sabato 27 ottobre 2012

4. IL MESSAGGIO DELLA SALVEZZA CON LA MEDICINA DELLA MISERICORDIA

Il Concilio ha rappresentato il punto di riferimento più alto nella vita della Chiesa del XX secolo, aprendo ad essa un nuovo cammino.

Si è pronunciato su importanti argomenti e ha consegnato alla Chiesa ricchi documenti di dottrina e di azione: 4 Costituzioni (1 pastorale, 1 liturgica, 2 dogmatiche), 9 Decreti, 3 Dichiarazioni.
Il cardinale Giacomo Lercaro, Padre conciliare, riferì in seguito le intenzioni di Giovanni XXIII, peraltro note. Il Vaticano II è “un concilio che non definisce nuove dottrine, un concilio che non condanna, ma un concilio che cerca un linguaggio con cui presentare a tutti gli uomini il messaggio della salvezza”.

Agli eventuali errori, era solito dire il Papa, bisogna opporsi con lo spirito dell’amore. Alla severità era preferita “la medicina della misericordia”.
In occasione della inaugurazione, il Papa pronuncia l’allocuzione ‘Gaudet mater ecclesia’ nella quale dichiara, appunto, terminata la stagione delle condanne e asserisce che: “Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore” (7,2).

L’immagine che si ripresenta alla mente con maggiore insistenza è quella di Papa Giovanni XXIII alla finestra che saluta i fedeli la sera dell’11 ottobre 1962, lì convenuti per la fiaccolata d’inizio Concilio, ai quali tiene un saluto bellissimo culminato nella famosa frase “tornerete a casa, troverete i vostri bambini, fate una carezza ai vostri bambini e dite questa è la carezza del Papa”.

Ecco, appunto: la carezza.
“E’ quella di una Chiesa che dà carezze, di una Chiesa che si sa chinare sui mali del proprio tempo, sulle complessità della vita, sulle difficoltà della vita e le lenisce con bontà, con misericordia, in modo carezzevole” (Vito Mancuso 2012)… la Chiesa del Concilio, la Chiesa di Gesù.

Stefano Gentili

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