sabato 13 febbraio 2010

VITTORIO BACHELET E IL FIGLIO GIOVANNI, 30 ANNI FA

Ricorrono in questi giorni 30 anni dall’uccisone di Vittorio Bachelet (12 febbraio 1980), trucidato da esponenti delle BR in pieno giorno nei corridoi dell’università in cui insegnava come docente di Diritto pubblico dell’economia.
Il messaggio che ancora oggi promana dalla sua vita e dalla sua morte, da quello che fu nella società e nella chiesa tramite l’Azione cattolica italiana, è di una attualità straordinaria e contiene i germi di un futuro ancora non del tutto esplorato.
Su alcuni tratti di questa straordinaria esperienza mi riprometto di tornarci sopra quanto prima.
Oggi voglio semplicemente ricordare la preghiera che l’allora giovane figlio Giovanni, lesse durante la messa funebre.
“Vogliamo pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri”.
Ho ancora impressa negli occhi l’immagine e nel cuore le parole di quello straordinario momento.
E ne rendo grazie.
Stefano Gentili

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