Al di sopra del papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica.
Stefano Gentili
domenica 1 marzo 2009
venerdì 6 febbraio 2009
ELUANA E LA MISERICRDIA
Sono vicino a papà Beppino, porre temine al cavario di Eluana è un atto di misericordia.
Stefano Gentili
Stefano Gentili
giovedì 15 gennaio 2009
PACE
Questa mattina la preghiera dell’ora media concludeva il Salmo 24 con la frase
“O Dio, libera Israele da tutte le sue angosce”.
Si, che il popolo d’Israele sia liberato da tutte le sue angosce, presenti e future e possa vivere in pace e sicurezza.
E che il popolo palestinese possa vivere in pace e prosperità, liberato dalla violenza e dalla guerra.
Basta con la carneficina e uomini nuovi possano guidare i due popoli alla pace.
Stefano Gentili
“O Dio, libera Israele da tutte le sue angosce”.
Si, che il popolo d’Israele sia liberato da tutte le sue angosce, presenti e future e possa vivere in pace e sicurezza.
E che il popolo palestinese possa vivere in pace e prosperità, liberato dalla violenza e dalla guerra.
Basta con la carneficina e uomini nuovi possano guidare i due popoli alla pace.
Stefano Gentili
venerdì 9 gennaio 2009
ABOLIRE LE PROVINCE? SI, QUELLE CHE NON FUNZIONANO
Cosa penso della proposta di abolire le province mi chiede Alessandro Bartoli nel precedente post.
Penso che sia sbagliata.
Non perché sono previste dalla carta costituzionale o per particolari nostalgie. Anzi, per dirla tutta, ritengo che nessuna forma istituzionale sia di per sé indispensabile e insostituibile.
Non sto parlando della ‘forma democratica’, ma delle modalità istituzionali attraverso la quale essa può esprimersi. Anche le province rientrano in questo ragionamento.
Ripeto, anche se oggi non va di moda, sono contrario alla loro abolizione. Se poi saranno abolite, pace.
Ammetto che prima di essere stato eletto Presidente della provincia di Grosseto nel 1995, l’Amministrazione provinciale non aveva a che fare con la mia vita, non l’avevo mai incrociata. Anche dopo il 1999, terminata l’esperienza, ho poco avuto a che fare con essa, salvo dal 2001 al 2003 in qualità di vice-sindaco di Pitigliano. Forti sono rimaste le relazioni con le tante persone serie e preparate che ho incontrato in quegli anni e forti si sono mantenuti i ricordi delle cose dette e fatte. Ma come reali incroci con la mia vita di cittadino, praticamente nulla più.
Comprendo quindi il favore popolare che accompagna la proposta di abolizione delle stesse.
Comprendo anche che se l’Ente provinciale non funziona se ne possa fare volentieri a meno.
Ma se funziona può rappresentare un motore di sviluppo e un fattore di convivenza a un livello territoriale più adeguato dei comuni e della regione.
A tal riguardo mi viene in mente l’introduzione che feci sul periodico dell’ente poco prima di lasciare (Impegni, risultati, sogni realizzati ProvinciadiGrosseto Informa n. 5, maggio 1999). Riguardava cose specifiche, ma faceva trasparire una Provincia forse non inutile. Lo riporto pescandolo dalla raccolta dei miei interventi consultabile sul mio sito www.stefanogentili.it dove è possibile reperire nel dettaglio, alla voce ‘Provincia amica’ e alla voce “Biografia”, le cose dette e quelle fatte.
“Singolare coincidenza quella che la nostra Amministrazione ha vissuto tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.
Il 30 marzo - insieme ai soggetti interessati - abbiamo sottoscritto il Patto Territoriale per lo sviluppo della maremma grossetana.
Il 31 marzo il Consiglio provinciale ha approvato il Bilancio per il 1999.
