo della Con&amp;shy;sulta parlano di una votazione finita 9 a 6 in favore della bocciatura, ma qualcuno ipotiz&amp;shy;za un scarto addirittura maggiore, 10 a 5 o anche di più. Circolano liste di nomi coi voti espressi, verosimili ma senza certezze. Nel&amp;shy;l’elenco di chi avrebbe voluto mantenere in vita la legge ci sono i tre giudici votati dal Parlamento e indicati dal centrodestra (Fri&amp;shy;go, Mazzella e Napolitano) più due o tre elet&amp;shy;ti dalle alte magistrature. Tutti gli altri si so&amp;shy;no detti contrari (compresi i cinque nomina&amp;shy;ti dal capo dello Stato e il presidente della Corte Amirante, che nel 2004 aveva steso le motivazioni della bocciatura del Lodo Schifa&amp;shy;ni), al termine di una camera di consiglio dai toni rimasti sempre pacati e tutto sommato sereni. Anche da parte di chi vedeva profilar&amp;shy;si la sconfitta e ha tentato di scongiurarla confidando sui desideri istituzionali di una soluzione meno traumatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nemmeno l’argomento che ancora ieri se&amp;shy;ra veniva sbandierato dai parlamentari del centrodestra (la sentenza sul Lodo Schifani non aveva detto che serviva una legge costi&amp;shy;tuzionale) ha fatto breccia tra i giudici. Che in grande maggioranza, 11 su 15, non faceva&amp;shy;no parte del collegio del 2004. Però sanno leg&amp;shy;gere le motivazioni dei giuristi; è vero che nel precedente verdetto è scritto che il vec&amp;shy;chio Lodo era illegittimo «in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione», senza men&amp;shy;zionare il 138 che regola le riforme della Car&amp;shy;ta, ma subito dopo c’era un’aggiunta: «Resta assorbito ogni altro profilo di illegittimità co&amp;shy;stituzionale ». Il che può significare che una volta individuate le due violazioni citate pote&amp;shy;vano essercene anche altre, ma si decise di non entrare nel merito. Perché considerate «assorbite», appunto, dalla prima bocciatu&amp;shy;ra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa dunque la sintesi della discussione di palazzo della Consulta, per come s’è svolta sul piano tecnico e giuridico. Però tutti i giu&amp;shy;dici erano consapevoli che la loro decisione avrebbe avuto anche significati ed effetti poli&amp;shy;tici, e quindi può esserci una lettura anche «politica» della sentenza. C’è chi pensa, ad esempio, che con questo verdetto la maggio&amp;shy;ranza degli inquilini della Consulta ha voluto rivendicare la propria autonomia rispetto a qualunque pressione o tentativo di influenza&amp;shy;re le proprie decisioni; dai più felpati ai più espliciti, come la drammatizzazione dell’atte&amp;shy;sa nei palazzi della politica, gonfiata dalle di&amp;shy;chiarazioni sempre più allarmate accavallate&amp;shy;si fino a pochi minuti prima della sentenza.&lt;br /&gt;La Corte ha fatto vedere di essere imperme&amp;shy;abile a tutto ciò, e ha fatto sapere che se si vogliono riformare la Costituzione e i suoi principi fondamentali bisogna farlo con chia&amp;shy;rezza e con le procedure previste, non attra&amp;shy;verso qualche scorciatoia. È come se le argo&amp;shy;mentazioni usate nell’udienza pubblica dai difensori di Berlusconi su una Costituzione materiale ormai diversa da quella scritta — quando l’avvocato Pecorella ha evocato un capo del governo eletto direttamente dal po&amp;shy;polo; o quando l’avvocato Ghedini ha soste&amp;shy;nuto che la legge è uguale per tutti ma la sua applicazione no — avessero svelato un tenta&amp;shy;tivo di cambiare le regole (o darle per cambia&amp;shy;te) senza rispettare le procedure. Disegnan&amp;shy;do una situazione di fatto diversa da quella scritta nelle leggi, e prima ancora nella Costi&amp;shy;tuzione.&lt;br /&gt;Così non è e non può essere, hanno stabilito i giudici della Consulta.&lt;br /&gt;Certamente alcune immunità o protezioni dai processi penali si possono prevedere e stabilire, ma as&amp;shy;sumendosi la responsabilità di farlo con gli strumenti adeguati. Che non a caso prevedo&amp;shy;no l’ipotesi del referendum confermativo. Passando da quella porta la riforma è pratica&amp;shy;bile, altrimenti no. Anche quando le esigenze della politica fossero diverse”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me sembra tutto molto chiaro.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-4583662573192293426?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/4583662573192293426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=4583662573192293426' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4583662573192293426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/4583662573192293426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/10/il-lodo-angelino.html' title='IL LODO ANGELINO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6280313455856547754</id><published>2009-09-15T10:32:00.003+02:00</published><updated>2009-09-15T10:37:36.427+02:00</updated><title type='text'>VIVA L'ITALIA CHE RESISTE</title><content type='html'>Viva l'Italia, l'Italia liberata,&lt;br /&gt;l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.&lt;br /&gt;L'Italia derubata e colpita al cuore,&lt;br /&gt;viva l'Italia, l'Italia che non muore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viva l'Italia, presa a tradimento,&lt;br /&gt;l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,&lt;br /&gt;l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,&lt;br /&gt;viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,&lt;br /&gt;l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,&lt;br /&gt;l'Italia metà giardino e metà galera,&lt;br /&gt;viva l'Italia, l'Italia tutta intera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viva l'Italia, l'Italia che lavora,&lt;br /&gt;l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,&lt;br /&gt;l'Italia metà dovere e metà fortuna,&lt;br /&gt;viva l'Italia, l'Italia sulla luna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,&lt;br /&gt;l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,&lt;br /&gt;l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,&lt;br /&gt;viva l'Italia, l'Italia che resiste.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(da Viva l’Italia di Francesco De Gregori - 1979) &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6280313455856547754?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6280313455856547754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6280313455856547754' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6280313455856547754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6280313455856547754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/09/viva-litalia-che-resiste.html' title='VIVA L&apos;ITALIA CHE RESISTE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6910532104091004338</id><published>2009-06-26T09:58:00.001+02:00</published><updated>2009-06-26T10:03:38.376+02:00</updated><title type='text'>PROVINCIALI 1995 E 2009: UN CONFRONTO TRA VINCITORI E VINTI</title><content type='html'>Sono trascorsi 15 anni dalla prima elezione diretta del Presidente della Provincia di Grosseto (come in tutta Italia) e di acqua sotto i ponti ne è passata.&lt;br /&gt;Mettere a confronto i risultati dei 2 ballottaggi (quello del 1995 e quello recente del 2009) può essere utile per analizzare l’accaduto.&lt;br /&gt;A me sembra che vi siano indicazioni interessanti. E voi cosa dite?&lt;br /&gt;Buona lettura della tabella allegata.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spreadsheets.google.com/pub?key=r4LV1R2i-2LQPVl6wgppFpg&amp;amp;gid=0"&gt;http://spreadsheets.google.com/pub?key=r4LV1R2i-2LQPVl6wgppFpg&amp;amp;gid=0&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spreadsheets.google.com/pub?key=r4LV1R2i-2LQPVl6wgppFpg&amp;amp;gid=0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6910532104091004338?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6910532104091004338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6910532104091004338' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6910532104091004338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6910532104091004338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/06/provinciali-1995-e-2009-un-confronto_1167.html' title='PROVINCIALI 1995 E 2009: UN CONFRONTO TRA VINCITORI E VINTI'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-8355739239590449337</id><published>2009-06-09T21:50:00.001+02:00</published><updated>2009-06-09T21:53:33.213+02:00</updated><title type='text'>I PRESIDENTI DELLA PROVINCIA DI GROSSETO E L’ASTICELLA DEL CONSENSO</title><content type='html'>Di presidenti, la provincia di Grosseto, ne ha conosciuti parecchi. &lt;br /&gt;Ma quelli eletti direttamente dal popolo partono da dopo l’approvazione della legge n. 81 del 1993.&lt;br /&gt;Il primo ad essere stato eletto col nuovo meccanismo sono stato io e l’ultimo…lo conosceremo tra due settimane.