lunedì 25 marzo 2013

“NELLA CHIESA DEL TEMPO ULTIMO SI IMPORRÀ IL MODO DI VIVERE DI SAN FRANCESCO”



Aligi, un caro amico, due giorni fa mi faceva notare un curioso periodo contenuto nel calendario di Frate Indovino di quest’anno, al mese di marzo.
In fondo alla pagina di questo mese, all’interno del riquadro ‘Hanno detto di lui’, è riportata la seguente frase attribuita a Benedetto XVI: “Nella Chiesa del tempo ultimo si imporrà il modo di vivere di san Francesco che, in qualità di ‘simplex’ e ‘illitteratus’, sapeva di Dio più cose di tutti i dotti del suo tempo, perché egli lo amava di più”.
Chiesa dell’ultimo tempo…Francesco… Un brivido è transitato per la schiena…

Calma e gesso.
Intanto il testo non è di Benedetto XVI, ma di Joseph Ratzinger e risale al suo periodo giovanile (‘anni 50), quando fece la tesi di abilitazione all’insegnamento su San Bonaventura.
E probabilmente riporta il punto di vista del francescano Bonaventura da Bagnoregio (magari condiviso dal futuro pontefice).

Inoltre il “tempo ultimo” – per dirla con Ugo Sartorio - non è il tempo che verrà, un futuro indefinito che un giorno, chissà quando, ci sarà dato da vivere.
Il tempo ultimo è quello inuagurato da Gesù Cristo ed è il presente attraversato dall’«oggi» di Dio, da una possibilità sempre nuova di schierarsi dalla parte del Vangelo e delle sue Beatitudini.

Certo, però, che meditare questa frase poco dopo l'elezione a Vescovo di Roma di un pontefice che parla di povertà e di poveri e si chiama Francesco...fa una certa impressione.

Stefano Gentili

1 commento:

Unknown ha detto...

Più che un brivido per la schiena, una speranza nel cuore,