venerdì 6 marzo 2015

PER IL NUOVO PARTITO POPOLARE
Frammenti per la Costituente
Gennaio 1994


SOMMARIO

1 Il tempo delle scelte
2 Cose nuove solo da gente nuova
3 Carattere della nuova formazione
4 "Nomina sunt consequentia rerum"
5 Schieramenti e alleanze
6 Costituente provinciale
7 La selezione dei primi responsabili del Nuovo Partito Popolare
8 Alcuni aspetti organizzativi

Gli appunti che seguono sono il frutto delle riflessioni che durante l’estate e l’autunno ‘93 ho condiviso con quel gruppo di amici che, in primavera, vollero riconoscersi attorno alla mia candidatura alla Segreteria provinciale scudocrociata.
Compagnia arricchitasi di altre presenze provenienti dal mondo cattolico, con la quale ho sofferto e soffro le contraddizioni e i dubbi del tempo presente.
La compagnia di primavere non s’è dunque dileguata: ha continuato la sua battaglia, senza eccessivi clamori.
L’obiettivo era e resta quello di giungere alla Costituente Provinciale.
Da qualche giorno è venuta alla luce una Commissione, nominata dal Segretario Provinciale democristiano, che dice di voler predisporre l’itineriario per giungere a quell'obiettivo.
Lo spero vivamente.
Stefano Gentili


1. IL TEMPO DELLE SCELTE
1.1       Il tempo che stiamo vivendo è talmente diverso anche dall'immediato passato, che non è più possibile rispondere alle sollecitazioni attuali con modalità, strumenti ed atteggiamenti minimamente invecchiati.

1.2 La "forma-partito", nata in Italia con la resistenza e rimasta operante per cinquant'anni, è morta con il periodo storico che è ormai definitivamente alle nostre spalle.

1.3 La morte della tradizionale forma-partito ha inevitabilmente messo in crisi tutte le aggregazioni politiche del nostro paese.

1.4 Senza partiti, però, non si conosce democrazia rappresentativa. La fine di una forma-partito non è la fine dei partiti e della loro insostituibile funzione, tra l'altro consistente nell'evitare la caduta delle decisioni in mano a lobby più o meno occulte, dell'una o dell'altra oligarchia.
Finita, allora, una forma vecchia non resta che inventarne una nuova.

1.5 In questo contesto è fragorosamente esplosa la crisi della DC, cioè di quella forma-partito che per lunghi anni ha storicizzato la seconda fase della presenza politica del cattolicesimo democratico italiano.

1.6 Per aprire realmente  la "terza fase" storica della presenza politica del cattolicesimo democratico, bisogna avere il coraggio in primo luogo di dichiarare la fine della storia democristiana.

1.7 Quindi, contestualmente realizzare un nuovo capitolo, caratterizzato dalla costituzione di quello che può essere chiamato il Nuovo Partito Popolare (NPP).

La crisi della forma storica della DC rende possibile, per la prima volta nella vita del nostro paese, la piena realizzazione dell'intuizione sturziana, quella cioè, di un partito d'ispirazione cristiana, laico, aconfessionale, di credenti e non credenti insieme, popolare, aperto cioè alle fasce sociali meno favorite, animato da un impegno riformista coraggioso e forte.

1.8 La grande avventura che abbiamo dinanzi richiede interpreti "liberi e forti".
Forti perché hanno tagliato con le pratiche dei vecchi tempi, segnate dalla "paranoia del potere".
Liberi perché consapevoli che saranno altri a raccogliere i frutti dell'odierna semina.

1.9  Sbaglia chi pensa che, avendo i voti, non ha bisogno di cambiare.Sbaglia chi cerca di salvarsi per un eccesso di capacità trasformistica.

1.10  Quello che ci sta a cuore è la verità dei gesti. Il più importante dei quali è l'apertura di una reale fase costituente anche  a livello provinciale.


2. COSE NUOVE DA GENTE NUOVA
2.1  Per passare realmente dal vecchio (che è morto ma si trascina) al nuovo (generato, ma non nato) occorre un "filtro rigoroso" e un "collettore adeguato".

2.2  Il primo (il filtro) deve servire ad evitare che il Nuovo Partito Popolare (NPP) sia una sorta di "arca di Noè", con l'ingresso dei rappresentanti di tutte le singole specie animali. Non si cambia sommando le vecchie correnti di democristiana memoria, né bloccando i processi naturali per voler tenere insieme anime ormai inconciliabili.