Sul Patto Territoriale e la sua straordinaria rilevanza per lo sviluppo e l'occupazione della nostra provincia mi sono più volte intrattenuto. Non è il caso quindi di tornarci sopra, se non per dire che è la realizzazione di un sogno. Lo vagheggiavo nel giugno '98 con un editoriale dal titolo ‘I have a dream’: ‘Ho un sogno, prima della conclusione della presente legislatura provinciale. Che entro la bisaccia delle tante cose fatte vi sia qualcosa di concreto e rilevante sul fronte dell'occupazione’.
Sul Bilancio 1999 vorrei segnalare il verbo utilizzato insistentemente: promuovere.
Dopo gli anni degli scrolloni, per rianimare un Ente assopito, disattento e lontano dai reali processi di sviluppo, la Provincia è oggi al centro di tutti i più importanti processi locali siano essi di natura ambientale, territoriale, economica, infrastrutturale, culturale, sociale.
È ora il tempo di muovere l'Ente, seguendo la strada faticosamente tracciata, verso ulteriori traguardi per offrire sempre maggiore concretezza all'idea di ‘Provincia Amica’. A quell'idea che sinteticamente tracciai nella prima Relazione Programmatica (Consiglio provinciale del 25/5/1995): ‘La nostra alleanza si è presentata con un personale rinnovato che ha stipulato un patto sull'idea della Provincia Amica: Ente pensante in grado di governare il territorio nel quadro di regole certe e condivise; motore leggero capace di offrire un decisivo contributo alla questione dello sviluppo e dell'occupazione’.
Le ‘coincidenze’ sono straordinariamente legate da una volontà ed un impegno su cui abbiamo lavorato duramente in questi anni.
Il dinamismo contenuto in entrambi gli strumenti, Patto e Bilancio, ridisegna, infatti, il rapporto tra istituzioni e società. Lo definirei un passo ‘dentro’ ad un nuovo modello di sviluppo.
La Provincia è infatti ‘amica’ non perché fonte passiva di finanziamenti, ma perché accompagna in un quadro di riferimento generale i progetti dei vari soggetti favorendo il loro crescere, costruendo strumenti di attuazione, semplificando la burocrazia.
Non bisogna però pensare che ora sarà tutto più semplice.
La strada del progresso comune comporta un lavoro complesso, costante, di alto livello, fuori da piccoli compromessi di bottega.
La nostra terra, la nostra gente se lo merita”.
Io penso che di un ente così ci sia bisogno.
Capisco che non sempre è così e non so dire neppure a che punto siamo ora nell’ente provinciale di Grosseto.
Allora che fare? Faccio una proposta: aboliamo quelle che non funzionano e sosteniamo quelle che vanno.
Un po’ di geometria variabile farebbe forse bene in un tempo così omologato.
Stefano Gentili
Penso che sia sbagliata.
Non perché sono previste dalla carta costituzionale o per particolari nostalgie. Anzi, per dirla tutta, ritengo che nessuna forma istituzionale sia di per sé indispensabile e insostituibile.
Non sto parlando della ‘forma democratica’, ma delle modalità istituzionali attraverso la quale essa può esprimersi. Anche le province rientrano in questo ragionamento.
Ripeto, anche se oggi non va di moda, sono contrario alla loro abolizione. Se poi saranno abolite, pace.
Ammetto che prima di essere stato eletto Presidente della provincia di Grosseto nel 1995, l’Amministrazione provinciale non aveva a che fare con la mia vita, non l’avevo mai incrociata. Anche dopo il 1999, terminata l’esperienza, ho poco avuto a che fare con essa, salvo dal 2001 al 2003 in qualità di vice-sindaco di Pitigliano. Forti sono rimaste le relazioni con le tante persone serie e preparate che ho incontrato in quegli anni e forti si sono mantenuti i ricordi delle cose dette e fatte. Ma come reali incroci con la mia vita di cittadino, praticamente nulla più.
Comprendo quindi il favore popolare che accompagna la proposta di abolizione delle stesse.
Comprendo anche che se l’Ente provinciale non funziona se ne possa fare volentieri a meno.
Ma se funziona può rappresentare un motore di sviluppo e un fattore di convivenza a un livello territoriale più adeguato dei comuni e della regione.