&lt;br /&gt;Ecco i dati, giusto per fare un po’ di storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1995 fui eletto al secondo turno con 76.746 voti (58,1%) . &lt;br /&gt;L’avversario era Giovanni Tamburro che ottenne 55.327 voti (41,9%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1999 Lio Scheggi fu eletto al primo turno con 70.196 voti (52,6%). &lt;br /&gt;L’avversario era Alessandro Carlotti che conquistò 53.826 voti (40,3%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2004 sempre Lio Scheggi fu eletto al primo turno con 77.577 voti (57,91%). &lt;br /&gt;L’avversario era Laura Cutini che raggiunse 46.640 voti (36,31%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2009, come noto, al primo turno Leonardo Marras ha ottenuto 61.075 voti (47,71%)  e il suo avversario Alessandro Antichi ne ha guadagnati 53.381 (41,71%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio augurio è che il prossimo presidente possa posare l’asticella sopra il fatidico 58%.&lt;br /&gt;Non me ne voglia Alessandro, ma io tifo per Leonardo.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-8355739239590449337?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/8355739239590449337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=8355739239590449337' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/8355739239590449337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/8355739239590449337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/06/i-presidenti-della-provincia-di.html' title='I PRESIDENTI DELLA PROVINCIA DI GROSSETO E L’ASTICELLA DEL CONSENSO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-1405119951977145489</id><published>2009-06-05T11:07:00.002+02:00</published><updated>2009-06-05T11:14:40.920+02:00</updated><title type='text'>ABBANDONARE O REAGIRE? REAGIRE (4)</title><content type='html'>Lo scoramento è grande.&lt;br /&gt;Sia perché il “pensiero unico” dominante, cioè la ‘filosofia’ politica neoliberista, &lt;em&gt;(“in aperto contrasto con i principi fondamentali della nostra civiltà e della Carta repubblicana, perché ridurre la persona a ‘individuo’ cozza contro il ‘principio personalista’; la visione meramente ‘legalista’ delle relazioni umane collide con il ‘principio solidarista’; l'’autoritarismo’ è la negazione del ‘principio di partecipazione sussidiaria’”) &lt;/em&gt;sembra imporsi sempre di più.&lt;br /&gt;Sia perché chi dovrebbe opporsi, il maggior partito di opposizione - il PD - è in forte difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, che fare? Abbandonare? Rassegnarsi? Non è possibile, occorre reagire.&lt;br /&gt;Sentiamo ancora cosa dice P. Bartolomeo Sorge.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Le difficoltà del PD non giustificano nessuno scoraggiamento, anzi proprio in questo momento c'è bisogno delle forze migliori. Il frastuono politico e dei mass media con cui è stato accolto il tonfo del maggior partito d'opposizione non deve impedire di cogliere le numerose voci di speranza e di ripresa che si levano sia dall'interno del partito sconfitto, sia dalla base della società civile. &lt;br /&gt;In particolare i cattolici democratici, come già fecero nel dissesto postbellico di sessant'anni fa, devono sentire l'obbligo morale e civile di prendere l'iniziativa, agendo da fermento, e proseguire senza esitazione il cammino verso la democrazia compiuta. &lt;br /&gt;Reagire, quindi, non significa tornare indietro, né creare un altro partito al posto del PD (né, tanto meno, al posto della Democrazia Cristiana), ma ridare linfa, ideali e idee alla politica per risalire la china dell'inciviltà e creare una nuova civiltà”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, prosegue il gesuita, &lt;em&gt;“ad un'attenta lettura dei segni dei tempi, l'attuale crisi appare un'occasione propizia per ripensare in termini nuovi l'intuizione originaria del ‘popolarismo’. La società civile - come il genio di don Sturzo aveva previsto - è chiamata a riappropriarsi del suo ruolo politico originario, delegato di fatto esclusivamente ai partiti e ai ‘professionisti’ della politica. Ciò significa prendere atto che in Italia il bipolarismo (e il bipartitismo) rimane per ora solo uno schema teorico. Le difficoltà degli ultimi 15 anni ne sono la prova lampante. Tuttavia non si deve, né si potrebbe, tornare indietro alla vecchia politica consociativa della prima Repubblica. &lt;br /&gt;Non resta, dunque, che realizzare un incontro più maturo tra le diverse eredità politiche, tra cultura laica e cultura d'ispirazione cristiana, senza ripetere gli errori commessi dal PD, a cominciare dalla mancata realizzazione di una chiara identità comune intorno a un ethos condiviso”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per raggiungere questo obiettivo, insiste P. Sorge, &lt;em&gt;“occorre ‘andare al di là’ delle vecchie tradizioni ideologiche e fondare la nuova identità culturale e ideale sui principi etici comuni della Costituzione repubblicana laica e dell'ispirazione cristiana. È significativo che su questa linea - classica nella tradizione del cattolicesimo democratico - si trovino oggi anche esponenti autorevoli della cultura laica (dal filosofo Jürgen Habermas al presidente francese Nicolas Sarkozy), che convergono sulla necessità di un incontro ‘positivo’ con la coscienza religiosa. È questa del resto - nonostante gli occasionali rigurgiti di vecchio laicismo - un'esigenza largamente avvertita anche a livello europeo. L'ispirazione cristiana non è più considerata un fenomeno esclusivamente privato e di coscienza, senza ricaduta sociale e politica; lo Stato laico non può più ignorarla (cfr l'art. 16c del Trattato di riforma dell'Unione Europea [2007])”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A noi cattolici democratici tocca salpare di nuovo. &lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-1405119951977145489?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/1405119951977145489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=1405119951977145489' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/1405119951977145489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/1405119951977145489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/06/abbandonare-o-reagire-reagire-4.html' title='ABBANDONARE O REAGIRE? REAGIRE (4)'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-787570569603706916</id><published>2009-06-04T15:48:00.001+02:00</published><updated>2009-06-04T15:51:35.743+02:00</updated><title type='text'>L’INCIVILTA’ ISTITUZIONALE (3)</title><content type='html'>Continua P. Sorge: &lt;em&gt;“Anche a livello istituzionale, la partecipazione democratica è soppiantata gradualmente da una sorta di presidenzialismo di fatto: chi ha il potere comanda (non ‘governa’); diviene allergico a ogni sorta di controllo e agli stessi contrappesi essenziali del sistema democratico (si tratti della magistratura o del Presidente della Repubblica); preferisce il ricorso a decreti legge e al voto di fiducia, esautorando di fatto il Parlamento e riducendolo al ruolo di notaio delle decisioni prese dal Governo; vede i dibattiti e le necessarie mediazioni della democrazia politica come un intralcio. &lt;br /&gt;La classe politica è cooptata dall'alto: si toglie ai cittadini la libertà di ‘eleggere’ i propri rappresentanti e viene loro lasciata solo la possibilità di ‘ratificare’ con il proprio voto liste confezionate dal vertice. &lt;br /&gt;E così si avanza verso l'inciviltà istituzionale, in rotta di collisione con lo spirito (e a volte con la lettera) della nostra Costituzione”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere &lt;br /&gt;di gente infame, che non sa cos'è il pudore,&lt;br /&gt;si credono potenti e gli va bene quello che fanno;&lt;br /&gt;e tutto gli appartiene.&lt;br /&gt;(Franco Battiato, da &lt;em&gt;Come un cammello in una grondaia&lt;/em&gt;, 1991)&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-787570569603706916?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/787570569603706916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=787570569603706916' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/787570569603706916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/787570569603706916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/06/lincivilta-istituzionale-3.html' title='L’INCIVILTA’ ISTITUZIONALE (3)'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6384844775167171445</id><published>2009-06-03T17:03:00.001+02:00</published><updated>2009-06-03T17:04:48.852+02:00</updated><title type='text'>L’INCIVILTA’ POLITICA (2)</title><content type='html'>Accanto all’inciviltà sociale, P. Sorge, mette un’altra forma di inciviltà. &lt;br /&gt;Dice il gesuita: &lt;em&gt;“Il falso presupposto che la legittimazione popolare (la maggioranza elettorale) sia criterio di legalità mina alla radice la nostra civiltà politica e giuridica e fa degenerare la democrazia in ‘autoritarismo’. &lt;br /&gt;Infatti, il giudizio di legalità non spetta al popolo, ma alla magistratura. &lt;br /&gt;Non si può usare il potere legislativo per sottrarsi alla giustizia o per ridurre l'autonomia della funzione giudiziaria. Quando questo accade, l'effetto è devastante: si diffonde la sfiducia nello Stato e nelle sue istituzioni; s'incrina nei cittadini il senso civico e della legalità; si favorisce la corruzione pubblica e privata; s'insinua nell'opinione pubblica la convinzione che, dopotutto, il 'fai da te' premia. &lt;br /&gt;Così si va verso l'inciviltà politica".