Non tutti i democristiani potranno transitare nella nuova formazione. Non vi potranno convogliare gli orfani del Muro di Berlino, quelli cioè che si definivano democristiani in ragione di un pericolo, anziché di un valore.
Né si potrà agganciare chi si diceva democristiano in ragione di una convenienza, anziché di un ideale.
Ci vuole, allora, un ricambio radicale a tutti i livelli.
Ma il NPP non potrà neppure nascere senza l'apporto degli ex-democristiani che hanno vissuto con coerenza e pagato sulla propria pelle le grandi idealità dell'ispirazione cristiana in politica.

2.3  Il secondo (il collettore) deve invece essere in grado di favorire l'incontro e il raccordo di tutti coloro (singoli e gruppi) che intendono dar vita alla grande avventura.
Non certo per mettere insieme visioni dell'uomo e delle cose totalmente divergenti, ma per convogliare il più possibile singoli e gruppi che si ispirano alla stessa matrice, all'interno di una medesima aggregazione politica.

Coinvolgimento tutto da studiare nelle modalità, ma che ci sembra l'unica possibilità per evitare l'insignificanza politica dell'ispirazione cristiana.
Senza il coinvolgimento di questi "mondi" non si dà NPP.


3. CARATTERE DELLA NUOVA FORMAZIONE
3.1 Quello che oggi ci è dato vivere non è un tramonto, ma un nuovo momento di resistenza. Le esigenze del presente e il fallimento di altre proposte storiche offrono alla visione cristiana dell'uomo una grande occasione. E' in tal senso e a tal fine che riteniamo ancora necessaria, la presenza di un partito come il Nuovo Partito Popolare.

3.2  Siamo convinti che le idee proprie della visione cristiana dell'uomo e della società (idee di rispetto dei diritti umani, di solidarietà, di libertà, di democrazia, di servizio, di autonomia della società civile, ecc..) sono quanto mai attuali.

3.3  La scelta religiosa della Chiesa (fine del collateralismo), il legittimo pluralismo delle opzioni (fine dell'unità partitica) e la laicità della politica (fine del confessionalismo), sono dati ormai acquisiti.

3.4 Tra una presenza politica dei cattolici diffusa su tutti i fronti (senza alcun partito significativo che si ispiri esplicitamente ai valori cristiani) e la costruzione di una forza che apertamente si richiami a detti valori (senza per questo pretendere l'adesione di tutti i cattolici) ci sembra più significativa e utile la seconda strada.

3.5 Il NPP si ispira esplicitamente ai valori cristiani, ma non è il "partito cattolico". Il voto cattolico non è più scontato per nessuno: anche il NPP dovrà meritarselo grazie all'onestà e alla competenza degli uomini e alla coerenza ed efficacia dei programmi.

3.6 Dissoltosi lo stato di necessità di fronteggiare il comune nemico comunista, i cattolici politicamente impegnati hanno il dovere e la facoltà di essere più compiutamente se stessi, dispiegando in pieno le risorse dell'ispirazione cristiana.

3.7 L'ispirazione cristiana non è un orpello, ma ha concreti riflessi sugli orientamenti politico-programmatici almeno in tre direzioni:
a) l'integrità della persona e il suo corredo di diritti inalienabili;

b) la libertà nelle sue varie determinazioni (di pensiero, di associazione, economica, ecc);

c) la giustizia sociale intesa come tensione all'uguaglianza in concreto possibile.

L'analisi della situazione attuale e delle forze in campo conduce a concludere che oggi -dei tre principi guida- sono insidiati il primo e il terzo.
Non il secondo, che si fa strada da sé in virtù dell'egemonia di forze economiche e di culture di stampo liberale, talvolta esasperate.
Una genuina ispirazione cristiana suggerisce di applicarsi sugli altri due fronti: ecco perché, tanto più oggi, una politica fatta da cristiani non può che essere audacemente riformatrice e di timbro solidaristico.

3.8 Mettere in campo l'ispirazione cristiana per dar corso ad una politica di segno liberal-democratico è inopportuno. Anche se è più agevole, perché accorda processi in corso e forze egemoni.