A tal riguardo mi viene in mente l’introduzione che feci sul periodico dell’ente poco prima di lasciare (Impegni, risultati, sogni realizzati ProvinciadiGrosseto Informa n. 5, maggio 1999). Riguardava cose specifiche, ma faceva trasparire una Provincia forse non inutile. Lo riporto pescandolo dalla raccolta dei miei interventi consultabile sul mio sito www.stefanogentili.it dove è possibile reperire nel dettaglio, alla voce ‘Provincia amica’ e alla voce “Biografia”, le cose dette e quelle fatte.
“Singolare coincidenza quella che la nostra Amministrazione ha vissuto tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.
Il 30 marzo - insieme ai soggetti interessati - abbiamo sottoscritto il Patto Territoriale per lo sviluppo della maremma grossetana.
Il 31 marzo il Consiglio provinciale ha approvato il Bilancio per il 1999.
Sul Patto Territoriale e la sua straordinaria rilevanza per lo sviluppo e l'occupazione della nostra provincia mi sono più volte intrattenuto. Non è il caso quindi di tornarci sopra, se non per dire che è la realizzazione di un sogno. Lo vagheggiavo nel giugno '98 con un editoriale dal titolo ‘I have a dream’: ‘Ho un sogno, prima della conclusione della presente legislatura provinciale. Che entro la bisaccia delle tante cose fatte vi sia qualcosa di concreto e rilevante sul fronte dell'occupazione’.
Sul Bilancio 1999 vorrei segnalare il verbo utilizzato insistentemente: promuovere.
Dopo gli anni degli scrolloni, per rianimare un Ente assopito, disattento e lontano dai reali processi di sviluppo, la Provincia è oggi al centro di tutti i più importanti processi locali siano essi di natura ambientale, territoriale, economica, infrastrutturale, culturale, sociale.
È ora il tempo di muovere l'Ente, seguendo la strada faticosamente tracciata, verso ulteriori traguardi per offrire sempre maggiore concretezza all'idea di ‘Provincia Amica’. A quell'idea che sinteticamente tracciai nella prima Relazione Programmatica (Consiglio provinciale del 25/5/1995): ‘La nostra alleanza si è presentata con un personale rinnovato che ha stipulato un patto sull'idea della Provincia Amica: Ente pensante in grado di governare il territorio nel quadro di regole certe e condivise; motore leggero capace di offrire un decisivo contributo alla questione dello sviluppo e dell'occupazione’.
Le ‘coincidenze’ sono straordinariamente legate da una volontà ed un impegno su cui abbiamo lavorato duramente in questi anni.
Il dinamismo contenuto in entrambi gli strumenti, Patto e Bilancio, ridisegna, infatti, il rapporto tra istituzioni e società. Lo definirei un passo ‘dentro’ ad un nuovo modello di sviluppo.
La Provincia è infatti ‘amica’ non perché fonte passiva di finanziamenti, ma perché accompagna in un quadro di riferimento generale i progetti dei vari soggetti favorendo il loro crescere, costruendo strumenti di attuazione, semplificando la burocrazia.
Non bisogna però pensare che ora sarà tutto più semplice.
La strada del progresso comune comporta un lavoro complesso, costante, di alto livello, fuori da piccoli compromessi di bottega.
La nostra terra, la nostra gente se lo merita”.
Io penso che di un ente così ci sia bisogno.
Capisco che non sempre è così e non so dire neppure a che punto siamo ora nell’ente provinciale di Grosseto.
Allora che fare? Faccio una proposta: aboliamo quelle che non funzionano e sosteniamo quelle che vanno.
Un po’ di geometria variabile farebbe forse bene in un tempo così omologato.
Stefano Gentili
mercoledì 17 dicembre 2008
LA QUESTIONE MORALE… NEI MIEI RICORDI
Questione morale si, questione morale no. Ma che diavolo! Cosa stiamo dicendo?
La questione morale c’è sempre stata e sempre ci sarà.
Perché riguarda noi, il nostro modo di essere e di relazionarsi con gli altri (presenti e futuri) e con le cose.