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Elementary, my dear Watson!&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6384844775167171445?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6384844775167171445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6384844775167171445' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6384844775167171445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6384844775167171445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/06/lincivilta-politica-2.html' title='L’INCIVILTA’ POLITICA (2)'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-7267501492917820157</id><published>2009-06-02T18:53:00.002+02:00</published><updated>2009-06-02T19:01:24.011+02:00</updated><title type='text'>L’INCIVILTA’ SOCIALE (1)</title><content type='html'>Nell’editoriale di Aggiornamenti Sociali dell’aprile 2009, Padre Bartolomeo Sorge invitava e “risalire la china dell’inciviltà”, partendo, nelle sue considerazioni, da una riflessione di Giovanni Paolo II. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Una domanda interpella profondamente la nostra responsabilità: quale civiltà si imporrà nel futuro del pianeta? Dipende infatti da noi se sarà la civiltà dell'amore, come amava chiamarla Paolo VI, oppure la civiltà - che più giustamente si dovrebbe chiamare ‘inciviltà’ - dell'individualismo, dell'utilitarismo, degli interessi contrapposti, dei nazionalismi esasperati, degli egoismi eretti a sistema”. Perciò - concludeva il Papa - “la Chiesa sente il bisogno di invitare quanti hanno veramente a cuore le sorti dell'uomo e della civiltà a mettere insieme le proprie risorse e il proprio impegno, per la costruzione della civiltà dell'amore”&lt;/em&gt; &lt;em&gt;(Angelus, 13 febbraio 1994)&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Quel monito, dice P. Sorge, oggi si rivela profetico. &lt;br /&gt;Il mondo sta scivolando pericolosamente verso l'inciviltà dell'individualismo e dell'egoismo eretti a sistema.&lt;br /&gt;Il progressivo deterioramento civile della situazione è sotto gli occhi di tutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I fatti parlano da soli e sono inequivocabili. I problemi che affliggono il Paese non sono nati oggi; ce li trasciniamo da decenni. Nuova, però, è la ‘filosofia’ con cui si affrontano, che produce effetti deleteri. È un fatto che siamo tutti condizionati dalla paura e dal bisogno di sicurezza; ma è ideologico addossarne la responsabilità solo all'uno o all'altro problema emergente. Nessuno nega che l'immigrazione ‘clandestina’ porti con sé problematiche gravi, ma trasformarla - come si fa - nella causa di tutti i mali della società italiana significa affrontare il problema in modo ideologico e fuorviante. &lt;br /&gt;Introdurre il reato di ingresso e di soggiorno illegale, imporre tasse per ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno, consentire ai medici di denunciare i pazienti stranieri senza documenti, ventilare l'ipotesi di classi separate nelle scuole, rifiutare agli stranieri i servizi sociali e i sussidi di disoccupazione garantiti agli italiani, sono tutte scelte che aggravano la situazione. &lt;br /&gt;Perché stupirsi poi se, in un clima inospitale e discriminatorio, si moltiplicano - da una parte e dall'altra - casi di violenza brutale, di intolleranza, di razzismo e di xenofobia? Se le città diventano sempre più invivibili e insicure? Come non accorgersi che inviare i soldati a pattugliare le strade e istituire ronde di ‘volontari per la sicurezza’ (che ricordano troppo da vicino una omonima ‘milizia’ di malfamata memoria) serve soltanto a esautorare le forze dell'ordine e ad avallare l'idea che è più efficace che i cittadini si facciano giustizia da sé? Così si scivola verso &lt;em&gt;l'inciviltà sociale&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Condivido e rilancio.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-7267501492917820157?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/7267501492917820157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=7267501492917820157' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7267501492917820157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/7267501492917820157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/06/lincivilta-sociale-1.html' title='L’INCIVILTA’ SOCIALE (1)'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-3021160460060315212</id><published>2009-05-23T21:54:00.001+02:00</published><updated>2009-05-23T21:56:09.825+02:00</updated><title type='text'>UN PERIODO SUI BANCHI E UN ALTRO NEI CAMPI</title><content type='html'>Poche ore fa era con noi a Pitigliano Alessandra Sensini in una tappa del suo tour elettorale per le elezioni europee.&lt;br /&gt;Insieme alla candidata del PD e alle persone presenti in piazza abbiamo fatto un drink, parlato, invitato a votare lei alle europee e Marras-Bianchini (candidata di collegio) per le provinciali.&lt;br /&gt;Insieme ad altri amici ho fatto volantinaggio.&lt;br /&gt;Sulla via di casa ho continuato a consegnare bigliettini, depliant, fac-simili. Ad un certo punto una persona, forse un po’ scherzando o forse con maliziosa ironia, mi ha detto: &lt;em&gt;“Ma come sei ridotto! Da Presidente della Provincia a passacarte. Ne hai fatta di strada!”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Gli amici che mi accompagnavano ci sono rimasti male e me lo hanno fatto notare.&lt;br /&gt;Io, dopo un attimo di lieve spaesamento, ho sentito crescere dentro di me una pace e una gioia intensissime.&lt;br /&gt;Non è forse questa la giusta via? Un po’ abati, un po’ monaci, un periodo sui banchi, un altro nei campi?&lt;br /&gt;Non è forse vero che siamo tutti un po’ malati e un po’ dottori, un po’ ignoranti e un po’ insegnanti?&lt;br /&gt;A noi, poi, che abbiamo ricevuto l’immeritato dono della fede, non è forse chiesto di sentirci servi inutili?&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-3021160460060315212?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/3021160460060315212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=3021160460060315212' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3021160460060315212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3021160460060315212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/05/un-periodo-sui-banchi-e-un-altro-nei.html' title='UN PERIODO SUI BANCHI E UN ALTRO NEI CAMPI'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-2044221763556902599</id><published>2009-05-05T17:19:00.003+02:00</published><updated>2009-05-05T17:29:56.945+02:00</updated><title type='text'>LO SPECCHIO E LA LENTE TRA BERLUSCONI E IL PAESE</title><content type='html'>L’editoriale di oggi sul quotidiano &lt;em&gt;Avvenire&lt;/em&gt;, dal titolo "Politica e discrimine etico" è interessante per una serie di considerazioni. Io mi soffermo solo sulla sua ultima parte.&lt;br /&gt;Tracciando l'identikit di quelle che dovrebbero essere le caratteristiche di un capo di governo, dice: &lt;em&gt;“La stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti: non possono esserlo. Per questo noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio, il meno deforme, all'anima del Paese”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Concordo quasi al 100 per 100.&lt;br /&gt;Il &lt;em&gt;quasi&lt;/em&gt; dipende dalla seconda parte del secondo periodo: &lt;em&gt;un presidente che sappia essere specchio, il meno deforme, all'anima del Paese&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con quelle considerazioni si dà per scontata l’anima nobile del Paese, del quale Berlusconi sarebbe un’immagine deformata.&lt;br /&gt;E se non fosse così, se fosse sfocata la lente di Avvenire e invece l’anima del Paese fosse proprio quella rappresentata da questo Berlusconi?&lt;br /&gt;Se l’anima del Paese si fosse berlusconizzata a tal punto – per dirlo con Veronica Lario – che cose come queste e altro &lt;em&gt;“ciarpame politico”&lt;/em&gt; non facciano scandalo, che quasi nessuno si stupisca, che &lt;em&gt;“per una strana alchimia il paese tutto conceda e tutto giustifichi al suo imperatore”?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Io temo che sia sfocata la lente e che lì risiedano anche le ragioni del successo di Berlusconi.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-2044221763556902599?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/2044221763556902599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=2044221763556902599' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2044221763556902599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/2044221763556902599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/05/lo-specchio-e-la-lente-tra-berlusconi-e.html' title='LO SPECCHIO E LA LENTE TRA BERLUSCONI E IL PAESE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-6116378541926636096</id><published>2009-04-28T17:33:00.026+02:00</published><updated>2009-04-30T11:52:02.402+02:00</updated><title type='text'>IL CORRIDOIO TIRRENICO, NOI, LA REGIONE, ATTILA-ALTERO E TUTTI GLI ALTRI</title><content type='html'>DIRÒ SUBITO COME LA PENSO.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il corridoio tirrenico è una necessità.