3.9 Il NPP se vuole veramente aprire la terza fase del cattolicesimo democratico deve -su basi di autentica laicità- prendere sul serio la Dottrina Sociale della Chiesa anche quando il suo indirizzo non raccoglie facili consensi (o ne raccoglie solo rituali e di facciata).

3.10 In tal senso, allora, la visione di democrazia del NPP non può essere di tipo contrattualistico, traendo invece origine da quella visione che riconosce l'esistenza di un diritto naturale fondante quello positivo.
La democrazia è certamente regola, procedura, processo, condizione perché ciascuno possa esprimersi; ma non è la democrazia agnostica di matrice liberal-contrattualistica. E' la "democrazia autentica" che tutela i diritti inviolabili e inalienabili dell'uomo.

3.11 Il popolarismo del NPP non può essere un vuoto e retorico sostantivo.
Oggi vuol dire creare le condizioni per garantire a tutti i cittadini un adeguato pacchetto di risorse: dall'istruzione al lavoro, dal reddito ai servizi sociali, dalle condizioni abitative a quelle ambientali, relazionali e via dicendo.
 E siccome la crescita del benessere non si diffonde di per sé in favore di tutti, anzi il reddito e la ricchezza tendono a concentrarsi e le disuguaglianze si accentuano, una forza popolare deve spingere lo Stato e le varie comunità ad innescare un'adeguata funzione redistributiva, commisurata ai diversi livelli di svantaggio sociale.

3.12  In un tempo nel quale ancora ci dibattiamo tra i cantori estasiati e i critici ad oltranza del sistema capitalistico, riaffermiamo con perentorietà la nostra "accettazione critica" dello stesso.
Accettiamo ovviamente le sue fondamentali istituzioni economiche (la proprietà privata, il sistema salariale e il mercato e -con questo- la libertà di consumo, di investimento, di occupazione, di iniziativa economica e di concorrenza leale).

Ne critichiamo, però, fortemente taluni esiti, primi tra tutti la disoccupazione, il consumismo e l'alienazione.
Siamo fieramente contrari, in specie, al suo innalzamento da sistema economico a "filosofia dei valori": le regole del mercato non possono essere scambiate per valori di vita, e la necessità del profitto nell'economia non può condurre a ritenere il benessere materiale come lo scopo principale della vita dell'uomo.

3.13 Il NPP sarà quindi "riformista" e nel contempo "temperato": contrario, cioè, agli opposti estremismi di destra e di sinistra.
Se c'è un "centro" che ci interessa conquistare, allora, è il "centro della società civile grossetana", quel centro disposto ad accogliere un programma autenticamente riformatore, senza passare per vie rivoluzionarie e radicali.


3.14 La nostra ispirazione si fonda su un pensiero politico aperto, dialogante, unitivo nei riguardi delle altre culture, alle quali siamo debitori di non poche risorse.

Le identità delle "parti" costituiscono la ricchezza del tessuto democratico, il loro affievolirsi è ragione di grave crisi.


4. NOMINA SUNT CONSEQUENTIA RERUM
4.1 I nomi sono conseguenza delle cose.
Per questo motivo giudichiamo e giudicheremo intempestivo e gattopardesco qualsiasi cambiamento  del nome che non sia conseguenza del cambiamento dello strumento e delle persone.


5. SCHIERAMENTO E ALLEANZE
5.1  Circa gli schieramenti e le alleanze la nostra risposta è lapidaria: ci alleeremo con quelli che saranno più vicini al nostro programma e alle nostre proposte.

5.2  Principio sacrosanto e inequivocabile, ma che in un tempo di trasformismi come l'attuale richiede un corollario di ulteriori precisazioni.

5.3  La premessa non vuol dire:

            5.3.1  chiamare a raccolta i superstiti di altre stagioni tentando disperatamente di trasformare la vecchia coalizione di governo nazionale in un unico partitone indistinto e raccogliticcio;

            5.3.2  immaginare un futuro sistema politico bipolare (con schieramento progressista e conservatore) con inevitabile subalternità coatta delle forze del cattolicesimo democratico a quelle della sinistra post-marxista o alla destra gollista, velleitaria e localistica;

            5.3.3  ipotizzarsi "partito del centro" che, a seconda delle circostanze, si allea indistintamente con la destra e con la sinistra.