Non riguarda tanto i singoli errori che tutti commettiamo, le sbavature, ma la nostra persona nel suo dinamismo esistenziale e la scelta di fondo che E. Fromm delineava in un suo ancora attualissimo saggio: 'avere o essere?'
E’ tornato di moda parlare di questione morale riferita alle forze politiche e alla gestione della cosa pubblica. E’ bene che se ne parli, si indaghino le cause e si approntino adeguate terapie.
Che tipo di contributo offrire da parte mia? Teorico? No, sarebbe lungo e noioso. Proviamo la via pratica.
A conclusione dell’esperienza di Presidente della Provincia di Grosseto ebbi a tracciare un bilancio della nostra azione letto sotto la lente del primo obiettivo che ci eravamo posti: quello della ‘Provincia amica’.
Quasi all’inizio di quella riflessione (ancora oggi rintracciabile sul mio sito www.stefanogentili.it) dedicai alcune considerazioni proprio alla questione morale. Eccole.
“Uno dei capisaldi della nostra azione è sintetizzabile nella ‘questione morale’.
Atteggiamento mai gridato, né ostentato, si è concretizzato in un ventaglio di iniziative e di comportamenti.
Innanzitutto in un grande sforzo di trasparenza e comunicazione considerate entrambe presupposti e palestra del gioco democratico. Basti ricordare che il nostro Periodico ha avuto una tiratura complessiva di 129 mila copie; il Quotidiano ha diffuso oltre 6 mila notizie a quotidiani, istituzioni, associazioni, istituti di credito.
Il nostro Sito Internet è stato visitato da oltre 30 mila persone; sono state distribuite circa 3 mila segnalazioni di programmi comunitari, notizie e iniziative europee e circa 1000 segnalazioni e commenti giuridici.
Quindi nell'accettazione reale della separazione dei ruoli tra amministratori e dirigenti (anche nella individuazione degli incarichi che hanno sostanzialmente gestito questi ultimi assumendosi la responsabilità dei risultati) e nella ricollocazione dei dipendenti tutti sullo stesso piano a prescindere dalle appartenenze.
Poi, nelle pari opportunità effettivamente date a tutti coloro che si sono avvicinati ai concorsi promossi dall'Ente.
Ma anche nel rifiuto motivato di offrire risposte alle ‘particulari’ istanze di singoli cittadini e nel contestuale forsennato impegno a lavorare per risposte di quadro all'interno delle quali potessero trovare soddisfazione il maggior numero di necessità possibili.
Particolare attenzione è stata inoltre posta nel posizionare correttamente l'istituzione Provincia nei confronti delle forze politiche, anche di maggioranza, e dei soggetti sociali. Perché la Provincia amica è ‘amica di tutti’ e non di una sola parte, fosse anche quella che legittimamente ha vinto le elezioni (e che ha il diritto-dovere, di partecipare, nei modi istituzionalmente corretti, alla elaborazione delle grandi politiche dell'Ente).”
Tutto qua.
Stefano Gentili
La questione morale c’è sempre stata e sempre ci sarà.
Perché riguarda noi, il nostro modo di essere e di relazionarsi con gli altri (presenti e futuri) e con le cose.
Non riguarda tanto i singoli errori che tutti commettiamo, le sbavature, ma la nostra persona nel suo dinamismo esistenziale e la scelta di fondo che E. Fromm delineava in un suo ancora attualissimo saggio: 'avere o essere?'
E’ tornato di moda parlare di questione morale riferita alle forze politiche e alla gestione della cosa pubblica. E’ bene che se ne parli, si indaghino le cause e si approntino adeguate terapie.
Che tipo di contributo offrire da parte mia? Teorico? No, sarebbe lungo e noioso. Proviamo la via pratica.
A conclusione dell’esperienza di Presidente della Provincia di Grosseto ebbi a tracciare un bilancio della nostra azione letto sotto la lente del primo obiettivo che ci eravamo posti: quello della ‘Provincia amica’.
Quasi all’inizio di quella riflessione (ancora oggi rintracciabile sul mio sito www.stefanogentili.it) dedicai alcune considerazioni proprio alla questione morale. Eccole.