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E’ utile al sistema-paese &lt;/em&gt;per sanare il famoso buco di 200 chilometri nel percorso autostradale che dalla Manica arriva sino allo Stretto di Messina, serve a collegare all’Europa le città e i porti della Toscana inserendoli in un sistema a rete, ovviamente insieme alla Due Mari. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Risolve, specie in certi tratti, il grave problema della sicurezza&lt;/em&gt;. Il tratto Civitavecchia-Grosseto è purtroppo una delle strade più pericolose d'Italia con quasi il doppio degli incidenti sulla media nazionale nei tratti a due corsie senza spartitraffico, dove si arriva al triste record di 0,90 incidenti per chilometro. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Penso che porterà dei benefici&lt;/em&gt;, occupazione di cantiere, facilitazioni per le imprese; insomma, ci farà crescere, anche se non siamo nel Nord-Est dove la realizzazione del Passante di Mestre dovrebbe evitare, secondo i calcoli degli industriali di Treviso (per ritardate consegne delle merci, consumo supplementare di carburante, ore di lavoro perdute da chi era al volante, e via dicendo), danni per 350-400 milioni di euro l’anno.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ci toglierà pure&lt;/em&gt;: porterà un di più di traffico e quindi anche di inquinamento (si parla di passare dai 17.000 veicoli di oggi ai 27.000 del 2030).&lt;br /&gt;Corridoio tirrenico, per la verità, significherebbe infrastruttura plurimodale fatta di “mare, ferro e strada” con la funzione anche di collegare i porti commerciali e turistici toscani.&lt;br /&gt;Ma ora mi soffermo sulla “strada”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E facciamolo pure come Autostrada Tirrenica.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il corridoio va fatto visto che il Ministero delle Infrastrutture, capitanato dal ministro-sindaco di Orbetello Altero Matteoli (insignito dal WWF qualche anno fa del Premio Super-Attila), ha abbandonato il progetto Lunardi e rispolverato il tracciato costiero voluto dalla Regione Toscana: &lt;em&gt;non un’arteria collinare &lt;/em&gt;che altererebbe il paesaggio con 11 gallerie e 33 viadotti da Orbetello a Montalto, devasterebbe i vigneti, inquinerebbe le falde acquifere e avrebbe costi di realizzazione molto più elevati, &lt;em&gt;ma un percorso costiero&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;A livello teorico, confesso, che non mi è mai dispiaciuta l’ipotesi di &lt;em&gt;messa in sicurezza dell’Aurelia&lt;/em&gt; (il cosiddetto adeguamento con tipologia autostradale), ma se le carte non sono truccate e ha ragione l’Assessore regionale Riccardo Conti - il quale, in un intervista a Il Tirreno dell’8 gennaio 2009, ha sostenuto che la messa in sicurezza dell’Aurelia avrebbe richiesto la chiusura di 500 incroci, la predisposizione di una viabilità alternativa fatta di complanari, svincoli e sovrappassi e avrebbe finito per intasare l’Aurelia costringendo a raddoppiarla, visto che l’ipotizzato allargamento della strada comunale dell’Origlio e della provinciale Pedemontana nel comune di Capalbio, parallele all’Aurelia, avrebbe avuto un impatto drammatico -&lt;em&gt;si faccia pure l’Autostrada costiera&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notoriamente, il “come fare” questa benedetta strada è sempre stato oggetto di accese disfide e ha dato vita a mille, legittimi, sentiti quanto inconcludenti, dibattiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Già, perché la cosa sembra avere qualcosa di mitologico e la sua origine si perde nella notte dei tempi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Partita l’avventura, quando io avevo 12 anni, nel lontano 1969 con un decreto ministeriale che autorizzava la concessione alla SAT (Società Autostrada Tirrenica) da parte dell'Anas per la costruzione e l'esercizio dell'autostrada Livorno-Civitavecchia, già nel 1975 fu bloccata dalla legge La Malfa (Ugo) con il fermo messo a tutte le costruzioni di nuove autostrade. Costruzioni che tornarono poi in pista nel 1982 e furono confermate nel 1985, ma senza risultati concreti. Nel 1991 il progetto autostradale, con tracciato “interno”, presentato dalla concessionaria SAT (alla redazione del quale aveva collaborato il futuro Ministro Lunardi) fu oggetto di pronunciamento di Valutazione di Impatto Ambientale negativo da parte del Ministro dell’Ambiente di concerto con quello dei Beni Culturali e Ambientali (ricordo, infatti, che con Direttiva Comunitaria 85/337/CEE, recepita in Italia con Legge 349 dell’8 luglio 1986, era stata introdotta la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale).&lt;br /&gt;Da noi, polemiche, dibattiti, prese di posizione, propaganda sul “come farla”: alcuni nel riempirsi la bocca ci si sono ingrassati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DIRÒ QUINDI COSA FACEMMO "NOI" PROVINCIA DI GROSSETO&lt;br /&gt;Continuando sulla linea degli ultimi rievocativi post (si sa, gli anziani sono nostalgici), cercherò di raccontare l’esperienza fatta in questo campo nella legislatura provinciale 1995-99, perché anch’essa mi sembra istruttiva.&lt;br /&gt;Nel maggio 1995, eletto Presidente della Provincia di Grosseto, mi trovai in un vero e proprio &lt;em&gt;bailamme&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;I punti esclamativi di quel periodo, “Fare l’autostrada è un obbligo morale!”, “Non si deve fare!”, “Muovetevi o moriamo!”, “Non c’è volontà politica!”, ecc.!, ecc.!, andavano  bene per il circolo bocciofili, per i dibattiti congressuali, per le polemiche sulla stampa.&lt;br /&gt;Ma la realtà in cui si trovava chi doveva tentare di fare qualcosa di concreto era il caos assoluto, ed era davvero difficile trovare il pertugio utile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sul fronte dei soggetti che potevano dire e fare cose operative, la confusione era massima.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;Non si riusciva a comprendere chi avesse veramente il bandolo in mano. C’era l’ANAS (da poco Ente nazionale per le strade) con il Presidente Giuseppe D’Angiolino, la SALT (Società Autostrade Ligure Toscana) col presidente Francesco Baudone, la SAT (Società Autostrade Tirrenica) non ricordo con quale presidente, poi in seguito nacque la SPAT (Società per l’Autostrada Tirrenica) con presidente Carlo Alberto Dringoli, una società privata costituita dalle associazioni industriali di nove province della fascia tirrenica e dalla stessa Salt.&lt;br /&gt;Sembrava un tavolo da gioco e nessuno sapeva se i giocatori avevano in mano il poker d'assi o una coppia di sette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Se penso poi agli interlocutori politici, mi viene il mal di mare. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Tutte persone rispettabilissime e di livello, naturalmente…..ma troppe!&lt;br /&gt;Nella legislatura maggio 1995 – giugno 1999 ho passato 3 Presidenti del Consiglio, Dini, Prodi e D’Alema e 4, dico 4, Ministri dei Lavori Pubblici, Paolo Baratta (fino al 17 maggio ’96), Antonio Di Pietro (dal 18 maggio al 21 novembre ’96), Paolo Costa (dal 22 novembre ’96 al 21 ottobre 1998), Enrico Micheli (dal 22 ottobre ’98 alla fine della nostra legislatura provinciale).&lt;br /&gt;L’unico riferimento fermo, sia pure con lievissime oscillazioni, fu la Regione Toscana col Presidente Vannino Chiti e l’Assessore Tito Barbini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La linea politica era molto sussultoria, anche se noi, specie negli atti formali, fummo lineari.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Negli atti programmatori che trovai in Provincia si auspicava l’ammodernamento dell’Aurelia. D’altro canto proprio tra il 95 e il 96 la Regione Toscana sembrò trovare un asse con la SAT e ambienti governativi: la formula magica fu &lt;em&gt;“percorso unitario d’intenti”&lt;/em&gt; per &lt;em&gt;“un’unica infrastruttura con caratteristiche autostradali lungo tutta la direttrice tirrenica”. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Noi tendevamo a leggere quella formulazione più spostata sul versante Superstrada, che su quello dell’Autostrada&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E i nostri atti formali si mossero in quella direzione. Il 25 settembre 1996, infatti, deliberammo in Consiglio Provinciale l’adeguamento dell’Aurelia da Grosseto al confine con il Lazio con l’indicazione puntuale degli svincoli da realizzare al posto delle immissioni a raso, dei tratti da portare a quattro corsie e persino delle indicazioni progettuali e morfologiche per il miglior inserimento nel paesaggio. Questa deliberazione non è stata mai revocata. &lt;br /&gt;Fu proprio sulla base di quella delibera che, nel gennaio 1999, chiedemmo all’ANAS di redigere il progetto definitivo (finanziato da noi e dalla Regione Toscana) per l’adeguamento in sede del tratto a due corsie nel comune di Capalbio: anche questo progetto che io sappia non è mai stato ritirato. &lt;br /&gt;Sia chiaro, però, &lt;em&gt;che eravamo disposti ad accogliere anche la proposta dell’Autostrada costiera &lt;/em&gt;(prevalentemente sul tracciato Aurelia) di fronte ad una proposta vera, con soldi veri, con tempi certi e alle condizioni ambientalmente più compatibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’apparente elisir del 1996&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sul fronte del dibattito, sembrò improvvisamente possibile intravedersi una via d’uscita anche a seguito di un autorevole incontro tenuto a Grosseto nel 1996 presso la Camera di Commercio voluto dal Comitato permanente per la realizzazione prioritaria dell'autostrada Livorno-Civitavecchia: presenti Carlo Alberto Dringoli (Presidente del Comitato organizzatore), il vice-presidente del Consiglio regionale Mauro Ginanneschi (per Vannino Chiti), Tito Barbini, assessore regionale ai trasporti, il sottosegretario ai trasporti Giuseppe Soriero, il sottosegretario ai lavori pubblici Antonio Bargone, il presidente della Salt Francesco Baudone, il direttore generale di Confindustria, Innocenzo Cipolletta. &lt;br /&gt;Come detto, l’elisir fu rappresentato da due espressioni: “percorso unitario d’intenti” e “unica infrastruttura con caratteristiche autostradali lungo tutta la direttrice tirrenica”.