5.4     La premessa vuol dire:

            5.4.1  puntare alla formazione di un "terzo polo" tra le grandi culture del cattolicesimo democratico, dell' ambientalismo non oltranzista, del  riformismo moderno;

            5.4.2  che la Lega non ci piace per quello che dice né per quello che fa, anche se siamo attenti ai motivi che hanno portato molti elettori a votarla;

            5.4.3  che non vi sono più motivi storici per una preclusione al dialogo con un cammino, in parte simile al nostro, che viene dal profondo della storia del movimento operaio.


6. LA COSTITUENTE PROVINCIALE
6.1  La Costituente nazionale (voluta da chi ha compreso la fine del secondo tempo della storia del cattolicesimo democratico italiano, e con esso della DC, ed ha recepito la necessità di costruire una nuova forza politica e osteggiata-sopportata da chi pensa che una DC rinnovata sia più che sufficiente o peggio, pensa solo alla propria sopravvivenza politica) ha compiuto un primo decisivo passo -sia pure non senza ambiguità- verso il NPP.

Ma il cambiamento per essere efficace deve realizzarsi concretamente anche a livello locale.
Anche in provincia di Grosseto si deve avere la forza e la capacità di porsi in stato costituente che, in primo luogo, è una disposizione dell'animo e della mente, poi un fatto attuativo.
Per favorire il citato processo alcune precisazioni e taluni passaggi ci sembrano irrinunciabili.

6.2  L'Assemblea Costituente Provinciale (ACP) dovrà essere preparata da una Commissione (di 30 membri) costituita per metà da personale interno alla DC e per metà da esponenti di movimenti di comune ispirazione cristiana e da esponenti degli altri mondi vitali interessati (associazionismo, volontariato, produzione).

6.3 All'ACP prenderanno parte in veste di delegati "due insiemi" numericamente equivalenti, in rappresentanza della DC e dei mondi esterni, ambedue con diritto di parola e di voto.

6.4 L'ACP avrà il potere di definire le linee programmatiche, la collocazione, l'iniziativa e le regole per la selezione dei primi responsabili del NPP, siano essi candidati a cariche pubbliche che a quelle interne.

6.5 L'ACP -per essere effettivamente tale- non la si dovrà quindi concepire come uno dei tanti convegni di studio su questioni d'interesse generale che hanno prodotto dibattiti sterili e documenti incartapecoriti subito dopo la loro stesura.

Non la si potrà neppure realizzare come l'Assemblea degli esterni dei primi anni 80: una specie di cooptazione con quote percentuali di partecipazione e con il nocciolo duro che restava sempre lo stesso, rappresentato da uomini di partito.

6.6  L'ACP dovrà fare proprio il contrario. Si dovranno creare le condizioni e gli strumenti affinché al termine del processo vi sia un cambiamento radicale.

Si dovranno insomma creare le condizioni costituenti perché le forze vive e giovani della società grossetana, che si richiamano al cattolicesimo democratico o che hanno passione civile e desiderio di impegnarsi per la costruzione della città dell'uomo a misura d'uomo, divengano sin da subito i protagonisti e gli attori responsabili della NPP.


7. LA SELEZIONE DEI PRIMI RESPONSABILI DEL NUOVO PARTITO POPOLARE
7.1 Se quello che viviamo è un tempo di resistenza, dobbiamo dire che si può resistere solo con un totale rinnovamento del modo di far politica, dei metodi, della militanza e della selezione dei nuovi responsabili.

7.2 Allora, per assicurare la piena autonomia del NPP rispetto alle organizzazioni correntizie di potere che si sono costituite nella Democrazia Cristiana, per evitare che le stesse cause che hanno paralizzato l'iniziativa politica di questo partito vengano trasferite nel NPP, per impedire l'automatica riproduzione degli stessi soggetti e degli stessi ruoli già esistenti nella DC, è opportuno fissare delle regole speciali per il periodo transitorio.

Regole necessarie e inderogabili.
7.3  Come prima deliberazione si deve stabilire che coloro che sono stati riconosciuti pubblicamente come responsabili di correnti o ne hanno detenuto il potere, non potranno ricoprire ruoli dirigenziali di responsabilità nel nuovo soggetto politico.

7.4  Devesi riconfermare la regola in base alla quale non potranno iscriversi al NPP coloro che si trovino sottoposti ad indagini da parte della magistratura, siano stati rinviati a giudizio, siano stati condannati o per gravi reati o per reati commessi nell'esercizio di funzioni pubbliche.