“Uno dei capisaldi della nostra azione è sintetizzabile nella ‘questione morale’.
Atteggiamento mai gridato, né ostentato, si è concretizzato in un ventaglio di iniziative e di comportamenti.
Innanzitutto in un grande sforzo di trasparenza e comunicazione considerate entrambe presupposti e palestra del gioco democratico. Basti ricordare che il nostro Periodico ha avuto una tiratura complessiva di 129 mila copie; il Quotidiano ha diffuso oltre 6 mila notizie a quotidiani, istituzioni, associazioni, istituti di credito.
Il nostro Sito Internet è stato visitato da oltre 30 mila persone; sono state distribuite circa 3 mila segnalazioni di programmi comunitari, notizie e iniziative europee e circa 1000 segnalazioni e commenti giuridici.
Quindi nell'accettazione reale della separazione dei ruoli tra amministratori e dirigenti (anche nella individuazione degli incarichi che hanno sostanzialmente gestito questi ultimi assumendosi la responsabilità dei risultati) e nella ricollocazione dei dipendenti tutti sullo stesso piano a prescindere dalle appartenenze.
Poi, nelle pari opportunità effettivamente date a tutti coloro che si sono avvicinati ai concorsi promossi dall'Ente.
Ma anche nel rifiuto motivato di offrire risposte alle ‘particulari’ istanze di singoli cittadini e nel contestuale forsennato impegno a lavorare per risposte di quadro all'interno delle quali potessero trovare soddisfazione il maggior numero di necessità possibili.
Particolare attenzione è stata inoltre posta nel posizionare correttamente l'istituzione Provincia nei confronti delle forze politiche, anche di maggioranza, e dei soggetti sociali. Perché la Provincia amica è ‘amica di tutti’ e non di una sola parte, fosse anche quella che legittimamente ha vinto le elezioni (e che ha il diritto-dovere, di partecipare, nei modi istituzionalmente corretti, alla elaborazione delle grandi politiche dell'Ente).”
Tutto qua.
Stefano Gentili
sabato 15 novembre 2008
FAMIGLIA…FAMIGLIA…MA VA LA’…
Ho la mia collocazione culturale e sono anche schierato politicamente.
Spero che questo non mi impedisca di vedere le cose buone e quelle cattive da qualsiasi parte vengano.
Berlusconi proprio non mi piace, ma non sono indisponibile a cogliere eventuali positive novità del suo governo.
Tra le positive novità…non c’è la famiglia.
Ricordo come essa (la famiglia) fu strumentalizzata durante la campagna elettorale. Faremo questo, faremo quello e altro ancora…
La realtà purtroppo è una’altra.
L’Italia è oggi in Europa il paese che investe per la famiglia la minor percentuale di Prodotto interno lordo e nel 2009 sarà tagliato del 32% il Fondo per la famiglia.
Poco dopo l’insediamento (giugno 2008) il governo Berlusconi, cancellando una serie di provvedimenti del precedente governo Prodi, ha di fatto permesso la riattivazione dell’indecente pratica delle ‘dimissioni in bianco’, che come noto si abbatte soprattutto sulle lavoratrici precarie che rimangono incinte.
I tagli della Gelmini colpiranno le maestre e le precarie (la scuola è quasi tutta femminile) e riducendo l’orario di permanenza a scuola metteranno in seria difficoltà le famiglie che vedranno i bambini tornare a casa per il pranzo (evviva la famiglia riunita al desinare!)
Il sottosegretario Carlo Giovanardi tira fuori dal cilindro l’idea di un “prestito-bebè” di 5.000 euro, da restituire al tasso del 4% (bello sforzo! E poi, chissà quanti pignoramenti di bambini dei morosi e degli insolventi!).
Nonostante il dichiarato positivo intento del Ministro Brunetta di eliminare sprechi e abusi (e su questo sono con lui), l’occhio messo sulla legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate un po’ mi preoccupa (e non perché handicappato ne sono interessato) ma per i problemi che potrebbe creare per chi ha malati gravi da assistere in famiglia.
Nonostante all'interno del governo vi siano anche persone che parteciparono da protagonisti al famoso “Family-day” ed altri che lo appoggiarono con affermazioni roboanti, la famiglia è ancora maltrattata.
“Famiglia, famiglia…” si gridava.
Ma va là…..
Stefano Gentili
Spero che questo non mi impedisca di vedere le cose buone e quelle cattive da qualsiasi parte vengano.
Berlusconi proprio non mi piace, ma non sono indisponibile a cogliere eventuali positive novità del suo governo.
Tra le positive novità…non c’è la famiglia.
Ricordo come essa (la famiglia) fu strumentalizzata durante la campagna elettorale. Faremo questo, faremo quello e altro ancora…
La realtà purtroppo è una’altra.
L’Italia è oggi in Europa il paese che investe per la famiglia la minor percentuale di Prodotto interno lordo e nel 2009 sarà tagliato del 32% il Fondo per la famiglia.
Poco dopo l’insediamento (giugno 2008) il governo Berlusconi, cancellando una serie di provvedimenti del precedente governo Prodi, ha di fatto permesso la riattivazione dell’indecente pratica delle ‘dimissioni in bianco’, che come noto si abbatte soprattutto sulle lavoratrici precarie che rimangono incinte.
I tagli della Gelmini colpiranno le maestre e le precarie (la scuola è quasi tutta femminile) e riducendo l’orario di permanenza a scuola metteranno in seria difficoltà le famiglie che vedranno i bambini tornare a casa per il pranzo (evviva la famiglia riunita al desinare!)
Il sottosegretario Carlo Giovanardi tira fuori dal cilindro l’idea di un “prestito-bebè” di 5.000 euro, da restituire al tasso del 4% (bello sforzo! E poi, chissà quanti pignoramenti di bambini dei morosi e degli insolventi!).
Nonostante il dichiarato positivo intento del Ministro Brunetta di eliminare sprechi e abusi (e su questo sono con lui), l’occhio messo sulla legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate un po’ mi preoccupa (e non perché handicappato ne sono interessato) ma per i problemi che potrebbe creare per chi ha malati gravi da assistere in famiglia.
Nonostante all'interno del governo vi siano anche persone che parteciparono da protagonisti al famoso “Family-day” ed altri che lo appoggiarono con affermazioni roboanti, la famiglia è ancora maltrattata.
“Famiglia, famiglia…” si gridava.
Ma va là…..
Stefano Gentili
giovedì 6 novembre 2008
WE SHALL OVERCOME
Ho voglia di cantarla e la canto.
We shall overcome,
we shall overcome,
we shall overcome some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
We shall live in peace,
we shall live in peace,
we shall live in peace some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
We'll walk hand in hand
we'll walk hand in hand
we'll walk hand in hand some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
Black and White together,
black and white together.
black and white together some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
NOI TRIONFEREMO
Noi trionferemo,
noi trionferemo,
noi trionferemo un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Noi vivremo in pace,
noi vivremo in pace,
noi vivremo in pace un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Noi cammineremo mano nella mano,
noi cammineremo mano nella mano,
noi cammineremo mano nella mano un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Neri e bianchi insieme,
neri e bianchi insieme,
neri e bianchi insieme un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Tutto qui.
Stefano Gentili
We shall overcome,
we shall overcome,
we shall overcome some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
We shall live in peace,
we shall live in peace,
we shall live in peace some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
We'll walk hand in hand
we'll walk hand in hand
we'll walk hand in hand some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
Black and White together,
black and white together.
black and white together some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
NOI TRIONFEREMO
Noi trionferemo,
noi trionferemo,
noi trionferemo un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Noi vivremo in pace,
noi vivremo in pace,
noi vivremo in pace un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Noi cammineremo mano nella mano,
noi cammineremo mano nella mano,
noi cammineremo mano nella mano un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Neri e bianchi insieme,
neri e bianchi insieme,
neri e bianchi insieme un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Tutto qui.
Stefano Gentili
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