&lt;br /&gt;Consci che la problematica di fondo era di carattere finanziario, furono fatte anche delle cifre e ipotizzato un percorso. &lt;br /&gt;Secondo calcoli che si dicevano attendibili, la realizzazione del tratto di percorrenza Grosseto-Civitavecchia sarebbe costato circa 1.300 miliardi (l'Anas ne disponeva forse di 1.000, che erano la metà del proprio fondo di dotazione). Quindi che cosa si poteva fare? Ipotizzando la trasformazione della superstrada Rosignano-Grosseto in autostrada a pagamento (costo previsto 300 miliardi di lire) con i ricavi del pedaggio (da cui si pensava di escludere il traffico locale) si sarebbe potuto finanziare il proseguimento del corridoio (una strada europea a norme comunitarie, si diceva) fino a Civitavecchia. A questa ipotesi, si disse, si poteva concretamente lavorare perché la Salt, con il suo presidente Francesco Baudone, aveva dichiarato la propria disponibilità. In sostanza, la Salt avrebbe pagato la spesa di trasformazione (300 miliardi) e incassato il pedaggio del tratto Rosignano-Grosseto. Soluzione che non avrebbe richiesto l'intervento delle casse dello Stato, già allora sempre più asfittiche.&lt;br /&gt;La via di uscita fu più un abbaglio che una realtà. L’elisir ebbe vita breve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Provincia, per le sue scarse finanze e le pressoché nulle competenze sulle grandi opere, non poteva in realtà fare molto, però un peso lo poteva avere, soprattutto nella tessitura di una posizione discussa e condivisa&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Insieme all’Assessore Renato De Carlo (ex-dirigente di un importante azienda del Nord) persona di grande signorilità, competenza e abnegazione, contattammo praticamente tutti, incontrandoci o scontrandoci, avanzando proposte e accompagnando ogni piccolo barlume realizzativo. Naturalmente nell’ottica di realizzare un’opera il più possibile capace di unire concretezza a rispetto dell’ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Personalmente, su questo tema ho sempre avuto un approccio pragmatico.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;Non avevo un’ideologia da difendere e comprendevo che i nemici da battere erano i dibattiti inconcludenti, i veti contrapposti, le ipotesi contrastanti. Lo consideravo come il gioco delle tre carte: altri ci davano le carte e puntualmente ne facevano sempre sparire una, naturalmente dirottando le sempre meno pingui risorse statali verso altre zone d’Italia.&lt;br /&gt;Per questo nel 1995 ero favorevole all’adeguamento dell’Aurelia perché c’erano limitate risorse disponibili e l’intervento autostradale ne reclamava molte di più.&lt;br /&gt;Poi dal 1996 venne fuori l’ipotesi dell’Autostrada secondo la modalità che ricordavo prima (unica infrastruttura con caratteristiche autostradali lungo tutta la direttrice tirrenica) che come detto per me voleva piuttosto dire Superstrada con caratteristiche autostradali.&lt;br /&gt;E sposai questa ulteriore possibilità, in sintonia con la Regione Toscana, forse più spinta di noi. &lt;br /&gt;Il problema vero erano sempre le risorse, la certezza della realizzazione e i tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Con i Ministri una vera relazione fu possibile metterla in piedi solo con Paolo Costa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ricordo ancora lucidamente quanto mi disse durante un incontro nel ’97 presso il suo Ministero: il corridoio tirrenico è una delle 6 o 7 priorità nazionali. I soldi per tutte non ci sono. Per sperare di farla rientrare tra le prime 2 o 3 è necessario che tutti gli attori locali, comuni, provincia, regione, soggetti vari, trovino una posizione unitaria e parlino con una sola lingua.&lt;br /&gt;Già lo sapevamo, ma il messaggio fu forte e chiaro. E io e De Carlo ci mettemmo proprio a tessere quella tela, con la consapevolezza della nostra modestia, ma anche della utile rilevanza del nostro compito. Continuammo i contatti con la Regione, il Ministero, l’Anas nazionale e regionale, le varie Società Autostrade, dialogammo con il sistema associativo locale e favorimmo diversi incontri con i Sindaci da Capalbio a Follonica (che ancora possono testimoniare): sostanzialmente, grazie a tutti, fummo in grado di raggiungere una posizione unitaria, al di là delle propagande di rito e di intelligenti precisazioni su pedaggio, autostrada aperta e via discorrendo.&lt;br /&gt;Questa raggiunta intesa ebbi modo di comunicarla al Ministro Costa quando venne a Grosseto il 13 luglio 1998. Nell’assise pubblica che si tenne al Granduca gli rivolsi queste parole: &lt;em&gt;“Nell'incontro che si ebbe presso il suo ministero nel corso del 1997 lei mi disse che il Governo avrebbe lavorato per quegli interventi sui quali si registrava un consenso unanime a livello locale. Sul consenso ci abbiamo lavorato ed è stato sostanzialmente raggiunto. Ora attendiamo la risposta nazionale su: tempi, progetti, finanziamenti, esenzione del pedaggio per i residenti. L'Amministrazione Provinciale di Grosseto sull'Aurelia ha già messo risorse insieme alla Regione Toscana per la progettazione esecutiva del tratto a due corsie di Capalbio”&lt;/em&gt; (L’intervento completo è rintracciabile sul mio sito:  &lt;em&gt;www.stefanogentili.it &lt;/em&gt;nella cartella &lt;em&gt;Provincia Amica/Considerazioni su ambiente, territorio, infrastrutture/Le infrastrutture e il Ministro&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;Risposte non ne avemmo, anche perché di lì a qualche mese cadde il Governo Prodi (ottobre 1998).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’uscita della SALT.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo la neonata Salt per bocca del Presidente Carlo Alberto Dringoli tra la fine del 1997 e gli inizi del ‘98 aveva dichiarato che per trasformare in autostrada aperta la variante Aurelia e realizzare con le stesse caratteristiche la tratta mancante fra Grosseto e Civitavecchia, c’era già un progetto con finanziamento da parte dei privati e una data certa di consegna, il 2004.&lt;br /&gt;Noi sollevammo qualche perplessità di tipo burocratico (le concessioni, ma il Presidente Dringoli disse che non ne aveva bisogno), ed era vero che in linea teorica, sempre a risorse e tempi certi, avremmo preferito per il tratto a sud di Grosseto una Superstrada senza pedaggio sul tipo di quella che unisce Siena a Firenze (come si diceva, ristrutturazione dell’Aurelia con tipologia autostradale: 25 metri, due corsie per parte di metri 3.75, corsie di emergenza e tutto il resto). &lt;br /&gt;Ma anche questa volta &lt;em&gt;eravamo disponibili a leggere le carte della Salt&lt;/em&gt;, specie perché sosteneva che il suo progetto non sarebbe costato neppure una lira allo Stato. &lt;br /&gt;Il progetto non ci fu mai consegnato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo giungemmo agli inizi del 1999, cioè alla scadenza del nostro mandato. Ad eccezione del rammentato Progetto definitivo Anas da noi finanziato per il tratto capalbiese, non ricordo altri eventi significativi su questo fronte, salvo cortocircuiti della mia memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DIRO’ INFINE COSA VEDO&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il dopo spetta ad altri ricordarlo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ma giusto per parlare e scusandomi per qualche abbaglio, i principali passaggi (andando per sommi capi) dovrebbero essere stati i seguenti.&lt;br /&gt;Un anno e mezzo dopo la nostra “dipartita”, nel dicembre 2000, la Regione e il Governo Amato giunsero ad un Accordo sul progetto Anas, che prevedeva di allargare e ristrutturare l' Aurelia, con tipologia identica a quella autostradale: si diceva fosse meno costoso per lo Stato (1 miliardo di euro invece di 3) e, nell’ ultimo significativo atto dello stesso governo, la Legge Finanziaria 2001, furono stanziati 304 miliardi di lire per la messa in sicurezza dell’Aurelia nei 25 km a due corsie nei comuni di Capalbio e Tarquinia. Lo stanziamento in seguito scomparirà dalla disponibilità dell’ANAS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la vittoria di Berlusconi nel 2001, agli amministratori toscani convocati a Roma per discutere della Livorno-Civitavecchia fu presentato un percorso nuovo, “non conosciuto e non argomentato” - per dirla con le parole del presidente toscano Claudio Martini - che avrebbe aumentato a quasi 3.000 milioni di euro il costo di adeguamento: era il tracciato collinare che da Grosseto sud puntava verso l´interno attraverso Montiano, Magliano e Manciano fino a Capalbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martini, al termine di un complesso lavoro insieme alle amministrazioni locali, rispose: il corridoio tirrenico deve essere completato con un´autostrada, ma sia autostrada costiera (primavera 2003). E su questi punti la Toscana cercò e trovò l´alleanza della Regione Lazio nel giugno di quello stesso anno. Nel novembre sempre del 2003 Martini annunciò la ripresa del dialogo col governo, ma di li a poco quei fantasiosi del Gruppo Autostrade pubblicarono 2 progetti, facendo incavolare come una iena l’assessore Conti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nonostante tutti gli sforzi constato, però, che NEI FATTI siamo sempre agli anni '95-'99.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A livello nazionale è trascorsa la “fase delle signorie” con l’ulivo e il centro-sinistra (in 5 anni: 3 Presidenti del Consiglio e 5 ministri dei Lavori pubblici, a quelli citati si aggiunsero Bordon e Nesi) &lt;em&gt;e sul corridoio tirrenico non si è realizzato niente.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Poi è venuto il “tempo dell’assolutismo” con Berlusconi e il centro-destra (in 5 anni: 1 Presidente del Consiglio anche se Berlusconi I e Berlusconi II e 1 Ministro delle Infrastrutture, sempre Lunardi) &lt;em&gt;e sul corridoio tirrenico non si è realizzato niente.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Quindi c’è stata la breve stagione “anarchica” dell’Unione (2 anni: 1 Presidente del Consiglio, Prodi e 1 Ministro delle Infrastrutture, ancora Di Pietro) &lt;em&gt;e sul corridoio tirrenico non si è realizzato niente.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Oggi è trascorso un anno della “nuova era populista” (1 Presidente del Consiglio, ancora Berlusconi e 1 Ministro delle Infrastrutture: il sindaco di Orbetello, Matteoli) &lt;em&gt;e sul corridoio tirrenico non si è realizzato niente.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A dire il vero, ma ancora solo a livello di ANNUNCI e di primi importanti ATTI FORMALI, però qualcosa si è mosso 4 mesi or sono.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il 18 dicembre 2008, il CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica), dal cui vaglio passano tutte le grandi opere infrastrutturali, ha dato il proprio assenso al progetto preliminare della SAT. Dunque, l´autostrada si può fare, secondo il tracciato previsto dalla Regione, che ha portato avanti per cinque anni la battaglia. &lt;br /&gt;Completare l´asse autostradale tirrenico tra Rosignano e Civitavecchia gioverà secondo Claudio Martini non solo alla Toscana ma a tutto il paese, &lt;em&gt;“alla nostra economia, ai nostri porti, al turismo e alle comunità locali”&lt;/em&gt;. Il presidente si è impegnato, per quanto a lui compete, a fare &lt;em&gt;“un´opera di qualità e rispettosa dell´ambiente”&lt;/em&gt; (La Repubblica.it, 19 dicembre 2008).&lt;br /&gt;Forza Claudio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il Ministro Matteoli ha ribadito e annunciato che &lt;em&gt;"l’Autostrada si farà", &lt;/em&gt;i lavori inizieranno entro la fine del 2009 e termineranno nel 2013. &lt;em&gt;“I costi di 3,8 miliardi sono tutti a carico del project financing e il progetto approvato dal Cipe è all'85% cantierabile entro l'anno. Il tracciato è quello già concordato nel 2006 dalla Regione Toscana e da allora nulla è stato toccato. Per il tratto laziale non c'era l'accordo. Appena sono diventato ministro, ho chiamato il presidente Marrazzo e gli ho detto, scegli tu. Così è stato”&lt;/em&gt; (L’occhio Viterbese, 14 marzo 2009).&lt;br /&gt;Io, però, sono come San Tommaso: non credo se non vedo il primo e l'ultimo cantiere.&lt;br /&gt;Comunque, forza Altero! Lunga permanenza al Ministero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, mentre lo dico, penso che noi del centro-sinistra di peccati dobbiamo averli commessi tanti per dover sperare nella lunga vita ministeriale di Attila-Altero.&lt;br /&gt;Con rispetto, naturalmente.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-6116378541926636096?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/6116378541926636096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=6116378541926636096' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6116378541926636096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/6116378541926636096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/04/il-corridoio-tirrenico-noi-la-regione.html' title='IL CORRIDOIO TIRRENICO, NOI, LA REGIONE, ATTILA-ALTERO E TUTTI GLI ALTRI'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-3490061583676125344</id><published>2009-04-22T21:01:00.002+02:00</published><updated>2009-04-22T21:07:34.656+02:00</updated><title type='text'>IL FALCO, LA VACCA, L’AIRONE, IL FENICOTTERO, IL BIANCONE</title><content type='html'>Non mi addentro nel campo della zoologia o della ornitologia oppure dell’etologia o della zootecnia. Non ne sarei capace.&lt;br /&gt;Ricordo soltanto i “testimonial” che mettemmo nei cinque poster utilizzati per la promozione delle Riserve Naturali nella campagna pubblicitaria del 1998 dal felice titolo: &lt;em&gt;“Maremma: riserva di natura”: &lt;/em&gt;un falco lanario, una vacca maremmana con due aironi guardabuoi, un gruppo di fenicotteri e un Biancone della riserva dei Rocconi.&lt;br /&gt;Anche quella delle Riserve Naturali &lt;em&gt;fu un’altra importante scelta della legislatura 95-99.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Dopo attenta valutazione e ampie consultazioni, e convinti di operare nell’esclusivo interesse del nostro territorio e della gente che vi abitava, tra il 1997 e il 1998 istituimmo, come Provincia di Grosseto, &lt;em&gt;13 nuove riserve naturali&lt;/em&gt;: Basso Merse, Cornate e Fosini, Diaccia Botrona, Torrente Farma, La Pietra, Montauto, Monte Labbro (Parco Faunistico dell'Amiata), Monte Penna, Laguna di Orbetello, Pescinello, Poggio all'Olmo, Rocconi, Montioni (Parco Interprovinciale). Un anno dopo la nostra uscita di scena, si aggiunse il Bosco della SS. Trinità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non fu semplice neppure l’organizzazione e la gestione dell’operazione Riserve Naturali.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;Pur essendo sostenuto da una coalizione che anticipò nel 1995 - con la dicitura “Democratici Insieme” (il centro-sinistra di allora con i verdi e senza rifondazione) - l’Ulivo nazionale del ’96, eravamo in un certo immaginario sempre i soliti &lt;em&gt;“rosso-verdi”&lt;/em&gt; che tutto vogliono vincolare, impedire, ostacolare.&lt;br /&gt;Sia chiaro, molta era propaganda, ma c’era anche del vero e, una certa legislazione regionale, l’azione di alcuni personaggi-pomodoro, qualche rigidità ideologica, non ci aiutavano di certo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, per estrazione non avevo quell’approccio culturale (anche se ero per la salvaguardia del creato), e i miei primi collaboratori erano di equilibrato sentimento ambientale, ma tutti comprendemmo che &lt;em&gt;tutelare in modo particolare alcune aree del territorio provinciale avrebbe avuto un grande valore morale, politico e, nel medio tempo, economico&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E l’istituzione delle riserve naturali rappresentò più di una semplice scelta politica. &lt;em&gt;Fu la formalizzazione dei simboli di un insieme, di una comunità, di una provincia che voleva affermare anche un suo modello di vita e di sviluppo&lt;/em&gt;. Che non era certo quello a cui pensavano alcuni industrialotti e politicanti della Toscana del Nord e neppure i maître à penser dei fine settimana capalbiesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo fu di molto aiuto la preparazione anche tecnica del vice-presidente Giampiero Sammuri, e la realizzazione del Piano territoriale di Coordinamento. &lt;br /&gt;Con quell’atto, infatti, come ho già ricordato, riprendemmo in mano le redini del nostro territorio, fino ad allora vincolato dal livello regionale, e con ciò stesso potemmo, in sintonia con la stessa Regione, togliere i vincoli dove non avevano senso, limitarli dove potevano avere un significato se ridotti e orientarli, magari rafforzandoli, là dove si ravvisavano aree di rilevante pregio ambientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’azzeccatissimo slogan “Maremma: riserva di natura” offriva in sintesi il senso di quell’azione, che si incastonava coerentemente sia con la logica di valorizzazione turistica del Patto Territoriale che in quella dello sviluppo propria del Distretto Rurale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il territorio maremmano, alla luce anche della presenza del Parco della Maremma, di oasi del Wwf, del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, si presentava come uno dei più ricchi di risorse ambientali dell’intera nazione. &lt;br /&gt;Risorse da &lt;em&gt;godere&lt;/em&gt;, in primo luogo, per vivere meglio, a contatto con la natura, magari osservando il Biancone nidificare nelle gole dell’Albegna e la betulla ondeggiare lungo il torrente del Farma e fare il pieno di emozioni.&lt;br /&gt;Ma anche da &lt;em&gt;utilizzare&lt;/em&gt;, rispettandole, nella creazione di flussi turistici dedicati all’ambiente, alla natura, comunque alternativi e complementari allo sfruttamento estivo della fascia costiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questo fu fatto. E da lì occorre ripartire.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-3490061583676125344?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/3490061583676125344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=3490061583676125344' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3490061583676125344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3490061583676125344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/04/il-falco-la-vacca-lairone-il.html' title='IL FALCO, LA VACCA, L’AIRONE, IL FENICOTTERO, IL BIANCONE'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-3007847866624995082</id><published>2009-04-22T17:15:00.003+02:00</published><updated>2009-04-22T17:40:31.504+02:00</updated><title type='text'>SE CI PENSI 100 ANNI PRIMA EDUCHI IL POPOLO</title><content type='html'>Quando mi trovai in mano la famosa bicicletta provinciale indubbiamente le materie che mi erano più congeniali per storia e cultura personale erano quelle legate alla formazione, all’educazione e alla scuola.&lt;br /&gt;E con Mariella Gennai, la perla della mia giunta (che facevo arrabbiare quando le dicevo che era la mia migliore assessora donna – c’era solo lei…) decidemmo di mettere subito a fuoco la questione &lt;em&gt;formazione professionale &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;scuola&lt;/em&gt;. Naturalmente dovendo dimensionarci sulle nostre competenze, molto estese sulla prima, meno sulla seconda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne discutemmo approfonditamente, insieme ad altri collaboratori giungendo a tre convinzioni elementari, ma decisive.&lt;br /&gt;* La prima riguardava la consapevolezza che &lt;em&gt;la più importante risorsa di una comunità sono le persone&lt;/em&gt; (o come si usa dire, con espressione che non mi entusiasma, il capitale umano).&lt;br /&gt;* La seconda era la percezione del &lt;em&gt;superamento della vecchia tripartizione della vita&lt;/em&gt;: la giovinezza legata alla formazione, la maturità dedicata al lavoro e la vecchiaia riservata al riposo e al tempo libero.&lt;br /&gt;* La terza consisteva nella convinzione che &lt;em&gt;per riposizionare il nostro sistema produttivo e rilanciare l'economia era necessario vincere la sfida dell'innovazione&lt;/em&gt;, e quindi la strada obbligata per arrivare a ciò era ancora quella di investire sulle persone.&lt;br /&gt;Dovevamo &lt;em&gt;solamente&lt;/em&gt; fare scelte conseguenti, investire seriamente in formazione, costruire percorsi formativi di apprendimento “life long learning” (come si diceva), inventare strumenti di ricerca dei bisogni formativi, spalancare le porte del fortino provinciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se penso all’avverbio usato – &lt;em&gt;solamente&lt;/em&gt; – mi viene di nuovo l’orticaria.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La situazione della formazione in Provincia era disastrosa.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;Le ragioni erano molteplici (demotivazione e scontri tra il personale, nicchie che venivano salvaguardate, ecc.), ma ravvisammo l’errore di fondo nella gestione diretta dei corsi, figlia di quel tempo e di una mentalità statalista e ideologizzata propria della classe politica che sino allora aveva governato. Molta gestione, con connaturate clientele, e in realtà poca vera e innovativa programmazione, che invece andava fatta e fatta bene, partendo dalle reali necessità del territorio, ascoltando interlocutori veri e possibilmente non politicizzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La lotta fu durissima ed è comprensibile il perché. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Messaggi trasversali, letteracce, ribellioni organizzate. Addirittura, visto che scegliemmo di pescare il nuovo dirigente, che fu poi il docente universitario Carlo Odoardi, al di fuori del personale dell’ente, con una selezione, rigorosa e innovativa (tra 150 candidati, una trentina dei quali con curricula formidabili), diversa dal solito inconcludente, lungo e forse pilotato concorso interno, a seguito di una immotivata denuncia di qualche dipendente, mi sono beccato, insieme ad altri, un avviso di garanzia, poi regolarmente archiviato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lotta fu durissima, dicevo, ma noi &lt;em&gt;avevamo messo l’elmetto &lt;/em&gt;e quando feci un bilancio di legislatura mi resi conto che &lt;em&gt;avevamo prodotto una vera e propria mutazione genetica. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La gestione della Formazione Professionale era passata dalla ‘forma diretta’ per la quasi totalità dei corsi, ad un prevalente spazio a quella ‘autorizzata’ (cioè svolta all'interno delle aziende) ed alla formazione ‘convenzionata’ (affidata alla collaborazione delle agenzie formative specializzate). &lt;br /&gt;Nel 1996 il rapporto era 101 corsi in gestione diretta e 7 nelle altre due tipologie e circa 1000 allievi coinvolti.&lt;br /&gt;Nel 1999 fu di 15 corsi in gestione diretta e 188 tra l'autorizzata e la convenzionata e la previsione era che vi partecipassero oltre 3000 allievi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre il sevizio formazione della Provincia gestiva al 1999 relazioni esterne con &lt;em&gt;13 agenzie formative &lt;/em&gt;e con oltre &lt;em&gt;30 aziende &lt;/em&gt;che facevano formazione al loro interno attivando circa 600 operatori.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Era di fatto nata una rete di soggetti&lt;/em&gt;, fatta di scuole, imprese, associazioni di categoria, università, enti locali, che direttamente o indirettamente si facevano carico e contribuivano a garantire lo sviluppo di competenze individuali e che avrebbero potuto sempre più e sempre meglio favorire l’innovazione e lo sviluppo del sistema economico e di tutto il territorio. &lt;br /&gt;Non tutto era oro, naturalmente; anche all’esterno c’erano alcune vischiosità, qualche lentezza e in certi casi cattive abitudini figlie di un antico legame col potere. &lt;br /&gt;Ma il salto era fatto e &lt;em&gt;la Provincia, anche in questo caso, era uscita in campo aperto&lt;/em&gt;, fidandosi dei soggetti diversi da se stessa, e per ciò stesso riuscendo a promuovere una formazione meno pensata dall’alto (poi non si sa da quali menti sopraffine) e, abbandonando l’impegno nella gestione diretta, a riposizionarsi sul fronte della programmazione, del controllo della qualità e della consulenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La capacità di spesa dei finanziamenti che la Regione erogava ogni anno sul Fondo Sociale Europeo era cresciuta esponenzialmente. Il programma di Formazione Professionale del 1998 fu totalmente realizzato e i corsi tutti terminati entro la fine dell’anno. Fu l’unico caso in tutta la Toscana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esigenza di aderire sempre meglio alle richieste del territorio al fine della programmazione ci spinse a dotarci di un Sistema informatizzato proprio per rilevare il fabbisogno formativo che, con la imminente nascita del Centro per l’impiego, avrebbe dovuto anche incrociare domanda e offerta di lavoro.&lt;br /&gt;Progetti specifici innovativi - come il “Sulcis” (formazione a distanza insieme ad altre 4 regioni) e il  “Laboratorio”, che prevedeva l’istituzione permanente di formazione imprenditoriale e una ricerca sul territorio di vocazioni imprenditoriali e l’avvio della “Formazione Integrata Superiore”, che partì con un corso “per tecnico dei processi agroalimentari” e uno per “tecnico ambientale esperto in bonifica”- rappresentarono il nostro desiderio di spingere la formazione a diventare linfa di nuovo tessuto imprenditoriale.&lt;br /&gt;Insomma, era proprio un’altra cosa rispetto a quella ante-1996. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sono trascorsi 10 anni da quei momenti e di acqua sotto i ponti ne è passata&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;Non sono in condizione di fare una obiettiva valutazione di quello che è avvenuto in seguito. Spero si sia andati avanti, sburocratizzando, modificando quello che ancora non funzionava alla luce dell’esperienza.&lt;br /&gt;Spero, soprattutto, si sia continuato a fare della &lt;em&gt;formazione, professionale e continua, e dell’educazione un luogo di libertà, di sperimentazione, di apertura al nuovo, di crescita di nuove professionalità&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché rammento cose accadute 10-14 anni fa, &lt;em&gt;apparendo come Hiroo Onoda, l’ultimo giapponese&lt;/em&gt; che, immerso nella giungla, non aveva ancora compreso che le guerra era finita e perduta?&lt;br /&gt;Le rammento per ricordare ai prossimi amministratori provinciali (e non solo a loro) che è fondamentale che &lt;em&gt;la Provincia continui a mettere o rimetta al centro della propria azione proprio l'azione formativo-educativa in un ottica di crescita e di libertà&lt;/em&gt; e, per farlo, penso possa essere utile anche ridecifrare, soprattutto nello spirito, l’azione degli “straordinari anni 96-99” dei quali sono grato a molti, ma in particolare a Mariella e a Carlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre scrivo queste riflessioni, mi sovviene un proverbio cinese: &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Se ci pensi un anno prima pianti riso. &lt;br /&gt;Se ci pensi dieci anni prima pianti alberi. &lt;br /&gt;Se ci pensi cento anni prima educhi il popolo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E mi commuovo.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-3007847866624995082?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/3007847866624995082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=3007847866624995082' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3007847866624995082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/3007847866624995082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/04/se-ci-pensi-100-anni-prima-educhi-il.html' title='SE CI PENSI 100 ANNI PRIMA EDUCHI IL POPOLO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-153630036231500793</id><published>2009-04-21T14:51:00.003+02:00</published><updated>2009-04-22T17:56:06.608+02:00</updated><title type='text'>NÉ INGESSATI, NÉ SCIANCATI, MA INCAMMINATI VERSO IL FUTURO</title><content type='html'>L’ente Provincia non è immediatamente vicino al cittadino e questo la rende meno compresa, se non incompresa.&lt;br /&gt;Poi fa o non fa certe cose molto concrete, come strade e scuole superiori, e se ne discute, positivamente o in negativo.&lt;br /&gt;In realtà le competenze della Provincia la spingono in primis a svolgere attività programmatoria su una serie di questioni, quali rifiuti, trasporti, rete scolastica, attività venatoria e via dicendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la madre di tutte le programmazioni ha un nome che ai cittadini non dice assolutamente nulla: &lt;em&gt;Piano Territoriale di Coordinamento&lt;/em&gt;. Eppure con esso si governano le politiche del territorio quanto ad ambiente, infrastrutture, insediamenti. Cioè, cose serie, non robetta.&lt;br /&gt;Dopo un meticoloso lavoro e un percorso condiviso, ricordo che a fine ’98, precisamente nel consiglio provinciale del 6 novembre, si approvò il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Grosseto, siglato con l’acronimo, PTC.&lt;br /&gt;Ne uscì fuori, a mio modo di vedere, uno strumento &lt;em&gt;"profondamente innovativo". &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Perché innovativo? Lo ricordo con 8 risposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Perché prendeva le mosse da un'attenta analisi conoscitiva del territorio provinciale, non più considerato come un indistinto, ma come un'area vasta articolata al suo interno, dove le "diversità" erano riconosciute e inserite in un "sistema di complementarietà".&lt;br /&gt;• Perché organizzava una conseguente programmazione in grado di tenere conto dell'identità territoriale della Provincia, cioè delle tipicità storiche, culturali, ambientali che la caratterizzavano e delle risorse che possedeva.&lt;br /&gt;• Perché consentiva, pertanto, il passaggio da un "sistema di vincoli" rigidi e generalizzati sul territorio ad un "pacchetto di regole" adeguato alle diversità e animato dalla filosofia della "fattibilità compatibile". In Provincia di Grosseto da quel momento si poteva fare "tutto" (il bello, il buono, il lecito e l'utile); il PTC diceva "dove" e "come".&lt;br /&gt;• Perché superava tutti gli atti regionali di tipo settoriale, quali, ad esempio, la più o meno famosa 296/88 (che poneva vincoli generalizzati sul territorio).&lt;br /&gt;• Perché puntava su uno "sviluppo capace di futuro" in grado di integrare la salvaguardia del "capitale fisso sociale" (il territorio), con la "crescita ben temperata" delle infrastrutture, delle attività economiche e delle politiche di coesione sociale.&lt;br /&gt;• Perché favoriva uno sviluppo complessivo, integrato ed equilibrato articolando azioni tendenti a modificare la realtà della "Provincia a due velocità", puntando ad una valorizzazione delle "economie interne" e ad una "qualificazione complessiva" del territorio provinciale.&lt;br /&gt;• Perché immaginava attori sociali e individuali disponibili a farsi carico della salvaguardia e della valorizzazione del capitale fisso sociale.&lt;br /&gt;• Perché faceva proprio il principio di "equiordinamento dei poteri elettivi" e il riconoscimento che a ciascuno dei livelli di governo del territorio dovevano essere garantiti pari dignità e poteri (superando quindi la cosiddetta "pianificazione a cascata" e la subordinazione dei livelli inferiori a quello superiore). Pertanto l'azione provinciale si incentrava su un efficace coordinamento tra i diversi centri di pianificazione, a cui forniva sia "scenari di riferimento sovracomunali" che un "tavolo permanente di confronto" al fine di attuare una programmazione integrata e individuare le priorità d'intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma un PTC che &lt;em&gt;cercava di integrare sapientemente i valori e le sensibilità con gli interessi legittimi &lt;/em&gt;per raggiungere il &lt;em&gt;"bene comune storicamente possibile"&lt;/em&gt; e con l'intento di governare il territorio perché &lt;em&gt;"la vita vivesse"&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;"vivessero gli uomini": &lt;/em&gt;quelli di allora e le generazioni future.&lt;br /&gt;Il Piano, come previsto, ha in seguito avuto aggiustamenti dettati dall’esperienza concreta, ma nella sostanza e nella quasi totalità della forma è rimasto quello di allora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con uno slogan non bellissimo, ma chiaro, &lt;em&gt;"né ingessati, né sciancati, ma incamminati verso il futuro", &lt;/em&gt;chiusi l’intervento introduttivo al consiglio dell’11 novembre ’98 (che può essere recuperato nella sua interezza sul mio sito &lt;em&gt;www.stefanogentili.it/Provincia Amica/Considerazioni su Ambiente, Territorio, Infrastrutture/Piano Territoriale di Coordinamento per la vita e lo sviluppo&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;Ritengo questo strumento un’autentica pietra miliare nella costruzione di una &lt;em&gt;Provincia amica&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Stefano Gentili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8744071543745184870-153630036231500793?l=stefanogentili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stefanogentili.blogspot.com/feeds/153630036231500793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8744071543745184870&amp;postID=153630036231500793' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/153630036231500793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8744071543745184870/posts/default/153630036231500793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stefanogentili.blogspot.com/2009/04/ne-ingessati-ne-sciancati-ma.html' title='NÉ INGESSATI, NÉ SCIANCATI, MA INCAMMINATI VERSO IL FUTURO'/><author><name>Dialoghi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15578704558630401213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://bp2.blogger.com/_t1arElmOl9s/R766K15n2hI/AAAAAAAAAAs/YNW56bDT_20/S220/gentili.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8744071543745184870.post-8195020641153586097</id><published>2009-04-20T19:57:00.004+02:00</published><updated>2009-04-24T12:06:34.712+02:00</updated><title type='text'>LA TERZA RIVOLUZIONE DELLA MAREMMA: IL DISTRETTO RURALE</title><content type='html'>Quando nel maggio 1995 mi trovai in mano la bicicletta della Provincia che la volontà di 76.746 cittadini mi aveva consegnato, non mi restava che pedalare.&lt;br /&gt;La prima cosa importante che feci fu quella di scegliere i collaboratori più stretti, la giunta provinciale. Lo feci con grande autonomia, puntando su tre cose: competenza, intuibili capacità innovative, discontinuità col passato; mi basai molto sul curriculum di ciascuno. &lt;br /&gt;Fu il mio primo peccato, mai perdonato, che mi fu fatto puntualmente pagare nel 1999 impedendo una mia ricandidatura alla guida della provincia.&lt;br /&gt;Ma rappresentò a mio giudizio una scelta azzeccatissima in termini di bene comune. &lt;br /&gt;Quattro persone di grande valore e di spiccate competenze.&lt;br /&gt;In questo caso - e perché l’argomento lo richiede - desidero rammentare il prof. Alessandro Pacciani. Lo tirai fuori dal cappello come un prestigiatore; la sorpresa fu molta, alcuni manifestarono fastidio perché non consultai nessuno, ma il suo curriculum lo rendeva inattaccabile. Fu un’illuminazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con lui fu possibile da subito far fronte ad alcune 