7.5  Per quanto riguarda la selezione dei primi candidati del NPP alle cariche elettive pubbliche -per evidenti motivi d'immagine e di sostanza, onde non dar adito ad accuse di gattopardismo che potrebbero danneggiare la nuova formazione politica- è inderogabile quanto segue.

            7.5.1 I due amici attualmente eletti alle cariche di parlamentare e consigliere regionale democristiani, debbono dichiarare pubblicamente di non ripresentarsi candidati e di non accettare candidature a qualsiasi carica elettiva pubblica in rappresentanza del NPP.

            7.5.2 Stessa dichiarazione deve essere pubblicamente fatta dagli attuali consiglieri provinciali e comunali democristiani.

            7.5.3  Potranno concorrere come candidati del NPP, ai vari livelli elettivi pubblici, solo coloro che non  sono mai stati eletti, ad alcun livello e in alcuna formazione, nelle precedenti tornate elettorali.

            7.5.4 I candidati del NPP -a qualsiasi livello- dovranno essere scelti attraverso il criterio delle "elezioni primarie"; tramite una votazione, cioè, a cui potranno prendere parte tutti gli iscritti e tutti i cittadini che lo desidereranno (purché si iscrivano come "elettori delle primarie").

7.6 Per ciò che concerne l'elezione dei primi responsabili interni al NPP, a qualsiasi livello, è inderogabile quanto segue.

            7.6.1 Non potranno accedere a dette responsabilità coloro che non rientrano nei dettami del punto 7.5.3.

            7.6.2 Non potranno accedere a dette responsabilità coloro che hanno ricoperto incarichi dirigenziali di Segretario, di componente eletto delle Direzioni (o equipollenti) a qualsiasi livello e in qualsiasi formazione politica.
           
            7.6.3 Tutti gli altri cittadini potranno accedervi liberamente.
           
            7.6.4 Il Segretario Circoscrizionale sarà eletto, seguendo il criterio delle "primarie", dal primo Congresso del NPP circoscrizionale e da tutti i cittadini che lo desidereranno (purché si iscrivano come "elettori delle primarie").

            7.6.5 I Segretari Locali saranno eletti, seguendo il criterio delle "primarie", da una votazione a cui prenderanno parte i componenti dei "Centri Locali di Iniziativa Politica" (territoriali e tematici) e tutti i cittadini che lo desidereranno (purché si registrino come "elettori delle primarie").


8. ALCUNI ASPETTI ORGANIZZATIVI
8.1 E' definitivamente tramontato il partito organizzato burocraticamente, dotato a volte di apparato elefantiaco, e si sta affermando il partito-associazione, meno appesantito da rigide strutture istituzionali e più aperto all'apporto della gente.

8.2  Il NPP sarà organizzato sulla base di "centri locali di iniziativa politica" liberamente costituiti a livello territoriale o su basi tematiche, che aderiscono alla struttura coincidente con la nostra circoscrizione elettorale al parlamento nazionale.
I vecchi Comitati Comunali e le sezioni -non avendo più senso e richiamando un'esperienza ormai trascorsa-  debbono essere del tutto aboliti.

8.3 L'unico responsabile del coordinamento e dell'indirizzo dell'attività politica sarà il Segretario circoscrizionale eletto secondo i dettami del punto 8.6.4.

8.4  Il Segretario sarà affiancato da un organo collegiale costituito da rappresentanti eletti nei singoli comitati locali, che avrà il compito di discutere ed approvare le proposte di interesse provinciale o di maggior rilievo politico.

8.5 Il Segretario sarà affiancato da esperti eletti dall'organo collegiale tra persone senza precedenti incarichi politici (interni ed elettivi), con il compito di studiare i problemi specifici e di suggerire le soluzioni più opportune da un punto di vista tecnico.

8.6  Il NPP dovrà essere lo strumento politico del "popolo": si darà quindi spazio ad iniziative popolari e comunque rappresentative di interessi collettivi, compatibili con le caratteristiche del NPP, mettendo a disposizione uomini e strutture.

8.7  Dovrà continuamente raccordarsi con le associazioni ed i movimenti senza strumentalizzazioni e sollecitando il più possibile aggregazioni intorno a comuni obiettivi, nella consapevolezza che è più importante raggiungere il "bene comune" che acquisire il consenso ad ogni costo.


“Se è notte, si farà giorno”


Nessun commento: